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1996Gallimard jeunesse 1996, In-12 broché, 220 pages. Bon état.
1978Nei penetranti ricordi di un figlio , che trascrive sulla carta il faticoso dipanarsi del suo dolore , la figura della donna esce come in una serie di istantanee a colori , una parola , un gesto , un atteggiamento, fino all' apparizione dellop straniero che al vecchio padre ricorda di essere stato generosamente salvato....
1978Nei penetranti ricordi di un figlio , che trascrive sulla carta il faticoso dipanarsi del suo dolore , la figura della donna esce come in una serie di istantanee a colori , una parola , un gesto , un atteggiamento, fino all' apparizione dellop straniero che al vecchio padre ricorda di essere stato generosamente salvato....
réf. 021956Ferdinand-Philippe d'Orléans (1810-1842), duc d'Orléans, fils ainé de Louis-Philippe 1er, mort vraisemblablement projeté de sa voiture. L.A.S., sd [samedi], 1p in-8. « J'aurais voulu, mon cher Comte, vous donner moi-même la bonne nouvelle qui m'est arrivée mais j'ai été si occupé pour réexpédier le courrier que je n'ai pu trouver le temps d'aller chez vous. J'espère pourtant que lorsque le coup de feu du moment sera passé, j'aurai le plaisir de vous revoir & de causer avec vous. D'ici là, mon cher Comte, mille amitiés. FO ». Peu commun. [450]
réf. 021957Ferdinand-Philippe d'Orléans (1810-1842), duc d'Orléans, fils ainé de Louis-Philippe 1er, mort vraisemblablement projeté de sa voiture. L.A.S., 12 septembre 1833, 1p in-8. « Je prie Monsieur Oudard de vouloir bien envoyer, s'il en est encore temps, deux billets des français de ce soir, à Monsieur Maure, rue de la Harpe, 78. Je lui en serai infiniment obligé. F.P. d'Orléans ». Peu commun. [450]
1888réf. RO80176176EUGENE BELIN & FILS. 1888. In-12. Relié. Etat passable, Tâchée, Dos satisfaisant, Mouillures. 317 Pages. Trace de mouillure sans conséquence pour la lecture. 1er plat taché.. . . . Classification Dewey : 306.9-La mort
réf. SONG0226716449Used: Good unknown
2002Moretti & Vitali 2002. LIEVI SEGNI DEL TEMPO Quale spazio può essere oggi allestito dall’etica? Quali sono le condizioni per ricostituire un luogo dove il soggetto possa dimorare al di fuori di ogni pretesa di fondazione ontologica? La filosofia viene convocata con la psicoanalisi per un ripensamento delle categorie fondative, a partire dall’assunto che la centralità del linguaggio non è segno individuante il genere umano e non lo esaurisce nella sua “fisionomia” di animal rationale, limitato in un’etica puramente valoriale oppure affondato nella solitudine di un’etica tragica. Al vettore del linguistico inteso come ciò che marca la discontinuità con “il resto dell’accadere universale” (Freud) non si tratta però di contrapporre 1′”altro dal linguistico”, come risulta, per certi versi, da alcune delle posizioni filosofiche discusse in questo libro. Occorre piuttosto riprendere a percorrere, sulla scorta del lavoro teorico di Sergio Finzi e di Virginia Finzi Ghisi, “la via lunga e discensionale delle forme”, attraverso cui il soggetto si costituisce coestensivamente al resto dell’accadere universale. Da quest’angolazione, il linguaggio non ha più la funzione di differenziare “l’uomo dall’animale” ma di esplicitare “i legami che intercorrono tra i due” (V. Finzi Ghisi), e diventa punto di arrivo “di un processo silenzioso di metamorfosi della luce e del colore” (S. Finzi). Attraverso questa via lunga e discensionale si dischiude, in virtù del fondamentale e inaugurale passo costitutivo di ogni soggettività che è l’invenzione del luogo della fobia, l’etica della verità del soggetto. Per la preminenza che in tale luogo ha la dimensione rappresentativa, quest’etica si configura come un’etica della rappresentazione. Riconosciuto ed elaborato con le sue “prime invenzioni” (teorie sessuali infantili e romanzo familiare) il proprio fondo psicotico (“l’espandersi disordinato del godimento paterno da cui si nasce”), il soggetto articola il proprio esserci in continuità con quel mondo delle forme da cui discende e ritrova, per questa via, il proprio posto nella grande politela della natura.
réf. SONG0674011279Used: Good unknown
réf. SONG0806139218Used: Good unknown
1910réf. 65691910 Berger-levrault et Cie éditeurs 1910 In8 relié demi veau vert 225 pages
2007Mm 240x290 Volume nella sua brossura originale, 144 pagine profusamente illustrate in nero nel testo redatto in lingua italiana ed inglese - english-italian texts. Libro in condizioni di nuovo, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine. "Cento gli autori per altrettante splendide immagini, in un percorso in cui ci accompagnano le scelte e il giudizio critico di Charles-Henri Favrod, una delle personalità più significative della cultura fotografica dei nostri tempi. La conoscenza diretta dei maggiori autori del Novecento è documentata nella sua collezione, oggi custodita nel Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari, dalla consistente quantità di scatti realizzati dai più grandi nomi della fotografia europea e mondiale e dagli interpreti di quella che fu definita la "nuova fotografia" americana degli anni Sessanta."
