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2005réf. 46427Würzburg : Königshausen und Neumann, 2005. 295 S. ; 24 cm, 570 gr. broschiert
2012DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. "Fin dall'inizio della sua attività Biagio de Giovanni ha accompagnato al suo discorso teorico e politico una notevole attività di carattere storico-filosofico. Si può dire, anzi, che per certi versi questi sono tre aspetti di una medesima ricerca che, secondo una tipica 'tradizione' italiana, ha intrecciato, in modo consapevole, filosofia, storiografia e politica. Ma questa è una considerazione preliminare, di carattere generale. Ciò che distingue la posizione di de Giovanni è il modo con cui ha istituito questo intreccio - il suo 'punto di vista' - e i risultati che è riuscito a conseguire." (dalla prefazione di Michele Ciliberto). Con una postfazione sulla storia de "Il centauro" di Dario Gentili. Informazioni bibliografiche Titolo: Il tramonto del Principe Autore: Biagio De Giovanni Prefazione di: Michele Ciliberto Postfazione sulla storia de "il Centauro" di: Dario Gentili Editore: Napoli: Alfredo Guida, 2012 Collana: Volume 4 di Gli impegnati ISBN: 8866661600, 9788866661603 Lunghezza: 303 pagine; 23 cm Contiene 1 Articolo/Spoglio: Contraddizione e tempo fra Kant ed Hegel Soggetti: Filosofia sociale e politica, Potere, Obbedienza, Hobbes, Cartesio, Giambattista Vico, Kant, Hegel, Tempo, Temporalità, Scienza nuova, Mito, Tecnica, Logica, Marx, Spinoza, Labriola, Galilei, Tommaso Campanella, Giordano Bruno, Antiumanesimo, Modernità, Barocco, Apologia, Teologia civile, Marxismo, Pensiero debole, Restaurazione, Tradimento, Fine del mondo, Centauro, Critica, Divenire, Machiavelli, Dottrine politiche, Libri Vintage, Fuori catalogo, Social and political philosophy, Power, Obedience, Descartes, Time, Temporality, New science, Myth, Technique, Logic, Anti-humanism, Modernity, Baroque, Apology, Civil theology, Marxism, Weak thought, Restoration, Betrayal, End of the world, Centaur, Criticism, Becoming, Political Doctrines, Books Out of print
1994A CURA DI NICOLA DE DOMENICO E VITTORIO DE CESARE LA CITTà DEL SOLE 1994 224 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO.
1946TRADUZIONE DI PALMIRO TOGLIATTI CONTIENE: RIVOLUZIONE E CONTRORIVOLUZIONE IN GERMANIA LE LOTTE DI CLASSE IN FRANCIA DAL 1848 AL 1850, IL DICIOTTO BRUMAIO DI LUIGI BONAPARTE SOCIETà EDITRICE L'UNITà 1946 382 PP. LEGATURA NON EDITORIALE IN TELA E DORSO IN PELLE CON TITOLO E FREGI IN ORO, LIEVI BRUNITURE AI TAGLI, PER IL RESTO DAVVERO OTTIMO.
