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réf. 18163Grasset, 1995 - In-8, broché, 208 pages. Bel exemplaire.
1928réf. 977121928 Editions du Chariot, 1928. Volume de planches seul. 1 volume grand in-8 de 112 planches + index, broché.
2005réf. 11830Paris Cerf 2005 Un volume in-8 dos collé, couverture illustrée, 266 pages. Bon état.
réf. 4578Librairie Plon, Plon-Nourrit et Cie, imprimeurs-éditeurs, collection "Les maîtres de l'art", Paris, s.d. In-12, demi-reliure basane teintée sombre, titre doré, 181 pp. Introduction - Chapitre premier : Jeunesse et début de Chardin - II. Portrait et caractère de Chardin - III. Chardin peintre de natures mortes - IV. Chardin peintre de genre et de figures - V. La technique de Chardin - ...
1969Mm 140x220 Prima ediziione italiana. Brossura originale, 219 pagine. Un piccolo tmbro di biblioteca privata dismessa in apertura, fioriture esterne, pagine ancora intonse. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
1953Broché. 255 pages.
1986Broché. 283 pages.
réf. 13904- Dervy, 1995 - Coll L'essence du sacré - In-8, broché, couverture souple agréablement colorée, 249 pages, bel exemplaire ( dédicace de l'auteur ).
réf. 233Paris, Delalain, 1775, 1 br., sans couverture. in-8 de 24 pp. ;
Ottawa, Edmond Cloutier, 1955, in-8, brossura editoriale, pp. numerate da 718 a 741. Con due tavole di grafici. Resoconto della "Joint committee of the Senate and the House of Commons on capital and corporal punishment and lotteries".
2010réf. 118957Table Ronde 2010 Edition de la Table Ronde, Coll. les Chemins de la Sagesse, 2010, 588 p., broché, environ 24x14xm. Haut et bas du dos émoussés, bon état pour le reste et intérieur bien propre.
1978Broch?. 284 pages.
2000réf. 16495L'Ecart 2000 157 pages collection manifeste. 13 8x1 4x20 2cm. 2000. Broché. 157 pages. Dans 'Lettre ouverte aux Américains pour l'abolition de la peine de mort' Michel Taube et Benjamin Menasce adressent un plaidoyer ciblant le système judiciaire américain pour réclamer l'abolition de la peine capitale. L'ouvrage s'inscrit dans le cadre des actions de l'association ECPM (Ensemble contre la peine de mort)
1901Mm 140x205 Sixth edition revised. Volume cartonato, legatura editoriale in tela marrone, titoli in oro al dorso, XII-1100 pagine con alcune cartine geografiche a colori fuori testo e illustrazioni in nero nel testo. Testo in inglese - english text. Timbri di biblioteca estinta, sovraccoperta mancante, peraltro esemplare in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1956réf. 928571956 N° 20 (Septembre 1956) - revue Bimestrielle d'information sur le théâtre - rue Saint André des Arts au 27, Paris VI - In-8 Broché - revue illustrée - 96 pages
1958Broch?. 252 pages.
in-8, 199 pp., broche, couv. ill.- 9782841973088 Bel exemplaire. [CA33-8]
réf. 9161, Antwerpen, De Vrienden van Meester Dolphyn, 1985., Gebonden, groen linnen met zilveropdruk op de platten en rug,zonder stofomslag 24,5x30cm, z.p., rijkelijk geillustreerd in kleur en z/w. ISBN 9789062163908.
1988Broch?. 261 pages.
2022brossura Un delicato percorso che aiuta chi ha perso una persona cara a vivere le diverse fasi del lutto.
2011br. "Via di qua; ecco la mia meta". Nell'annuncio del protagonista del racconto di Kafka La partenza risuona l'universale della condizione umana, quell'andar via a cui non occorre una destinazione, poiché è già meta in sé: la morte, ineluttabile, inconcepibile, inconoscibile, eppure evento-limite che conferisce alla vita il senso più autentico. Nella sua vicenda millenaria, talvolta la filosofia si è incaricata di strappare alla morte l'aculeo velenoso, ossia di liberare l'uomo dal timore della morte, riducendola a puro nulla, quindi espungendola dall'orizzonte dell'esistenza. Una strategia che il filosofo Umberto Curi non condivide affatto. Come il principe di Danimarca, è convinto da tempo che i contenuti di pensiero abitino anche al di fuori della disciplina che ne è ufficialmente titolare, e li va a cercare con mano sapiente nella tragedia e nel mito dell'antica Grecia, nella poesia e nella narrazione contemporanee. Lì incontra ricchissime testimonianze che, da prospettive diverse, recuperano la morte alla pienezza della vita, senza per questo disinnescare in modo consolatorio il potenziale angoscioso della fine. Sfuggono infatti a intenti edificanti, e non potrebbero mai essere rifuse in un eserciziario della buona morte, simile a quelli diffusi in Occidente secoli fa. Ci possono solo suggerire con Rilke - ed è suggerimento prezioso - che "bisogna imparare a morire: ecco in che cosa consiste tutto il vivere".
