8 124 résultats
2018brossura «Chiamami "mamma", come chiami tutte le mamme che accompagni nel loro primo incontro coi loro figli. Anche io sono una mamma, pur se per me sarà il primo e insieme l'ultimo incontro con mio figlio. Guardami, ma non giudicarmi. Sono dentro un dolore che non ha confini, non ancora. Sto attraversando qualcosa che non conosco e che scacciavo ogni volta che mi capitava di immaginarlo». Il lutto perinatale è l'unico lutto che possiede un aggettivo per essere definito, eppure non esiste una parola che definisca chi lo esperisce: è vedovo colui a cui muore il coniuge, orfano colui a cui muore un genitore, ma per il genitore a cui muore un figlio non esiste definizione. Il lutto perinatale viene dalla scomparsa di qualcuno che sembra non essere mai esistito: spesso erroneamente detto "mai nato", pertanto non morto, quindi privo di legami, ovvero senza famiglia. Il lutto perinatale è un lutto troppo spesso privato dei riti, quindi senza cordoglio, ovvero abbandonato nella mancanza di abbracci, di parole, di riconoscimento e annegato in un pianto silente. Il lutto perinatale è un'esperienza priva di confini, poiché ancora poco narrata. Il lutto perinatale è uno dei grandi tabù del nostro tempo. In queste pagine i pensieri e le parole sul lutto perinatale delineano un particolare punto di vista, capace di tracciare un percorso di elaborazione fra quelli possibili.
2018brossura «234 giorni sull'altalena delle emozioni: sarà vivo? Se è morto cosa faccio? Non posso sopportare una nuova perdita... non so se sono capace di reggere ancora una volta. Ma forse è vivo. In fondo non ho segnali evidenti che sia morto. In verità segnali non ne ho mai avuti, non così evidenti. Eppure sono morte. Erano morte... Ho portato con me la morte senza saperlo. No: devo essere fiduciosa. Se non avessimo un briciolo di fiducia non avremmo tentato ancora. Abbiamo tentato perché vogliamo avere fiducia: ancora. Probabilmente è vivo. Voglio godere della vita di mio figlio. Voglio esserci. Ci sono! Ma se muore? Che ne faccio di questo tempo? Come faccio...? » Perdere un figlio durante l'attesa non rende migliori, così come si usa dire per trovare un valore positivo a qualcosa di tremendo, ma certamente rende diversi. Si cambia e non si torna più indietro. Col tempo certi spigoli possono essere smussati, certi traumi possono essere digeriti e sopportati, ma non si torna più quelli di prima, nemmeno se si riesce ad avere il figlio vivo che si è tanto rincorso.
2018brossura Il libro propone alcune riflessioni critiche sulla legge n. 219 del 22 dicembre 2017: "Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento", che ha come elemento principale il biotestamento. Il testo, secondo l'autore che è a favore di questo diritto del malato, è scritto però con un linguaggio nebuloso, spesso ambiguo nei concetti espressi, e di conseguenza, variamente interpretabile. Di conseguenza inganna il cittadino, tradisce il malato e umilia il medico e soprattutto stravolge la sua plurimillenaria funzione e la sua professione che è quella di curare in "scienza e coscienza" ogni paziente. Queste affermazioni sono giustificate anche da un ampio excursus con il parere di vari esperti. L'auspicio che è che la legge sia emendata e modificata in quelle parti che potrebbero indurre il malato a scelte non volute ma condizionate e soprattutto venga ristabilita quell'alleanza fiduciaria o terapeutica tra medico e paziente, base di ogni cura.
2019brossura Hai sempre pensato che la vita non possa finire nel nulla ma non riesci a crederci? Hai perso una persona cara ma ti viene spontaneo agire come se fosse ancora qui? Ti capita di sognare, sentire o percepire in modo reale e coinvolgente qualcuno che non ha più un corpo? Quando il lutto ci sommerge precipitiamo nel dolore e in quei momenti è difficile orientarsi tra il desiderio di riabbracciare chi abbiamo amato e la paura di credere ingenuamente a un aldilà consolatorio e inesistente. Con questo manuale, agile e di facile consultazione, Carla Sale Musio, psicologa e psicoterapeuta, ci guida a incontrare i nostri cari in uno spazio della coscienza che esiste al di fuori del tempo ma che è reale, razionale e scientifico, spiegandoci perché la morte faccia ancora tanta paura e perché sia possibile credere alle realtà immateriali.