2001DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Negli hegeliani "Lineamenti di filosofia del diritto" l'autore del presente saggio legge la confusione della biblica "città" di Babilonia, con la sua struttura, la sua costituzione, le sue leggi, la sua religione. La "città" con Hegel esce dal suo mito, per dare ancora ospitalità a quanti sono cresciuti nella superbia di poter governare il mondo a spregio della legge e dell'amore di Dio. Il volume evidenzia le espressioni e le contraddizioni sottese all'opera di Hegel, per mettere in rilievo la conclusione filosofico-politica del discorso, che risulta in opposizione al pensiero di Agostino d'Ippona. Informazioni bibliografiche Titolo: Hegel filosofo di Babilonia Collana: Ateneo: Ricerche Autore: Marcello Caleo Editore: Napoli: Alfredo Guida Editori, 2001 ISBN: 8871884566, 9788871884561 Lunghezza: 584 pagine; 23 cm Peso: 1,1 Kg Soggetti: Filosofia, Filosofia politica, Fenomenologia dello spirito, Scienza della logica, Città di Dio, Diritto, Stato, Proprietà, Contratto, Morale, Etica, Famiglia, Bisogni, Kant, Husserl, Idealismo tedesco, Bauer, Marx, Nietzsche, Schelling, Dialettica, Metafisica, Idealismo tedesco Parole e frasi comuni accidentale afferma assurdo autocoscienza base benessere bisogni coercizione senso Concetto concreta conseguenza consiste contenuto contratto di scambio corporazione coscienza costituisce delitto dell'Idea determinatezza determinazione dice differenza dire Diritto astratto diritto internazionale diritto penale diritto positivo discorso divenire entro sé esistenza espressioni essente-in-sé essenziale esteriore etica famiglia Filosofia forma formale generale giuridica Hegel immanente immediata individui infatti invece l'esistenza l'eticità l'Idea l'universale lato legge lesione Libertà matrimonio mediante metterebbe conto aggiungere misura modalità momento monarca morale natura naturale necessità particolarità pensiero persona personalità pertanto popolo positivo possa possesso possibilità posto potere legislativo predisposizione principio priva propria proprietà punto di vista rapporto rappresentazione razionale realizzazione realtà scienza sfera singolarità singolo società civile sostanziale sovranità Spirito spirituale Stando statuale storia del mondo sussunzione sviluppo tratta universale verità volevasi dimostrare volontà libera volontà particolare volontà soggettiva
1993a cura di Giuseppe Cantillo, traduzione di Gennaro Auletta Guida EDITORI 1993 222 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO. Il testo raccoglie i corsi universitari che Heidegger tenne a Friburgo nel semestre di guerra del 1919 sull’idea di filosofia. In essi il giovanissimo docente enuncia, partendo da Husserl, ma già prendendo le distanze da lui, il programma del suo pensiero. Oggetto della filosofia è già, in questi primi corsi friburghesi, non l’aspetto teoretico del pensiero, ma l’esperienza di senso inscritta nella vita in quanto esistenza storica. Heidegger articola il suo discorso sul significato della filosofia attraverso un serrato confronto coi suoi grandi maestri (Rickert, Dilthey, Husserl). In questo dialogo, si fa visibile per la prima volta il programma ontologico esistenziale con cui Heidegger si avvia a rinnovare il panorama della filosofia contemporanea Inidice: Avvertenza di Giuseppe Cantillo L’idea della filosofia e il problema della visione del mondo (Semestre straordinario di guerra del 1919) Considerazioni preliminari Scienza e riforma dell’università Introduzione 1. Filosofia e visione del mondo a) La visione del mondo come compito immanente della filosofia b) La visione del mondo come limite della scienza critica dei valori c) La paradossalità del problema della visione del mondo. Inconciliabilità di filosofia e visione del mondo Parte prima L’idea della filosofia come scienza originaria I. Ricerca di una via metodologica 2. L’idea della scienza originaria a) L’idea come determinatezza determinata b) La circolarità dell’idea di scienza originaria 3. La via d’uscita attraverso la storia della filosofia 4. La via d’uscita attraverso l’atteggiamento scientifico del filosofo 5. La via d’uscita della metafisica induttiva II. Critica del metodo critico-teleologico 6. Conoscenza e psicologia 7. Il problema assiomatico fondamentale 8. Metodo critico-teleologico nel trovare le norme 9. La funzione metodologica della preliminare fornitura del materiale 10. L’esibizione dell’ideale come nucleo del metodo. Disconoscimento della problematica della scienza originaria 11. Indagine sulla pretesa scientifico-originaria del metodo critico-teleologico a) Verità e valore b) Il problema della validità c) Il rapporto tra fornitura del materiale e esibizione dell’ideale. Essere e dover-essere 12. Inclusione della sfera pre-teoretica. La sfera dell’oggetto della psicologia Parte seconda La fenomenologia come scienza