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2020brossura Elaine Grew è fuori di sé; o forse troppo dentro. Suo padre è morto. Si sente sola, con il cuore serrato e la testa in subbuglio, con le amiche fredde e distanti. Litiga con la madre che non riesce a capirla e rifiuta una scuola che non le dà conforto. C'è un solo posto in cui la sua rabbia sembra placarsi, una casa fuori da tutto, o meglio, dentro tutto, in mezzo ai campi: un giardino di famiglia, un luogo di memorie e sogni, un rigoglioso deserto da esplorare e trasformare. Qui Elaine ricomincia: sulla terra può strisciare invisibile e ritrovare il coraggio, l'audacia, la forza di urlare mentre la pelle si graffia e il fango le copre braccia e ginocchia. Qui, soprattutto, evoca un ragazzo che forse è un fantasma, forse no, che la conduce a uscire da sé o, meglio, ad andare dentro di sé fino in fondo. In una sequenza di scene che sembra una lunga canzone modulata sulle tante sfumature dei sentimenti in gioco, in un testo teatrale che assomiglia a una sceneggiatura, per la precisione con cui le immagini, le voci, le azioni sono descritte e prendono vita nelle parole, lo scrittore inglese ci immerge ancora una volta nella sua indagine sul potere distruttivo o creativo della nostalgia e sull'esistenza come mistero indicibile. "Wild girl wild boy" è diversa eppure vicina alle storie di Almond che conosciamo: racconta di lutti, attese, paure, mancanze, fenomeni occulti, iniziazioni; di uno smarrimento d'identità e della riscoperta di una speranza; della vita che dopo ogni piccola o grande morte si ripresenta più salda e più luminosa. Età di lettura: da 10 anni.
2013brossura
2019br. La mamma di Camilla, bimba affetta dalla sindrome di Down, racconta come è riuscita ad affrontare il dramma della sua perdita, offrendo un esempio per tutti coloro che purtroppo si trovano a vivere situazioni similari. L'associazione "Gli amici di Camilla" sviluppa progetti per avvicinare i bambini alla lettura, in memoria dell'amore di Camilla per i libri.
1982Mm 175x250 Volume in copertina rigida con sovraccoperta policroma, 95 pagine, illustrazioni a colori nel testo. Ottimo stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
2017br. Il presente volume raccoglie in maniera integrale lo scambio epistolare, costituito da cinquantatré missive, intercorso tra Emil Cioran e George Balan nel periodo 1967-1992. In pieno regime comunista, nell'agosto del 1965, Balan si imbatte per caso nella lettura dell'opera giovanile di Cioran "Cartea amagirilor" (1936). Nonostante questi sia considerato un pensatore "sospetto" dall'intellighenzia della Repubblica Socialista di Romania, finanche un "traditore", per le posizioni critiche espresse dall'esilio parigino verso la nazione che gli ha dato i natali, Balan, affascinato dalla sua prosa, decide di approfondire la conoscenza dell'autore e di riabilitare la sua figura in patria. Inizia così tra i due intellettuali un intenso scambio epistolare, che si protrae negli anni e che lascia trasparire, al di là dell'amicizia, una diversa, opposta concezione riguardante il rapporto tra inquietudine e fede. La fervida spiritualità cristiano-ortodossa di Balan si scontra spesso con il profondo scetticismo di Cioran. Malgrado ciò, Balan è costretto a riconoscere nel pensatore di Ra?inari "uno degli spiriti più religiosi del secolo" e, al tempo stesso, un autentico "maestro" nell'evoluzione del proprio percorso esistenziale.
2021br. Sia Benedetto XVI che papa Francesco hanno affermato che "il caso Giuda è un mistero". Nonostante questo, da più parti, compresa la Città del Vaticano, si cerca di riabilitare in tutti i modi la sua figura. Anche Nerone è stato denigrato per secoli, ma ultimamente gli è stata dedicata una statua - la prima nella storia tutta per lui - nella sua città natale di Anzio. Chissà se presto vedremo a Roma una bella statua dedicata alla prestigiosa figura di Giuda! Nel frattempo ho scritto queste poche pagine, cercando di rileggere, alla luce del vangelo e della sapienza dei Santi, la psicologia di colui che ha consegnato Gesù ai giudei.
