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1926rif. MPIRIGN1Paris Editions du Sagittaire chez Simon Kra 1926 Petit in-12 broché, couverture beige rempliée, en frontispice, fragment autographe du manuscrit, 98 pp. Edition originale, tirage à 815 exempl., celui-ci un des 775 sur vélin de Rives, n° 695. N° 20 de la collection Les Cahiers Nouveaux.
rif. 577Paris, Editions du Sagittaire, Simon Kra, La Revue Européenne - N° 36, 1928. In-12, broché, 213 pp. Portrait en frontispice.
rif. 15234Paris, Gallimard, 1928. In-12, broché, 213 pp. Portrait en frontispice.
rif. 12444Ed. Mondiales, Paris, 1947; In-8 broché. Premier tirage de la traduction française sur papier d'éditeur après 250 exemplaires sur vélin pur fil. Livre premier des nouvelles de Pirandello.
1928rif. 199349Gallimard 1928 280 pages in12. 1928. Broché. 280 pages.
1964rif. 100099524Gallimard 1964 in12. 1964. Broché.
1950rif. 100119897Nrf Gallimard 1950 in12. 1950. Broché.
rif. Z35701Théâtre Tome 3, Ce soir on improvise, Celle qu'on laisse passer.On ne sait comment Pirandello Luigi.Edition Denoël,1969.IN-8. 352 pp.Broché. Très bon état. Plis légers sur le dos. intérieur propre.
rif. QWA-9698Editions Kra, 1928, in-8 br. (18 x 14), 157 p., E.O tiré à 1530 exemplaires, celui-ci N° 517/1500 sur Vélin (après les 30 exemplaires numérotés sur Hollande Pannekoek), coll. "Carnets Littéraires, Série Cosmopolite n° 5", traduction de Benjamin Crémieux, un dessin-portrait de l'auteur, couverture rempliée, bon état.
Paris, Gallimard, 1928. In-12, broché, 213 pp. Portrait en frontispice. 6ème édition.
In 8o, pp. 246, brossura. Prima edizione, leggere fioriture, difetti al dorso (tracce di colla), firma di proprietà, ma ottimo (08724/LUIGI PIRANDELLO)
In 8o, pp. 284, brossura. Prima edizione, leggere fioriture e tracce di colla al dorso, firma di proprietà, ma egualmente ottimo (08725/LUIGI PIRANDELLO)
1928Volume in 8°, brossura editoriale illustrata, titolo al piatto ed al dorso, frontespizio (firma a pennino), carta di prefazione, 246 pp., carta d'indici. Il quarto volume della serie delle Novelle per un anno nella seconda edizione. In ottimo stato.
Paris, Editions du Sagittaire, Simon Kra, La Revue Européenne - N° 36, 1928. In-12, broché, 213 pp. Portrait en frontispice. Première édition.
1993pp. 193, in 8°, brossura, Biblioteca di Cultura Moderna, 1045. Nuovo.
1929In 16°, br. edit. (strappetti e piccole mancanze), pp. (4),86,(6); buon es., lievemente brunito il bordo delle pp.. (L008) (la spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
1948in-8° pic., pp. 240-(1). Bross. edit. ma conservato solo il piatto ant. con legg. tracce del tempo. Lieve ingiallimento sulle carte interne ancora intonse.
rif. 9782070370634Gallimard
2020ril. Il successo, per Luigi Pirandello, giunse alle soglie della vecchiaia, travolgente, improvviso, forse nemmeno più atteso. E fu un successo planetario, coronato nel 1934 dal premio Nobel per la letteratura. Il frutto tardivo di centinaia di novelle, racconti, romanzi, saggi, opere teatrali rappresentate sui palcoscenici di tutto il mondo. Ma prima? Com'era la vita prima che si alzasse il sipario? Prima che i personaggi diventassero le «maschere» della condizione umana? Prima cioè che Pirandello diventasse Pirandello? Divorato dall'ansia di emergere e disposto ad annientare se stesso pur di vedere riconosciuti il proprio talento e la propria arte, per quarant'anni lo scrittore siciliano non si risparmiò sofferenze e frustrazioni. Lo testimoniano innumerevoli documenti che consentono di seguire il processo della sua creazione artistica, la messa in prova della «vita che si scrive», dell'io che si narra. Impareggiabile, Pirandello si racconta nelle lettere ai famigliari, un universo impastato di affetti, interessi, dipendenze e ricatti, un groviglio di finzioni e menzogne, di desideri spacciati per realtà in cui l'autore comincia a dare un volto e una voce a quei fantasmi della mente che non lo avrebbero mai abbandonato. Attraverso questi documenti - molti dei quali indagati qui per la prima volta - Annamaria Andreoli ricostruisce gli anni della giovinezza dello scrittore, le tappe della sua formazione a Palermo, a Roma, a Bonn, la sua vicenda intima e sentimentale, le spigolosità del suo carattere, i malesseri tormentosi. Poi gli esordi letterari, l'assidua ricerca di un editore, la scrittura a getto continuo di opere straordinarie e tuttavia misconosciute. Il bisogno di denaro, un matrimonio che presto si rivela una prigione infernale, la grigia routine dell'insegnamento all'Istituto Superiore di Magistero, i contrasti con i committenti. E soprattutto il confronto a distanza - soffertissimo - con d'Annunzio, smagliante protagonista della nascente industria culturale italiana, capace di trasformare come d'incanto ogni parola, ogni gesto in un successo senza precedenti. Il confronto si risolverà soltanto dopo la prima guerra mondiale, quando la fama dello scrittore del Caos varcherà i confini nazionali. Ma a quel punto, gravato dall'«obbligo di vivere», della gloria del suo tempo l'artista sembrerà non curarsi affatto. Un'altra, l'ennesima maschera di un autore che più di tutti sembra "uno, nessuno e centomila".
