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2008Paolo Spinicci Simile alle ombre e al sogno. La filosofia dell'immagine. , Bollati Boringhieri 2008, Copertina: flessibile in brossura con alette informative, leggermente sporca con lieve segni d'uso anche in quarta di copertina con margini stanchi in modo lieve. Dorso: leggermente sporco, leggermente rovinato con pieghe e margini leggermente stanchi. Taglio: ingiallito e leggermente sporco. Sguardi: ingialliti e leggermente sporchi. Frontespizio: ingiallito. Pagine testo: ingiallite. Margini delle pagine: ingialliti. Legatura: a colla. Molto buono (Very Good) . 278 9788833918891
1973Erwin Panofsky Idea. Contributo alla storia dell'estetica. , La Nuova Italia 1973, Copertina: flessibile in brossura, molto ingiallita e sporca anche in quarta di copertina con margini stanchi. Dorso: sporco, molto ingiallito e leggermente rovinato soprattutto in piede con strappo, margini stanchi. Taglio: ingiallito e sporco. Sguardi: ingialliti. Frontespizio: ingiallito e brunito ai margini della pagina. Pagine testo: ingiallite e brunite ai margini. Margini delle pagine: ingialliti. Mediocre (Poor) . 204
2000E. FRANZINI Gusto e disgusto di Elio Franzini. Segrate, Nike 2000 italian, 183 CR.79 Brossura editoriale, volume come nuovo, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda 183 pagine circaCopertina come da foto
2001DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. RARO. Il suono, ha scritto Hegel, è «un esteriorità che si sopprime nel suo sorgere con la sua stessa esistenza e sparisce in se stessa». Questa presenza fugace e negativa non sembra poter prescindere da un quid capace di trattenerla e di misurarla. Perciò del suono come oggetto sensibile dovremmo dire anzi tutto che «scorre attraverso il passato e si imprime nella memoria»; e probabilmente non è un caso, aveva aggiunto Agostino, che l'antica mitologia avesse riconosciuto nelle Muse le figlie di Giove e di Memoria. È infatti come ordine del senso, come traccia depositata nelle pieghe dell'anima, che il suono si sottrae al dileguare dell'istante, per penetrare nei suoi livelli più profondi e partecipare insieme del mortale e del divino, del sensibile e dell'intelligibile. Attraverso una puntuale rilettura delle fonti, il volume segue lo sviluppo di questo tema nel pensiero illuminista: dall'opera degli esthéticiens alla gnoseologia di Condillac, dal progetto semiografico e antropologico di Rousseau alla teoria armonica di Rameau, dall'epistemologia di d'Alembert all'estetica di Diderot. Una trama testuale che riflette l'incrocio delle premesse cartesiane con i motivi della psicologia empirista, lasciando trasparire il tacito (ma in realtà decisivo) confronto con la percettologia di Leibniz. Fra i suoi esiti, la revisione di una sistematica delle arti fondata sul concetto di imitazione, la visibilità del nesso che lega le nozioni di espressione e di intervallo, l'abbozzo di una fenomenologia dell'esperienza musicale fondata su una originale descrizione dell'oggetto sonoro. ALESSANDRO ARBO è stato dottore di ricerca in Ermeneutica (Università di Torino), e docente a contratto di Storia della musica nell'Università di Trieste. Attualmente è professore nel Dipartimento di Musicologia dell'Università di Strasburgo. Si occupa prevalentemente di estetica e filosofia della musica. Autore di saggi e monografie sul pensiero illuminista e il Novecento (ricordiamo Dialettica della musica. Saggio su Adorno, Milano 1991, La traccia del suono. Collabora a «Nuova Rivista Musicale Italiana», «Rivista di estetica», «International Review of the Aesthetics and Sociology of Music». Ha pubblicato una quarantina di saggi e i volumi Dialettica della musica. Saggio su Adorno (Guerini e associati, 1991), Augusto Cesare Seghizzi (Edizioni Studio Tesi, 1992), I fondi musicali dell'Archivio storico provinciale di Gorizia (La