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1927LA DOMENICA DEL CORRIERE Rivista Originale del 16 Gennaio 1927 Anno 29 nr. 3 pagine: 16 dimensioni: 38 x 28 cm IN PRIMA PAGINA: Nella Cina senza pace. Nella Concessione britannica di Han-Kou, una turba condotta da agitatori tentava di oltrepassare i reticolati di difesa; ma veniva caricata alla baionetta e respinta. Parecchi marinai e un ufficiale rimanevano feriti da sassate (Achille Beltrame) NELL'ULTIMA PAGINA: Quando le case...si muovono troppo. Nel Massachussetts (Stati Uniti) una costruzione che veniva sollevata per potervi aggiungere un pianterreno, a un tratto si rovesciava sfasciandosi (Achille Beltrame) ALL'INTERNO: Torino accoglie il suo arcivescovo cardinale Gamba. Ai martiri italiani del lavoro in Congo. I primi podestà dei capoluoghi d'Italia (2). La sottoscrizione del prestito per il Littorio. La morte dello scultore Ettore Ximenes. Petra: la biblica Sela. Il nuovo ponte di Sussak. A Beverly asta pubblica per i beni di Rodolfo Valentino A Panama: assassini per la "purità della razza" CONDIZIONI DELLA RIVISTA: DISCRETE , NORMALI SEGNI DEL TEMPO, SOVRACOPERTINE MANCANTI NOTE PARTICOLARI: PICCOLI STRAPPETTI NEI BORDI DI ALCUNE PAGINE, COPERTINE STACCATE
1914LA DOMENICA DEL CORRIERE Rivista Originale del 9 Agosto 1914 Anno 16 nr. 32 pagine: 16 (+4) dimensioni: 38 x 28 cm IN PRIMA PAGINA: Inizio della guerra austro-serba: combattimento presso il ponte sulla Sava che unisce l'Austria alla Serbia (Achille Beltrame) NELL'ULTIMA PAGINA: Casellante ferroviario che sulla linea Chivasso-Aosta arrischia la vita per arrestare un treno in marcia, la via essendo franata (Achille Beltrame) ALL'INTERNO: I primi moti e le prime conseguenze della guerra Figure della guerra: Arciduca Federico d'Austria, barone Conrad di Hotzendorf La lega della morte Pellegrinaggio nazionale alla cappella espiatoria di Monza del 29 luglio L'osservatorio geodinamico di Messina La marcia del femminismo Monumenti che scompaiono: antica porta Cristina e torre San Pancrazio CONDIZIONI DELLA RIVISTA: BUONE, NORMALI SEGNI DEL TEMPO, SOVRACOPERTINE PRESENTI NOTE PARTICOLARI: PICCOLI STRAPPETTI NEI BORDI E LEGGERE MACCHIE DEL TEMPO IN ALCUNE PAGINE, SEGNI DI SCOTCH IN BASSO A PAG 8 (LETTURA NON COMPROMESSA)
1914LA DOMENICA DEL CORRIERE Rivista Originale del 30 Agosto 1914 Anno 16 nr. 35 pagine: 16 dimensioni: 38 x 28 cm IN PRIMA PAGINA: Morte del pontefice Pio X nei suoi appartamenti in Vaticano nella seconda ora del 20 corrente (Achille Beltrame) NELL'ULTIMA PAGINA: La guerra europea: combattimento fra francesi e tedeschi intorno a un treno militare che trasportava rinforzi a Mulhouse (Achille Beltrame) ALL'INTERNO: Trasporto della salma di Pio X dagli appartamenti privati in San Pietro: il corteo scende la scala regia (Achille Beltrame) La morte di Papa Pio X Figure della guerra: Ammiraglio Jellicoe, ammiraglio Boué de Lapavere Il re Alberto del Belgio sul teatro della guerra Mentre tuona il cannone Dimostrazioni a Parigi all'annuncio dell'avanzata in Alsazia dell'esercito francese CONDIZIONI DELLA RIVISTA: MOLTO BUONE, NORMALI SEGNI DEL TEMPO, SOVRACOPERTINE ASSENTI NOTE PARTICOLARI: NESSUNA
1993In-8°, pp. 59, (2), copert. edit. Invio dell'autore al frontespizio. Indice: I. Opportunità della indagine relativa alla morte; II. Le implicazioni della morte; III. Il tempo e la morte; IV. Le illusioni della immortalità dell'anima, della resurrezione e della reincarnazione; V. Il simbolismo della scomparsa senza ritorno; VI. La vera immortalità alla quale l'uomo può aspirare.
