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2018ill., br. Da dove viene? E soprattutto dove va? E giunto fin lì, agli estremi confini del mondo, per poter guardare oltre: fermo e ben saldo sulla roccia, il viandante romantico di Friedrich sembra essere consapevole che l'infinito è più grande di lui, ma proprio da questa smisurata grandezza, da questa espansione soverchiarne è tentato. Irraggiungibile, l'infinito è però anche irrappresentabile. Perché allora non cessa di incuriosire e tormentare pittori, filosofi, matematici e letterati, e in generale tutti i comuni mortali?
2019br. L'estetica, prima di essere il carattere proprio dell'arte, è un dato fondamentale della sensibilità umana. Il sentimento estetico è un sentimento di piacere e di ammirazione che, quando è intenso, diventa meraviglia e felicità. Può essere suscitato da uno spettacolo naturale, da un'opera d'arte, ma anche da oggetti o opere che noi estetizziamo. Per la prima volta nella sua lunga carriera Edgar Morin riunisce in questo libro le proprie riflessioni sulla bellezza, l'arte e il sentimento estetico. Da dove viene la creatività artistica? Cosa significano ispirazione o genio? Da Lascaux a Beethoven, da Dostoevskij a Orson Welles, Edgar Morin richiama le opere e gli artisti che l'hanno segnato e accompagnato, per mostrare la profondità dell'esperienza estetica. Le grandi opere non sono solo divertissements: consentono la comprensione della condizione umana, con le sue commedie e le sue tragedie.
1984bross. edit. ill., minime tracce d'uso in cop.
1947Introduzione - Immanenza dell'elemento estetico - Importanza dell'elemento estetico - Bibliografia 1 20,5x13,5 cm., in brossura, pp. 97 (6), ancora intonse, prima edizione, in italiano, normali segni del tempo, buone condizioni
2017ill., br. Il disegno è la più profonda tra tutte le attività umane. L'uomo che ritraeva bisonti, gufi e leoni nella grotta di Chauvet, decine di migliaia di anni fa, sapeva che per lui il sole non sarebbe sorto per sempre: si trovava di fronte alla propria finitudine e a quella del mondo in cui viveva. Nello spazio metafisico della grotta, celebrava e indagava, con tratti di carbone sulla roccia, il mistero delle apparizioni e delle sparizioni, della presenza e della morte. Da allora disegnare non ha mai cessato di essere un atto di conoscenza. Si disegna per interrogare il visibile ed esaminare la struttura delle apparenze, per dare forma alle idee e comunicarle, per esorcizzare una memoria. Il disegno, rispetto alla pittura, non tenta l'illusione di realtà, non cessa mai di mostrare la propria nuda natura di progetto. Quello che osserviamo, attraverso linee di costruzione, spazi di luce e aree di colore, è un processo: la danza della mano di un artista che tenta di fissare una molteplicità di sguardi ed esperienze nell'eterna simultaneità di un'immagine. John Berger, negli scritti che compongono "Sul disegnare", segue la danza delle mani sulle rocce di Chauvet, quella di Vincent van Gogh che trasforma in immagine la sua capacità di amare la materia, quella di Pablo Picasso che mette in opera l'orrore per il decadimento della carne. Berger segue la propria mano mentre traccia i lineamenti del volto paterno sul letto di morte, per catturare una vita intera. E attraverso gli schizzi di Giacometti, Rembrandt e Goya, mostra come disegnare sia un modo di scoprire, di catturare il mistero del reale, per amplificarlo e viverlo come evento.
réf. 63978Lingua italiana, Cadmo, Esedra, 1990, 91 pp., brossura editore, condizioni buone.
Paris,Hachette, 1845.In 8°pp. XX+ 372n. cartone editoriale spellato ai margini, fioriture sparse.
1965Roma, (Arti Grafiche "Mondo Domani"), (1965), in-16, br., pp. 70, (2). Alcune correzioni a penna di mano dell'autore. Estratto.
1877In 8° (22,5x14,5 cm); (4), 325, (3) pp. Brossura editoriale, dorso con rinforzo in carta marmorizzata coeva. Piccoli strappetti agli angoli del frontespizio. Qualche traccia di sporco ai piatti. Esemplare ancora in barbe. Prima rara edizione di questo importante studio di interesse manzoniano di Ferrante Ferranti, stampato a Firenze da Cellini. L’opera è uno dei commenti più rari al grande romanzo manzoniano. All’interno qualche macchiolina di foxing, non significativa, e nel complesso in buonr-ottime condizioni di conservazione.
2019br. Dai tempi di Aristotele fino alla filosofia analitica contemporanea è stata discussa una serie di criteri atti a rendere conto di cosa siano i sensi e a tassonomizzarli. Nel corso del libro, l'autore articola a livello concettuale il criterio esperienziale-ontologico e il criterio sottrattivo, e studia come essi aiutino a inquadrare i casi empirici del dolore, delle percezioni artificialmente assistite, delle sinestesie, dell'olfatto e dei sensi animali.