Provincia, 1994), Carlo Michelstaedter (Edizioni Studio Tesi, 1996, premio selezione Comisso 1997), Musicisti di frontiera (Edizioni della Laguna, 1998), Il suono instabile. Saggi sulla filosofia della musica nel Novecento (Trauben, 2000). Ha curato, tra l'altro, Acumeno («Rivista di Estetica», 9, 1998), Kadmos. Studi mitteleuropei (ICM, 2001) ed è coautore di Nietzsche, a cura di M. Ferraris, (Laterza, 1999) e L'altra estetica, a cura di M. Ferraris e P. Kobau (Einaudi, 2001). Descrizione bibliografica Titolo: La traccia del suono. Espressione e intervallo nell'estetica illuminista Autore: Alessandro Arbo Editore: Napoli: La Città del Sole, Dicembre 2001 Collaboratore: Istituto italiano per gli studi filosofici Lunghezza: 562 pagine; 23 cm ISBN: 8882921255, 9788882921262 Collana: Volume 93 di Il pensiero e la storia Soggetti: Musicologia, Filosofia, Ermeneutica, Estetica, Musica, Dialettica, Illuminismo, Linguaggio musicale, Suono, Sonorità, Suoni, Segni, Semiografia, Canto, Anagrammi, Percezione, Scrittura, Partiture, Note, Du Bos, Crousaz, Imitazione, André, Batteux, Melodia, Armonia, Rameau, D'Alembert, Natura, Rousseau, Lettre su la Musique française, Letteratura francese, Novecento, Essai sur l'origines des langues, Voce, Pedagogia, Educazione musicale, Carattere, Cantare, Canzoni, Traccia, Tracce, Espressione, Mimesi, Srods, Muets, Ascolto, Ascoltare, Neveu, Fantasma dell'opera, Condillac, Logica, Fonogramma, Studi culturali, Fonti, Consultazione, Riferimento, Storia, Bibliografia, Saggistica, Libri Vintage Fuori catalogo, Stili musicali, Aristotele, Poetica, Baud-Bovy, Beethoven, Berkeley, Chouillet, Bollino, Cartesio, Collisani, Derrida, Jimmy Doolittle, Didier, Diderot, Fubini, Foucault, Kant, Kintzler, Hobson, La Mettrie, Leibniz, Locke, Malebranche, Modica, Mozart, Pergolesi, Wilson, Orecchio, Storia, Dissertazioni, Teorie, Dispute, Vibrazioni, Fisica, Matematica, Jean-Philippe Rameau, Scritti teorici, Composizione, Lirica, Settecento, Enciclopedisti, Eulero, Romanticismo, Accordi, Effetti, Barocco, Compositori, Comunicazione, Espressività, Sentimento, Francia, Critica, Interpretazione, Musicology, Philosophy, Hermeneutics, Aesthetics, Music, Dialectics, Enlightenment, Musical language, Sound, Sonority, Sounds, Signs, Semiography, Singing, Anagrams, Perception, Writing, Scores, Notes, Imitation, Melody, Harmony, Nature, French literature, Twentieth century, Voice, Pedagogy, Music education, Character, Sing, Songs, Tracks, Expression, Listening, Listen, Phantom of the opera, Logic, Phonogram, Cultural studies, Sources, Consultation, Reference, History, Bibliography, Nonfiction, Out of print books, Musical styles, Aristotle, Poetics, Descartes, Ear, History, Dissertations, Theories, Disputes, Vibrations, Physics, Mathematics, Theoretical writings, Composition, Lyric, Eighteenth century, Encyclopedists, Euler, Romanticism, Chords, Effects, Baroque, Composers, Communication, Expressiveness, Sentiment, France, Criticism, Interpretation
2009DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. RARO. Il filosofo ungherese György Lukács (1885-1971) è, dopo Lenin, il più significativo pensatore marxista del secolo XX. Passato attraverso la tempesta delle due guerre mondiali, della rivoluzione d'Ottobre, dello stalinismo, poi testimone diretto e protagonista dei nuovi rapporti sociali di vita instauratisi nell'Ungheria del dopoguerra, egli è autore di opere di grande risonanza internazionale: nella sua fase giovanile premarxista, L'anima e le forme (1910-11) e Teoria del romanzo (1916-20); nella fase protomarxista del suo esilio a Vienna, Storia e coscienza di classe (1923); durante il lungo esilio moscovita (1931-44), celebri saggi critico-letterari sul realismo francese, tedesco e russo dell'Ottocento, celebri studi su Goethe, i capitoli che andranno a costituire più tardi Il romanzo storico (1955), quando