1781In-16° (16,8 x 9,5 cm), pp. XXII, (2), 262, (2), legatura coeva in mezza pelle e angoli con titoli in oro su tassello al dorso e tagli decorati a spruzzo. Piccolo restauro al frontespizio, nella parte non impressa, titoli integri. Piccola macchia (1,4 x 2,8 cm), color marrone chiaro, al margine esterno delle pagine 99-103: la macchia interessa il margine bianco, giungendo ad interessare solo poche lettere di una parola alle pp. 99-101. Per il resto ottimo e fresco esemplare. Indice - Table: Introduction, où l'on fait voir l'utilité d'une Réforme dans nos Loix pénales; Premiere partie. Des Délits & des Peines en général; Chapitre I. Du bien et du mal moral; Chapitre II. Du droit de punir; Chapitre III. De la maniere d'envisager les délits relativement à l'ordre social; Chapitre IV. De l'objet de la Loi dans la punition des délits; Chapitre V. Le droit de punir s'éntend-il jusqu'à la peine de mort?; Chapitre VI. Que la peine de mort dois être restreinte aux attentats de guet-à-pens; Chapitre VII. Que la Loi pénale doit être générale; Chapitre VIII. Que la punition ne doit affecter que le coupable; Chapitre IX. Que les peines doivent tourner autant qu'il est possible au profit de l'État; Chapitre X. Que les delits doivent être réprimés par les peines les plus opposées aux genres de vices qui les auront produits; Chapitre XI. Quels délits & quelles peines doivent emporter infamie; Chapitre XII. Quels délits & quelles peines doivent emporter mort civile & confiscation; Chapitre XIII. Que la peine de confiscation peut être justement & utilement modifiée; Chapitre XIV. Ce qu'il faut laisser à l'arbitrage du Juge dans l'application des peines. Seconde partie. Des différentes peines applicables aux différents genres de délits. Chapitre I. Des délits provenants de l'abus de la liberté, qui doivent être punis par la prison; Chapitre II. Des délits produits par l'abus de la vie civile, qui doivent être punis par l'interdiction; Chapitre III. Des délits dont la cause tient au local, qui doivent être punis par l'exil, ou par la déportation dans les Colonies; Chapitre IV. Des délits produits par la cupidité, qu'il faut punir par des condamnations pécuniaires: § I. L'Usure; § II. Le Monopole; § III. La Concussion; § IV. Le Stellionat; Chapitre V. Des délits du vol ou équipollents au vol, qu'il faut punir par la condamnation aux travaux publics, & par la confiscation: § I. La Banqueroute frauduleuse; § II. Différentes especes de vols; § III. Différentes especes de faux équivalent au vol; Chapitre VI. Des délits du faux honneur & de la vaine gloire, qu'il convient de réprimer, principalement par les humiliations & par le déshonneur: § I. Inconvénients de la Loi de Louis XIV sur les duels; § II. Absurdité du préjugé qui porte au duel; § III. Réparations d'offenses propres à empécher le duel; § IV. Modifications des péines prononcées contre les Duellistes; Chapitre VII. Des délits qui doivent être punis de mort: § I. L'Assassinat non consommé doit-il être puni de mort?; § II. Le faux téimoignage en matiere grave doit-il être puni de mort?; § III. Le Suicide doit-il être puni par la Justice humaine?; § IV. La Loi concernant l'Infanticide ne doit-elle pas être modifiée?; Chapitre VIII. De quelques délits très-graves qui semblent