2018br. Delle perdite che avvengono in gravidanza o subito dopo la nascita, in ambito accademico ma anche in contesti quotidiani, poco si parla. Per motivi diversi, anche connessi all'epoca gestazionale, esse tendono a essere nascoste, come se il silenzio avesse il potere di cancellare il dolore che le accompagna. Invece, tanto meno ci si occupa della perdita perinatale, tanto più i suoi effetti sono profondi e si estendono fino a coinvolgere chiunque ne venga a contatto, innescando potenzialmente una spirale di disagio e sofferenza. Come un sasso gettato sulla superficie quieta di uno stagno, a partire dal ventre materno, gli effetti della perdita perinatale si allargano a formare cerchi concentrici, coinvolgendo la madre, il padre, la coppia genitoriale, la famiglia estesa e gli operatori della cura. Il libro affronta l'argomento nel rispetto delle differenze insite nelle posizioni assunte da coloro che vivono questo evento, e abbraccia l'idea che la conoscenza di qualsiasi argomento dipende strettamente dall'ottica che assumiamo per osservarla.
2014br. Siamo liberi di scegliere se e come curarci. Non esiste soluzione migliore di questa. Come potrebbe qualcun altro conoscere i nostri desideri, sapere qual è il nostro bene, decidere al posto nostro? Cosa succede quando, per motivi di salute, non siamo più in condizione di avere o esprimere un parere? Il perfezionamento delle tecnologie per la sopravvivenza solleva ogni giorno interrogativi morali e dilemmi clinici. Nell'approccio a simili questioni spesso è prevalso un solido paternalismo: credere di essere nel giusto e sentirsi autorizzati a imporre le proprie convinzioni e decisioni a chi non è più in grado di opporsi. La riflessione di Chiara Lalli s'inserisce nel dibattito aperto in Italia e all'estero sulle decisioni di fine vita e sul cosiddetto living will, in passato già al centro di conflitti e oggetto di pessimi disegni di legge, soprattutto per l'impatto emotivo dei casi di Eluana Englaro, Piergiorgio Welby, Terri Schiavo. Lalli ricostruisce le premesse morali, giuridiche e deontologiche di uno strumento che dovrebbe essere il più leggero possibile e garante della nostra autodeterminazione. Il rischio che si torni a discuterne in Parlamento, ripercorrendo ancora la vecchia strada, oppressiva e ingiustificabile, è concreto. Nel territorio liminale tra coscienza e in coscienza tra eutanasia attiva e passiva, bisogna salvare l'unica vera "volontà del vivente", perché il rispetto delle nostre scelte di oggi sia assicurato anche domani.
2019brossura Un testo per educare chi accompagna pazienti, familiari o amici al fine vita. Riconoscendo la fondamentale importanza di quei valori umani, spirituali e religiosi che permettono di vivere in pienezza l'ultimo viaggio. Il libro si divide in quattro parti: diversi modi e tempi del congedo dal mondo nel contesto sociale attuale che tende a rimuovere il morire; tematiche specifiche del fine vita: trasmettere la verità al morente, accompagnare il cordoglio anticipatorio, conoscere i diversi linguaggi del cordoglio, prestare attenzione alle famiglie dei morenti; morire da bambini, morire da giovani, morire da adulti e morire da anziani: ogni vissuto di fine vita comporta implicazioni e sfide diverse; la geografia spirituale al tramonto della vita: l'importanza della cura spirituale e la proposta specifica, propria dell'autore, di tre modelli per individuare, accompagnare e valutare la dimensione interiore degli assistiti.
1951réf. 95852Paris: Societe D'editions 1951. (4), 115 Seiten. 8° (17,5 - 22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].