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1975IN HEBREW WITH ENGLISH SUMMARY. 24.5x17.5 cm. 148 pages. Softcover. Cover edges slightly rubbed. Spine faded and slightly curved. Ex-library copy with usual marks. Title pages age stained - no damage to text. Pages slightly yellowing. Else in good condition.
1980Corposa legatura datata, copertina telata ben tenuta segnata da abrasioni alle cuffie, sovraccoperta illustrata, con pigmento omogeneamente alterato dalla luce, patinato usurato da manipolazione o sfregamento, bordo consunto, testo tracciato da sottolineature con lapis, carte velate da leggera ossidazione uniforme, pulviscolo ai tagli. N. pag. 350. USATO
1990162 pages including index. Through art, children learn discipline, aesthetics, and much more. This marvelous, practical book tells how and why. Clean. Unmarked. Moderate wear. Nice copy. Book
1986réf. ARCH6985MRelié, 288 pages, paru en 1986 aux éditions du Regard, livre comme neuf.
2019réf. ART6023MRelié, 612 pages, paru le 16 octobre 2019 chez Flammarion, livre en très bon état général.
1999réf. ART5692MBroché, 288 pages, paru le 30 juin 1999 chez Thames & Hudson, livre comme neuf, aucun défaut.
réf. 116905Paris, Masson et Cie. 1974, 240x155mm, 264pages, broché. Bon état.
réf. 63952Lingua italiana, Einaudi, Saggi, 1965, 530 pp., legatura editoriale, sovracoperta un po' rovinata, dorso scolorito, condizioni molto corrette.
1989réf. 1242121989 Editions du Centre Pompidou, Paris - 1989 - In-4 broché, couverture illustrée - 127 pages - Catalogue publié à l'occasion de l'exposition "Hans Haacke. Artfairismes" du 3 mai au 18 juin 1989 au Centre Georges Pompidou, Musée national d'art moderne, Galeries contemporaines - Nombreuses illustrations en N&B et en couleurs, in et hors-texte, dans l'ouvrage
1970réf. 205369
1986réf. 192654Klincksieck Paris, Éditions Klincksieck, 1986. Collection « Esthétique », n° 46, 1985. In-8 broché (24 x 15,5 cm) de 244 pages.Édition originale de ce recueil d'essais où Henri Maldiney déploie avec une force rare sa phénoménologie de l'art. Dans Art et existence, le philosophe refuse de réduire l'uvre à un objet de consommation culturelle ou à un simple jeu de formes. L'art y est pensé comme le lieu d'une rencontre esthétique radicale, un « ouvert » où l'homme fait l'expérience du rythme et du monde naissant. À travers des pages sur la lumière de Tal Coat ou l'espace géométral de Cézanne, Maldiney livre une réflexion majeure sur la création comme acte d'exister. Un des grands classiques de l'esthétique contemporaine.
1970réf. 117335Annales du Musée Guimet et du Musée Cernucshi, Arts Asiatiques, numéro spécial, tome XXII 1970 Annales du Musée Guimet et du Musée Cernucshi, Arts Asiatiques, numéro spécial, tome XXII, 1970, 262 p., broché, environ 27x22cm. Couverture un peu salie, coins cornés, haut et bas du dos émoussé avec débuts de fente sur les mors.
2000réf. ART5740MBroché, 144 pages, paru en 2000 chez Pepin Press, livre en très bon état général.
2001réf. art1447mProxima Editions. Relié, 95 pages, 25,0 x 25,0 x 1,5 cm, illustré en couleur, le livre est en parfait état, la première page est un epu déchirée mais elle ne contient aucun caractère. -- Le mouvement des Arts and Crafts, créé par l'architecte Ashbee en 1888, se donna pour ambition de rénover les arts et métiers, en réaction contre la laideur des constructions industrielles. Dans le sillage de William Morris, les membres de cette société créèrent, dans le domaine des arts décoratifs et de l'architecture, des uvres qui font la part belle à l'artisanat et à la pureté des lignes. Cet ouvrage se présente comme une véritable monographie d'un mouvement qui est revenu à la mode ces cinq dernières années --
1934réf. BLG00173Ed. Henri Dangles, Paris, 1934, broché, 9 figures ou photographies h.t., 224 pages, 12x18.5
réf. 60092Lingua italiana, Einaudi, Papaerbacks, 1982, 332 pp., brossura editore, copertina un po' rovinata, passaggi sottolineati e annotati a matita, un nome a penna in prima pagina, condizioni discrete.
1979réf. F105580London, Duckworth 1979 xii + 212pp., 22cm., softcover (spine sunfaded), text and interior clean and bright, good condition, F105580
IN HEBREW. 230x155 mm. 101 pages. Hardcover. In good condition.