exiger dans la peine des caracteres distinctif: § I. Du crime de trahison privée; § II. Du crime d'incendie ou de l'Incendiat; § III. Du crime de Poison; § IV. Du parricide; § V. Du Régicide; § VI. Du crime de lese-Majesté divine. Troisieme partie. De l'Instruction. Parallele de notre instruction criminelle avec l'Instruction criminelle d'Angleterre. Chapitre I. De la Dénonciation e de la Plainte; Chapitre II. De l'Information; Chapitre III. Des Décrets; Chapitre IV. De la Prison; Chapitre V. De l'Interrogatoire; Chapitre VI. De la Civilisation & du Réglement à l'extraordinaire; Chapitre VII. De l'Instruction publique pour les Reproches, Récolemens & Confrontations; Chapitre VIII. Des Preuves & Indices; Chapitre IX. Des Faits justificatifs & Exceptions péremptoires; Chapitre X. Des Jugemens de premiere istance; Chapitre XI. De l'Appel des Jugemens définitifs & des rapports publics; Chapitre XII. De la pluralité nécessaire dans les suffrages pour la condamnation; Chapitre XIII. Des Jugemens souverains & de leur exécution; Chapitre XIV. De la contumace; Chapitre XV. Idée d'un Supplement nécessaire à cet Ouvrage.
1970In-16° (20,9 x 15,4 cm), pp. 267, (1), copertina editoriale con sovraccoperta illustrata. Alcuni segni d'uso e del tempo alla sovraccoperta, in particolare, nel margine superiore, due piccoli strappi, senza perdite, ben rimarginati mediante applicazione di filmoplast nella parte interna. Qualche segno d'uso, normale patina del tempo alle pagine, per il resto, ben conservato. Volume numero 10 nella collana «Homo Homini». Indice: Dedica. Premessa. Cap. I. Perché si uccide. 1. Il nutrimento. 2. L'antropofagia. 3. Gioia, sadismo, rito. 4. Il mito dell'angelo decaduto. 5. Il mito della pazzia. 6. Il mito del motivo. 7. Il mito di Eteocle e Polinice. 8. La guerra. 9. La rapina. Cap. II. Chi uccide. 1. Il figlio. 2. Il fratello. 3. La madre. 4. Il padre. 5. I genitori. 6. L'amico. 7. L'amante. 8. L'estraneo e la folla. 9. La demagogia. 10. Lo Stato. 11. Colti ed incolti. 11. Prima e dopo l'omicidio. Cap. III. Chi è ucciso. 1. Il più debole. 2. La pietra. 3. La pianta. 4. L'animale. 5. Il bambino. 6. Il vecchio. 7. Il passante. 8. La moglie e la mondana. 9. Il cittadino. 10. L'eroe. 11. Tre casi-limite. Cap. IV. Come si uccide. 1. Dalla fame al diritto. 2. Vendetta e giustizia. 3. L'omicidio camuffato. 4. L'occasione. 5. Il suicidio. 6. Come uccidono vecchi, minori e donne. 7. I ferri del mestiere. 8. Lo spettacolo. 9. La strage. 10. Il trattamento del cadavere. 11. Costanti omicide. 12. Ragazzino, lasciami lavorare. Cap. V. L'arte di uccidere. 1. L'insegnamento. 2. Il differimento. 3. La tortura. 4. Beffe, dispetti, ecc. 5. L'arma della cultura. 6. L'omicidio sportivo. 7. L'omicidio scientifico. 8. Uccidersi meglio. 9. L'altruismo. 10. Locuzioni significative. Cap. VI. Arte e sadismo. 1. La radice corporale. 2. La fame come ritmo. 3. La danza dell'antropofago. 4. Ritmi elementari. 5. Ritmi giocosi. 6. Ritmi proibiti. 7. Il rischio. 8. Gli estremi della parabola. 9. L'omicidio nella letteratura. 10. Conseguenze pedagogiche. Cap. VII. Controprove zoologiche. 1. Il pasto. 2. La tecnica. 3. Il gruppo. 4. Le trasposizioni fagiche. 5. Maschi e femmine. 6. Il sadismo. 7. Il cannibalismo. 8. Partite di giro. Riferimenti.