originaria pre-teoretica I. Analisi della struttura dell’esperienza vissuta 13. L’esperienza vissuta della domanda: c’è qualcosa? a) Il soggetto psichico b) L’atteggiamento di interrogazione. Molteplicità di significati del «c’è» c) Il ruolo di chi interroga 14. L’esperienza vissuta del mondo-ambiente 15. Comparazione tra le strutture dell’esperienza vissuta. Processo ed evento II. Il problema dei presupposti 16. La questione gnoseologica della realtà del mondo esterno. Posizioni del realismo critico e dell’idealismo 17. Il primato del teoretico: esperienza della cosa (oggettivazione) come esperienza de-vitalizzata III. La scienza originaria come scienza pre-teoretica 18. La circolarità della teoria della conoscenza 19. Il come della considerazione dell’esperienza vissuta del mondo-ambiente a) ll metodo della riflessione descrittiva (Natorp) b) La ricostruzione come momento caratteristico del metodo. Soggettivazione e oggettivazione c) Critica del metodo di Natorp 20. L’esplorazione fenomenologica della sfera dell’esperienza vissuta a) Obiezioni contro la ricerca fenomenologica b) Caratterizzazione degli stadi di de-vitalizzazione. Il qualcosa pre-mondano e il qualcosa della conoscibilità c) L’intuizione ermeneutica Fenomenologia e filosofia trascendentale dei valori (Semestre estivo 1919) Introduzione a) Princìpi direttivi del corso b) Sull’intenzione del corso Parte prima Esposizioni storiche del problema I. La genesi della filosofia dei valori come filosofia della cultura del presente 1. Il concetto di cultura nella filosofia della fine del XIX secolo a) Il concetto storico di cultura. Illuminismo e coscienza storica b) La cultura come acquisizione e prestazione 2. L’impostazione del problema assiologico. Il superamento del naturalismo con Lotze II. La fondazione della moderna filosofia trascendentale dei valori da parte di Windelband 3. Rinnovamento della filosofia kantiana. Il carattere assiologico della verità a) La riscoperta del metodo trascendentale da parte di Cohen b) Giudizio e valutazione (Windelband) c) Il saggio di Windelband sul giudizio negativo: determinazione scientifica delle forme di giudizio 5. Il contributo alla dottrina delle categorie. La logica come teoria delle relazioni. Categorie riflessive e costitutive 6. La ripresa del problema della storia nella filosofia dei valori a) Scienze della natura e scienze dello spirito. La fondazione di una psicologia descrittiva da parte di Dilthey b) La distinzione di Windelband tra scienze di leggi e scienze di eventi. Pensiero nomotetico e idiografico III. La prosecuzione della filosofia dei valori con Rickert 7. Formazione dei concetti storici e conoscenza scientifica. La realtà come continuo eterogeneo 8. La questione della possibilità della scienza della storia Parte seconda Considerazioni critiche 9. L’influenza della fenomenologia su Rickert 10. Principi della critica 11. La concezione di Rickert del problema gnoseologico fondamentale. La via soggettiva a) Giudizio e valore b) Evidenza e validità c) La trascendenza del dover-essere 12. La via logica-trascendentale (oggettiva) come metodo della fondazione dei presupposti impliciti nella via soggettiva 13. Considerazioni sulla negazione Appendice I Sull’essenza dell’università e dello studio accademico Semestre estivo del 1919 (Trascrizione di Oskar Becker) Post-scriptum del curatore dell’edizione tedesca
2005prefazione di Lelio La Porta La Città del Sole 2005 311 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO, PARI AL NUOVO. Filosofo autonomo evoca il titolo del saggio di Tibor Szabó: «filosofia originale e autonoma» ricorda l’autore a più riprese in corso d’opera, affidando all’ipotesi di un tertium datur l'incoatività di un percorso teorico che miria una «ricostruzione scientifica e disinteressata» di quanto, in un continuo-discontinuo, l’impresa filosofica e vissuta di György Lukács ha lasciato in eredità al secolo ‘globale’. Un tertium datur che, entro e oltre l’indiscussa vis polemica attraverso la quale gli scritti e il personaggio di Lukács hanno impresso sul trascorso selciato filosofico, estetico e politico la loro contraddittoria pregnanza, permetta di rileggere e di riconsiderare in «totalità» la figura del pensatore ungherese, restituendo al dibattito intellettuale i lineamenti storico-teorici dell’evoluzione della riflessione lukácciana. Una «vita complessa, multiforme, non rettilinea, non omogenea ma autonoma», sottolinea l’autore, fornendo tra numerosi aneddoti biografici, un’articolata ricostruzione dell’itinerario scientifico del pensatore Lukács. In ciò metaforicamente ‘fedele’ al principio lukácciano secondo cui giusto compito è «ristabilire nella vita stessa l’uomo ‘totale’, l’uomo completo… oltre ogni deformazione e frantumazione», lo studio di Szabó lascia scorgere in toto, attraverso un ricorso serrato alle fonti e in un puntuale confronto con