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1989Best.-Nr. 1242121989 Editions du Centre Pompidou, Paris - 1989 - In-4 broché, couverture illustrée - 127 pages - Catalogue publié à l'occasion de l'exposition "Hans Haacke. Artfairismes" du 3 mai au 18 juin 1989 au Centre Georges Pompidou, Musée national d'art moderne, Galeries contemporaines - Nombreuses illustrations en N&B et en couleurs, in et hors-texte, dans l'ouvrage
1970Best.-Nr. 205369
1986Best.-Nr. 192654Klincksieck Paris, Éditions Klincksieck, 1986. Collection « Esthétique », n° 46, 1985. In-8 broché (24 x 15,5 cm) de 244 pages.Édition originale de ce recueil d'essais où Henri Maldiney déploie avec une force rare sa phénoménologie de l'art. Dans Art et existence, le philosophe refuse de réduire l'uvre à un objet de consommation culturelle ou à un simple jeu de formes. L'art y est pensé comme le lieu d'une rencontre esthétique radicale, un « ouvert » où l'homme fait l'expérience du rythme et du monde naissant. À travers des pages sur la lumière de Tal Coat ou l'espace géométral de Cézanne, Maldiney livre une réflexion majeure sur la création comme acte d'exister. Un des grands classiques de l'esthétique contemporaine.
1970Best.-Nr. 117335Annales du Musée Guimet et du Musée Cernucshi, Arts Asiatiques, numéro spécial, tome XXII 1970 Annales du Musée Guimet et du Musée Cernucshi, Arts Asiatiques, numéro spécial, tome XXII, 1970, 262 p., broché, environ 27x22cm. Couverture un peu salie, coins cornés, haut et bas du dos émoussé avec débuts de fente sur les mors.
2000Best.-Nr. ART5740MBroché, 144 pages, paru en 2000 chez Pepin Press, livre en très bon état général.
2001Best.-Nr. art1447mProxima Editions. Relié, 95 pages, 25,0 x 25,0 x 1,5 cm, illustré en couleur, le livre est en parfait état, la première page est un epu déchirée mais elle ne contient aucun caractère. -- Le mouvement des Arts and Crafts, créé par l'architecte Ashbee en 1888, se donna pour ambition de rénover les arts et métiers, en réaction contre la laideur des constructions industrielles. Dans le sillage de William Morris, les membres de cette société créèrent, dans le domaine des arts décoratifs et de l'architecture, des uvres qui font la part belle à l'artisanat et à la pureté des lignes. Cet ouvrage se présente comme une véritable monographie d'un mouvement qui est revenu à la mode ces cinq dernières années --
1934Best.-Nr. BLG00173Ed. Henri Dangles, Paris, 1934, broché, 9 figures ou photographies h.t., 224 pages, 12x18.5
Best.-Nr. 60092Lingua italiana, Einaudi, Papaerbacks, 1982, 332 pp., brossura editore, copertina un po' rovinata, passaggi sottolineati e annotati a matita, un nome a penna in prima pagina, condizioni discrete.
1979Best.-Nr. F105580London, Duckworth 1979 xii + 212pp., 22cm., softcover (spine sunfaded), text and interior clean and bright, good condition, F105580
1990162 pages including index. Through art, children learn discipline, aesthetics, and much more. This marvelous, practical book tells how and why. Clean. Unmarked. Moderate wear. Nice copy. Book
1980Corposa legatura datata, copertina telata ben tenuta segnata da abrasioni alle cuffie, sovraccoperta illustrata, con pigmento omogeneamente alterato dalla luce, patinato usurato da manipolazione o sfregamento, bordo consunto, testo tracciato da sottolineature con lapis, carte velate da leggera ossidazione uniforme, pulviscolo ai tagli. N. pag. 350. USATO
1975IN HEBREW WITH ENGLISH SUMMARY. 24.5x17.5 cm. 148 pages. Softcover. Cover edges slightly rubbed. Spine faded and slightly curved. Ex-library copy with usual marks. Title pages age stained - no damage to text. Pages slightly yellowing. Else in good condition.