1994Mm 140x205 Brossura editoriale di pp. 238, con qualche intervento a matita, peraltro in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1961réf. 1123965Amsterdam, L. J. Veen, (1961). Gr.-8vo. 93 S. OKart.
2015brossura La rottura del patto mimetico, basato sulla corrispondenza fra io e mondo, fra visione e rappresentazione, prende avvio irreversibilmente con il Romanticismo. La riflessione sul sublime riprende in questo momento; nell'Arte, non più imitazione del mondo naturale, né creazione o invenzione del Bello, si sancisce il definitivo superamento dell'imitazione del dato reale. Derivato da sub-limine, il sublime indica qualcosa di altissimo, che sta sopra l'architrave della soglia di casa (limen), ma anche, considerando la diversa accezione di sub-limo, ciò che sta sotto il fango, il profondo e l'abissale. Mai lo sguardo che accompagna l'esperienza del sublime sarà immobile rispetto all'orizzonte. Il testo si sviluppa entro questi due termini: da una parte le immagini, fra gli altri, di Friedrich e Goya che, da differenti punti di vista, indagano fino al limite estremo il paesaggio e gli abissi dell'anima; dall'altra il percorso intrapreso da Kandinskij a Malevic, che, dal superamento del visibile, condurrà verso l'invisibile e l'infigurabile. Entrambi i poli del sublime, l'Altissimo e l'Abisso, raccontano in tal modo, anche se da ambiti distinti, la crisi irreversibile del soggetto e della ragione classica.
réf. 67232Gérard Monfort, Imago mundi, 1996, 233 pp., broché, couverture très légèrement empoussiérée, bon état.
1985réf. ART5704MRelié, 479 pages, paru en 1985 chez Alternatives, très bon état général.
réf. 32418Gallimard, TEL, 1999, 443 pp., poche, très bon état.
1980VOLUME I ONLY. Contains b&w plates. 315x215 mm. XIV+252 pages. Gilt hardcover with dust-jacket. Jacket yellowing and slightly stained. Jacket edges worn. Cover slightly rubbed. Cover corners and spine edges bumped. Pages yellowing. Else in good condition.
1980VOLUME I ONLY. Contains b&w plates. 315x215 mm. XIV+252 pages. Gilt hardcover with dust-jacket. Jacket yellowing. Jacket edges worn. Cover stained. Spine edges bumped. Pen inscription on front whitepage. Front whitepage stained. Pages yellowing. Else in good condition.
1970IN HEBREW WITH ENGLISH INTRODUCTION. 140x215 mm. XXII+156 pages. Hardcover. Gilt spine. Cover edges and corners slightly bumped. Pages slightly yellowing. Else in good condition.
2007brossura Approfondire i temi trattati da Aristotele nella "Poetica" non è un'impresa facile, perché il testo ci è pervenuto mutilo e in una redazione spesso sintetica o abbozzata. Condotta con un talento teoretico che sa coniugare un'accesa passione polemica a un vigile rigore filologico, la ricerca dell'autore assolve brillantemente a quest'impresa e porta un contributo prezioso all'interpretazione dell'idea fondamentale dell'estetica aristotelica e, più in generale, di tutta la riflessione antica sul bello e sull'arte.
1986Nota bibliografica. Su carta patinata. In perfetto stato
2003AA.VV. (Francioni, Gianni: Direttore responsabile) Studi settecenteschi 22, 2002 (nuova serie). Pace e guerra nella cultura italiana ed europea del Settecento. Napoli, Bibliopolis, edizioni di filosofia e scienze (via Arangio Ruiz 83) - Tipografia "La Moderna Stampa" S.a.s. (stampa) 2003 italian, in ottavo pp. 284+(8) di informazione editoriale=292 I ed. (settembre MMIII) del periodico monografico Studi settecenteschi 22, 2002 (nuova serie): Pace e guerra nella cultura italiana ed europea del Settecento. Direzione e redazione: Dipartimento di Filosofia, Università degli Studi di Pavia (piazza Botta 6). Amministrazione: Bibliopolis, edizioni di filosofia e scienze (via Arangio Ruiz 83, Napoli). Atti del convegno internazionale organizzato dalla Società italiana di studi sul secolo XVIII conil contributo e la collaborazione dell'Istituto di Scienze umane e delle arti della Facoltà di Lingue e letterature straniere moderne dell'Università della Tuscia, Viterbo, Università della Tuscia, 1-3 giugno 2000. VIII/ 284+(8) di informazione editoriale=292/ brossura in cartoncino ruvido albicocca con risvolti, grafica in nero/. Stato buono (gore da umidità al primo piatto e al dorso della copertina).
1965Torino, Bottega d'Erasmo, 1965, in-8, brossura editoriale, pp. 670. Con ritratto fotografico all'antiporta. Ottime condizioni.
2010brossura
2010brossura