2018brossura La natura come elemento primordiale, l'origine del tutto, segni nella terra come grafie che raccontano dalla notte dei tempi; neve, ghiaccio a segnare e a incidere come lame sottili. I gelsi creano archi naturali dove proteggersi, dove essere raccolti e abbracciati come in un nido protettivo. D'intorno il paesaggio rarefatto, onirico, surreale. Ogni tronco racconta la sua storia, fatta di millenni, di sferzate del tempo, di sole, di luce e di ombre. La tramatura, la texture della corteccia come tavole del tempo dove è scritto passato e presente. Tronchi che assumono forme di animali, essere viventi animati da una forza primordiale, si stagliano nel cielo bianco, reso incolore e privo di consistenza. Poi la natura si ribella, prende vita, le fronde rinascono, ricrescono, ondeggiano nell'aria bagnate dalla nuova stagione che prorompe: è la storia di sempre.
2018ill., ril. Una selezione di trentotto acquarelli di paesaggi, uccelli e animali in movimento, accompagnati da estemporanei commenti, divagazioni o riflessioni: momenti di gioia e bellezza a cui l'autore si propone di far partecipare gli altri. "È tutto qui il segreto di una vita felice" dice Susanna Tamaro nella sua prefazione. Francesco Gnecchi Ruscone ha cominciato a dipingere a ottant'anni dopo una vita attiva, varia e cosmopolita. Questo libro è la storia della sua "nuova" vita da pittore e il suo messaggio di ottimismo; è il suo invito, avvolto in una leggera e colta auto-ironia, a riscoprire il bello che tutti portiamo tra i nostri ricordi.
2018brossura La morte è un evento misterioso e ineluttabile, parte integrante della nostra vita. Vivere pienamente la dimensione del morire è il tentativo di guardare alla morte con altro sguardo. Il percorso esperienziale pubblicato è un itinerario evocativo che offre uno stimolo alla crescita e favorisce una delicata e progressiva trasformazione personale attraverso l'integrazione profonda, nel nostro essere, dell'elemento vitale della morte, quale preziosa luce per illuminare la vita nei suoi significati più autentici. Questo testo, di semplice fruizione, offre una raccolta di brani e testimonianze di autori diversi a cui segue, per ognuno, una risonanza espressa dal curatore del testo, che desidera essere "un ponte" per stimolare l'emersione delle risonanze personali di ogni lettore. I cinquanta autori sono filosofi, religiosi, palliativisti, giornalisti, scrittori, psicologi, tanatologi e poeti che pur appartenendo a culture e in alcuni casi a epoche molto diverse, sono accomunati dall'essere persone sagge, conosciute, competenti e "spiritualmente significative".
2018brossura Più che elogio del suicidio, elogio della libertà di scelta, anche di quella più estrema. Oggi nel mondo ogni 40 secondi una persona commette suicidio: circa un milione di morti all'anno. La maggior parte di queste persone è costretta da una società ipocrita a ricorrere a metodi incerti e strazianti, perché quelli per ottenere una morte rapida e indolore non sono messi a disposizione di tutti, ma tenuti nascosti e resi illegali. La società si fregia della propria mancanza di compassione negando a chi non vuole più vivere il diritto di scegliere una morte più dolce, in nome di un rispetto della vita che si traduce in sopraffazione del più debole. Non si preoccupa di quelle vite, e ben poco può per prevenire quelle morti, si preoccupa solo di rendere inaccessibili tutti i mezzi in grado di garantire un trapasso certo e sereno, rendendo le sofferenze di chi si uccide un trofeo alla propria ipocrisia. Forse è giunta l'ora di infrangere il tabù del suicidio e di accoglierlo come uno dei tanti fatti della vita.
2020brossura Eugenio Gallavotti è un giornalista che nel 2002 ha conosciuto il momento più buio della sua vita, Mario Savino è lo psichiatra che ha favorito il suo percorso ulteriore. A doverosa distanza di anni, hanno voluto trasmettere ai lettori la loro storia personale e le loro esperienze, forti anche delle ultime scoperte scientifiche che hanno squarciato il velo sull'identikit del potenziale suicida.
2018brossura Non si parla abbastanza di come la morte nel nascere frantumi nel profondo. Non si parla abbastanza di come i frammenti possano essere ricomposti, con pazienza, dedizione e amore. Non si parla abbastanza di lutto perinatale. Parliamone. #ParoleAlLuttoPerinatale
2020brossura L'elemento distintivo del tema conosciuto come "Trionfo della Morte" è riscontrabile nello scheletro assassino armato non solo di falce, ma anche di frecce o di altri strumenti di offesa, a volte abbinati; con tali armi, lo scheletro colpisce mortalmente al cuore, al collo, in fronte, tutti gli umani, non gli animali, che in queste raffigurazioni sono invece risparmiati dalla furia. Lo scheletro è simbolo di morte, ed è incoronato; impersona il potere assoluto, senza l'obbligo di alcun processo né giudizio da emanare. Anche per questo la morte, unica dominatrice dei viventi, lascia sgomenti. Nella sua architettura compositiva, il tema esplicita una seppur semplice ma originale identità iconica e simbolica, che lo distingue da ogni immagine macabra. Nel corso dei secoli è stato proposto con alcune variazioni, che hanno contribuito alla sua costante attualità. Nota: il presente testo è una filiazione, con revisione e aggiunte di testo, oltre che di raccolta di immagini, di un capitolo contenuto in: "Quaderno 4- Lo spettacolo della morte: il cadavere e lo scheletro. I temi: Incontro tra i tre scheletri e i tre cavalieri, il Trionfo della Morte, la Danza macabra", pubblicato da Youcanprint nel 2012.
