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1969A clean, unmarked book. Full brown cloth boards. Loose rear hinge. Light wear to dust jacket. Previous owner's name inside.
in-8°, 240 pp., broche, couv. illustree. Bel exemplaire. [BAT-3]
2021br. Oggi parlare di morte è ritenuto sconveniente e poco elegante e suscita il più delle volte atti scaramantici. Quando qualcuno muore si mostra sorpresa, come se non sapessimo che la morte è la conseguenza ineluttabile dell'essere viventi. Siamo impreparati ad affrontare l'atto finale perché non siamo abituati a riflettere sulla nostra transitorietà. Nessuno ce lo insegna e noi non lo impariamo. Fin da bambini iniziamo ad avere paura della morte, a esorcizzarla, per eventi luttuosi vissuti con sofferenza o per semplice istinto di paura. Difficilmente è motivo di seria e dedicata conversazione. La nostra cultura relega sullo sfondo la tematica della morte, evita di addentrarsi nei sentimenti del dolore e della paura, mentre ci stimola a vivere come se fossimo immortali. Per vivere bene e senza timore è invece necessario guardare la vita dal punto di osservazione della morte, considerando che il nostro tempo materiale non solo è limitato, ma è anche di durata ignota, perché la fine può arrivare in ogni istante. Partendo dall'insegnamento religioso e laico di Francesco d'Assisi, questo libro vuole sottolineare come chi ama veramente la vita sa anche preparare la qualità della morte, che va accettata e va vissuta con amore.
2021br. Nonostante gli innumerevoli tabù infranti, il mondo contemporaneo ne ha innalzato uno su cui appare quasi sconveniente indagare: la morte. Le stesse ideologie hanno sollevato una coltre che però non è riuscita a eludere il problema né tantomeno il dramma personale che toccherà ciascuno. Dopo le «inchieste» su Gesù, Vittorio Messori indaga sull'evento più misterioso e più certo che segna la conclusione (o un nuovo inizio?) di ogni esistenza. Esaminando le risposte offerte nel corso della storia, i tentativi di eludere o nasconderne la sgradita eppure ineluttabile presenza, Messori si chiede se la proposta cristiana sia in definitiva una speranza concreta o una mera illusione.
1951FRATELLI BOCCA EDITORI 1951 227 PP. UNA PICCOLA MANCANZA IN QUARTA DI COPERTINA, LIEVI TAGLIETTI MARGINALI ALLE ESTREMITà DELLA COPERTINA, TUTTA LA PAGINAZIONE INTONSA: CHIUSA E DA APRIRE.
2020br. Gli animali ci insegnano a relazionarci con loro, aggiungono bellezza alle nostre esistenze amandoci e apprezzandoci senza giudicarci, donandoci grandi emozioni e compagnia, aiutandoci anche nei momenti di tristezza e difficoltà. Già Freud aveva riconosciuto come "il sentimento che proviamo per i cani è lo stesso che proviamo per i bambini", preludendo ai recenti studi scientifici che dimostrano come, tra le persone e i loro animali, si formino veri e propri legami affettivi di dedizione e fedeltà. L'autrice ci parla di questa relazione, del dolore che si prova quando i nostri animali ci lasciano per sempre e di tutti gli aspetti che sarebbe opportuno conoscere e affrontare. Il lutto per la perdita di un animale da compagnia è infatti un processo simile a quello per la perdita di una persona cara. Ma la poca possibilità di esprimere questa sofferenza, determina l'impossibilità di vivere appieno i sentimenti legati a questo lutto attraverso le modalità rituali. I limiti etici ci impediscono di considerare Fido come parte della famiglia. Questo libro è stato scritto per dare indicazioni ed aiuto concreto a chi deve affrontare il dolore per la perdita del proprio animale d'affezione.
1948réf. 716401948 La Jeune Parque - 1948 - In-12, broché, couverture repliée - 112 pages - Exemplaire numéroté (N°372), un des 1500 exemplaires sur Alfa Mousse des Papeteries Navarre
1899Mm 160x245 Brossura editoriale di 63 pagine. Dedica manoscritta dell'autore, lacuna e segni d'uso al dorso, peraltro buona copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1985Broch?. 272 pages.