2014La miglior retorica è quella che non si nota. Se chi ci ascolta si accorge che stiamo usando degli artifici, l'effetto è compromesso. Gli avvocati di una volta lo sapevano: guai a farsi sospettare esperti, guai a far trasparire le proprie capacità. Non per nulla l'idea che la vera arte consista nel nasconder l'arte è stata teorizzata per la prima volta nella retorica classica, da Aristotele a Cicerone. Ma, a partire da qui, questo curioso paradosso compie una carriera inaspettata, proliferando nei campi più disparati: dalla cosmetica alla politica, dall'arte del tiro con l'arco a quella del giardino, dal galateo all'abbigliamento, senza dimenticare naturalmente le arti nel senso consueto della parola, dalla pittura alla musica, dalla danza alla poesia. Come dovrebbe fare ogni buon saggio di storia delle idee, questo libro mette in rapporto luoghi, autori e testi tra i quali non sospetteremmo alcun collegamento. Si dipana così una storia che attraversa tutta la cultura occidentale, dall'anonimo del "Sublime" al "Cortegiano" di Baldassar Castiglione, dai moralisti francesi a Leopardi, da Ovidio a Dryden, da Michelangelo a Duchamp, ma a partire dalla quale è possibile gettare un ponte anche verso le filosofie orientali dello Zen e del Tao. Ma attraverso la storia dell'"ars est celare artem" scopriamo anche qualcosa di essenziale per l'idea stessa di arte, il suo essere sempre inevitabilmente regola e invenzione, tecnica e creatività, tradizione e innovazione. Autori: Paolo D'Angelo.
2005La miglior retorica è quella che non si nota. Se chi ci ascolta si accorge che stiamo usando degli artifici, l'effetto è compromesso. L'idea che la vera arte consista nel nasconder l'arte è stata teorizzata per la prima volta nella retorica classica, da Aristotele a Cicerone. Ma, a partire da qui, questo curioso paradosso compie una carriera inaspettata, proliferando nei campi più disparati. Questo libro mette in rapporto luoghi, autori e testi tra i quali non sospetteremmo alcun collegamento. Si dipana così una storia che attraversa tutta la cultura occidentale, dai moralisti francesi a Leopardi, da Ovidio a Dryden, da Michelangelo a Duchamp, ma a partire dalla quale è possibile gettare un ponte anche verso le filosofie orientali dello Zen e del Tao Autori: Paolo D'Angelo.
1999DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVI SEGNI DEL TEMPO. Con l'arte della combinazione delle cose, ars combinatoria, arte del fare, arte poetica per eccellenza, le cose diventano eterne (eternità della pittura e della scultura, eternità della scrittura), e vanno a costituire le civiltà intellettuali che noi ereditiamo. In questo libro, l'Autore espone il percorso di questa civiltà, dall'età moderna (il Rinascimento) al Novecento, l'età del disincanto, tracciando una rigorosa filosofia dell'arte, attenta alle avventure della forma, alle sue erranze e al miracolo infinito della bottega della poesia... L'idea di poiesis – come costruzione, lavoro creativo e simbolico, fantasia produttrice, ars combinatoria – segna fortemente interi percorsi della civiltà intellettuale dell'Occidente. A questa idea (che abbraccia ambiti molto più vasti di quelli riconducibili all'arte poetica) si riferisce Giordano Bruno quando nel De umbris idearum (par. X della parte dedicata all'ars memoriae) scrive: "È questa l'arte che con i suoi mezzi rende presenti e visibili le cose sensibili trascorse ed assenti: da questo dipende che da una parte fa in modo che le cose siano percettibili alla vista con la pittura e la scultura, mentre dall'altra, con la scrittura, rende durevoli e immutabili le parole che, scorrendo, vanno quasi smarrendosi nel nulla. Inoltre trasmette a distanza in ogni luogo e tempo concetti e tacite intenzioni comunicabili solo da vicino". Nel passo citato, in cui si possono ritrovare indicazioni e prospettive che caratterizzeranno anche le grandi poetiche dell'Ottocento e del Novecento, sono in nuce le linee di una rigorosa filosofia dell'arte, attenta alle infinite avventure della forma, alle sue erranze, alle sue figure e soprattutto alla "fredda giudiziosità" e alla "magia severa" che vivono nel linguaggio "autentico" della poesia, le cui procedure – rileva Novalis – sono analoghe alle formule matematiche, le quali "elaborano un mondo per sé, giocano soltanto con se stesse". Indice "De arte combinatoria". Il numero e la figura Cosmopoiesis e arte della memoria Simbolica e grammatica della poiesis La poetica leibniziana Il barocco, la modernità Le regole della poiesis e l'ontologia della luce L'armonia materiale e pura Il nulla, le cose L'insensato gioco della mente Simbolica del fare Tra il mito e l'assurdo Poeticità e mondo Poesia senza mondo Descrizione bibliografica Titolo: Ars combinatoria Autore: Aldo Trione Editore: Milano: Spirali/Vel, Aprile 1999 Lunghezza: 178 pagine; 21 cm ISBN: 8877705213, 9788877705211 Collana: Volume 150 di L'alingua Soggetti: Filosofia popolare, Estetica della composizione, Creazione artistica, Calcolo magico, Logica fantastica, Giordano Bruno, Mnemotecnica, Segni, Simboli, Leibniz, Poetica simbolista, Segrete corrispondenze, Analogie, Allegorie, Tavole girevoli, Lullo, Ontologia del numero, Pitagorici, Mon Faust, Valéry, Ipertesto, Faust, Goethe, Artificio, Trucco, Metamorfosi, Anamorfosi, Barocco, Tecniche cinematografiche, Cinema, Ejzenstejn, Combinazioni, Musicalità, Arte, Baudelaire, Delacroix, Formula magica, Mallarmé, Testo lirico, Suoni musicali, Parole, Poiesis, Sospensione, Attente, Immaginazione, Psicologia, Opere divulgative e generali, Metafisica, Dissertatio de arte combinatoria, Sperimentalismo, Manierismo, Letteratura, Hocke, Deleuze, Schlegel, Finzione, Poietica, Creazione, Creatività, Critica, Forme e stili letterari, Laugier, Infinito intrattenimento, Blanchot, Architettura, Modernità, Linguaggio, Ars Memoriae, De umbri idearum, Cassirer, Popular philosophy, Aesthetics of composition, Artistic creation, Magic calculus, Fantastic logic, Mnemotechnics, Signs, Symbols, Symbolist poetics, Secret correspondences, Analogies, Allegories, Turntables, Llull, Ontology of number, Pythagoreans, Hypertext, Artifice, Trick, Metamorphosis, Anamorphosis, Baroque, Film techniques, Combinations, Musicality, Magic formula, Lyric text, Musical sounds, Words, Suspension, Attentive, Imagination, Psychology, Popular and general works, Metaphysics, Experimentalism, Mannerism, Literature, Fiction, Poietic, Creation, Creativity, Criticism, Literary forms and styles, Infinite entertainment, Architecture, Modernity, Language, Linguistics
In-folio (323 x 250 mm), plein vélin teinté vert de l'époque, dos lisse, (1) f. de titre, (1) f. "catalogue de musique Deslauriers", 279 p., entièrement gravé. Edition originale partagée avec le "Bureau du Journal de Musique" de cet opéra que Gluck considérait lui-même comme son chef-d'œuvre et qu'il composa sur un livret de Philippe Quinault, d'après "Gerusalemme liberata" du Tasse, livret déjà mis en musique par Lully en 1685. Représenté pour la première fois le 23 septembre 1777 à l'Académie Royale de Musique, il s'agit du quatrième opéra de la "période parisienne" de Gluck. C'est à l'occasion de la représentation de cet opéra que la querelle entre gluckistes et piccinnistes éclata. (Fétis, 2683. Hopkinson, ‘Bibliography of the Works of Gluck’, 45A. RISM A/I/3 G2679). Provenance : Jean-Frédéric-Auguste Lemiere de Corvey (1771-1832), avec petite signature à la plume "J.F.A. Le Miere, rue Grammont n°13". Compositeur et professeur de musique, également officier dans les campagnes napoléoniennes et spécialiste de tactique militaire, il est l'auteur de nombreux opéras comiques (cf. Grove online, art. "Lemiere" et Fétis, 'Biographie des musiciens', V, 265). Grande étiquette de veau brun de l’époque sur le plat supérieur: "Romagnat". Petite étiquette ancienne imprimée de librairie "Leduc... magasin de musique ancienne & moderne...". Accrocs de vélin au dos avec manques. Bon exemplaire, frais, entièrement gravé sur cuivre, imprimé sur papier fort.
1996réf. 1087131996 Editions de la Réunion des musées nationaux / Musée de Marseille - 1996 - In-4, broché, couverture à rabats illustrée - 279 pages - Nombreuses reproductions photographiques hors-texte en couleurs et en N&B
1777réf. 34397In-folio (323 x 250 mm), plein vélin teinté vert de l'époque, dos lisse, (1) f. de titre, (1) f. "catalogue de musique Deslauriers", 279 p., entièrement gravé. Paris, Deslauriers, [1777].
Minuit, revue "Arguments" n° 19, 3e trimestre 1960, 64 pp., agrafé, bon état.