1639In-4°, 14pp, manca l’ultima carta bianca, frontespizio con stemma xilografico pontificio di Urbano VIII
2017Il dono grande che la morte non può evitare di fare è valorizzare la nostra vita, evidenziandone la preziosità. Autori: Augusto Cavadi.
1977copertina flessibile. Ingiallimento, più che discreto cod. ik1
1875in-16, pp. (8), IV, 239, legatura coeva in m. marocchino bruno, titolo e filetti in oro al dorso. Terza edizione, ultima e più completa, del Codice Penale Toscano con varie aggiunte, tra le quali le leggi sulla abolizione della pena di morte. L'opera fu ristampata da Cammelli su consiglio di Carrara, che era fermamente convinto che il nuovo codice Penale Italiano si sarebbe dovuto ispirare principalmente al Penale Toscano, che già ai suoi tempi "era divenuto rarissima merce". Buon esemplare, sporadiche arrossature e note ms. marginali.. .
2011br. Fenomeno pop di entità globale, in poco più di un decennio la saga di Harry Potter ha scalato le vette delle classifiche letterarie e cinematografiche di tutto il mondo, diventando uno dei prodotti di punta dell'entertainment industry. Gadget, videogiochi, perfino un intero parco a tema sono stati dedicati alle vicende del maghetto inglese dalla cicatrice a forma di saetta. Niente di strano, apparentemente. In fondo, rifugiarsi nella fiction sembra quasi la ricetta dei nostri tempi, e tanto meglio se, come nel caso dei romanzi della Rowling, anche la coscienza riceve il suo contentino. Ma allora, si tratta solo di un fortunato mix in cui la seduzione dell'evasione funziona al tempo stesso come anestetico morale? Di una sorta di esperimento onirico guidato in cui la colpa del divertissement viene lavata dalla partecipazione emotiva? Evidentemente no. Al di sotto del meccanismo socio-psicologico che ha sicuramente presieduto al boom mediatico pulsa il cuore di una verità autenticamente umana, del tutto slegata dal momento fittizio della narrazione e dalle infinite possibilità che esso sembra offrire. Una verità che dorme sotto le ceneri dei duelli magici per esplodere lucente nella catastrofe finale... Memento mori. L'intera vicenda è infatti una lunga meditazione sulla morte. Di volta in volta presentata come scandalo e ignominia, o come una vecchia amica con cui rapportarsi da pari a pari, la Morte è la vera co-protagonista di tutta la saga.
2013br. "L'uomo dimentica che è un morto che conversa con morti" - scrive Borges. Un paradosso? Di certo i morti sono stati sempre 'vivi' nella nostra cultura, anche in quella di oggi, ossessionata dalla necessità di godere. L'attrazione-repulsione per gli spettri sembra non venir mai meno. Autore del libro sulla figura dello jettatore, Sergio Benvenuto propone una ricostruzione in chiave antropologica psicanalitica e filosofica, del nostro rapporto con i morti e con il loro 'ritorno' come spettri. Riprendendo svariati esempi dal cinema, dalla letteratura, dalla cultura pop, dai sogni, da miti e rituali, dal teatro, si interroga sulla presenza insistente dei ghosts tra noi.