2014Il pianeta Pirandello si presta, nella sua multiforme e complessa struttura, a molteplici scavi nelle più varie direzioni, e continua a offrire possibilità di scoperte e nuove interpretazioni. Angelo R. Pupino torna a occuparsi dell'autore girgentino dopo "Pirandello o l'arte della dissonanza" (2008): e torna a farlo assumendo ancora la prospettiva privilegiata dell'umorismo in quanto sindrome di modernità. Il nuovo volume svolge lucidamente, per nuclei tematici cruciali, una serrata analisi della poetica pirandelliana, quale si desume sia dai testi di finzione che da quelli saggistici, soprattutto dal capitale lavoro del 1908, L'umorismo, qui finalmente preso in considerazione nelle sue due edizioni. Gli scarti tra di esse, significativi e cospicui, documentano la dinamicità di una concezione che, esercitata precocemente d'istinto, andò poi definendosi e modificandosi nel tempo, anche per rispondere alle obiezioni (talvolta non senza fondamento) subito avanzate da Croce. L'originale lettura di Pupino illumina la doppia "anima", ambiguamente filosofica non meno che letteraria, ascritta non di rado a Pirandello. Se infatti egli è piuttosto letterato che filosofo, nondimeno ebbe a compiacersi di esser reputato anche filosofo, pur non possedendone appieno le competenze (da cui le molte riserve sul suo pensiero avanzate al tempo da più parti). Autori: Angelo R. Pupino.
2002Città e campagna, parchi e giardini, luoghi di vivi e luoghi di defunti, reali e simbolici, aperti e chiusi, luoghi di superficie, sotterranei, aerei, cosmici: questo volume passa in rassegna i luoghi che rappresentano la scenografia della narrativa di Pirandello, ed esamina come il Premio Nobel li abbia descritti, o meglio, evocati. Milano, nel "Pascal", appare afflitta da una "triste giornata di novembre", mentre nella novella "In silenzio" è "il Duomo e basta; il Duomo, la galleria Vittorio Emanule, il panettone, e basta". Firenze è evocata dagli Uffizi, Napoli da Chiaia e Posillipo, Venezia è la fine che si avvicina, il Reno simboleggia la terra tedesca.
2018br. Il genere (romanzo storico), il tempo (il risorgimento) e il luogo (la Sicilia) non sono che i punti di contatto evidenti tra "I viceré", "I vecchi e i giovani" e "Il gattopardo". Situato metodologicamente tra la critica tematica e l'analyse du texte, appoggiandosi sulle teorie di Bakhtin (il cronotopo), Curtius (la topica), Hamon (la descrizione), Lotman (lo spazio artistico), questo lavoro focalizza l'attenzione sulla dimensione spaziale in De Roberto, Pirandello e Tomasi di Lampedusa. L'analisi dei micro-frammenti di cui lo spazio è protagonista è presentata in un quadro interpretativo che permette di scoprire come le macro-tipologie di spazi sono utilizzate: la duplicità degli spazi domestici, talvolta antropomorfizzati, polarizza le visioni del reale; gli spazi sacri si trasformano in spazi della politica; i paesaggi naturali, catalizzatori dello sguardo e dell'ideologia, incarnano la svolta storica.
2020br. Di Pirandello e della sua produzione novellistica e teatrale, quella che ha avuto un riscontro di notevolissimo successo, molto si è detto e scritto. Minore interesse hanno suscitato i suoi romanzi e il teatro dei miti. Eppure, per inquadrare appieno la figura dello scrittore, non si può prescindere da essi. Obiettivo del volume è appunto quello di presentarli senza pesi accademici e senza ingombri di erudizione. L'approfondimento è valido e utile sia per chi abbia letto i romanzi e i miti sia per chi voglia accostarsi a essi per la prima volta. Il saggio non si limita a esplicitare trame, intrighi, percorsi psicologici, ma fa emergere il profilo di un Pirandello in un clima di profonda delusione storica ed esistenziale. L'analisi dei testi lo mostra non privo di religiosità e ossessionato dalle false certezze, dai dogmi soffocanti, dalla molteplicità dell'anima individuale. Ampi stralci dell'opera sono stati riportati anche per fare intravedere al lettore la straordinaria singolarità dello stile.
2009brossura Il volume raccoglie gli atti del Convegno internazionale su Pirandello e le metamorfosi del testo, tenutosi nel giugno 2005, nell'ambito del primo Pirandello-festival organizzato dalla Fondazione Luigi Pirandello. L'intenzione degli organizzatori era di affrontare non solo la problematica delle trasformazioni testuali all'interno dell'opera pirandelliana, ma anche le trasformazioni dell'intertesto pirandelliano nelle opere di altri scrittori come evidenziano alcuni contributi su Vitaliano Brancati, Elsa Morante, Antonio Tabucci e Andrea Camilleri e un intervento sulla metamorfosi dell'intertesto leopardiano in Pirandello. Le metamorfosi del testo all'interno dell'opera pirandelliana costituiscono un argomento molto frequentato dalla critica su cui la bibliografia è ormai imponente. Durante il convegno diversi relatori hanno però proposto interventi stimolanti e originali, prendendo in considerazione settori, generi ed aspetti dell'opera pirandelliana finora poco esplorati.