2012brossura Ecco un testo che chiarifica i significati e il percorso delle raffigurazioni macabre, sviluppando con linearità la metamorfosi dell'icona della morte, dalla "Peste nera a cavallo", alle raffigurazioni de: "Incontro dei tre scheletri e i tre cavalieri", dal "Trionfo della Morte Regina", alla "Danza macabra" degli scheletri, i maggiori referenti di riflessioni per l'uomo medievale, nel colloquio con la morte, la società e la religione.
2013brossura Se sei un ateo o credi appassionatamente in un qualche Dio affrettati a liberarti di questo mio scritto. Tra le diverse ipotesi sul dopo morte dovrò forse parlare anche del tuo credo o del tuo gelido materialismo, e io non voglio parlare a te che hai già trovato sicure risposte alle tue domande, non voglio creare delle crepe nel tuo muro di certezze, non desidero penetrare nella tua corazza: è vero invece che ti invidio, come solo Caino poteva invidiare Abele o, forse, Abele Caino.
2015brossura Ecco un testo che chiarifica i significati e il percorso delle raffigurazioni macabre, sviluppando con linearità la metamorfosi dell'icona della morte, dalla "Peste nera a cavallo", alle raffigurazioni: "Incontro dei tre scheletri con i tre cavalieri", dal "Trionfo della Morte", alla "Danza macabra" degli scheletri, i maggiori referenti di riflessioni per l'uomo medievale, nel colloquio con la società e la religione".
2014brossura Questo libro mira a cambiare la consueta, funesta e limitante cultura che i paesi cosiddetti civilizzati hanno in merito alla Morte. L'autrice propone una visione ottimistica e positiva di questo inevitabile evento, deducendola da fonti che più di altre, a suo avviso, hanno la probabilità di essere plausibili e al di sopra delle parti: l'astronomia, le esperienze di pre-morte, la fisica quantistica, l'epigenetica. È un libro per tutti, indipendentemente dalla razza, dalla cultura, dall'età, dalla professione e soprattutto, dall'orientamento religioso. È particolarmente indicato: per chi ha bisogno di consolazione per la perdita di una persona cara; per chi desidera essere un saldo e sereno sostegno per coloro che stanno per lasciare la vita terrena; per chi, semplicemente, desidera ampliare gli orizzonti della propria consapevolezza ed evitare di soffrire a causa di credenze prive di fondamento.
2016ill. Come nascono gli angeli? Ogni bambino vorrebbe avere accanto a se un angelo custode a vegliare su di lui. Sapere che questo può accadere in uno dei momenti più duri della vita, quando per esempio viene a mancare una persona cara, può consolarlo durante l'elaborazione del lutto ed anche incoraggiarlo a una visione ottimista della realtà. La piccola Chicca sa che l'adorata nonna Gisella non è affatto "scomparsa", ma continua a vivere accanto a lei e nei cuori di chi le ha voluto bene. Sa bene che ci sono cose che non si possono vedere, eppure esistono eccome. E la nonna è proprio accanto a lei, non la vede, è vero, ma ha la sensazione di sentirne il profumo.
2021brossura Con la pubblicazione di queste pagine Teresa Chianese testimonia il valore terapeutico che può avere la scrittura nei momenti cruciali della vita come la perdita prematura e inaspettata di un genitore. Questa sorta di diario delle emozioni ripercorre le tappe più significative del suo percorso di elaborazione del lutto. Paragona la perdita di sua madre alla perdita di un arto, un evento spartiacque che cambia la sua quotidianità, le toglie il sorriso, la voglia di vivere e il senso delle cose, mettendo in discussione i suoi progetti per il futuro e il suo modo di relazionarsi con l'esterno. Ma proprio quando tutto sembra destinato a scivolare in un susseguirsi di giorni senza senso e senza prospettiva, la vita ci dimostra che ci si può sempre rialzare. Anche con una voragine nel cuore.