2014br. A partire dal famoso volume di Durkheim "Il suicidio" e a partire da un campione di quaranta storie di suicidi economici avvenuti in Italia tra il 2012 e il 2013, in questo libro si indicano le cause principali che spingono molti lavoratori a optare per la morte volontaria nella società contemporanea. Il suicidio, inteso qui solo come "fatto sociale", appare strettamente legato alle dinamiche prodotte dalla crisi economica, dalle matrici del neoliberismo, dalla crisi del Welfare e dei diritti sociali, da un'antropologia negativa prevalentemente fondata sulla paura del futuro, sul debito, sulla colpa, su un senso di smarrimento e solitudine generalizzati, sull'impossibilità stessa di accettare il fallimento. La crisi economica letta attraverso i suicidi, dunque, diventa essa stessa crisi dei legami sociali, crisi di un'etica condivisa, processo di scomposizione sociale e di individualizzazione. Una voragine da cui ripartire per pensare un nuovo modello di società, un nuovo modo di produzione, un nuovo Welfare.
2015brossura Alla base del presente studio c'è l'idea che l'abolizione della pena di morte sia stata avvertita prima nel campo letterario e artistico e dopo sul piano della scienza giuridica, essendo la vita umana stata consegnata alla pietà degli uomini e solo successivamente affidata alla fredda logica formale. Nella prima parte sono trattati alcuni aspetti giuridici e filosofici delle teorie della pena di morte e della sua abolizione, resi ancora più inquietanti dall'ansia civile di una lettera di Pietro Ingrao e da altre - inedite - di condannati, del braccio della morte. Nella seconda parte, anche nella necessaria prospettiva antropologica del problema, è analizzata la produzione letteraria di vari autori, come Hugo, Dostoevskij, Tolstoj, Camus e Sciascia. Così, il profilo dei personaggi, la descrizione delle emozioni e degli affetti più intensi della loro vita, fanno apparire l'assurdità della colpa e l'inesorabilità della pena come la strada che conduce all'abisso della disperazione.
2017br. Dialoghi ininterrotti è il terzo volume nato dall'esperienza, ormai quinquennale, del progetto "Uno sguardo al cielo. Percorso di avvicinamento all'elaborazione del lutto." Ricco di interessanti riflessioni teoriche e di spunti pratici per professionisti e non che si trovano a sostenere adulti e/o bambini colpiti da un lutto, il testo analizza, secondo prospettive diverse ma tra loro dialoganti, due aspetti specifici: il lavoro del lutto e l'educazione alla morte, entrambi irrinunciabili all'interno di una riflessione individuale, sociale e culturale che sia tesa a restituire alla morte il posto che le spetta quale ultimo segmento della vita che consenta a ciascuno di equipaggiarsi per proporre e sostenere un progetto di vita più autentico e consapevole.
2017br. Il presente volume raccoglie in maniera integrale lo scambio epistolare, costituito da cinquantatré missive, intercorso tra Emil Cioran e George Balan nel periodo 1967-1992. In pieno regime comunista, nell'agosto del 1965, Balan si imbatte per caso nella lettura dell'opera giovanile di Cioran "Cartea amagirilor" (1936). Nonostante questi sia considerato un pensatore "sospetto" dall'intellighenzia della Repubblica Socialista di Romania, finanche un "traditore", per le posizioni critiche espresse dall'esilio parigino verso la nazione che gli ha dato i natali, Balan, affascinato dalla sua prosa, decide di approfondire la conoscenza dell'autore e di riabilitare la sua figura in patria. Inizia così tra i due intellettuali un intenso scambio epistolare, che si protrae negli anni e che lascia trasparire, al di là dell'amicizia, una diversa, opposta concezione riguardante il rapporto tra inquietudine e fede. La fervida spiritualità cristiano-ortodossa di Balan si scontra spesso con il profondo scetticismo di Cioran. Malgrado ciò, Balan è costretto a riconoscere nel pensatore di Ra?inari "uno degli spiriti più religiosi del secolo" e, al tempo stesso, un autentico "maestro" nell'evoluzione del proprio percorso esistenziale.
