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Einaudi [Biblioteca di Cultura Filosofica], Torino, 1961 – In-8, bross., pp. XXII + 344. Firma d’app. al risg.
1975réf. 10901975 - broché - Les Editions de Minuit - Collection Le sens commun, dirigiée par Pierre Bourdieu - 1975 - In-8 (22 x 13,5 cm) broché - 344 pages - ISBN : 2-7073-0052-7 - Traduction dirigée par Jean Bollack avec la collaboration de Barbara Cassin, Isabelle Michot, Jacques Michot & Helen Stierlin
2000réf. REG2727MBroché, 178 pages, paru le 30 novembre 2000 chez Atlantica, livre en très bon état général.
199624X22 cm. 23 pages. Softcover.In good condition
1982in 8° br. pp.328 con ill.ni f.testo, ben tenuto
réf. 18984Liège, Desoer, 1923. 16 x 25, 282 pp., illustrations (photos d'époque), cartonnage éditeur illustré, très bon état.
1975réf. 103851975 N° 1 - revue trimestrielle illustrée - septembre 1975 - Grand in-8 broché - revue illustrée
1996Stampato con il contributo del C.N.R. Centro Nazionale delle Ricerche, Dipartimento di Scienze Filologiche e Storiche, uUniversit? di Trento -Presentazione - Premessa - 47 Contributi di vari autori 1 24x16,5 cm., in brossura, pp. 548 (1), prima edizione, in italiano, sottolineature in matita su alcune pagine, firma e un appunto in penna su margini della prima pagina bianca. Buone condizioni. La presente raccolta di saggi, nei quali viene presentata la riflessione di quarantacinque studiosi di estetica italiani ? una dimostrazione di come l'Estetica italiana inizi a farsi carico di interessi che, nell'uso internazionale, vengono definiti come 'applicati'. Gli estelogici che qui offrono i loro lavori...sembrano essere i primi, in Italia, a mettere in questione certezze disciplinari e metodologie acquisite...
in-8, 320 pp., ill. Exemplaire débroché, à relier : dos manquant, plats usagés (intérieur en bon état) [MA-4]
2003Mm 135x205 Collana " Kepos ". Brossura editoriale di pp. 197. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY
réf. 4364, Paris, librairie Felix Alcan, 1920., Broche, couverture d' editeur, 14,5x21cm, 166pp, illustre n/b.
1913Introduzione 1 20,5x15 cm., in brossura, pp. XXII (2), 282, prima edizione, in italiano, piccoli rattoppi alle estremit? del dorso, sottolieature in matita su qualche pagina buone condizioni.
1928214 p. con 99 disegni e documenti nel testo; 27 cm. Brossura editoriale. Ex libris. Piccole macchie e bruniture in copertina, ottimo internamente
1968Tela c/acetato, cm17x24.5, pp 205 (3); 185 ill. in nero nt e ft.
2005réf. 193836Editions du Sandre Editions du Sandre, 2005. In-8 broché de 200 pages. Bon état
Présentation de Dora Vallier, Klincksieck, L'esprit et les formes, 1986, 167 pp., broché, couverture un peu défraîchie, passages signalés et annotés au crayon.
petit in-4° carré, 150 pp.+ 133 photos en planches hors-texte, plans in-texte, broché, couverture illustrée.- Bel exemplaire. [CA28-1]
2002Anton Raphael Mengs (1728-1779), grande pittore e scrittore d'arte, tedesco di nascita ma romano di adozione, è uno dei massimi rappresentanti della cultura artistica del Settecento. E i suoi Pensieri sulla Bellezza e sul Gusto nella Pittura, scritti nel 1762 a Roma in stretto contatto col magistero dell'amico Winckelmann, sono uno dei testi capitali del Neoclassicismo. Questo piccolo libretto infatti ebbe subito un enorme successo in tutta Europa e procurò all'autore la singolare fama di «pittore filosofo». In realtà Mengs era alieno da ambizioni filosofiche, ma il suo saggio colmava un vuoto che dopo Winckelmann sembrava intollerabile: quello di una attuale e militante teoria della pittura. Riproponendo l'annoso confronto fra antico e moderno alla luce dell'ideale neoclassico di bellezza, Mengs tratteggiò un'estetica "moderna" della pittura elaborata a partire dalla rivisitazione delle opere dei grandi pittori – segnatamente Raffaello, Correggio e Tiziano – in una sorta di lezione accademica per il pittore dell'avvenire. Estetica, sistematica storica e taglio didattico fecero dei Pensieri di Mengs un testo esemplare, e che ancor oggi costituisce (insieme ai Pensieri sull'Imitazione di Winckelmann, il Saggio sopra la Bellezza di Spalletti, e La Bellezza Ideale di Arteaga, pubblicati nella presente collana) una chiave essenziale di comprensione dell'epoca neoclassica. La presente edizione ripropone la traduzione italiana pubblicata nel 1780 dal cavalier José Nicolas de Azara, amico ed esecutore testamentario di Mengs, una traduzione che s'impose nella comunità scientifica ed esercitò un'influenza di gran lunga più significativa del raro originale tedesco. Correda il volume un ampio apparato esegetico, critico e bibliografico curato da Michele Cometa. Autori: Anton Raphael Mengs. Curatori: Michele Cometa.
