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1980réf. KOS01207054Shibundo 1980. Soft Cover. Fine. KOS01207054 Shibundo paperback
1998réf. ART5794MBroché, 128 pages, paru en 1998 au Musée d'Angers, très bon état général.
1989réf. ART5974MRelié, 124 pages, paru le 1er juin 1989 chez Ars Mundi, livre en très bon état général.
2005réf. ART5979MBroché, 158 pages, paru le 22 juin 2005 chez Hazan, livre en très bon état général.
1998réf. ART5978MRelié, 92 pages, paru le 15 décembre 1998 chez Le Cherche-Midi, livre en très bon état général.
réf. 31524In-4 carré, broché, dos renforcé, couverture illustrée (lég. défr.), 238 p., très nombreuses reproductions en noir et en couleurs. Darmstadt, 1963.
In-4 carré, broché, dos renforcé, couverture illustrée (lég. défr.), 238 p., très nombreuses reproductions en noir et en couleurs. Catalogue de l'exposition de la ville de Darmstadt. Bon exemplaire.
1999réf. ART5702MRelié, 352 pages, paru en 1999 chez Garnet Publishing, livre en très bon état, jaquette légèrement salie.
1961In-8° (cm. 25,1), pp. 51. Brossura editoriale. Ombre da polvere esterne. Torna di attualità, ora che energe la voglia di un criterio "oggettivo", quasi di "misurazione", per evidenziare con uno "stilometro" le qualità artistiche dei singoli scrittori, cercando di evitare le vaghe e romantiche impressioni di ciascuno, applicando invece sistemi "matematico-informatici" alla critica letteraria e financo alla poesia.
1921réf. 1266278Bonn, K. Schroeder, 1921. 4to. 8, 132 S. (Forschungen zur Formgeschichte d. Kunst aller Zeiten u. Völker 5). OKart. (Einbd lichtrandig, Rücken etwas eingerissen, anfangs Feuchtigkeitsrand im Innensteg, gebräunt).
1882réf. 1234319Lahr, Schauenburg, 1882. 4, 52 S. Lwdbd d. Zeit m. goldgepr. Deckel- u. handschr. Rückentitel (Sign. a. Deckel u. Spiegel, mehrf. gestempelt, ab S. 20 durchgehend zarte Bleistift-Unterstreich.).
réf. 65872Gallimard, Essais, 2021, 321 pp., broché, bon état.
2010ill., br. Fondata dal mercante d'arte Georges Wildenstein e diretta da Georges Bataille, la rivista "Documents" ha rappresentato, nel breve arco della sua esistenza (1929-1930), uno straordinario momento di ripensamento sia della nozione tradizionale di arte sia di quella di avanguardia, in grado di influenzare ancora oggi teorie e pratiche. In opposizione, da un lato, all'estetismo accademico, dall'altro, al surrealismo, la rivista - a cui parteciparono Cari Einstein, autore delta prima opera consacrata all'"art negre", Michel Leiris e, sotto il nome di Georges Monnet, Claude Lévi-Strauss - attribuì un ruolo centrale alle scienze umane, in particolare all'etnologia, perseguendo una filosofia aggressivamente anti-idealistica in cui ebbe forte rilievo l'uso trasgressivo della fotografia e dell'immagine cinematografica, volto a scardinare il concetto di antropomorfismo. Il volume restituisce gli atti del convegno internazionale "Documents", una revue hétérodoxe (Roma, Ambasciata di Francia, 11-12 giugno 2009), evidenziando con efficacia, attraverso i saggi di alcuni dei maggiori studiosi di Bataille e dell'immaginario visivo, l'originalità del contributo fornito da questa pubblicazione al processo di decostruzione delle categorie estetiche tradizionali.
réf. 66915Editions du CNRS, 1986, 264 pp., broché, très légères traces d'usage, bon état.
2019Curatori: Wilfried Laforge, Jacinto Lageira.