1948réf. 1035231948 Editions Le Jeune Parque, Paris - 1948 - 1 vol in-12, broché - Edition Originale numéroté N° 1263/1500 sur Alfa Mousse des Papeteries Navarre
2018br. È vero che la morte è diventata tabù, che la società moderna la nega e la nasconde più di quelle premoderne, condannando all'isolamento chi sta per lasciare questo mondo? Ed è forse per questo che i medici mentono al malato, e gli nascondono le cattive notizie sulla sua salute? È vero che la medicina moderna è rivolta solo al prolungamento della vita e all'ostinazione terapeutica, mentre trascura le esigenze e le sofferenze dei malati terminali? Che cosa è stato fatto per contrastare questa tendenza? Perché sono nate e a cosa servono le cure palliative? Come, dove e con chi si passa oggi l'ultima fase della vita? Nel decifrare la complessa mappa del fine vita il libro mette a confronto i cambiamenti avvenuti in Italia con quelli degli altri paesi occidentali.
1985réf. 98806France Loisirs, coll. « les hommes et l’Histoire » 1985 In-8 reliure éd. sous jaquette en état moyen. 285 pages. Bon état d’occasion.
2021br. Il volume affronta, dal punto di vista antropologico-culturale, quattro temi di ricerca che ruotano intorno alla morte. Il primo riguarda, da un lato, lo smarrimento di fronte all'angoscia di morte legata alla pandemia del 2020 e, dall'altro, la mappa culturale fornita dai miti fondativi, per riorientare quell'angoscia. Il secondo concerne il gioco politico-sociale intorno ai funerali, negati o concessi, di personalità ungheresi e le relative cerimonie riabilitative di risepoltura. Il terzo ruota intorno agli effetti del revival culturale della "vendetta di sangue" in Albania. Infine lo studio, più tradizionale, di un particolare sistema funerario calvinista, attivo in un'area rurale e periferica dell'Ungheria nord-orientale, legato a dei particolari simboli tombali detti fejfák "a forma di barca".
2021ill., br. Le relazioni tra uomini e animali hanno da sempre condizionato profondamente la storia della società. Se per le classi umili gli animali erano principalmente strumenti di lavoro e di sussistenza, per i sovrani e l'aristocrazia alcune specie, soprattutto cani e cavalli, accompagnavano in maniera costante ogni fase della loro esistenza, dall'infanzia alla morte, come fedeli amici e compagni, ma anche come simboli di ricchezza, gloria e potere. Che fosse affettiva o di rappresentanza, o un insieme di entrambi gli aspetti, tale funzione trovò nei secoli una diretta proiezione nelle arti. In tutte le epoche le raffigurazioni di animali abbondano su dipinti, sculture, stampe, tessuti, bronzi, argenti e gioielli. La mostra organizzata a Palazzo Coronini Cronberg intende ricostruire proprio il ruolo emotivo, simbolico e sociale che creature quali cani, cavalli, ma anche specie esotiche come scimmie e pappagalli, svolgevano regolarmente nella vita quotidiana delle classi più elevate, non solo come animali domestici, ma anche attraverso le immagini, gli oggetti, gli arredi e gli ornamenti che riempivano le dimore aristocratiche.
1966réf. 36867Albin Michel 1966 In-8, broche, 283 pp., 24 pages d’illustrations noir et blanc.
1972réf. 95214Robert Laffont, coll. « Bibliothèque des grandes énigmes », n° 16 1972 In-8 cartonnage éditeur noir avec décor doré sur le premier plat21x14 cm. 261 pages. Bon état d’occasion.
1957réf. 121689Presses de la Cité 1957 Éditions des années 1950 ou 60 suivant disponibilité dans le stock. In-8 cartonnage éditeur sous jaquette. 21,5 cm sur 13,5. 313 pages. Illustrations en noir et blanc hors-texte. Jaquette en bon état. Bon état d’occasion.
1954réf. 122548Les presses de la Cité 1954 In-12 relié 21 cm sur 14. 348 pages. Jaquette en mauvais état. Corps du livre en bon état. Bon état d’occasion.