1977Mm 140x225 Collana "Bibliothèque scientifique". Brossura originale, 204 pagine con alcuni disegni in nero nel testo. Prefazione di Jean Duvignaud. Lingua francese - french text. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In-12 (197 x 132 mm), demi-percaline vert olive de l'époque à la Bradel, titre de maroquin bordeaux en long, couverture imprimée conservée, (2), 73 p. Première édition et unique française de librairie de 'Deutsche Kunst und deutsche Politik', dans la traduction de l'homme de lettres bruxellois Jules-Louis Guilliaume (1825-1900), précoce et fervent défenseur de la musique Wagner et du wagnérisme théorique. La publication, commencée par articles dans la "Süddeutsche Presse" en octobre 1867, fut interrompue quelques mois plus tard par ordre du gouvernement bavarois, avant d'être imprimée sous forme de livre. Quant à cette traduction française, elle parut initialement sous forme d'articles dans le "Guide musical" de Bruxelles (1867-1868). Wagner y développe son idéal d'un renouveau nationaliste de la culture allemande adossé à un plaidoyer opportuniste en faveur de son nouveau mécène Louis II. C'est également dans cette série d'essais que Wagner formalise, pour la première fois, sa théorie de l'opposition entre "culture" allemande et "civilisation" française. En se démarquant de ses influences "romanesques", l'art allemand incarné par son "drame musical" porteur de la vigueur d'esprit et la force d'âme requises, fera prévaloir une culture "plus élevée" contre laquelle la civilisation française n'aura plus de pouvoir. L'objectif premier de l'essai, infléchir la politique culturelle de Louis II, ne sera pas atteint. (Henri Silège, 'Bibliographie wagnérienne française', p. 16). Petite réparation en pied de la couverture sans perte. Rousseurs éparses. Bon exemplaire, non rogné, couvertures conservées.
1997Light pencilling to a few pages. Upper corners a bit bumped. Edgewear to DJ with a bit of chipping. ; 11.2 X 8.5 X 1.0 inches; 288 pages
2020br. "Arte come esperienza" costituisce uno dei maggiori contributi della cultura angloamericana all'estetica del Novecento. In quest'opera Dewey non si limita a elaborare una filosofia dell'arte come disciplina specialistica. Emerge qui un nuovo paradigma per l'esperienza in generale, individuato nell'estetico quale ordine di perfezionamento e compimento delle istanze sensoriali ed emotive dell'uomo. Ne deriva una concezione attenta a cogliere e vagliare criticamente le fitte relazioni dell'arte e dell'estetico sia con le dinamiche esperienziali sia con le realtà sociali che le alimentano. Dewey mette così a fuoco motivi di crisi della cultura contemporanea, delineando l'impalcatura di un'antropologia nutrita anche dai frutti delle rivoluzioni artistiche primonovecentesche. Questi caratteri hanno reso "Arte come esperienza" un classico per le riflessioni sull'esperienza estetica, illuminante per importanti artisti, da Josef Albers a Mark Rothko, e oggi ancora al centro dell'attenzione in vari ambiti cruciali del dibattito filosofico.
2020“Arte come esperienza” costituisce uno dei maggiori contributi della cultura angloamericana all’estetica del Novecento. In quest’opera Dewey non si limita a elaborare una filosofia dell’arte come disciplina specialistica. Emerge qui un nuovo paradigma per l’esperienza in generale, individuato nell’estetico quale ordine di perfezionamento e compimento delle istanze sensoriali ed emotive dell’uomo. Ne deriva una concezione attenta a cogliere e vagliare criticamente le fitte relazioni dell’arte e dell’estetico sia con le dinamiche esperienziali sia con le realtà sociali che le alimentano. Dewey mette così a fuoco motivi di crisi della cultura contemporanea, delineando l’impalcatura di un’antropologia nutrita anche dai frutti delle rivoluzioni artistiche primonovecentesche. Questi caratteri hanno reso "Arte come esperienza" un classico per le riflessioni sull’esperienza estetica, illuminante per importanti artisti, da Josef Albers a Mark Rothko, e oggi ancora al centro dell’attenzione in vari ambiti cruciali del dibattito filosofico. Autori: John Dewey. Curatori: Giovanni Matteucci.