1949réf. 3134833New York: Modern Language Association of America 1949. Seiten 340-349. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
2000réf. 3110375(Speyer): Verlag der Pfälzischen Gesellschaft zur Förderung der Wissenschaften (2000). 57 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
2020brossura Il dolore cupo, le urla, i pianti e dopo il silenzio, il vuoto ma anche la rabbia o al contrario l'abbandono. E poi il filo tenue con chi resta, con la parola che aiuta a rialzarsi e a ritrovare il senso, la forza di riprovare. Storie di giovani che si dicono la morte.
2021br. Louis Lennox è un ragazzo che frequenta l'ultimo anno del College di Montgomer. In un giorno come tanti, rinviene un diario nel bagno delle bidelle, incuriosito, lo apre e scopre che il proprietario, che si firma con il nome Nessuno, sta vivendo una serie di problemi che lo stanno spingendo verso il suicidio. Decide quindi di coinvolgere prima il suo migliore amico Lee e poi Harry, il suo amore proibito, in quella che diventerà un'indagine a tutti gli effetti per tentare di scoprire l'identità del proprietario. Gli amici però non sono entusiasti dell'idea e scelgono di starne fuori, lasciando Louis con l'amaro in bocca. Ma il ragazzo non sì dà per vinto e dopo aver passato in rassegna i numerosi indizi trovati all'interno del diario, si rende conto che qualcuno della sua cerchia gli sta mentendo. Dovrà fare in fretta, o per Nessuno sarà troppo tardi.
2011br. L'isolamento del morente e la rimozione dell'idea della morte sono espressioni di quel controllo delle emozioni che, secondo Norbert Elias, caratterizza la nostra civiltà. Nelle società industriali avanzate si invecchia e si muore sempre più spesso da soli, angosciati dall'evento innominabile che si approssima. Nelle civiltà del passato, invece, in cui fortissimo era il senso di appartenenza a una comunità che trascendeva l'individuo e che gli sarebbe sopravvissuta, anche la morte poteva essere affrontata senza terrore. Scritto a quasi novant'anni, "La solitudine del morente" è nel contempo un lucido testamento spirituale e una coinvolgente riflessione sulla possibilità della "buona morte" nella nostra epoca.
2016ill. Tommy, il gatto di Nino, era il migliore gatto del mondo. Ora non c'e? più, e Nino soffre terribilmente la sua mancanza. Ma da poco Nino ha conosciuto un gatto strampalato di nome Rocky... Un racconto sui gatti e su come superare il dolore per la perdita di un amico a quattro zampe. Età di lettura: da 5 anni.
1989réf. 3085313Heidelberg: Winter 1989. V, 258 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Goldgeprägter Orig.-Leinenband mit Orig.-Schutzumschlag. [Hardcover / fest gebunden].
2017In-8 (cm. 20.30), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 236, (4). In ottimo stato (nice copy).
2011Quando una persona cara è costretta in via definitiva a un'infermità invalidante veniamo ineludibilmente ricondotti alla dimensione della corporalità, nella quale ogni atteggiamento e pensiero è ricondotto all'essenziale del senso della vita davanti al mistero del morire. Autori: Giorgio Tourn.
1975Mm 142x220 Collana "Fascicoli" - Brossura editoriale con bandelle, xi-176 pagine. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
2006In-8 (cm. 22.40), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. VIII, 213, (3), con illustrazioni in bianco e nero e a colori fuori testo. Prefazione di Valerio Massimo Manfredi. Prima edizione. Minime tracce di polvere alla sovracoperta; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
2014ill., br. Albert non ha più voglia di niente. Da quando è morta la sua amatissima moglie vuole solo stare chiuso in casa, tranquillo. Peccato che alla sua porta venga a bussare un giorno una bambina piena di treccine che sembra non avere nessuna intenzione di lasciarlo in pace... Età di lettura: da 11 anni.