2018br. La ricerca di personalizzazione, che sembra contraddistinguere gli uomini contemporanei, riguarda le sfere dell'esperienza umana, che comprende anche la morte e i suoi rituali. Nel tentativo di trovare un senso a un evento inaccettabile - la morte - questa ricerca si è recentemente impossessata del digitale per compiere dei rituali di commemorazione in grado di accordarsi alle emozioni personali in relazione al lutto, al dolore della perdita, alla paura. Per mezzo di una cartografia dei molteplici rituali di commemorazione che si trovano sul web vengono descritte le loro caratteristiche, analizzate le loro implicazioni antropologiche e sociali. Al tempo stesso viene indicata la tensione tra le pratiche rituali formalizzate e le pratiche rituali informali e tra la conservazione della memoria e l'aspirazione verso l'immortalità.
2019ill., br. Il volume concentra l'attenzione su un ciclo pittorico composto da cinque tele realizzate da Vincenzo Campi e conservate in Germania fin dal 1580-1581. Il soggetto principale della serie è il cibo nelle sue diverse e straordinarie declinazioni, dalla frutta alla verdura, ai pesci, ai polli, ai tacchini, ai volatili di vario tipo. Veri e propri trionfi di naturali a che l'"ingegnosissimo Vincenzo" allestisce in mercati con tanto di "singolari" venditori. L'indagine condotta su ciascuno dei singoli dipinti riporta in superficie diversi significati "nascosti"; una volta messi in luce, però, sono capaci di ricostruire una dimensione culturale dell'epoca che il tempo ha sedimentato e via via disperso fino all'oblio e che le opere dell'artista cremonese invece gelosamente custodiscono.
2019br. Il fenomeno di profusione globale del suicidio, nonché le profonde trasformazioni qualitative che stanno attraversando tale gesto - per altri versi senza tempo per l'umanità -, sembrano rappresentare la forma specifica negativa del conflitto sociale ai tempi del neoliberismo. Infatti, data la natura di questa nuova irragionevole ragione del mondo, la parziale distruzione degli usitati modi della lotta politica, e la condizione ancora sperimentale delle nuove modalità positive di adeguata resistenza che stanno progressivamente emergendo dal basso, fanno sì che sic rebus stantibus una parte consistente del conflitto per la liberazione dei soggetti ripieghi in forme di autolesionismo e di definitivo esodo. Massima espressione di ciò è il suicidio commesso a fini terroristici, principale fattore nella creazione del clima politico più adeguato alla legittimazione di quelle eccezionali disposizioni necessarie, invero, a contenere e combattere lo spettro del riemergere del conflitto sociale radicale.
2019brossura Il volume presenta il percorso di lavoro del gruppo di ricerca "L'Acrobatica del morire" sul tema della concezione della morte nella cultura contemporanea, a partire dalla pratica clinica dell'accompagnamento al morire nelle cure palliative. Esso raccoglie, con sguardo pienamente pluridisciplinare, i testi di medici palliativisti, filosofi, teologi, psicologi, psicoterapeuti, antropologi, storici dell'arte ed esperti in cultura visuale, che sono stati presentati in un ciclo di seminari realizzati nel contesto dell'esposizione personale del fotoreporter Gianni Cipriano Where Beauty Softens Your Grief a Palermo nel 2018.
2019ill. Lo Studio Museo Francesco Messina, attraverso le ricerche di tre artisti appartenenti a generazioni diverse, indaga con il ciclo "Naturofanie" le possibili declinazioni del rapporto arte-natura nella scultura, all'interno del solco tracciato dallo scultore siciliano cui la ex-chiesa oggi è dedicata. Il tema del ciclo è stato stimolato, alla direzione del complesso espositivo, in collaborazione con la curatrice Sarah Boglino, dalla realizzazione della scultura monumentale Radicamenti di Leonardo Nava, presente sulla facciata dell'edificio settecentesco. I tre punti di vista proposti da Valerio Righini, Alessandra Serra e Vincenzo Balena realizzano un contrappunto ideale all'opera di Nava, tracciando nuovi sentieri di esplorazione del rapporto tra creatività artistica e mondo della natura, in piena sintonia con il filo conduttore che attraversa la programmazione culturale cittadina nell'anno di Leonardo.