2021brossura Il tema della Danza Macabra è da intendersi come rappresentazione di uno o più scheletri nell'atto di descrivere passi di danza accompagnandosi a viventi. Si tratta di bambini, donne, vecchi, uomini, caratterizzati da abiti, attrezzi da lavoro o simboli che ne chiariscono l'appartenenza ad un ceto sociale. Nelle immagini di Danza Macabra la morte sembra riprendersi il ruolo che le spetta, quello di referente definitivo, ultima meta del vivente. La morte delle danze macabre s'impone come realtà vera di ogni vivente. Non propone regole da rispettare, non prevede alcun futuro paradisiaco, ma solo la cruda realtà del cadavere, dello scheletro e della sparizione. È l'amore, la passione per la vita, che ci distanziano dalla morte. Cerchiamo, nella riflessione, una modalità che possa ricondurla ad un nostro reale mondo, dimenticando che il sottrarsi alla sua venuta non può che sortire ulteriore strazio e tormento. È lei che ha il potere supremo e assoluto su tutti i viventi, e non prevede consolazione. Ha valenze plurime ed è inaccessibile e indifferente, e questo ci porta ulteriore insofferenza. "Ma come, io devo morire? Proprio io?"
2021ill. Il tema della morte è fra i più difficili. Questo albo illustrato, destinato ai bambini dell'età 3-7 anni, percorre le emozioni della perdita fino a placare il dolore nella possibilità di sentirsi ancora vicini a chi si è perso. Il libro risulta utile a scuola e a casa per aprire con i bambini, in caso di lutto, un dialogo sulla morte.
2005LUDWIG FEUERBACH PIERRE BAYLE UN CONTRIBUTO ALLA STORIA DELLA FILOSOFIA E DELL'UMANITà TRADUZIONE E CURA DI MARIA LUISA BARBERA LA CITTà DEL SOLE 2009 373 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO Tutta la letteratura sul "Pierre Bayle" di Feuerbach si aggira intorno a una convinzione: che vi prevalgano aspetti da un lato polemici e dall'altro psicologici, a scapito di un discorso teoretico e comunque filosofico. Ma ridurre il Bayle a un manifesto ideologico o/e a un "diario intimo" è possibile solo se l'opera è riassunta o antologizzata. Per cogliere un altro e più filosofico senso del Bayle bisogna, quindi, vedere l'opera nel suo insieme e soprattutto nel testo della prima edizione (è proprio quello che fa questa traduzione), perché solo cosi si possono cogliere le indicazioni per capirla che l'autore vi ha disseminato. Questa traduzione del Pierre Bayle di Feuerbach, la prima in assoluto dell'opera nella sua interezza, contribuisce a confermare - anche grazie alle indicazioni di lettura contenute nella presentazione della curatrice l'immagine di un Feuerbach - filosofo della nonviolenza, che una lettura episodica e parziale dell'opera sembrerebbe invece sconfessare. Con questo lavoro, infatti, si colma una lacuna (le altre opere maggiori del filosofo tedesco sono tutte tradotte in italiano), ma si facilita nello stesso tempo, a chiunque sia interessato ai temi posti dalla conflittualità, non solo agli studiosi, l'accesso a un libro, in questi senso, straordinario. La curatrice del volume, Maria Luisa Barbera, insegna Storia della Storiografia filosofica all'Università di Siena. Nell'ambito della filosofia sette-ottocentesca, che ha particolarmente curato, si è sempre dilettata di studiare i filosofi visti dai filosofi.
2022Autori: Ivan Rizzi, Francesco Cetta.
2018A quarantanni di distanza da cristiano davanti alla morte, dedicato a quello che accade di fronte alla morte a cristiani ed esseri umani in generale, il teologo Paolo Ricca affronta - anche attraverso un ampio excusus storico-teorico -, il tema ulteriore della possibile esistenza di un aldilà e di una vita futura, oltre la morte. "Ha senso parlare dell'aldilà, sapendo di non saperne nulla? Fin dall'antichità più remota sono state formulate sull'argomento molte teorie, tutte ipotetiche, alcune, forse, più plausibili, altre meno, che meritano di essere conosciute prima di venire eventualmente scartate. Il fatto incontestabile che non ci siano certezze (a prescindere, per un momento, da quelle della fede) non impedisce di ritenere che qualcosa, pur non essendo certo, sia possibile, a cominciare dalla possibilità che esista un aldilà, nel senso di una vita oltre la morte. Non ci sono prove che un aldilà o la vita oltre la morte esistano, ma neppure che non esistano. L'aldilà non è certo, ma è possibile." (Paolo Ricca) Autori: Paolo Ricca.
2012Adulti e bambini di fronte a lutti, separazioni e distacchi in famiglia. Autori: Maria Varano.
2011Quando una persona cara è costretta in via definitiva a un'infermità invalidante veniamo ineludibilmente ricondotti alla dimensione della corporalità, nella quale ogni atteggiamento e pensiero è ricondotto all'essenziale del senso della vita davanti al mistero del morire. Autori: Giorgio Tourn.