1984réf. vk585Montalba Bibliothèque Bleue Dos carré collé 1984 In-12 (12,5 x 18,1 cm), dos carré collé sous rhodoïd, 428 pages ; ex-libris embossé en première garde, légère pliure au dos du rhodoïd, par ailleurs bel état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
Presses universitaires de Lyon, 1978, 641pp., broché, couverture légèrement défraîchie, bords frottés, bon état général.
1977(Studi francesi - Settecento - Teoria ed antropologia della morte) Due volumi in 8°, brossura editoriale, pp. (6),XI, 686 ; 587,(1). Tesi presentata all'Università di Parigi IV il 14 febbraio 1976. Il secondo volume contiene tutte le note al testo e la bibliografia. Volumi ben conservati con ex libris di vecchia proprietà, e dedica autografa dell'Autore al frontespizio del tomo primo.
1977réf. HCTLITT2323070824Lille, Université de Lille III, Service de reproduction des thèses, 1977, 15,5 x 23,5, 2 volumes de 686 et 588 pages ronéotées sous couvertures souples imprimées.
1978réf. 24917Lyon Presses Universitaires De Lyon 1978 Fort In-8 648 pp
2011DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. «Come declinare quel cum (radice di comunità, comunicazione e comune) senza cadere in tentazioni fusionali o derive organicistiche?». Il libro è una ricerca lungo alcuni dei tracciati che emergono dai percorsi filosofici di Georges Bataille e Jean-Luc Nancy, in relazione a tre temi di natura ontologico-politica quali la comunità, la comunicazione e il comune. Dalla lettura di questi due autori francesi, collocati agli antipodi del Novecento ma legati da un profondo legame di comunanza, l’autore muove da una disamina delle ambiguità, dei miti e delle aporie che marcano le ricerche batailleane sulla comunità degli anni Trenta fino alla decostruzione del termine operata da Nancy negli anni Ottanta. Con l’inedita mise en jeu del politico avviata da Bataille nel Dopoguerra si giocano comunicazione, «esperienza plurale» e «critica del soggetto», in un conloquium che Nancy rilancia attraverso i termini di essere in-comune, partage e comparution. La domanda cruciale da cui Fausto De Petra prende le mosse è: come declinare quel cum (radice di comunità, comunicazione e comune) senza cadere in tentazioni fusionali o derive organicistiche? Nel ricorrere al lavoro di Jean-Luc Nancy l’autore prova a fornire una risposta: guardando a quei processi di soggettivazione nei quali il comune si articola come infinito passaggio tra individuo e collettivo, tra la finitezza singolare e l’infinita compagnia umana. Descrizione bibliografica Titolo: Comunità, comunicazione, comune: da Georges Bataille a Jean-Luc Nancy Autore: Fausto De Petra Prefazione di: Augusto Illuminati Editore: Roma: DeriveApprodi, 2010 Lunghezza: 234 pagine; 22 cm ISBN: 8865480076, 9788865480076 Collana: Volume 91 di DeriveApprodi Soggetti: Beni comuni, Filosofia, Immaginari, Critica del Soggetto, Ontologia politica, Antiumanismo, Blanchot, Nancy, Morte, Festa, Comunità, Bataille, Nietzsche, Dioniso, Comunitarismo, Democrazia, Burocrazia, Valori sacri, Re-tracement, Politico, Lien d’unité, Heidegger, Mit-sein, Etica, Storia, Mito, Comunicazione, Acéphale, Cum, Cogito, Caillois, Paura, Società, Numance, Organicismo, Ethos, Praxis, Avvenire, Politica, Sacro, Partage, Linguaggio, Essere in comune, Libertà, Common Heritage, Philosophy, Imaginary, Subject Criticism, Political Ontology, Anti-Humanism, Death, Feast, Community, Dionysus, Communitarism, Democracy, Bureaucracy, Sacred Values, Ethics, History, Myth, Communication, Acéphale, Fear, Society , Organicism, Future, Politics, Sacred, Partage, Language, Being in Common, Freedom Fausto De Petra (1969) è Dottore di Ricerca in Antropologia filosofica e insegna lettere e filosofia nei Licei. Dopo essersi formato in Italia, ha proseguito i suoi studi a Parigi dedicandosi in particolar modo allo studio della filosofia politica contemporanea francese. Collabora ad alcune riviste come «Lignes» e «Filosofia politica».
in-8, 271 pp., broché, couv. Bel exemplaire. [DV-1]
1992réf. RO80133964SME (SAINT-MICHEL EDITIONS). 1992. In-12. Broché. Très bon état, Couv. fraîche, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 139 pages.. . . . Classification Dewey : 306.9-La mort
réf. DADAX1594628661New unknown
réf. DADAX0870044737New unknown
réf. DADAX0870044516New unknown
1985réf. 45941985 N° 26 de 1985 - In-4 Broché - Revue illustrée
2017ill., br. Cosa passa nel cuore e nella mente di una madre quando si sente dire che il figlio che porta in grembo ha una malformazione incompatibile con la vita? Attraverso le pagine del suo diario, l'autrice ci fa rivivere quelle ore drammatiche, i tanti "perché" sorti in lei e nel marito. Inizio di un cammino, sostenuto da molte persone e dalla lettura di alcuni libri, per non essere sopraffatti dalla disperazione e riconoscere che quel figlio, come ogni figlio, chiedeva di essere accolto, amato e accompagnato verso il compimento della sua vita. Breve e significativa. Questo è il miracolo accaduto: Giacomo ha vissuto soltanto otto ore, ma ha segnato e cambiato la vita di tanti. Ha fatto sorgere domande, ha consolato, ha dato a tutti la speranza e la certezza che la vita vale. Sempre.