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Cm. 17; pp. (4), 377, (3). Mezza tela coeva, titoli in oro al dorso, piatti marmorizzati. Ottimo esemplare. (20 / 1021) 229
1854Napoli, Tizzano, 1854, 16mo (cm. 18 x 11) brossura originale, pp. 377, barbe. Dorso rotto.
1953In-8° (cm. 21,3x13,8), pp. 353, (7) + bel RITRATTO fotografico in bianco e nero in antiporta.Bel cartone grigio editoriale. Ottimo il libro, mancanze larginali alla sovraccoperta. Critica. Valori tattili. Sensaziioni immaginarie. In pittura e in sciultura. Movimento. Colore. Proporzioni. Il Nudo. Composizione. Paesaggio. Incongruo e grottesco. Espressione facciale. Illustrazione. Significato. Protesta contro i restauri. Gli Ebrei e l'arte visiva. Le epoche ecc.BERENSON stabilì i canoni critici basati sul riconoscimento nell'opera d'arte di "valori tattili" e di "valori di movimento". Questo saggio uscì in Italia nel 1948.
2015Berenson, Bernard; [Traduttore] Praz, Mario Estetica, etica e storia nelle arti della rappresentazione visiva. Milano, Abscondita 2015 italian, 207 2015. Copertina editoriale in brossura pieghevole. 207 p. ; 23 cm B32
1990Berenson, Bernard; Praz, Mario Estetica, etica e storia nelle arti della rappresentazione visiva. Milano, Leonardo 1990 italian, 231 1990. Opera con copertina rigida e sovraccoperta alettata. N 81
2012brossura
1978Volume in 8°. Brossura con copertina cartonata. Pagine XXXIX + 805. Legatura salda, pagine bianche.
1979pp. 173, cm 24x17, bross.
2010ill. Bisogna accettare il fatto, assai doloroso, che alcune domande non vengono più poste... scrive Nicolas Bourriaud nell'introduzione a Estetica relazionale, ma è proprio il tentativo di capovolgere questa dinamica che lo rende uno dei più prolifici e popolari teorici contemporanei. Questo "classico", scritto alla fine degli anni Novanta, indaga le idee e i principi che hanno reso l'arte relazionale una delle tendenze artistiche più significative degli ultimi due decenni. Quali rapporti intrattiene l'arte con la società, la storia, la cultura? Da dove proviene la nostra ossessione per l'interattività? Dopo la società dei consumi e l'era della comunicazione l'arte contribuisce ancora alle emergenze di una società razionale? In che modo l'arte resiste all'omologazione imperante? «Nonostante le difformità di giudizio espresse dal panorama critico internazionale, non si può non rilevare che raramente un libro d'arte ha ricevuto tanti riscontri da parte degli addetti ai lavori e (anche) di un pubblico generico, e soprattutto che mai, nella storia recente, un testo ha ricevuto tante recensioni e critiche. L'attenzione che autorevoli riviste, come October o Third Text, mostre, convegni internazionali o importanti teorici come Jacques Rancière hanno riservato, anche a distanza di anni, a Estetica relazionale non può che confermare, pertanto, la preziosa intuizione di Bourriaud che l'ha portato a cogliere con estrema precisione gli elementi vitali dell'arte degli anni Novanta.» Roberto Pinto.
1997In-8°, pp. IX, 648, brossura editoriale. Prima edizione
Bari, Edizioni Nerio, 1962, in-16, br., pp. 302, (2).
1962(Codice FS/5227) In 8° 303 pp. Firma, timbrino. Brossura editoriale, etichetta numerica al dorso. Buono stato. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
Bari,Nerio,1962. In 16°pp.304n.bross.editoriale.
1963Mm 140x220 Collana: Saggi filosofici, n. 5. Brossura editoriale di 283 pagine. Sovraccoperta leggermente impolverata, per il resto ottima copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
2019br. La tradizione umanista ha mantenuto e consolidato alcune coordinate paradigmatiche di giudizio ben riconoscibili tanto da farci parlare di un canone umanista basato su un preciso orientamento di preferenza sulla rappresentazione del corpo umano. Questo canone esprime inevitabilmente una conseguente definizione estetica della cultura, vista come habitat preferenziale del retaggio prometeico, considerandola al tempo stesso emanazione autarchica dell'ingegno umano, e principio disgiuntivo dell'essere umano da ogni residuo di animalità. La techne assume una configurazione strumentale rispetto alle finalità umane e allo stesso modo l'animalità non è più una dimensione condivisa, ma assume la forma di controlateralità rendendo l'uomo "il non-animale". Questo saggio vuole indagare questa trasformazione, definita con il termine di postumanismo, al fine di mettere in risalto le differenze di orientamento e di sensibilità, ma soprattutto di tracciare una sorta di mappa concettuale circa gli slittamenti che tale metamorfosi estetica sta avendo nel modo corrente di leggere il corpo, l'animalità, la natura e infine la tecnologia, in una concezione della condizione umana che testimonia un'innegabile rivoluzione nei predicati di riconoscibilità e di proiezione.
