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2005prefazione di Lelio La Porta La Città del Sole 2005 311 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO, PARI AL NUOVO. Filosofo autonomo evoca il titolo del saggio di Tibor Szabó: «filosofia originale e autonoma» ricorda l’autore a più riprese in corso d’opera, affidando all’ipotesi di un tertium datur l'incoatività di un percorso teorico che miria una «ricostruzione scientifica e disinteressata» di quanto, in un continuo-discontinuo, l’impresa filosofica e vissuta di György Lukács ha lasciato in eredità al secolo ‘globale’. Un tertium datur che, entro e oltre l’indiscussa vis polemica attraverso la quale gli scritti e il personaggio di Lukács hanno impresso sul trascorso selciato filosofico, estetico e politico la loro contraddittoria pregnanza, permetta di rileggere e di riconsiderare in «totalità» la figura del pensatore ungherese, restituendo al dibattito intellettuale i lineamenti storico-teorici dell’evoluzione della riflessione lukácciana. Una «vita complessa, multiforme, non rettilinea, non omogenea ma autonoma», sottolinea l’autore, fornendo tra numerosi aneddoti biografici, un’articolata ricostruzione dell’itinerario scientifico del pensatore Lukács. In ciò metaforicamente ‘fedele’ al principio lukácciano secondo cui giusto compito è «ristabilire nella vita stessa l’uomo ‘totale’, l’uomo completo… oltre ogni deformazione e frantumazione», lo studio di Szabó lascia scorgere in toto, attraverso un ricorso serrato alle fonti e in un puntuale confronto con l’ermeneutica critica lukácciana, l’equilibro instabile sul quale giacciono i nuclei teorici essenziali del pensiero di Lukács. Senza indulgenza verso gli spettri più inquietanti della personalità e della prassi di pensiero lukácciana, misurando inoltre l’immagine ufficiale e stereotipata del filosofo con i tentativi altrettanto strumentali di depoliticizzarne gli intenti, l’autore non rinuncia a verificare di volta in volta l’irriducibilità del contributo lukácciano a un primo o a un secondo momento della sua speculazione. Né il «mito ideologico del giovane Lukács», né una sopravvalutazione della riflessione matura del filosofo sono atti a rendere la complessità del profilo dottrinale dell’opera lukácciana la quale, benché non si presti neppure ad un’operazione di riduzione sintetica unitaria, registra al suo interno una peculiare costante. Peculiare, in quanto costante e ‘peculiare costante’ in quanto in sé ambivalente: è in simile orizzonte che il saggio di Szabó rintraccia la componente originale delle considerazioni e della personalità di Lukács. È in questione qui una singolare tensione etica che, accompagnando per intero a mo’ di ragione interna l’opera del filosofo, costituisce senza soluzione di continuità e non senza apparente incongruenza la ‘ragione’ stessa dei tournants e delle scelte più eticamente discutibili dell’operato di György Lukács. ‘Tattica e etica‘, «fermezza e flessibilità», per l’appunto; diade contraddittoria che, se al cospetto della «coerenza, verità intransigenza e responsabilità» dell’esempio gramsciano fa di Lukács il «grande sopravvissuto», costituisce allo stesso tempo l’asse portante dell’ ontologia, dell’estetica e dell’antropologia luckácciana. Più simile alla soluzione etica aristotelica (Aristotele, ricorda l’autore, «fuggì da Atene dopo essere stato accusato») che alla scelta morale socratico-gramsciana, la condotta lukácciana, afferma Szabó, ricorda in immagine e contro il modello di Giordano Bruno, la politica di ritrattazione operata da un altro grande del Rinascimento, Galileo Galilei: «per sopravvivere nelle situazioni di crisi, Lukács riconobbe la