2019br. Contiene i contributi di: L. Manfreda (editoriale), A. Perniola, R. Esposito, F. Scrivano, E. Lisciani-Petrini, G. Traversa, G. Strummiello, F. Cimatti, R. De Gaetano, S. Facioni.
2020br. In questo numero che segna il ventennale di Agalma facciamo ritorno a Mario Perniola, con la consapevolezza, tuttavia, che nel breve arco di tempo che ci separa dalla sua morte non ce ne siamo mai davvero allontanati. Anche l'ultimo fascicolo, dedicato all'Italian Thought, ha mostrato, più o meno implicitamente, quanto molti, decisivi temi oggi rielaborati nella riflessione filosofica rinviino al suo pensiero. Così Andrea Tagliapietra, che apre con un suo scritto questo numero, sottolinea come già nel 1985 Perniola, riferendosi a Giordano Bruno o a Vico, parlasse di una 'differenza italiana'. Tagliapietra pone giustamente in evidenza come, attraverso una profonda revisione della categoria del 'sentire', Perniola intenda sottrarsi alla metafisica dualista corpo/anima, materia/spirito, coscienza/oggetto e alla sua inesausta ricerca di un senso originario, dell'eterno che precede ogni tempo, da una parte, e all'indifferentismo post-moderno, al già-tutto-sentito che caratterizza quella specie di estremo, irriconoscibile discendente del musiliano 'uomo cerebrale' della Zivilisation, dall'altra. Movimento che sembra prender forma in un 'Egitto del sentire' che si contrappone al suo uso genealogico, all'idea d'una remota sapienza che giace immutabile, protetta dal sedimentarsi delle differenze di stili e culture che si succedono nel corso del tempo. La modalità 'egizia', mai del tutto perduta, genera invece un continuum, una corrente percepibile tra interno ed esterno, natura ed arte, animale e cosa, cose vive e cose morte. Proseguendo su questo stesso solco, Massimo Di Felice ha posto in evidenza come Perniola, nei suoi testi, vada oltre il semplice allarme che l'espansione della dimensione connettiva digitale ha prodotto in molti studiosi riguardo all'integrità del soggettivo. È piuttosto da sottolineare come le forme stesse dell'esperienza individuale stiano subendo in questi nuovi processi una profonda trasformazione, tanto da porre in dubbio l'adeguatezza delle tradizionali categorie ermeneutiche sinora adoperate per la decifrazione e il giudizio di questi 'perturbanti' modi d'essere (...)
2020br. Rivista di studi culturali e di estetica fondata da Mario Perniola.
2021br. Rivista di studi culturali e di estetica fondata da Mario Perniola.
2017br. "In effetti in tutti e tre questi campi è avvenuta una frattura epistemologica per cui questi tre termini hanno assunto un significate molto differente da quello che la tradizione attribuiva loro. Per quanto riguarda l'arte, rimando al mio libro L'arte espansa' (Einaudi, 2015) che spiega come nel corso degli ultimi decenni si sia completamente erosa la differenza tra arte e non-arte. Per quanto riguarda il design, rimando alla recensione di Giuseppe Patella allibro di Vilém Flusser, 'Filosofia del design' (in Agalma, 7 -8), da cui risulta che la dimensione progettuale che viene attribuita al design si rivela piuttosto inadeguata per interpretare la situazione attuale troppo fluida e mutevole e perciò inadatta a fare piani di lunga scadenza. Infine per quanto concerne l'artigianato, il saggio di Sarah F. Maclaren 'Che cosa sono gli Studio Crafts?' (Agalma, n. 13) ha mostrato che anche questo campo è stato completamente destabilizzato da numerose altre forme di 'crafts (rural craft, folk craft, vernacular craft, studio craft, luxury craft, amateur craft, ethnic and tourist craft, women's craft ... )' ognuna delle quali richiede uno studio specifico. " (Dall'editoriale di Mario Perniola)
2008br.
2010brossura