escono anche due lavori da lungo tempo in gestazione, Il giovane Hegel e La distruzione della ragione (entrambi del 1954); e nella fase ultima della sua attività, le due principali opere di teoria marxista, l'Estetica (1963) e Per l'ontologia dell'essere sociale (postuma). Da un punto di vista espositivo, ma naturalmente anche dal punto di vista critico, questo libro prende globalmente in considerazione il ruolo da lui svolto, come pensatore e come ideologo militante, nel quadro della civiltà del Novecento. GUIDO OLDRINI, nato a Varese nel 1935, allievo di Eugenio Garin, è stato professore ordinario di Storia della filosofia presso l'Università degli studi di Bologna. Si è occupato della circolazione del pensiero di Hegel in Italia (La cultura filosofica napoletana dell'Ottocento, 1973; Napoli e i suoi filosofi, 1990; L'idealismo italiano tra Napoli e l'Europa, 1998) e in Europa (L'estetica di Hegel e le sue conseguenze, 1994; Hegel e l'hegelismo nella Francia dell'Ottocento, 2001), di temi rinascimentali (La disputa del metodo nel Rinascimento, 1997) e di storia del cinema (Il realismo di Chaplin, 1981; Gli autori e la critica, 1991; Il cinema nella cultura del Novecento, 2006). Circa Lukács, se ne è occupato in una serie non esigua di saggi, interventi, note, recensioni, curando altresì i volumi collettanei Lukács (1979) e Il marxismo della maturità di Lukács (1983). Riveste la funzione di coordinatore del l'ormai ultraventennale rivista «Marxismo oggi». INDICE SEZIONE PRIMA – L'ITINERARIO GIOVANILE DI LUKÁCS DALLA CULTURA BORGHESE AL MARXISMO I. La cultura mitteleuropea nell'età dell'imperialismo 1. Presupposti e implicazioni della crisi postquarantottesca 2. L'orizzonte ideologico dell’imperialismo 3. Dalla “tragedia della cultura” alla tragedia bellica 4. Imperialismo ideologico côté Ungheria II. Scorsa sulla esperienza giovanile premarxista di Lukács 1. Tra Budapest e Berlino: il periodo saggistico 2. Metafisica della forma 3. L’operosità estetica di Heidelberg 4. Al tramonto di un'epoca III. Dopo l’Ottobre: il Lukács protomarxista 1. L'adesione/conversione di Lukács al comunismo 2. In esilio a Vienna: il marxismo di Storia e coscienza di classe 3. La congiuntura della “stabilizzazione relativa” SEZIONE SECONDA – LA SVOLTA DEL '30 E LE SUE CONSEGUENZE IV. Le basi teoretiche del Lukács della maturità 1. Sfondo ambientale e vicende dell’attività di Lukács a Mosca 2. La svolta del '30: a) oltre gli schemi del marxismo hegelianizzato 3. La svolta del '30: b) oltre il marxismo della II Internazionale 4. Conseguenze e prospettive della svolta V. Lukács critico e storico della letteratura 1. La letteratura alla luce della teoria del realismo 2. Nuovi studi su Goethe e i suoi nessi con Hegel 3. Una critica a dimensione storiografica 4. Sulla questione formale del contrasto tra realismo e avanguardia VI. In vista di una sistematica marxista 1. Ungheria post-1945: Repubblica popolare e “democrazia di nuovo tipo” 2. Dinamiche della riproduzione allargata 3. Lo strumentario concettuale del marxismo e le sue categorie portanti SEZIONE TERZA – IL MARXISMO “SISTEMATICO” DELLA TARDA MATURITÀ DI LUKÁCS VII. I principi della grande «Estetica» 1. Continuità e discontinuità estetica con il passato 2. Il sostrato ontologico della grande «Estetica» 3. Il per-sé specifico dell’arte e le sue funzioni 4. Lukács e Hegel: due estetiche a confronto VIII. Genesi, impianto e problemi dell'«Ontologia dell'essere sociale» 1. Premesse storico-genetiche 2. La realtà come «complesso di complessi dinamici» 3. Dall’essere reale all'ideale e all’ideologia 4. Implicazioni e arricchimenti del marxismo nell'Ontologia IX. La via marxista all'etica 1. Il retroscena etico della maturazione di Lukács 2. Fonti e reperti di un'etica ontologica 3. Sulla teoria e il ruolo dell’etica secondo l'ontologia marxista 4. La via marxista al concetto di persona