l’ermeneutica critica lukácciana, l’equilibro instabile sul quale giacciono i nuclei teorici essenziali del pensiero di Lukács. Senza indulgenza verso gli spettri più inquietanti della personalità e della prassi di pensiero lukácciana, misurando inoltre l’immagine ufficiale e stereotipata del filosofo con i tentativi altrettanto strumentali di depoliticizzarne gli intenti, l’autore non rinuncia a verificare di volta in volta l’irriducibilità del contributo lukácciano a un primo o a un secondo momento della sua speculazione. Né il «mito ideologico del giovane Lukács», né una sopravvalutazione della riflessione matura del filosofo sono atti a rendere la complessità del profilo dottrinale dell’opera lukácciana la quale, benché non si presti neppure ad un’operazione di riduzione sintetica unitaria, registra al suo interno una peculiare costante. Peculiare, in quanto costante e ‘peculiare costante’ in quanto in sé ambivalente: è in simile orizzonte che il saggio di Szabó rintraccia la componente originale delle considerazioni e della personalità di Lukács. È in questione qui una singolare tensione etica che, accompagnando per intero a mo’ di ragione interna l’opera del filosofo, costituisce senza soluzione di continuità e non senza apparente incongruenza la ‘ragione’ stessa dei tournants e delle scelte più eticamente discutibili dell’operato di György Lukács. ‘Tattica e etica‘, «fermezza e flessibilità», per l’appunto; diade contraddittoria che, se al cospetto della «coerenza, verità intransigenza e responsabilità» dell’esempio gramsciano fa di Lukács il «grande sopravvissuto», costituisce allo stesso tempo l’asse portante dell’ ontologia, dell’estetica e dell’antropologia luckácciana. Più simile alla soluzione etica aristotelica (Aristotele, ricorda l’autore, «fuggì da Atene dopo essere stato accusato») che alla scelta morale socratico-gramsciana, la condotta lukácciana, afferma Szabó, ricorda in immagine e contro il modello di Giordano Bruno, la politica di ritrattazione operata da un altro grande del Rinascimento, Galileo Galilei: «per sopravvivere nelle situazioni di crisi, Lukács riconobbe la necessità del cambiamento di atteggiamento[...] si sente assolto dalla colpa in quanto “esistono delle situazioni – tragiche situazioni – nelle quali è impossibile agire senza attirare su di sé una colpa[…] e se Iddio avesse posto il peccato tra me e l’azione che mi è stata imposta, chi sono io che possa sottrarmi ad essa?”». I presupposti e gli esiti di simile ‘ragione’ etica si riscontrano – in un tentativo mai raggiunto di edificare un'etica sociale «scientifica» fondata ontologicamente – nell'elaborazione conclusiva di una antropologia filosofica la quale, come interrogazione sull'essenza e sul ruolo sociale dell’uomo a contatto con la necessità storica, convoglia in sé le tesi più proficue dell’intera produzione del filosofo. Non è un caso, infatti, che la soluzione luckácciana rintracci il proprio nucleo tematico esattamente a ridosso di quel concetto di Totalità, categoria-cardine del suo progetto filosofico e ideologico. Unità nella Totalità che – tertium datur – ‘si dà’ , si impone a titolo di superamento d’ogni dualismo giacente al di sotto della coppia antinomica per eccellenza dell’universale-singolare e dell’oggettivo-soggettivo. E’ in tale sede, difatti, che Tibor Szabó rintraccia, ricostruendo l’«originale» operazione di commistione sintetica attraverso la quale Lukács procede alla formulazione della propria teoria (ricorrendo anche a tesi in precedenza severamente criticate) gli apporti più significativi della sua riflessione. Non senza rilevarne opportunamente l’andamento ideologico, l’ingenuità valutativa e il grado di astrattezza, è al tenore delle considerazioni lukácciane sulle nozioni di democrazia, di manipolazione e di critica al totalitarismo, che l’autore riconosce il valore d’insegnamento e un accento contemporaneo. Ne raccoglie l’eco, il Testamento Politico di György Lukács, in appendice al saggio: da «ideologo», non da politico («non mi considero un politico», precisa Lukács) il filosofo - pronunciandosi in merito alla situazione ungherese allora attuale - appronta, con uno sguardo retrospettivo sul trascorso storico stalinista, una esquisse per una teoria e per una auspicata realizzazione di una triplice dinamica di democratizzazione della vita quotidiana, di corretta politica per un lavoro qualitativamente ben fatto e di progressiva opera di culturalizzazione. E’ qui che Lukács lascia scorgere, contro ogni «estetizzazione del passato» e oltre i toni astratti dell’Ontologia, una diversificata e avvertita concettualizzazione del fenomeno lavoro, di una «qualità del lavoro» e di una «cultura di qualità» che, uniche, dovrebbero - desideratum -rivestire il campo della necessità per la libertà umana e assurgere a conditio sine qua non di un’autentica consapevolezza democratica.
