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in-8, 320 pp., ill. Exemplaire en parfait état, non coupé. [BAT-7]
1999CAROCCI 1999 128 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO Il Fermo e Lucia del Manzoni è comunemente, e ingenerosamente, trattato dalla critica alla stregua di uno strumento ancillare all'interpretazione dei Promessi Sposi. Questo volume offre invece una prova efficace e articolata dell'autonomia del primo romanzo manzoniano, vagliandone la poetica dello sguardo che ne spiega la logica narrativa. Valter Puccetti mostra come nel Fermo e Lucia il tema della visione di personaggio - tra riflessi d'identità, transfert d'autore e proiezioni simboliche - svolga una tragica e paradossale epopea del male come cecità strutturante e come vuoto metafisico. Dall'accurata e articolata indagine emerge peraltro fino a quale punto, nel Fermo e Lucia, i sentieri del mito (ad esempio quello di Medusa) e quelli dell'antropologia e della teologia si incrocino e si sovrappongano, secondo una trama ambiziosa e talora vertiginosa che andrà parzialmente perduta nel passaggio ai Promessi Sposi. Indice L'«ordine del cuore» del primo romanzo manzoniano / Gli idoli del vuoto e del silenzio / Allegorie da un abbaino / Nell'orto di Lucia / Anamorfosi milanesi / Lo sguardo del serpente Valter Puccetti Svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Italianistica dell'Università di Bologna. Si è occupato di letteratura italiana dei primi secoli, con studi su Dante, Petrarca, Boccaccio e Tasso, e di poesia del Novecento, in particolare di Erba e di Cattafi. Ha pubblicato presso il Mulino Dal flusso alle forme. Poetica e narrativa dell'istante da Jacques Rivière a Alessandro Bonsanti (1996), e ha attualmente in preparazione un vasto studio sulla critica letteraria di Emilio Cecchi.
157617 cm, rilegatura muta recente, p. 692 (in realtà 672, per errata numerazione), (5 di index rerum et verborum). Marca tipografica (grifone) al frontespizio, diversi capilettera ornati. Macchie di inchiostro alle prime 10 carte, ma testo ben leggibile, restauro alle prime 4 carte. Lievi aloni ai margini di diverse carte. Testo a cura di del frate Angelo Rocchensi, eremita Agostiniano
in-16, broché. Bel exemplaire. [VA-3]
Gallimard, 1946, mention de 26e édition, 254 pp., broché, tranches brunies, traces d'usage, état correct.
réf. 3415Paris, Gallimard, 1948, 282 pp.., rel.; in-8
réf. 3417Paris, Gallimard, 1945, 330 pp., rel., in-8
2020«"Alla realtà piacciono le simmetrie e i leggeri anacronismi", scriveva Jorge Louis Borges nel racconto Il Sud: la natura ama giocare con le forme, modificarle in mille modi, dare loro una nuova apparenza mantenendo inalterate le "simmetrie", cioè i rapporti a esse soggiacenti, così da dare origine a nuovi eventi formali preservando l'antico sotto nuove vesti. Il termine "simmetria", cui Borges fa riferimento, non è da noi interpretato nel suo significato artistico (cioè come equivalenza speculare della parte destra e sinistra di un corpo) quanto piuttosto nel suo significato matematico, originatosi già in ambito greco e giunto al culmine della sua teorizzazione solo nel Novecento. In tale accezione, esso indica l'armonia e l'equilibrio di elementi differenti all'interno di un sistema organicamente strutturato e l'espressione da esso derivata "gruppo di simmetria" si riferisce a un insieme di enti che condividono certe caratteristiche invarianti pur consentendo un elevato margine di differenziazione formale. Solo se tali caratteristiche non sono preservate, secondo i matematici si produce la "novità", si ha cioè una rottura di simmetria che determina l'introduzione di nuove regole, di nuove invarianti. Prendendo le mosse da tali premesse, nel presente lavoro si è cercato di dimostrare che alcuni termini ampiamente utilizzati nel dibattito estetico e biologico contemporaneo (quali metamorfosi, tipo, vincolo e plasticità) si muovono tutti nel medesimo ambito semantico, strettamente legato all'idea di una matrice della forma, di un quid che soggiace al mutamento senza impedirne la sua piena attuazione.» (Dall'introduzioni) Autori: Valeria Maggiore.