SEZIONE QUARTA – LUKÁCS NEL QUADRO DELLA CULTURA DEL NOVECENTO X. Lukács uomo e filosofo: diagnosi dei tratti della sua figura di studioso 1. Una vita per lo studio 2. Lo studioso al lavoro 3. Adempienze e inadempienze del lavoro dello studioso 4. Inadempienze in tema di linguaggio filmico XI. La forma culturale della militanza di Lukács 1. Lukács come intellettuale militante 2.Militanza e conflittualità dei rapporti intellettuali 3. La lotta di classe nella cultura XII. Problemi storici e critici del socialismo 1. La rivoluzione d'Ottobre e i suoi riflessi sulla filosofia e la cultura 2. Alle prese con l'esperienza, i nodi critici e le impasse dello stalinismo 3. Principi di democrazia socialista XIII. L’eredità di un insegnamento 1. Come rapportarsi in concreto al patrimonio intellettuale di Lukács 2. Caratteristiche e potenzialità del retaggio 3. I compiti dell'intellettualità marxista Descrizione bibliografica Titolo: György Lukács e i problemi del marxismo del Novecento Autore: Guido Oldrini Editore: Napoli: La Città del Sole, Marzo 2009 Collaboratore: Istituto italiano per gli studi filosofici Lunghezza: 550 pagine; 23 cm ISBN: 8882923711, 9788882923716 Collana: Volume 127 di Il pensiero e la storia Soggetti: Filosofia Politica, Ideologie politiche, Marxismo, Comunismo, Intellettuali, Dogma, Antidogmatismo, Pensiero filosofico, Capitalismo, Capitale, Svolta, Anni Trenta, Novecento, Germania, Russia, Unione Sovietica, Stalinismo, Libertà, Scienze politiche, Revisionismo storico, Protomarxismo, Teorie, Conservatorismo, Destra, Sinistra, Partiti politici, Giovane Hegel, Idealismo, Anarchismo, Critica, Saggi, Libri Vintage Fuori catalogo, Bibliografia, Riferimento, Studi culturali, Storia contemporanea, Coscienza, Lotta di classe, Estetica marxista, Goethe, Realismo, Utopia, Marx, Engels, Feuerbach, Korsch, Ontologia, Individuo, Lavoro, Militanza, Biografia, Opere, Scritti, Ungheria, Cultura borghese, Democrazia, Borghesia, Proletariato, Zoltai, Zinovev, PCUS, Tertulian, Tonnes, Tolstoj, Max Weber, Wagner, Irma Seidler, Stendhal, Flaubert, Strindberg, Szabò, Georg Simmel, Laszlo Sziklai, Spengler, Polanyi, Rudas, Novalis, Proust, Schiller, Schlegel, Scarponi, Rilke, Plechanov, Popper, Nietzsche, Lenin, Ibsen, Lassalle, Lifsic, Mannheim, Mehring, Lessing, Mezei, Natorp, Montinari, Heidegger, Husserl, Agnes Heller, Moses Hess, Werner Jung, Pierre Bayle, Antonio Labriola, Klages, Gramsci, Kierkegaard, Kracauer, Kofler, Kant, Bela Fogarasi, Paul Ernst, Fichte, Hartmann, Habermas, Cesare Cases, Ernst Bloch, Dostoevskij, Benedetto Croce, Auerbach, Balzac, Adorno, Etica, Realpolitik, Cultura mitteleuropea, Weimar, Ideologia tedesca, Vorwort, Mosca, Nagy, Tesi di Blum, 1956, Rivolta ungherese, Rivoluzione, Burocrazia, Ateismo, Imperialismo, Idee, Lukacs, Political Philosophy, Political Ideologies, Marxism, Communism, Intellectuals, Anti-Dogmatism, Philosophical Thought, Capitalism, Capital, Breakthrough, Thirties, Twentieth Century, Germany, Soviet Union, Stalinism, Freedom, Political Science, Historical Revisionism, Protomarxism, Theories, Conservatism, Right, Left, Political parties, Idealism, Anarchism, Criticism, Essays, Out of print books, Bibliography, Reference, Cultural studies, Contemporary history, Consciousness, Class struggle, Marxist aesthetics, Realism, Ontology, Individual, Work, Militancy, Biography, Works, Writings, Hungary, Bourgeois culture, Democracy, Bourgeoisie, Proletariat, Ethics, Central European culture, German ideology, Moscow, Thesis, Hungarian revolt, Revolution, Bureaucracy, Atheism, Imperialism, Ideas
1950M. MILA L'esperienza musicale e l'estetica. Torino, Einaudi 1950 italian, 193 CR.72 Brossura editoriale, volume in buone condizioni, lievi segni di usura causati dal fattore tempo sulla copertina, interno in ottimo stato, legatura salda 193 pagine circa Copertina come da foto
