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1846in-4 (mm 192 x 130), pp. 4. Carta vergellata. La relazione descrive la Sentenza di morte eseguita a Parigi il 3 gennaio 1846 a danno di quindici francesi e quattro italiani, che appartenevano alla compagnia di cinquanta assassini, latitanti per molti anni e infine caduti nelle mani della polizia dopo l'orrendo misfatto accaduto nel castello del Barone di Closè nei pressi di Parigi, dove tra morti e feriti si contavano cinquanta vittime tra cui donne incinte e bambini. Dopo la descrizione della cattura e della condanna ("...la camera di Giustizia...condannò all'ultimo supplizio da eseguirsi colla ghigliottina e col taglio preventivo della mano destra il famoso capo Bordoà, ed i quattro italiani rifugiati, Francesco Costa, Andrea Volpe, Carlo Testa ed Antonio Bovi..."), nell'ultima pagina viene riportata la lettera che Carlo Testa scrisse alla moglie, in cui, con parole molto sentite, le chiede perdono. Nell'ultima pagina, in basso, dedica poco leggibile a tale Gaetano Pizzamiglio. L'esemplare presenta piccoli tratti consunti. . .
1923Opuscolo in brossura a colla con copertina editoriale a stampa; corredato da una tavola con fotografia in b.n. f.t (33g).
1879Opuscolo in brossura spillata con copertina editoriale a stampa illustrata (33f).
1845Opuscolo in brossura con copertina editoriale a stampa (33f).
1858Opuscolo ricavato da originaria raccolta miscellanea (33f).
1858Opuscolo ricavato da originaria raccolta miscellanea (33f).
1911Opuscolo in brossura spillata con copertina editoriale a stampa. In antiporta il ritratto di Rosina figlia adorata del Pitrè. Edizione di soli 50 esemplari (33f).
1890Opuscolo in brossura con copertina editoriale a stampa; in antiporta ritratto del Fardella in ovale realizzato dallo fototipia La Porta di Palermo (33f).
1956Opuscolo in brossura spillata con copertina editoriale a stampa (32h).
1890Opuscolo in brossura a colla senza copertina editoriale in estratto da miscellanea (32h).
1861Opuscolo in brossura con copertina editoriale a stampa (32h).
1919Opuscolo in brossura spillata con copertina editoriale a stampa (33h).
1974IN-8°, PP. 278 (2), BROSS. EDIT., COP. ILL. COL. (LIEVISSIME TRACCE D'USO), LEGGERE BRUNITURE AI MARGINI DELLE CARTE, OTTIMO STATO (F), (L'UOMO E L'IGNOTO). M 625
1991IN-8°, PP. 441 (5), CART. EDIT., SOVR. ILL. COL. (LIEVI TRACCE D'USO), LEGGERE BRUNITURE AI MARGINI DELLE CARTE, LIEVI SOTTOLINEATURE SPARSE A PENNA, ALCUNE POSTILLE A PENNA, STATO DI CONSERVAZIONE: MOLTO BUONO (VG/VG), (COLLANA STORICA RIZZOLI). DALL'INDICE GENERALE: IN GRECIA: - IL CASTIGO - LA VENDETTA - L'ESPIAZIONE A ROMA: - IL CASTIGO - L'ESPIAZIONE - LA VENDETTA INDICE DEI NOMI, DEI LUOGHI E DELLE COSE NOTEVOLI M 426
1967[ 21,5 x 15 CM. ], 351 (1) PP., TAVOLE ILLUSTRATE IN NERO F.T., BROSS. EDIT., COP. ILL. B.N. (LIEVI TRACCE D'USO, BRUNITO IL DORSO E IL MARG. INTERNO DEL P. POST.), LEGGERE BRUNITURE AI MARGINI DELLE CARTE, OTTIMO STATO (F). IN FASE DI LEGATURA, SONO STATE AGGIUNTE, INTERCALANDOLE ALLE PAGINE: 337 - 351 + QUELLA AL VERSO DELL'ULTIMA NUMERATA, LE PAGINE: 337 - 351 + QUELLA AL VERSO DELL'ULTIMA NUMERATA. 596
1932IN-16°, PP. 133 (3), BROSS. EDIT. CON BANDELLE, COP. ILL. COL. (LIEVI TRACCE D'USO, BRUNITURE AI PIATTI), BRUNITURE SPARSE, STATO DI CONSERVAZIONE: MOLTO BUONO (VG). 653 4
1873In -16° (19 x 12 cm). 52, (2) pp. Brossura editoriale. Dissertazione letta all'Accademia di Padova.