1939Milano, Bocca, 1939, 8vo brossura originale, pp. VII-195.
2020br. Come guardare a uno scenario, come quello contemporaneo, nel quale, perdendo terreno i registri morali e veritativi, emerge la dimensione di un sentire fisico, libidinale, refrattario a ogni sintesi? Come accostarsi a un panorama segnato dall'incoerente comparsa di soggetti che, saltando ogni mediazione, esprimono la loro irriducibile corporeità, erodendo la possibilità di un trascendimento normativo? Nel lavoro di Jean-Luc Nancy - negli sviluppi e scarti interni che lo solcano a partire dalla metà degli anni Settanta fino alle elaborazioni più recenti - questo libro cerca delle risorse per penetrare nella densità di un mondo che esprime differenze proliferanti. La posta in gioco di questa ricerca è quella di sottrarre Nancy tanto al paradigma heideggeriano post-fondazionalista quanto all'esercizio decostruttivo della mise en abyme. Attraverso un confronto serrato non solo con Heidegger, Arendt, Derrida, Deleuze e i grandi classici del pensiero filosofico, ma anche con taluni autori contemporanei, in particolare Agamben ed Esposito, l'intento è quello di ripensare la nancyana ontologia dell'esposizione, per mettere in evidenza la forza e l'entusiasmo che in essa si esprimono. Siffatta pulsazione ontologica si articola con una passione politica che risolutamente sfugge al dispositivo rappresentativo.
19701 Vol. In-4 t. editoriale, sovracopt. e risg. ill. Come nuovo pag. 582 636 ill. di cui varie a col PROG 30750 CATT_ATT 42
2019br. Questo libro di saggi osserva con disposizione fenomenologica il modificarsi di conformazioni e comportamenti dell'arte di questo mondo in relazione ai mutamenti della sfera sociale, tecnologica, più generalmente culturale. Vengono indagati alcuni fenomeni estetici e linguistici che attraversano quest'ultimo secolo in tutta la sua irriducibile, anche drammatica, complessità: gli esiti del divorzio tra parola poetica e mondo, le miserie e gli splendori della lingua, la fisionomia della parola nel mondo dell'immagine. Si esplorano teorie (il ruolo della visione e della tattilità, intese come forme del sapere, nell'attività artistica) ed esperienze di fruizione (la lettura contesa tra la pagina e il display), poetiche esemplari (nel cinema di pittura), pratiche dell'arte negli spazi pubblici (lo status del museo contemporaneo e il destino della memoria collettiva) e in quelli individuali (il gesto della citazione). Nel percorso, vengono rimessi in questione alcuni nodi teorici ritornanti che hanno contribuito ad allestire il cantiere concettuale critico ed estetico di questi ultimi cento anni.
2016br. Tutte le culture hanno un'idea del bello e dell'arte, ma non tutte la elaborano in forma teorica consapevole ed esplicita. Il Medioevo - dopo secoli in cui è stato trattato solo come periodo buio e barbaro - è stato riscoperto come un'epoca ricca di riflessioni sulla bellezza, sul piacere estetico, sul gusto, sul bello naturale e artistico, sui rapporti tra l'arte e le altre attività umane. Questo volume racconta, in modo accessibile anche al lettore non specialista, le tappe di un dibattito che presenta aspetti drammatici e avvincenti. Ripercorrendo le riflessioni medievali sul bello, la misura, la proporzione, l'armonia, Eco ci permette di capire meglio la mentalità, il gusto, gli umori dell'uomo medievale - il filosofo, il religioso, ma anche il contadino comune, il fedele analfabeta, l'uomo della strada, che proprio attraverso il Bello arrivava a Dio.
1987In-16 (cm. 19.20), brossura illustrata, pp. 228, (4). In ottimo stato (nice copy).
1987Un volume (20 cm) di 228 pagine. Sottolineature a matita al solo capitolo di Introduzione. Brossura editoriale, nella collana Strumenti. A parte i segni a matita, ottime condizioni.
1969BUONE CONDIZIONI