necessità del cambiamento di atteggiamento[...] si sente assolto dalla colpa in quanto “esistono delle situazioni – tragiche situazioni – nelle quali è impossibile agire senza attirare su di sé una colpa[…] e se Iddio avesse posto il peccato tra me e l’azione che mi è stata imposta, chi sono io che possa sottrarmi ad essa?”». I presupposti e gli esiti di simile ‘ragione’ etica si riscontrano – in un tentativo mai raggiunto di edificare un'etica sociale «scientifica» fondata ontologicamente – nell'elaborazione conclusiva di una antropologia filosofica la quale, come interrogazione sull'essenza e sul ruolo sociale dell’uomo a contatto con la necessità storica, convoglia in sé le tesi più proficue dell’intera produzione del filosofo. Non è un caso, infatti, che la soluzione luckácciana rintracci il proprio nucleo tematico esattamente a ridosso di quel concetto di Totalità, categoria-cardine del suo progetto filosofico e ideologico. Unità nella Totalità che – tertium datur – ‘si dà’ , si impone a titolo di superamento d’ogni dualismo giacente al di sotto della coppia antinomica per eccellenza dell’universale-singolare e dell’oggettivo-soggettivo. E’ in tale sede, difatti, che Tibor Szabó rintraccia, ricostruendo l’«originale» operazione di commistione sintetica attraverso la quale Lukács procede alla formulazione della propria teoria (ricorrendo anche a tesi in precedenza severamente criticate) gli apporti più significativi della sua riflessione. Non senza rilevarne opportunamente l’andamento ideologico, l’ingenuità valutativa e il grado di astrattezza, è al tenore delle considerazioni lukácciane sulle nozioni di democrazia, di manipolazione e di critica al totalitarismo, che l’autore riconosce il valore d’insegnamento e un accento contemporaneo. Ne raccoglie l’eco, il Testamento Politico di György Lukács, in appendice al saggio: da «ideologo», non da politico («non mi considero un politico», precisa Lukács) il filosofo - pronunciandosi in merito alla situazione ungherese allora attuale - appronta, con uno sguardo retrospettivo sul trascorso storico stalinista, una esquisse per una teoria e per una auspicata realizzazione di una triplice dinamica di democratizzazione della vita quotidiana, di corretta politica per un lavoro qualitativamente ben fatto e di progressiva opera di culturalizzazione. E’ qui che Lukács lascia scorgere, contro ogni «estetizzazione del passato» e oltre i toni astratti dell’Ontologia, una diversificata e avvertita concettualizzazione del fenomeno lavoro, di una «qualità del lavoro» e di una «cultura di qualità» che, uniche, dovrebbero - desideratum -rivestire il campo della necessità per la libertà umana e assurgere a conditio sine qua non di un’autentica consapevolezza democratica.
2021br. Claudio Cesa, uno dei più importanti studiosi di Hegel, ha chiamato a raccolta i maggiori studiosi del filosofo che, seguendo un metodo rigorosamente storico, ne analizzano e ne descrivono in modo sistematico e completo il pensiero. Un libro per tutti coloro che vogliono accostarsi alla sua riflessione filosofica, utile per chi voglia studiarlo.
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réf. 500021362Ediru 270 pages in8. Sans date. Broché. 270 pages.
réf. 500314936Editions du Puits Fleuri Sans date.
réf. SLIVCN-9782867397738PUITS FLEURI ED.
1956réf. 18894Leipzig, Meiner, 1956. Halbleinen, 8°, 87 S.; -Papier gebräunt, fleckig, gutes Exemplar.
1962réf. 155670Meiner: Hamburg 1962. XVII, 434 Seiten. 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Leinenband. [Hardcover / fest gebunden].
1981réf. 1203895Akademie Verlag Berlin, 1981. 645 S.; 1 Illustr.; 19,5 cm. Originalleinen mit Schutzumschlag.