2019ill. "La natura svelata" è la trama di un esperimento estetico che nutre il pensiero di uno slancio etico verso le cose, gli altri, l'ambiente. Togliere il velo che copre e nasconde la faccia della realtà ci obbliga a guardarla negli occhi, a scrutarne le ferite, anche quelle meno visibili e più guarite, a verificarne la libertà e la salute e ad immaginarne i desideri e i sogni. Svelare vuol dire guardare dentro, oltre, vedere in profondità, fino all'abisso, non avere paura e inseguire lo stupore. Svelare vuol dire lasciare apparire e cose nella loro purezza, senza finzioni e senza filtri, senza pregiudizio e senza disagio. La mostra propone una collezione di dipinti che vanno dal primo ventennio del '600 all'ultimo del '700 e racconta, in modo molto eloquente, l'evoluzione del tema del paesaggio in questi due secoli circa di storia della pittura. Una mostra può diventare occasione seria di risveglio, di bonifica, di coscienza, di legalità, di promozione, di riscatto. Il Cilento ha bisogno di sentire, sulle sue membra, a volte stanche, la brezza rigenerante che porta i profumi del mondo, senza nascondersi dietro confini forzati, con l'idea chiara che la bellezza ci salverà.
1979réf. 10181979 - broché - Librairie d'Amérique et d'Orient - Adrien Maisonneuve, Paris - Collection Classiques d'Amérique et d'Orient, N° 1 - 1979 - In-8 (25 x 16,5 cm) broché - 227 pages - Quelques illustrations en noir et blanc - Traduction de Marguerite La Fuente - Préface de J. Bacot
in-8°, 215 pp., broche, couverture illustree. Bon état. [CA30-4]
2002brossura La percezione del limite dell'esistenza personale è sempre presente nell'uomo, e induce angosce che variano di intensità a seconda del carattere dell'individuo o dei momenti della sua vita. L'autore non prende in considerazione gli approcci filosofici, sociologici, religiosi o mistici al problema della morte, ma si propone di descrivere come il pensiero psicoanalitico abbia esplorato il tema della cognizione della morte nell'inconscio personale e quali possano essere le risorse interiori di cui disponiamo per pensare a questa evenienza nel corso della vita e per affrontarla quando non è più evitabile.
Broch?. 440 pages.
2019ill., br. In che modo gli antichi Greci si immaginavano l'aldilà? In una religione senza dogma come quella greca antica, molteplici risposte sono possibili. La prima parte del libro è un'introduzione generale al mondo dei morti in Grecia che affrontando temi quali l'aspetto esteriore del defunto, il cibo che gli è destinato, lo spazio che gli è riservato, consente di capire come i Greci costruivano l'identità del morto. La seconda parte analizza un gruppo di racconti mitici che riguardano gli individui puniti per sempre nell'aldilà: alcuni celebri (Sisifo, Tantalo e le Danaidi), altri meno conosciuti, come il povero Ocno, costretto a intrecciare una corda eternamente divorata da un'asina che si trova alle sue spalle, o come coloro che non sono stati iniziati ai misteri di Eleusi, immersi per sempre nell'immenso lago di fango degli inferi. Rievocando le loro storie, il volume illustra un aspetto poco conosciuto dell'aldilà greco antico.
2017br. Nel 1949 Bazin affermava senza esitazione che rappresentare la morte sullo schermo costituiva un'oscenità metafisica, una profanazione del "solo nostro bene temporalmente inalienabile". Tuttavia tale rappresentazione "del momento unico per eccellenza" della vita umana si fa oscenità indispensabile in certo cinema italiano, per diventare il veicolo di un messaggio di denuncia verso una società in cui insieme alla sacralità della morte è stata strappata via anche la sacralità della vita. Attraverso l'analisi del cinema di Pasolini, Rosi, Pontecorvo e Sorrentino il presente volume intende mostrare come lo "spettacolo" della morte diventi di volta in volta lo strumento privilegiato attraverso cui "spectare" le realtà sociali e umane ai margini della società del progresso, indagare le relazioni di potere tra i gruppi sociali e rimuovere la maschera di finte certezze e ostentata felicità in una società fatta di luci e frastuono.