2014Che cos'è l'arte? È questo l'eterno interrogativo sul quale il filosofo e critico Arthur C. Danto ritorna in un saggio che è insieme dissertazione filosofica e riflessione autobiografica. Prendendo le distanze da chi vorrebbe ridurre l'arte a ciò che è considerato tale in un contesto istituzionale o da chi addirittura la ritiene indefinibile, l'autore individua alcune caratteristiche che le restituiscono contorni netti: l'arte ha una sua permanenza ontologica nelle forme pur variabili in cui si manifesta. A determinare un'opera d'arte è la capacità di dare corpo a un'idea, di esprimerla per mezzo di un "fare artistico" che traduce il pensiero in materia nel modo più efficace, travalicando le contingenze. Ma ciò non basta. Essa deve incarnare qualcosa di impalpabile, che la accomuni a un sogno a occhi aperti e che conduca il fruitore a uno stato emotivo e sensoriale nuovo. Danto approda così a conclusioni lontane dal relativismo che per decenni gli è stato attribuito: per capire l'arte non ci vuole un concetto aperto, ma una mente aperta. Nel guidare il lettore tra i grandi nomi del pensiero filosofico e dell'arte di ogni epoca (in particolare Michelangelo, Poussin, Duchamp e Warhol), l'autore traccia un ambizioso percorso che dalle teorie platonica e kantiana prosegue analizzando le innovazioni - prospettiva, chiaroscuro, fisiognomica e nascita della fotografia - che hanno segnato il progresso dell'arte occidentale, fino al suo apparente esaurimento... Autori: Arthur C. Danto. Traduttori: Nicoletta Poo.
2015br. La bellezza conforta, riscalda e illumina il nostro percorso di vita. Ma è possibile una bellezza indipendente dal bene, perfino alleata del male? Questo libro risponde di no, in primo luogo negando che le immagini siano paradigma di oggettività, emblema di neutralità descrittiva. Anche quando pensiamo che mostrino la realtà nuda e cruda, senza possibilità d'inganno, sono spesso più ambigue di qualsiasi discorso, e danno origine a discorsi senza fine. II modo in cui sono costruite, tagliate e contestualizzate afferma un progetto di mondo, di umanità: la figura della tabaccaia felliniana di Amarcord potrebbe non distinguersi dalle "velone" dell'omonimo programma tv, ma racchiude un messaggio radicalmente diverso. Nelle particolari circostanze in cui viene proposta e percepita, un'immagine è portatrice di giudizi. D'altra parte, se "un'immagine vale più di mille parole" è perché può suscitare emozioni intense e rappresentare un vigoroso stimolo all'azione. Ispirato dai grandi filosofi occidentali, Ermanno Bencivenga ci guida alla scoperta del significato etico delle immagini, muovendosi sul doppio registro della passione e del giudizio. I numerosi esempi tratti dalla storia dell'arte, dal cinema, dalla pubblicità e dalla cronaca confermano uno dei cardini del pensiero kantiano: il bello è simbolo del bene. Lo può rappresentare in modo diretto o in modo indiretto, facendone avvertire la mancanza. L'esito è identico: risvegliare in noi il desiderio del bene.
2017br. Dal modello classico all'estetica dell'assenza di regole: la storia dell'idea di bellezza è segnata dal progressivo disgregarsi del paradigma armonico di un perfetto ordine cosmico in cui il bello si collega al vero e al bene. Se in età moderna si fa esperienza del molteplice e dell'individuale, a fine Settecento si approda a una netta rivincita del sublime e del brutto. Ma è soprattutto il Novecento che rivendica il valore estetico della deformità e delle dissonanze come generatori di ordini sconosciuti. Malgrado il discredito che in alcune teorie colpisce oggi il concetto di bello, sorprendentemente esso continua a rinnovarsi, sottraendosi a qualunque definizione univoca e conclusiva.
2014brossura Una costante nell'itinerario biografico di Gabriel Marcel è rappresentata dalla musica. L'improvvisazione al pianoforte riveste una grande importanza nella sua non secondaria attività di musicista. L'improvvisazione vissuta come preghiera, estasi mistica che lo proverà anche fisicamente; la testimonianza di una reale coalescenza di ipseità e di trascendentalità, che cercano di congiungersi in un punto x della concrezione sonora. Affidandosi alla trasgressività del logos estetico, il filosofo pone su un piano d'intelligibilità metafisica l'altrimenti indicibile dell'essere, il già e non ancora, il destino della polarità dialettica tra esistenza e trascendenza. Il rapporto di Marcel con la musica è un rapporto complesso che non può assolutamente ridursi a un aspetto del suo itinerario, ma rappresenta, come lui amava definire, un nucleo vivo e incandescente della sua vita, che ha orientato intimamente le sue scelte e il suo percorso, e che si è via via chiarificato e problematizzato con l'evento della sua conversione al cattolicesimo.