1981Vorsatz mit handschriftlicher Widmung des Herausgebers an den Rechtswissenschaftler Prof. Heinz Wagner, FU-Berlin. ( " .. dem kleinen Editor eines großen Mannes"). Nur der Schutzumschlag gering lädiert, sonst sauber erhalten INHALT : Grundlinien der Philosophie des Rechts ---- Vorrede von Eduard Gans. ---- Inhaltsverzeichnis. ---- Vorrede. ---- Einleitung. ---- 1. Das abstrakte Recht. ---- Das Eigentum. ---- Der Vertrag. ---- Das Unrecht. ---- 2. Die Moralität. ---- Der Vorsatz und die Schuld. ---- Die Absicht und das Wohl. ---- Das Gute und das Gewissen. ---- 3. Die Sittlichkeit. ---- Die Familie. ---- Die bürgerliche Gesellschaft. ---- Der Staat. ---- Anhang. ---- Abkürzungsverzeichnis. ---- Anmerkungen. ---- Zur vorliegenden Ausgabe. ---- Hegels Rechtsphilosophie in der Zeit ---- Bibliographie. ---- Register. // ... die politischen Fragen sind ausführlich behandelt, und sogar die Wissenschaft der National-Ökonomie hat in der bürgerlichen Gesellschaft ihre angemessene Stellung und Abhandlung gefunden. Ein dritter großartiger, und man kann wohl sagen, der bedeutendste Wert des gegenwärtigen Buches ist, daß dem Naturrecht nicht bloß ein Anfang und eine Grundlegung in einer vorangehenden Wissenschaft, sondern auch ein Ausfluß und eine Mündung in eine nachfolgende gegeben worden. Die bisherigen Naturrechtslehrer hatten übersehen, daß das Naturrecht nicht bloß aufhört, sondern in etwas aufhört, daß wie es vom Boden des subjektiven Geistes ausgeht, es ebenso in die Weltströmungen der Geschichte hineinfällt, und daß ihm als einer mittleren und verbindenden Disziplin nicht bloß ein ab-gebrochenes, sondern ein sich bestimmt verlaufendes Ende erteilt werden muß. Welches ungeheure Schauspiel ist aber diesem Buche als Schluß beigegeben! Von der Höhe des Staates aus sieht man die einzelnen Staaten, als ebenso viele Flüsse sich in das Weltmeer der Geschichte stürzen, und der kurze Abriß der Entwicklung derselben ist nur die Ahnung der wichtigeren Interessen, die diesem Boden anheimfallen. … (S. 5)
1987réf. 124364(Stuttgart-Bad Cannstatt), Frommann-Holzboog 1987. * 181 Seiten, 5 Blatt. 21 x 18 cm. Blauer Original-Leinenband mit Rücken- und Deckelschild. (Spekulation und Erfahrung / Abteilung II: Untersuchungen, Band 6).
1955réf. 2092902139202107Felix Meiner Verlag 1955. Soft Cover. Fine. The book is in fine condition. Felix Meiner Verlag paperback
réf. ria9783737207713_inpPaperback. New. New Book; Fast Shipping from UK; Not signed; Not First Edition; "Die Rechtsphilosophie Hegels ist von den Werken des Philosophen das einzige das er einem besonderen genau begrenzten Unterteile seines Systems gewidmet hat. Die Phänomenologie und die Enzyklopädie behandeln jede unter einem eigentü paperback
réf. ria9783843034142_inpHardcover. New. New Book; Fast Shipping from UK; Not signed; Not First Edition; Georg Wilhelm Friedrich Hegel: Grundlinien der Philosophie des Rechts. Naturrecht und Staatswissenschaft im Grundrisse Zum Gebrauch für seine Vorlesungen Erstdruck: Berlin Nicolai 1820 vordatiert auf 1821. Neuausgabe mit einer Biogra hardcover
réf. ria9783112642290_inpHardcover. New. New Book; Fast Shipping from UK; Not signed; Not First Edition; N/A hardcover
réf. ria9783847843870_inpHardcover. New. New Book; Fast Shipping from UK; Not signed; Not First Edition; Georg Wilhelm Friedrich Hegel: Grundlinien der Philosophie des Rechts. Naturrecht und Staatswissenschaft im Grundrisse Lesefreundlicher Großdruck in 16-pt-Schrift Großformat 210 x 297 mm Berliner Ausgabe 2020 Durchgesehener Neusatz mi hardcover
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1997réf. 20767Berlin Akademie Verlag 1997. 1997. 8vo. x 310 pp. Original French-style pictorial blue wrappers. Text in German. INSCRIBED by the editor to noted Kant and Dilthey scholar Rudolf Makkreel on the half-title page. This is a tight fine book. Inscribed by Authors. 1st Edition. Soft cover. Fine. (Berlin) Akademie Verlag (1997). paperback