1997réf. 269066BBBonn, Bouvier, 1997. Bd. 32. Gr.-8°. 326 S. OKt. - Überw. deutsche nebst anderssprachigen Beiträgen. - Sehr gutes Ex.
1996réf. 269065BBBonn, Bouvier, 1996. Bd. 31. Gr.-8°. 251 S. OKt. - Überw. deutsche nebst anderssprachigen Beiträgen. - Sehr gutes Ex.
1988réf. 269057BBBonn, Bouvier, 1988. Bd. 23. Gr.-8°. 453 S. OKt. - Überw. deutsche nebst anderssprachigen Beiträgen. - Gutes bis sehr gutes Ex.
1991réf. 269060BBBonn, Bouvier, 1991. Bd. 26. Gr.-8°. 360 S. OKt. - Überw. deutsche nebst anderssprachigen Beiträgen. - Sehr gutes Ex.
1971réf. 63896Karlsruhe, Badenia Verlag, 1971. Gr.-8°. 52 S., 1 Bl., OKart.
réf. 12670Georges Bataille (« Hegel, lhomme et lhistoire, I »), Brice Parain, Charles Duits, Henri Thomas, René de Solier, Pierre Herbart, Pierre Leyris, Olivier de Magny (« Lexotisme de Victor Segalen »), etc. Bon état.
1932Mm 145x195 Edizione originale francese di 20 esemplari su carta imperiale del Giappone numerati da 1 a 20, il nostro è il n. 16 / Original French edition. "Il a été tiré de ce livre 20 exemplaires sur japon impérial numérotés de 1 à 20" (n. 16) - Brossura editoriale a stampa di 299 pagine. Velina protettiva brunita, peraltro esemplare ottimamente conservato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
2003réf. ESO3-258Paris Honoré Champion 2003 In8 - broché - 297 pages
2003réf. ESO3-258Paris Honoré Champion 2003 In8 - broché - 297 pages
1992réf. 249172München: Hanser 1992. 647 S. Reg. Ln.mS. *gutes Expl.*.
2009Mm 155x235 Opera a cura di Henry Hardy. Volume in copertina rigida con sopracoperta a colori lievemente usurata ai margini, 430 pagine con indice analitico in chiusura. Introduzione di Joshua L. Cherniss. Copia in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
1973réf. 89475Bonn: Bouvier 1973. 265 S. Br.
1981réf. 192649-1Bonn, Bouvier 1981. 191 S. Original-Kartonband
1970cm. 15,7 x 21,5, 220 pp. Lessico intellettuale europeo 338 gr. 220 p.
1931pp.227-389 with 2 portraits of Hegel, in "Kant-Studien" Band XXXVI Heft 3/4, softcover
1931réf. F37095Berlin, Pan-Verlagsgesellschaft 1931 pp.227-389 with 2 portraits of Hegel, in "Kant-Studien" Band XXXVI Heft 3/4, softcover
réf. IXY-585Coll. «Epiméthée», Presses universitaires de France (PUF), 1966, 1re édition, 483 p., bibliographie, index nominum, index rerum. Broché, 14,3 x 19,4 cm.
1990réf. 124365(Stuttgart-Bad Cannstatt), Frommann-Holzboog 1990. * 380 Seiten, 2 Blatt. 21 x 18 cm. Blauer Original-Leinenband (Rückenbezug am oberen Kapital gering beschabt) mit Rücken- und Deckelschild (diese leicht gebräunt). (Spekulation und Erfahrung / Abteilung II: Untersuchungen, Band 14).