2018brossura Il mondo dell'estetica è molto cambiato nel corso del tempo e oggigiorno c'è un uso sempre maggiore di svariate tipologie di strumentazioni elettriche ed elettroniche, sempre più complesse e sofisticate, che hanno permesso non solo di rivoluzionare il lavoro dell'operatore estetico, sia in termini di operatività che di risultati finali, ma anche di contribuire allo sviluppo e perfezionamento delle tecniche operative nell'estetica e nella medicina estetica, portando alla nascita di nuove branche tecniche come la moderna fisioestetica. Nel presente volume vengono trattati i principali macchinari e le più diffuse tecnologie usate nei trattamenti estetici, partendo dalla classificazione tecnica presente nelle normative italiane di riferimento per l'estetica, nella legge del 4 gennaio 1990 n. 1 e nel DM 15 ottobre 2015, n. 206. Ogni categoria di apparecchi viene dettagliatamente discussa e approfondita nel presente volume che vuole essere un punto di riferimento e panoramica per le tecnologie del settore estetico, usate per il trattamento del viso, del corpo e per il benessere generale.
2012brossura Nasce a Nuoro nel 1954, vive in Francia tutta la sua adolescenza poi Londra, Usa, Giappone dove le sue actions, performances, video, installazioni, site specific e critical-gestures hanno avuto risonanza notevole in quanto esposizione diretta e testimonianza viva del concetto estetico di surrazionale di cui sin dal 1973 Paolo Navale è l'ideatore. Il pensiero che ne deriva, si manifesta, oggi più che mai, nelle avanguardie attuali e in discipline quali la teosofia, la logica e lo studio in arte delle tecniche sperimentali le più avanzate. Questo non solo in relazione al connubio tra arte e scienza, tra essere e non-essere ma, come in questo libro, alla quasi-simmetria, alla geometria non-euclidea, alla n-dimensionalità, al concetto di neutralità inerente al tutto, alla polarizzazione dello zero (ossia alla congiunzione degli opposti), nonché all'estetica concettuale che ne deriva; unica, propria di una realtà sovrasensibile, surrazionale appunto, che superando i sensi supera la ragione senza mai rinnegarla.
2014brossura Se la bellezza rappresenta l'ordine di un "modo di fare" è perché per produrre un oggetto ci vuole una capacità formata in una tecnica artistica capace di caratterizzare esteriormente una forma con l'inventività di un talento. In quanto una forma è pertinente a questa determinata ricerca quando diventa fenomeno di un'arte, come ricordo con uno scopo, che è quello di moralizzare autonomamente la propria etica e ordinarla insieme alla forma creata, frutto di una capacità artistica. Etica di un'arte ricevuta da un'opera e, ricordo di un'altra opera in cui questa morale autonoma ha lo scopo a sua volta di ricordarci che l'estetica è il ricordo di un fenomeno indagato e pertinente all'arte, di fare dell'arte un oggetto ordinato con una capacità artistica formatasi nell'invenzione di una talentuosa forma estetica la cui bellezza è stata ordinata dalla capacità di fare di quest'oggetto, un'opera d'arte.
2014brossura Giorgio Colli non ha avuto bisogno di scrivere un'intera opera di estetica per dire cosa è l'arte. Gli sono bastati pochi aforismi, chiari, concisi e ricchi di significato, per dirlo. In poche pagine (Dopo Nietzsche) Colli svolge una illuminante teoria dell'arte. Non troviamo nella cultura moderna e contemporanea una lucidità teoretica quale possiamo osservare invece in questo filosofo. Il discorso sull'arte è ricondotto alla sua parte più essenziale: che cosa si nasconde al di là dell'espressione artistica. L'arte dunque non è vista nell'oggetto sensibile, ma in qualcosa che lo precede: nella qualità della vita interiore dell'artista. Ciò che condiziona le parole, i suoni, le forme, i colori, di un'opera d'arte è la ragione essenziale del suo fascino e il problema fondamentale di una dottrina dell'arte.