2019br. Artista complesso, geniale ma insieme contraddittorio, che ha sempre evitato il troppo de-finito e che ha lasciato incompiuto quasi tutto. Scienziato, artista, filosofo, Leonardo è stato anche ingegnere, inventore e uomo di lettere. Personalità enigmatica, che continua a intrigare una schiera sempre più folta di ammiratori. Non moltissimi sono i suoi capolavori pittorici, ma tutti unici e intrisi di mistero. Più di tutti, forse, la prima versione della "Vergine delle rocce", l'opera che qui ci si propone di indagare e far parlare, ben al di là di quanto la sua determinatezza oggettuale sembrerebbe autorizzarci a fare. Insomma, una riflessione a tutto tondo su un'opera apparentemente inspiegabile, fatta di volti, posture e colori assolutamente enigmatici. Che queste pagine, però, si propongono di restituire alla sua reale e intrinseca potenza simbolica, mostrandoci che, a essere chiamato in causa nel paesaggio da essa rappresentato, altro non è che un vero e proprio "miracolo naturale".
2020brossura Una "dignità" profana non può che significare la realizzazione della libertà che una filosofia profana ha creato, quest'indeterminazione metafisica, un infinito metafisico che apre alle infinite possibilità dei campi storici dei possibili. Questa libertà profana è la cultura per eccellenza del rispetto dell'altro, un "altro" radicalmente indefinito, che questa cultura della libertà obbliga a costruire storicamente come un'uguaglianza totale. Un "diritto di morire" ne è l'espressione più perfetta, la concezione etica più alta. La libertà viene affermata e nel rispetto dell'uguaglianza tra chi chiede di morire e chi si trova nella situazione di poter aiutare a realizzare tale implorazione. Ma questo "diritto" non è un obbligo, è una possibilità come la cultura profana definisce giuridicamente questo termine, cioè un "diritto". Questa "possibilità" si accompagna con indicazioni giuridiche alla quale danno storicamente tutto il suo senso, ad esempio l'illegittimità di comportamenti simili agli "accanimenti terapeutici" o invece l'incoraggiare "cure palliative". Prima di tutto, però, questa "possibilità" apre a una ricomposizione della relazione tradizionalmente gerarchica, "paternalista", tra un medico e i suoi pazienti, a una cultura dell'uguaglianza che significa rispetto dell'altro e l'etica della dignità. I medici sono chiamati ad affrontare questa vera rivoluzione culturale (comma 3, art. 1, legge 219/2017), il loro sapere non può ovviamente diventare il sapere dei pazienti, ciò che implica una relazione, sotto questo aspetto, ovviamente gerarchizzata. Questo squilibrio, tuttavia, non può significare né giustificare un potere gerarchico, ma al contrario un'uguaglianza etica, la dignità dei pazienti che incita, in queste tragiche situazioni, medici e pazienti a trovare insieme, in un mutuo rispetto, la trascendenza storica alla quale la libertà-immanenza profana ci invita.
2020brossura Il libro offre uno spunto di riflessione sull'evoluzione storica che il termine "eutanasia" ha assunto nel corso dei secoli: da "morte buona" - intesa come morte eroica in battaglia - dell'epica greca antica a "morte scelta" - e non temuta - dei saggi stoici latini. Emerge, leggendo il testo, quanto il timore della morte sia, da millenni, un pensiero ricorrente dell'uomo e quanto al progresso tecnologico e medico-scientifico della nostra società non corrisponda il profondo rispetto per la sofferenza e la malattia. Cos'è oggi la "buona morte"? Le moderne cure palliative la identificano come la "morte non sofferta", non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico. È auspicabile che il medico del futuro torni a essere un uomo "a tutto tondo" che impieghi le proprie conoscenze non per esercitare il potere paternalistico nei confronti dei pazienti, ma per rispettare la volontà dell'assistito e instaurare quella relazione terapeutica per cui umanità e filantropia sono imprescindibili.