1898Peu courant recueil de planches de photogravures de "festons et groupes décoratifs, avec un alphabet décoratif de plantes et d'animaux" de Martin GERLACH, peintre, graveur et photographe allemand (1846-1918): 114 planches en 2 séries (93 sur 126 de la 1ère série et 21 sur 22 de la seconde: 34 planches manquantes), précédées de 2 textes introductifs, de l'historien de l'art allemand Richard GRAUL (1862-1944) et de Martin GERLACH. Allemand
1998Etude de l'historienne de l'art Elisabeth HARDOUIN-FUGIER, avec le concours de Françoise DUPUIS-TESTENOIRE; nombreuses reproductions: "200 natures mortes reproduites, peintes par 150 artistes" annoncées; répertoire "de près de 1500 noms" de peintres de natures mortes français du XIXe siècle et du début du XXe; bibliographie. (Faisant suite aux "Peintres de fleurs en France de Redouté à Redon", l'ouvrage exclut la peinture florale proprement dite). Exemplaire bien complet de sa jaquette. Français
1993Catalogue de l'exposition présentée en 1993 au centre culturel de la Communauté française, Wallonie, Bruxelles, Le Botanique, sur la tradition mexicaine de "la mort en fête": textes de Thierry ZENO, Salvador RUEDA SMITHERS et Ariane FRADCOURT sur l'histoire du culte de la mort mexicain, les rites funéraires et les créations artistiques qui l'illlustrent, en particulier les fameuses "calaveras" (squelettes en action), avec notes et références, photos (scènes et objets), reproductions de gravures; texte de Miriam MOLINA sur l'illustrateur et graveur José Guadalupe Posada (1852-1913) et la société de son temps, avec 66 reproductions de gravures de calaveras de José Guadalupe POSADA, "Mexicain au point de faire rire le peuple, avec ses estampes, de sa misère et de l'injustice, voire de la mort", et de M. MANILLA, V.G. GAONA, L. MENDEZ et A.ZALCE; bibliographie. Français
1981Prevalentemente ill. con 49 tavv. b/n e a col.; tiratura 1000 ess., ns. n.933; R. G5.
1846in-4 (mm 194x125), pp.4. Carta vergellata. La prima pagina comprende la sentenza di morte proclamata in seguito alla tentata grassazione a danno di Teresa Santi vedova Donò con barbaro omicidio di Martino Ferello, suo servo, la sera dell'11 febbraio 1846, contro Boglietti Michele, di anni 27, di Bussolino di Gassino, oste; Fossati Giovanni Battista, di anni 30, di Racconigi, scalpellino; Fossati Pietro, 23 anni, di Fini di Pinerolo, scalpellino; Capriolo Giacomo, 27 anni, di Sommariva Perno, calzolaio e portinaio; Basano Andrea, di 31 anni, di Baldissero d'Alba, lisciatore di marmi; Gallo Giovanni Battista, di 38 anni, di S. Benedetto, contadino; Masante Antonia, di 30 anni, nata a Farigliano, indotata e moglie del Gallo. Nelle pagine seguenti la descrizione del malfatto e dell'omicidio: i cinque malviventi riescono a farsi aprire la porta in quanto due di loro travestiti da carabinieri, ma vengono subito smascherati dal servitore, che viene quindi ucciso crivellato da venticinque ferite inferte con due diversi coltelli. Il fatto avviene nella collina torinese, in Val Pattonera, presso la vigna di una villa. Pietro Fossati e Michele Boglietti sono condannati alla pena di morte. Michele Boglietti viene impiccato il giorno 16 giugno 1846 a Torino, con l'assistenza di San Giuseppe Cafasso e della Arciconfraternita della Misericordia di Torino. A differenza di molti altri condannati del periodo precedente al 1848, Michele Boglietti viene più volte ricordato dalla stampa, da svariate pubblicazioni agiografiche e dalla letteratura popolare. Il conte progressista Battista Giovanni Michelini gli dedica un articolo nel fascicolo del 15 agosto 1846 della rivista Letture di Famiglia, pubblicata da Lorenzo Valerio. Michele Boglietti è poi ricordato nelle biografie da San Giuseppe Cafasso, sia in quelle antiche che in quelle moderne, come quella di Aldo Cazzullo (I torinesi da Cavour a oggi, Roma 2002). Esemplare in buono stato di conservazione, lieve macchia di umido nel bordo superiore.. .
1840in-4 (mm 200 x 135), pp. 4. Carta vergellata. La relazione descrive la cattura dei tre fratelli malviventi, dopo la loro fuga in Corsica e il rientro nei loro luoghi natali: "I fratelli C., banditi del Cilento, furono creduti a torto martiri del Risorgimento, coi quali, se mai, ebbero a fare, quando gl'insorti cilentani del 1828, trovandosi a corto di forze, decisero di ricorrere a essi. Patrizio, Donato e Domenico Capozzoli, piccoli possidenti di Monteforte Cilento, essendosi dati alla macchia fin dagli anni giovanili, si trovavano compresi, per ordine del governo, nelle "liste di fuorbando" a causa dei molti e gravi delitti da essi consumati. Fallito il movimento, i C. riuscirono a salvarsi con un abile stratagemma e si ricoverarono a Livorno e poi in Corsica (18 settembre 1828). Il governo napoletano chiese alla Francia l'arresto e l'estradizione dei fuggiaschi; ma questi, prevedendo che sarebbero stati catturati, e ritenendosi più sicuri nei loro paesi che nell'isola ad essi sconosciuta, tornarono clandestinamente nel Regno e si diedero di nuovo a battere le campagne e i boschi. Per alcuni mesi il loro ritorno rimase ignoto alla polizia; ma nel marzo 1829 questa, avendo saputo della presenza dei C. nel Cilento, iniziò attive ricerche, che, col sussidio di un loro amico, portarono alla loro scoperta e al loro arresto nel villaggio di Perito. Una commissione militare li giudicò e condannò a morte. Furono fucilati a Palinuro il 27 giugno 1829". (Bibl.: M. Mazziotti, La rivolta del Cilento, Roma 1909, p. 44). Esemplare in buono stato di conservazione. . .
1969A clean, unmarked book. Full brown cloth boards. Loose rear hinge. Light wear to dust jacket. Previous owner's name inside.