2012brossura Se la cultura è nella natura delle pulsioni, gli archetipi sono il nostro unico riferimento perché essi rappresentano questa cultura con delle immagini. Immagini che si esprimono in idee, le quali hanno una meta e uno scopo, in uno stato di tensione interiore e pulsionale.
2012brossura Se per avere un'idea pratica e non speculativa della vita, essa deve essere pura, teoricamente ciò è possibile solo quando questa idea è capace di contrapporsi a tutto ciò che è teorico. Il presupposto è che l'idea e la sua azione siano cose concrete. In pratica, questo caso della concretezza nel fare, nell'agire della vita essendo una "forza attiva" propria degli esseri umani è sempre un problema che attende una soluzione che si colloca nella natura di ciò che si acquisisce per abitudine attraverso le pulsioni. E cioè attraverso una rappresentazione psichica di contenuti creati per avere dei valori. Ma per fare ciò il pensare deve abituarsi a creare "contenuti mentali" capaci di pesare le pulsioni e i suoi valori. E ciò è possibile solo quando si ha una disposizione naturale verso quell'"abitudine" a tradurre le "forze attive" della vita nei "problemi pratici" dai quali ricavare sempre un valore.
2017ill., br. Il libro ripercorre la storia di Artmedia, il seminario teorico-dimostrativo di estetica dei media e della comunicazione che ha avuto inizio all'Università di Salerno nel 1985 e si è concluso nel 2009, dopo più di due decenni di attività e ripercorre la storia di uno dei più importanti progetti scientifici dedicati ai rapporti tra tecnologia, arte, estetica e filosofia; vuole essere ad un tempo un omaggio a tutti gli artisti e gli studiosi, italiani e stranieri, che nel corso degli anni hanno preso parte ad Artmedia e che sono qui rappresentati anche attraverso un'ampia documentazione fotografica.
2014brossura A partire da alcuni presupposti forniti dalla fenomenologia di Husserl, l'autore indaga le strutture della nostra esperienza percettiva, incentrando la propria ricerca sull'ambito dell'attività a carattere pratico, ed attraversando i domini del campo di percezione, del nostro corpo, dell'ambiente, del nostro volere, del linguaggio e dell'attività artistica.
2015brossura L'illusione è un vicolo cieco, tragedia di tragedie. L'incapacità ad accettare il limite non è che cecità, la stessa che accompagna colui che abbraccia chimere nel non rendersi conto dell'unicità positiva del proprio esistere.
2015Berenson, Bernard; [Traduttore] Praz, Mario Estetica, etica e storia nelle arti della rappresentazione visiva. Milano, Abscondita 2015 italian, 207 2015. Copertina editoriale in brossura pieghevole. 207 p. ; 23 cm B32
1990AA.VV. Revue d'estétique-hors series. Walter Benjamin. Francia, Jean Michel Place 1990 french, 211 CR.57Brossura editoriale,in lingua francese, volume in ottime condizioni, copertina in condizioni eccellenti, interno come nuovo, legatura salda,211 pagine circaCopertina come da foto
2014Che cos'è l'arte? È questo l'eterno interrogativo sul quale il filosofo e critico Arthur C. Danto ritorna in un saggio che è insieme dissertazione filosofica e riflessione autobiografica. Prendendo le distanze da chi vorrebbe ridurre l'arte a ciò che è considerato tale in un contesto istituzionale o da chi addirittura la ritiene indefinibile, l'autore individua alcune caratteristiche che le restituiscono contorni netti: l'arte ha una sua permanenza ontologica nelle forme pur variabili in cui si manifesta. A determinare un'opera d'arte è la capacità di dare corpo a un'idea, di esprimerla per mezzo di un "fare artistico" che traduce il pensiero in materia nel modo più efficace, travalicando le contingenze. Ma ciò non basta. Essa deve incarnare qualcosa di impalpabile, che la accomuni a un sogno a occhi aperti e che conduca il fruitore a uno stato emotivo e sensoriale nuovo. Danto approda così a conclusioni lontane dal relativismo che per decenni gli è stato attribuito: per capire l'arte non ci vuole un concetto aperto, ma una mente aperta. Nel guidare il lettore tra i grandi nomi del pensiero filosofico e dell'arte di ogni epoca (in particolare Michelangelo, Poussin, Duchamp e Warhol), l'autore traccia un ambizioso percorso che dalle teorie platonica e kantiana prosegue analizzando le innovazioni - prospettiva, chiaroscuro, fisiognomica e nascita della fotografia - che hanno segnato il progresso dell'arte occidentale, fino al suo apparente esaurimento... Autori: Arthur C. Danto. Traduttori: Nicoletta Poo.