2017ill., br. Come posso spiegare a un bambino la morte quando muore una persona cara a lui vicina? Come posso accompagnare un bambino o un ragazzo nel lutto per la perdita di un fratello o di un genitore? Come posso parlare con bambini o ragazzi malati terminali? Sulla base di innumerevoli esempi ed esperienze, Inger Hermann richiama l'attenzione sulla situazione vissuta da chi ne è coinvolto. Ciò che le sta più a cuore non sono tanto le risposte concrete e le spiegazioni, quanto un particolare appello a dialogare con i bambini, a donare loro attenzione e a stare loro accanto nei momenti difficili.
1958réf. 46325Paris, Payot 1958. 262 (1) Seiten, 8° (22 x 14 cm), Hardcover, gebunden, goldgeprägter Orig.-Halbleinenband.
2005br. In esilio a Guemesey, Victor Hugo scrive anche sulla questione della pena capitale. Lo spunto gli è dato dalla condanna ed esecuzione di un certo Tapner, colpevole di aver ucciso una donna per derubarla nella propria casa, fatto avvenuto proprio sull'isola dove lo scrittore viveva la sua condizione di "proscritto". Nei tre testi che qui vengono tradotti in italiano, Hugo si rivolge alla popolazione dell'isola chiedendo loro clemenza e mettendo in luce la "barbarie" della pena di morte. Il suo appello non ferma la mano del boia, e a esecuzione avvenuta Hugo invia una lunga lettera di protesta a Lord Palmerston, il ministro dell'Interno inglese, dove rievoca con attenzione minuziosa e persino a tratti raccapricciante l'avvenimento.
2013ril. "Ciao, Caterina" è lo struggente e permanente saluto di un giovane papà lanciato alla sua "piccina" quando, colto da un destino di morte improvvisa, trasmette per sempre il suo messaggio negli occhi, nel cuore e nella vita di quella donna/madre adorata che l'aveva concepita. E proprio lei, la compagna di una vita, fulminata da un distacco incredibile, lo scandisce ripercorrendo le tappe della figlia non solo a ritroso, ma anche sulla "soglia" del futuro: Caterina, la "deliziosa scolara che faticherà a capire, che si affannerà a sfuggire, ma che inevitabilmente sarà costretta ad accettare". Una testimonianza raccolta in un diario che sembrerebbe un tragico romanzo, ma è invece un'autentica lezione di vita, descritta minuziosamente da chi dedica i suoi studi alla pedagogia.
2010br. Nel 1995, anno della sua prima edizione, questo saggio ha scatenato aspre polemiche e accesi dibattiti, tanto da diventare un punto di riferimento imprescindibile, un classico ampiamente diffuso e tradotto. Il teologo Hans Ki'mg e lo storico della letteratura Walter Jens discutevano di una morte che viola la dignità dell'uomo: quella che spegne, talvolta dopo sofferenze prolungate artificialmente dalla medicina, un corpo e una mente piagati da malattie incurabili. Da allora i dubbi, i timori, la diffidenza che accompagnano le pratiche di eutanasia non si sono placati; Chiesa, politica e morale faticano ancora a trovare un punto d'incontro. E Walter jens oggi sta vivendo in prima persona il dramma su cui si interrogava: affetto da alcuni anni da demenza senile, è sprofondato in un mondo al di là del pensiero, al di là delle parole. Nei contributi inediti di questa nuova edizione, Hans Kling, insieme a Inge Jens - la moglie di Walter, che racconta la sua sofferenza e la sua disperata ricerca di una direzione da seguire - tira le fila del dibattito attuale e lancia un appello per una discussione oggettiva, che metta al primo posto l'uomo e la sua volontà, e sopratutto che riconosca al malato la libertà di scegliere come lasciare questo mondo.