1977Valentino Brosio Ritratti parigini. Firenze, Vallecchi 1977 italian, 329 1977 Opera con copertina rigida, sovraccoperta, illustrazioni nt e ft in b/n. ST1053
2009br. Il libro propone una ricognizione delle teorie della tragedia elaborate da Aristotele e da Nietzsche, assumendo come motivo conduttore dell'analisi il tema della rappresentazione. In questa prospettiva, la tragedia diventa l'occasione esemplare per ricomprendere non soltanto la questione della rappresentazione - questione, peraltro, di indubbia rilevanza e attualità filosofica - ma anche quella, strettamente connessa alla prima, relativa al rapporto arte-vita, o arte-realtà. A essere in gioco, allora, è innanzitutto quel carattere autenticamente "veritativo" che tanto Aristotele quanto Nietzsche - in modi e forme radicalmente diversi -attribuiscono alla forma-tragedia, finendo col riconoscere la sua ineludibile funzione conoscitiva, la sua capacità cioè di parlare del mondo: il suo offrirsi a noi, insomma, come uno dei luoghi eminenti del pensare e del comprendere.
2016Al fondo dell’arte è la pietra, l’osso, il cristallo. Quella che proponiamo è un’estetica del torpore. Inerzia, dimissione della vita, tentazione dello spazio, seduzione dell’inorganico: sono i personaggi concettuali che incontriamo in queste pagine. Si tratta di spezzare la solennità di un rito del pensiero. Secoli di riflessione ci hanno abituati a pensare l’esperienza estetica come dimora dell’espressività soggettiva, come enfasi vitale, come volto dell’interiorità mossa e commossa. Per spezzare questo rito, occorre sovvertire il modo in cui guardiamo all'atto creativo, occorre coglierlo non più dal lato dell’effervescenza e della vita sospesa, bensì da quello del collasso, della caduta, del mancamento. L’esperienza estetica è il luogo di una perdita, di un passo indietro nella vita, di un cedimento e di una cessione di parti di corpo. Posture che colgono il soggetto nella deriva del godimento, in una inerzia dello slancio vitale. Contro ogni stereotipia, l’arte ci concede il lusso di morire, l’arte tocca l’inorganico. E in questo ricetto scopre inaudite forme germoglianti. Autori: Valentina De Filippis, Silvia Vizzardelli.
2018ill., br. Quel pensiero non sarebbe venuto alla sua luce, o alla sua ombra, senza essere provocato da quella immagine, che diviene essa stessa sintesi sensibile di una dimensione dell'umano. Da Mantegna a Kiefer, una sequenza di incontri ravvicinati e rischiosi con icone irrinunciabili della nostra civiltà.
1957piccoli danni e piccolo adesivo su piatto anteriore di copertina e segno a penna a piatto posteriore
1954réf. 1254491954 Editions Vie Contemporaine - 1954 - In-12 broché, couverture illustrée de Robert Le Noir - 242 pages - Illustrations en N&B hors texte d'André Blanchard
réf. 70560, Brepols, 2025 Paperback, Pages: 620, Size:156 x 234 mm, Illustrations:3 col., Languages: Spanish, French, English. ISBN 9782503611280.
1990Collana Concordanze, diretta da Livio Sichirollo e Alberto Burgio - Dedica - A Marcello Gigante, Premessa - Prefazione - Giuseppe Rensi - Manara Valgimigli - Incontro con me stesso - Appendice: L'estetica di Giordano Bruno - Bibliografia aggiornata - Indice dei nomi 1 17x11,5 cm., in brossura, pp. 148 (2), 15 illustrazioni - ritratti e documenti, autografi, in nero e nel testo - prima edizione, in italiano, buone condizioni. Dedica autografa
2016Il tema della bellezza viene qui affrontato da Umberto Galimberti, come nel suo stile, con un ritorno alle sorgenti della nostra cultura. Se quella ebraica era una cultura della parola, quella greca era invece una cultura della visione, dominata dal senso della finitudine e della misura. Così anche la bellezza per l'uomo greco antico è ciò che rispetta delle misure, e cioè ha proporzioni calcolabili. Il cristianesimo porterà poi sulla scena un Dio che si fa corpo visibile, dando in questo modo maggior spazio all'immagine e quindi all'arte figurativa. Ma la bellezza è essenzialmente "simbolo", cioè una dimensione in cui confluisce e si compone il sensibile - ciò che è materiale, che ha a che fare con i sensi, il proprio Io - e il sovrasensibile - un'eccedenza di significato, un'ulteriorità di senso, un rimando a qualcos'altro. Autori: Umberto Galimberti.