1979DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. MAI SFOGLIATO; LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. In un'epoca come la nostra, in cui la logica del Potere (nei suoi molteplici aspetti) tende a dissolvere la forza critica delle pratiche politiche trasformandole in forme di consenso, il progetto utopico sem bra divenire l'unica forma autentica di pratica critica e quindi di dissenso. L'utopia va intesa quindi non tanto, idealisticamente, come il regno del «chimerico», dell'«irrealizzabile», di ciò che è «al di fuori della realtà» quanto piuttosto come l'ambito in cui prendono forma i progetti di critica e di trasformazione della realtà attraverso un processo di emergenza delle possibilità rimosse dalla logica del potere-dominio. Utopia quindi come critica, come progetto, come metodo di illuminazione di ciò che il realismo del potere cerca di occultare, come demistificazione dell'«impossibilità» che è solo impossibilità decretata dal dominio che paventa il mutamento come esiziale alla propria conservazione naturalità. Utopia come critica, ma anche critica dell'utopia quando questa si presenta come costruzione iperprogrammata, come «luogo» di risoluzione definitiva dei conflitti, come ambito di eclissi adialettica delle alienazioni e delle contraddizioni. L'utopia come costruzione totalitaria è, in tal senso, l'altra faccia dell'assenza dell'utopia, è la dimensione alienata e mistificatoria deformata dell'autentico progetto utopico. Gli autori del volume (docenti universitari e ricercatori di vari istituti) hanno svolto il loro lavoro muovendo, secondo modalità e metodologie diverse, da questi presupposti. Da Rousseau a W. Morris, da Fourier a Wilde, attraverso Breton, Bloch, Adorno, il femminismo e la Wollstonecraft, i saggi di questo volume non pretendono di dare un quadro esauriente del complesso fenomeno dell'utopia, ma sol tanto di analizzare alcune esemplari forme dell'utopia in una direzione teorica intenzionata, fra l'altro, a far emergere il nesso fra le differenti prospettive storicamente situate e il presente attuale di questi nostri anni in uno spazio temporale che a partire dalla contestazione del '68 arriva fino ai fatti di Bologna del '77. Il tema dell'utopia - quasi tutti i saggi di questo volume lo dimostrano in modo più o meno esplicito - rivela tutta la propria rilevanza culturale e politica dal momento che il suo uso non sembra potersi se parare dalla ridefinizione di concetti come libertà, desiderio, bisogno, mutamento, progetto, i quali, nella contemporaneità, si sono rivelati fondamentali e la messa a punto di qualsiasi prospettiva che fosse al contempo di liberazione dell'uomo e di trasformazione sociale. Descrizione bibliografica Titolo: Forme dell'utopia Scritti di: De Paz Alfredo, Bandini Mirella, De Marinis Marco, Fortunati Vita Borghi Liana, Franci Liana Lunghezza: 222 pagine; 22 cm Editore: Milano: La Pietra, 1979 Collana: Controeconomia Soggetti: Filosofia politica, Potere, Conflitti Sociali, Utopia, Storia, Letteratura, Utopie, Arte, Ernst Bloch, Coscienza Utopica, Charles Fourier, André Breton, Politica, Jean-Jacques Rousseau, William Morris, Mary Wollstonecraft, Romanzo Utopico, Oscar Wilde Dandies, Socialismo, Saggistica, Saggi, Interventi, Scritti, Wollstonecraft, 1968, 1977, Dreamer art, Dandy, Femminismo, Opere generali, Bibliografia, Dada, Surrealismo, News From Nowhere, Critica letteraria, Adorno, Ideologie politiche, Utopismo, Correnti filosofiche, Libri Vintage Fuori catalogo, Scienze sociali, Anni Settanta, Controcultura, Contestazione, Letteratura, Libri rari, Collezionismo, Political Philosophy, Power, Social Conflicts, History, Literature, Utopias, Art, Utopian Consciousness, Politics, Utopian Novel, Socialism, Nonfiction, Essays, Interventions, Writings, General Works, Bibliography, Surrealism, Literary Criticism, Political Ideologies, Utopism, Currents philosophical, Out of print books, Social sciences, Seventies, Counterculture, Contestation, Feminism, Literature, Rare books, Collectibles
2014Cosa cambia nell'immagine quando si passa dallo specchio allo schermo? Il modo di capirla: non è un mistero da evocare ma un testo da leggere, una macchina linguistica. Non l'estatica ammirazione ma la conoscenza dei linguaggi consente di capirla. Di qui l'intento di istituire la formazione estetica, non con nuove materie ma con una nuova didattica. Per mostrarne quanto sia urgente educare la creatività e il pensare analogico, occorre allacciare tante diverse opinioni, confrontarsi con tanti diversi teorici. Scegliere degli esempi vale a capire come nelle teorie d'oggi si possa disegnare una linea paradigmatica che consente di vedere nell'estetica la via regia dell'educazione che parte dall'immagine, dall'Iconic Turn. I bambini, gli adolescenti e gli adulti hanno tutti necessità di ragionare di bellezza, di salute della mente, di entusiasmo: la formazione estetica è nella scuola ma soprattutto, da sempre, è nella vita. Autori: Clementina Gily.
