Best.-Nr. 8484605221.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
Best.-Nr. DADAX8479532092Urano 0000-00-00. 1. paperback. New. 0.00x0.00x0.00. Buy with confidence. Excellent Customer Service & Return policy. Urano paperback
1940Best.-Nr. 162955New York: Lanz of Salzburg c. 1940. A playful New York fashion catalogue in which the Austrian-Jewish émigré artist Lisl Weil's crisp white-and-blue ornament and lively folkloric figures transform Ernst Bloch's photographic plates into a miniature illustrated wardrobe. Lanz's dirndls blouses aprons and accessories are presented as an idealised vision of Austrian folk culture carefully repackaged for the American market. The catalogue belongs to the earliest phase of Weil's career in the United States. Born Ilse Elisabeth Weisz 1910-2006 in Vienna and later adopted by the merchant Isidor Weil she studied at the Vienna Academy of Applied Arts and began publishing illustrations in Viennese periodicals while still young. Forced to leave Austria after the Anschluss because of her Jewish ancestry she arrived in New York in 1939 where decorative work for Lanz of Salzburg was among her early commissions. She later became a prolific author and illustrator of children's books. Oblong octavo pamphlet 227 x 104 mm. With 12 loose leaves of halftone illustrations from photographs by Ernst Bloch coloured decorations by Weil in white and blue. Original wrappers printed in red white and black on a light blue background two flaps. A little sunned closed tears to flap folds but holding interior advertisements near-fine: overall very good. unknown
1998Best.-Nr. 290165München : A-1-Verl., 1998. 127 Seiten. Mit zahlreichen dokumentarischen Abbildungen. 23 cm Originalbroschur.
1998Best.-Nr. 49782München : A-1-Verl. 1998. 127 S. :zahlr. Abb.. ; 23 cm kart., Softcover/Paperback, Exemplar in gutem Erhaltungszustand
1998Best.-Nr. BN752629München : A-1-Verl. 1998. 1998. Land meiner Mörder Land meiner Sprache : die Schriftstellerin Grete Weil. Hrsg.: Landeshauptstadt München Kulturreferat ; Monacensia Literaturarchiv und Bibliothek / MonAkzente ; 6 Land meiner Mörder Land meiner Sprache : die Schriftstellerin Grete Weil. Hrsg.: Landeshauptstadt München Kulturreferat ; Monacensia Literaturarchiv und Bibliothek / MonAkzente ; 6 Exner Lisbeth und Grete Weil München : A-1-Verl. unknown
1697Best.-Nr. ROD0126210ARMAND COLIN. 1697. In-8. Relié. Etat d'usage, Coins frottés, Dos frotté, Intérieur frais. 228 pages - coiffes abimées - coins emoussés - quelques pages cornées.. . . . Classification Dewey : 372.65-Livre scolaire : langues
1995Best.-Nr. 277182PN. New. 1995. Soft Cover. Date is original print. This is a reprint edition . PN paperback
Best.-Nr. 1792479441-11-1Kendall Hunt Publishing. 10. Very Good. It's a well-cared-for item that has seen limited use. The item may show minor signs of wear. All the text is legible with all pages included. It may have slight markings and/or highlighting. Kendall Hunt Publishing unknown
2021Best.-Nr. SKU0652748Kendall Hunt Publishing 2021-07-22. paperback. New. 8x0x11. New Textbook Ships with Tracking Kendall Hunt Publishing paperback
Best.-Nr. B9781524928421Paperback / softback. New. paperback
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2010ill., br. "La Weil fu un personaggio singolare non solo nelle idee, fuori dai conformismi lo fu anche nella vita, o meglio nella rigorosa tensione a far coincidere vita e pensiero, a confrontare e legare il pensiero e l'esperienza. Dice la sua biografia: 'Aveva il dono di irritare molti e a volte fino al furore, e... continua a irritare ancora'. Simone Pétrement fu sua amica, e ha pagato il debito all'amicizia, al 'miracolo dell'amicizia' così caro all'altra Simone, scrivendone una biografia bellissima, esemplare per onestà e precisione, per partecipe interrogazione sul senso e il mistero di una esperienza eccezionale" (Goffredo Fofi).
1973Best.-Nr. 284263Paris: Fayard 1973. 446/ 526 Seiten. Ln. *gutes Expl.*.
2011brossura Anche in mezzo al deserto ci sentiamo guardati, anche nella solitudine più assoluta possiamo sentire la compagnia di uno sguardo. Il presente studio interroga il discorso filosofico posizionandosi sul suo limite, ascoltando tutto ciò che, dall'esterno, ferisce la sua chiusura. Nel corso di queste pagine la filosofia sarà interpellata da diverse figure marginali: le rovine, l'esiliato, la vittima, il sogno e l'incubo di un umano in cerca di se stesso. Che cosa dicono alla filosofia i loro sguardi, come parlano le loro ombre alla luce della coscienza storica e filosofica? Il tentativo di rispondere implica, da una parte, un'analisi approfondita della mistica, intesa, sulla scorta di Weil e Zambrano, non come fuga dal mondo, ma come trascendenza che si insinua nel suo presente, come fermento di futuro, sempre di nuovo tradito. Dall'altra impone un rinnovamento dello stesso metodo filosofico, il quale, sollecitato dall'esperienza mistica, è chiamato a dispiegare infine una logica capace di ospitare l'Incipit che l'origina, che l'attende nel futuro, e che intanto soggiorna, dimenticato, nelle viscere della storia e delle sue vittime.
Best.-Nr. 0484574191.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
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1993Mm 160x240 "Collection sciences du langage". Brossura originale, 334 pagine. Libro in perfette condizioni, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
2019Nessun filosofo può sottrarsi al rischio di rimanere preda dei paradossi che arriva a vedere e pensare, al rischio di esplodere in volo un attimo dopo averli sfiorati con le proprie ali. Come Kierkegaard testimonia e come Jean Luc Marion sottolinea “un pensatore senza paradosso è come l’amante senza passione, pura mediocrità”. Il pensiero di Simone Weil non può che sottrarsi a qualsiasi sospetto in tal senso: la sua idea di Dio propone paradossi incalzanti cui la sua stessa vita rimase a lungo sospesa e il fatto stesso che per lei Dio possa manifestarsi solo tramite la sua assenza risulta fondamentale per poter comprendere il suo rapporto con la fede cristiana. L’esperienza della sventura ha proprio la prerogativa di rendere “Dio assente per un certo tempo”, un tempo in cui, “bisogna che l’anima continui ad amare a vuoto, o almeno a voler amare, seppure con una parte infinitesimale di se stessa. Allora un giorno Dio le si mostrerà e svelerà la bellezza del mondo, come accade a Giobbe”. La sventura è per la Weil un dispositivo semplice: raduna tutto il male e lo raccoglie in un unico punto per trasfigurare il dolore di cui l’essere umano è capace in una dimensione impersonale. Autori: Gustavo Micheletti.