1987Un volume (20 cm) di 228 pagine. Sottolineature a matita al solo capitolo di Introduzione. Brossura editoriale, nella collana Strumenti. A parte i segni a matita, ottime condizioni.
1989DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA; INTONSO. La crisi dello strutturalismo e i confini della semiotica in un volume importante della produzione di Eco. Un libro che trova la sua continuazione ideale in "Lector in fabula" Uscito nel 1968, questo libro poneva il problema di una teoria semiologica unificata, quando la discussione sui fondamenti e i limiti di questa disciplina erano ancora agli inizi. In secondo luogo, nel vivo del dibattito sullo strutturalismo, criticava gli abusi e le degenerazioni “ontologiche” di quello che veniva riproposto come un metodo: e così facendo lasciava intravvedere quale sarebbe stata la sorte dell’ondata strutturalista, la sua crisi e il suo riflusso. La struttura assente ha suscitato un vivace dibattito nel nostro paese ed è stato tradotto in francese, tedesco, spagnolo, portoghese, serbo - croato e polacco. In questa edizione il testo è corredato da un’ampia introduzione che ne ricostruisce i punti di partenza storico - culturali e riassume i problemi emersi dalle discussioni che suscitò al suo apparire. Informazioni bibliografiche Titolo: La struttura assente: La ricerca semiotica e il metodo strutturale Collana: Volume 202 di Tascabili Bompiani: Saggi Autore: Umberto Eco Editore: Milano: Bompiani, 1989 Edizione: VI, 6, Sesta ISBN: 8845207110, 9788845207112 Lunghezza: 464 pagine; 20 cm Soggetti: Linguistica, Semiologia, Semiotica, Segni, Codici, Linguaggio, Lessico, Struttura logica, Comunicazione, Estetica, Messaggio, Retorica, Ideologia, Figure, Articolazione, Architettura, Filosofia, Fenomenologia, Strutturalismo, Ontologia, Aristotele, Lévi-Strauss, Derrida, Foucault, Psicolinguistica, Heidegger, Cultura, Roland Barthes, Epistemologia, Significante, Lacan, Opere generali, Italianistica Parole e frasi comuni architettonico articolazione base codice codificate codificazione combinatoria comunicazione connotazioni contesto convenzioni critica cultura culturali arte definire codici architettura essere informazione oggetto opera denota Derrida destinatario determinazione differenza discorso elaborare elementi epistemologico estetica fenomeni filosofia fonemi forma funzione gioco grammatica generativa Heidegger Hjelmslev iconico ideologia problema individuare informazione analisi assenza esistenza idea immagine ipotesi opera universo Lacan lessici Lévi-Strauss lingua linguaggio linguistica livello meccanismi messaggio metodologia metonimia nozione oggetto ontologico opposizione para-linguaggio pensiero seriale percezione permette poetica processo prossemica psicolinguistica pubblicitario rapporto realtà relazioni retorica ricerca ROLAND BARTHES segno iconico semantica semiologia semiotica senso significante significato simboli sintagma sistema struttura strutturalistica strutture omologhe studio teoria termini verbale
1993210x150 mm. 139 pages. Softcover. Cover slightly stained. Spine slightly wrinkled. Else in good condition.
1858réf. du919Librairie L. Hachette et Cie Broché 1858 In-12 (12 x 18,7 cm), broché, 406 pages ; dos bruni réparé à la colle, manque au dos en tête, quelques rousseurs, état moyen. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
1978réf. 19175Galilée, 1978 Paris, éditions Galilée, 1978. Traduit du catalan par Edmond Raillard. In-8 broché de 184 pp. Couverture illustrée, à rabats. Quatre lignes soulignées au stylo et une adresse manuscrite sur la page de garde. Le reste du livre est en bon état.
réf. 38964In-4 (224 x 155 mm), vélin rigide à recouvrement (reliure moderne), 156, (14) pages. A Lion, par Ian de Tournes et Guil. Gazeau [Lyon, Jean de Tournes et Guillaume Gazeau], 1557.
2001In 8, br. con band., pp. 766.Timbro "omaggio fondazione Padula" al frontespizio. Volume come nuovo.Luogo di pubblicazione BariEditore LaterzaAnno pubblicazione 2001Materia/Argomento Estetica, Linguistica, Critica letteraria
1965Collana "Quaderni della Mostra internazionale d' Arte cinematografica di Venezia" Introduzione di Luigi Chiarini