20111^edizione - in8° - brossura editoriale - pp. 271 - collabna Studi superiori 723 - bibliografia - condizioni pari al nuovo
2020Leggere i capitoli di La verità in pittura è come ripetere ogni volta il gesto con cui Lucio Fontana tagliava la tela, anche se in questo caso, a essere trafitto, è il tessuto ontologico, logocentrico e presenziale dell’immagine, mentre il fendente non è altro che la traccia. Modulata sul piano iconico, la traccia si configura infatti come il movimento differenziale dell’immagine, che scardina le giunture di ogni dicotomia possibile, ma anche di qualsiasi appropriazione: ontoteologica, mercantile, estetica, politica, simbolica. Così la traccia derridiana s’immerge nel mondo pittorico, in tutto quello che ne fa parte e soprattutto in ciò che spartisce, con il fine di scuotere ogni tipo di pre-determinazione concettuale intenta a definire quello che dovrebbe essere l’immagine-messa-in-opera. Mediante continui slittamenti semantici, come un passe-partout, superato il parergon kantiano, la traccia passa attraverso cornici, orli, bordi, lemmi, filtri, cartigli, cesure, firme, la vita e la morte, per poi infilarsi nelle scarpe dipinte da van Gogh. Per finire, o per proseguire, appunto, in pittura. Autori: Jacques Derrida. Curatori: Jacopo Vignola.
2020Panikkar, Raimon; Carrara Pavan, Milena (a cura di) L' arte del simbolo. Milano, Jaca Book 2020 italian, 291 2020. Copertina editoriale rigida e sovraccoperta alettata. 291 p. : ill. ; 24 cm In calce al frontespizio: Fundaciò Vivarium Raimon Panikkar ARC6
2019I Padri della Chiesa raccontano che Gesù di Nazareth è venuto tra gli uomini in figura “vile e dispregevole”, per sancire il primato della bontà sulla bellezza, dell’etica sull'estetica. Eppure, alle soglie della modernità, gli artisti rinascimentali rappresentano il Cristo incarnato come un Dio greco: alto, bello e muscoloso. È un passaggio simbolico di fondamentale importanza. Della bellezza dei corpi scava nel passato per spiegare il presente: anche oggi, i personaggi dello sport e dello spettacolo sono idolatrati per le loro capacità atletiche e il loro aspetto fisico, si assiste a una continua esibizione di corpi perfetti sui media per veicolare messaggi pubblicitari e molte persone comuni dedicano gran parte del tempo alla “manutenzione” e all'esibizione del proprio corpo. C’è chi parla di deriva edonistica della società occidentale, ma il culto della bellezza corporale può anche essere interpretato come un ritorno alle radici, come un risveglio della sensualità pagana. Autori: Riccardo Campa.
2011Dal classicismo di Leopoldo Cicognara, convinto sostenitore del "bello ideale", fino all'estremo confine del XIX secolo (profondamente marcato dai moti risorgimentali) queste pagine scandiscono la cronologia del pensiero estetico sulla musica che aveva toccato in Italia vertici significativi. Autori: Marcello De Angelis, Giuseppe Mazzini.