2019br. La tradizione umanista ha mantenuto e consolidato alcune coordinate paradigmatiche di giudizio ben riconoscibili tanto da farci parlare di un canone umanista basato su un preciso orientamento di preferenza sulla rappresentazione del corpo umano. Questo canone esprime inevitabilmente una conseguente definizione estetica della cultura, vista come habitat preferenziale del retaggio prometeico, considerandola al tempo stesso emanazione autarchica dell'ingegno umano, e principio disgiuntivo dell'essere umano da ogni residuo di animalità. La techne assume una configurazione strumentale rispetto alle finalità umane e allo stesso modo l'animalità non è più una dimensione condivisa, ma assume la forma di controlateralità rendendo l'uomo "il non-animale". Questo saggio vuole indagare questa trasformazione, definita con il termine di postumanismo, al fine di mettere in risalto le differenze di orientamento e di sensibilità, ma soprattutto di tracciare una sorta di mappa concettuale circa gli slittamenti che tale metamorfosi estetica sta avendo nel modo corrente di leggere il corpo, l'animalità, la natura e infine la tecnologia, in una concezione della condizione umana che testimonia un'innegabile rivoluzione nei predicati di riconoscibilità e di proiezione.
Napoli, P. Tizzano, 1854. Seconda edizione napoletana per cura di Giuseppe Scioscia. In 8°, PP. 377n. Legatura mezza tela, lievemente sciupata. L’opera è la prima versione contenente note di Vincenzo de Castro.
Napoli, Romano, 1856. In 12°, PP. 329n. Legatura in tela Led. Alcc. Scrabocchi alle prime ed ultt. Pagg. Fatti a penna. Esemplare lievemente sciupato.
Napoli, Rondinella,1857. In 16°pp.224n. bross.edit. rinforzo al d. (Fioriture sparse).
1852Cm. 16, br. edit. (manca piatto posteriore), pag. 384 (Manca ultima carta di indice). Interessante trattato di estetica.
1990Gianni Vattimo (a cura di) Estetica moderna. Bologna, Il Mulino 1990 italian, 380 CR32.LBrossura editorialevolume in discrete condizioni, segni da scaffalatura agli angoli della copertina, aloni scuri e abrasioni sulla copertina, tracce di umidità all'interno 380 pagine circacopertina come da foto
1986Prima ediz.ital.In 8o.Brossura editoriale,coperta illustrata a colori con ali ripiegate.Ottima copia.Pp.203
1905In-16° pp. XXIII-257, leg. in tela edit. Firma anonima sul foglio di guardia. Manuali Hoepli.
2017br. Si sa che l'Italia è un paese estetico. Meno noto è che essa ha prodotto nel corso degli ultimi cinquant'anni un cospicuo numero di pensatori di alto livello che hanno portato un contributo originale e innovativo aprendo orizzonti inediti su che cosa è il bello e che cosa è l'arte. Tra questi i più noti sono Gillo Dorfles, Luigi Pareyson, Umberto Eco, Italo Calvino, Gianni Vattimo, Massimo Cacciari, Giorgio Agamben, Guido Ceronetti. Ma non dovrebbero essere ignorati anche molti altri poco conosciuti come i filosofi Andrea Emo e Gianni Carchia, la femminista Carla Lonzi, e lo stilista Quirino Conti. Essi hanno ripensato in modo nuovo alcune categorie estetiche (armonia, ironia, sublime, tragico, arguzia, acutezza) che appartengono al patrimonio culturale plurisecolare della cultura italiana. Si sono confrontati con la realtà politica, sociale, antropologica del loro paese e hanno trovato nell'ambito dell'estetica soluzioni che suggeriscono stili di vita e modi di sentire capaci di aprire spazi di libertà e di autenticità.