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1973réf. 124013Couverture souple. En bon état. Broché. 232 pages.
1964réf. da1487Aubier Broché 1964 In-12 (11,6 x 17,3 cm), broché, paginé de 183 à 345 ; petite réparation au quatrième plat en queue, mors et bords des plats frottés, intérieur frais, assez bon état général. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
1964réf. 1487Marbach, Schiller-Nationalmuseum, 1964. Pappband, 8°, 138 S., 1 Portrait; -guter Zustand, sauberes und festes Exemplar.
1965réf. 117814Couverture souple. En bon état. Broché. 128 pages.
piccolissimo danno alla costola
Light creasing to corner of last few pages and rear wraps. ; Discussion of the aesthetic unity found in Hellenistic art and literature. ; Wisconsin Studies in Classics; 213 pages
Gianni Vattimo (a cura di) Estetica moderna. Bologna, Il Mulino 1990 italian, 380 CR32.LBrossura editorialevolume in discrete condizioni, segni da scaffalatura agli angoli della copertina, aloni scuri e abrasioni sulla copertina, tracce di umidità all'interno 380 pagine circacopertina come da foto
213p. Paperback Very good condition
Valentino Brosio Ritratti parigini. Firenze, Vallecchi 1977 italian, 329 1977 Opera con copertina rigida, sovraccoperta, illustrazioni nt e ft in b/n. ST1053
677 p., illus, by the author. Hardcover Good condition; hinges cracked, spine faded
Convegno San Bernardo di Clairvaux Estetiche monastiche : atti del 3. Convegno San Bernardo di Clairvaux : Abbazia di Santa Croce in Gerusalemme, Roma, 17-18 ottobre 2008. Roma, Edizioni Eleniane ; Milano : Jaca book 2009 italian, 132 2009. Copertina editoriale in brossura pieghevole. XIII, 132 p., [4] carte di tav. : ill. ; 23 cm Ts.1
G. LUKACS Prolegomeni a un'estetica marxista. Roma, Riuniti 1957 italian, 259 CH10Brossura editorialevolume in buone condizioni, 1° edizione, segni di usura causati dal fattore tempo sulla copertina, interno in ottimo stato, legatura salda259 pagine circaCopertina come da foto
Hegel Esthétique de la peinture figurative. Parigi, Hermann 1964 italian, 185 ST1164 Opera con copertina morbida in brossura, evidenti segni di umidità.
Leone de Castris Estetica e marxismo. Roma, Editori Riuniti 1976 italian, 230 1976 Opera con copertina morbida in brossura. ST1064
Sneh Pandit An approach to Indian theory of art and aesthetics. New Delhi, Sterling puglishers 1977 english, 147 ST1120 Opera con copertina rigida, sovraccoperta.
Sneh Pandit An approach to the Indian Theory of Art and Aesthetics. New Delhi, Sterling Publishers 1977 english, 147 1977 Opera in copertina rigida, sovraccoperta. ST1074
Trione Aldo 1° edizione! L' ostinata armonia : filosofia ed estetica tra Otto e Novecento. Roma - Bari, Laterza 1991 italian, 103 CH10Brossura editorialevolume in ottime condizioni, 1° edizione, copertina in condizioni eccellenti, interno come nuovo, legatura salda 103 pagine circaCopertina come da foto
br. Il pròbleme che l'immagine del cinema moderno pone è lo stesso di fronte a cui si trova la filosofia della differenza del grande libro del 1968, "Differenza e ripetizione": uscire dalla tutela del Tutto-Uno, sottrarsi al percorso verticale e gerarchico della rappresentazione, produrre un differente rapporto tra "io, pensare, essere". La filosofia deve pensare con i propri strumenti, i concetti, un essere che è un terreno di differenze senza gerarchia, un io che esce dai canoni del soggetto trascendentale, un mondo che non è un tutto-uno e che il pensiero non è più in grado di pensare nemmeno come il proprio orizzonte. L'arte (il cinema come arte) affronta lo stesso problema: la frattura del tempo narrativo tradizionale, la singolarità non integrabile in un intero, l'interstizio reso visibile, la dissociazione tra il visivo e il sonoro. Allora, che cosa può pensare il pensiero nelle sue differenti forme? In che cosa consiste la sua potenza, se non può pretendere l'onnipotenza e se l'idea del tutto non può nemmeno più essere il suo orizzonte?
br. Il pròbleme che l'immagine del cinema moderno pone è lo stesso di fronte a cui si trova la filosofia della differenza del grande libro del 1968, "Differenza e ripetizione": uscire dalla tutela del Tutto-Uno, sottrarsi al percorso verticale e gerarchico della rappresentazione, produrre un differente rapporto tra "io, pensare, essere". La filosofia deve pensare con i propri strumenti, i concetti, un essere che è un terreno di differenze senza gerarchia, un io che esce dai canoni del soggetto trascendentale, un mondo che non è un tutto-uno e che il pensiero non è più in grado di pensare nemmeno come il proprio orizzonte. L'arte (il cinema come arte) affronta lo stesso problema: la frattura del tempo narrativo tradizionale, la singolarità non integrabile in un intero, l'interstizio reso visibile, la dissociazione tra il visivo e il sonoro. Allora, che cosa può pensare il pensiero nelle sue differenti forme? In che cosa consiste la sua potenza, se non può pretendere l'onnipotenza e se l'idea del tutto non può nemmeno più essere il suo orizzonte?
La nascita dell'estetica come disciplina filosofica (1750) ha finito per espropriare la bellezza della sua identità originaria limitandone la capacità di interagire con altri saperi. Una rivoluzione con precise rifrangenze nei più diversi ambiti: dalla filosofia alla musica, dalla letteratura alle arti figurative. Su questi problemi ha voluto riflettere il festival di filosofia, "Il Giardino dell'Estetica", attraverso un florilegio di lezioni affidate a studiosi provenienti da diverse aree disciplinari. La conclusione del percorso ha portato ad una verità inequivocabile: nella ricerca attuale sulla bellezza occorre seguire percorsi non sempre rigidamente finalizzati, infilarsi in molti dei sentieri che si dipartono dalla realtà procedendo erraticamente. Autori: Elio Matassi, Walter Pedullà, Fulco Pratesi. Curatori: R. Gaetano.
Forme di emancipazione dal logocentrismo, l'arte e la riflessione estetica sempre più si accreditano come espressioni di libertà del senso e di fabulizzazione della verità. E in quanto tali s'impegnano a mettere in luce il lato infondato del logos, abilitando in qualche modo la "follia" che lo costituisce. Traendo spunto da una commedia di Eduardo nella quale il protagonista pazzo si trova spaesato nella quotidianità "sana" dell'arte, dei doppi sensi, delle metafore, La follia in scena prende alla lettera la pretesa "folle" dell'estetizzazione della verità e tenta di confrontarla con la follia effettiva, quella incarnata appunto nei pazzi. Allora, però, emerge una precisa differenza tra follia con e senza le virgolette: divaricazione tra una visione poetica e riflessiva che resta utilmente all'interno dei codici logici e realistici, sia pure per relativizzarli, e una pratica esistenziale che sconvolge il logos nell'assenza di una coscienza riflessiva e di finalità derealizzanti. Ed è proprio con questa assenza che va cercato il confronto. Autori: Gianluca Corrado.
2002réf. 87151Köln, Weimar & Wien: Böhlau 2002. 122 Seiten. Mit vereinzelten Illustrationen. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].