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1956Prima edizione copertina rigida
2010ill., ril. Theodore Géricault, pioniere del Romanticismo francese, pittore, progettista, litografo e scultore, è considerato ancora oggi una delle figure storiche più affascinanti e complesse dell'arte occidentale. Il volume ripercorre la carriera dell'artista e presenta uno studio sulla mitologia romantica che da sempre accompagna Gericault, un "uomo moderno" calato nel contesto storico e sociale della sua epoca. Il volume raccoglie tutte le opere più famose (tra cui La zattera della Medusa) e ne analizza le evoluzioni di stile attraverso numerosi esempi tratti dai suoi straordinari quaderni di schizzi.
2014brossura In questo studio Xavier Tilliette, colui che ha dato forma e legittimità alla cristologia filosofica, scandaglia con agilità estrema e sconfinata erudizione i fondali sterminati del romanticismo. L'ombra del Cristo errante accompagna gli scrittori romantici e nonostante i rintocchi funebri della morte di Dio, il Cristo rimane riferimento sorgivo e sopravvive con tratti molteplici nelle diverse forme della sensibilità romantica. In particolare la confessione a Cesarea di Filippo e soprattutto l'orto degli ulivi sono i due luoghi eminenti della cristologia romantica. Negli autori che si susseguono, da Jean Paul a Hölderlin, da Novalis a Schleiermacher, da Lamartine a Lamennais, da de Vigny a Musset e G. de Nerval, fino ai due romanzieri simbolo, Balzac e Dostoevski, e nella schiera innumerevole di epigoni e autori minori, l'autore rinviene costantemente la traccia di Colui del quale il romanticismo non è riuscito o non ha voluto liberarsi; fosse anche solo come il peso di un'assenza, la tristezza di un non esserci più, il Cristo continua ad albergare il cuore di ogni uomo anche nel secolo cosiddetto della morte di Dio.
2008brossura Il presente volume, ponendo l'attenzione sull'etimologia e sull'evoluzione storico-linguistica della parola "romantico", permette di avere una "base filologica". Il breve excursus sul pensiero filosofico del tempo e quello sul legame Romanticismo/settore scientifico fa partire la vera e propria analisi, che evidenzierà la predilezione per la dicotomia luce e oscurità, rimandando al rapporto fra conscio e inconscio. Il dilagare del movimento interesserà, anche, la pittura, che considererà il paesaggio come rappresentazione dell'unità di materia e spirito.
2018ill., ril. Il volume presenta oltre novanta opere d'arte, tra schizzi, studi, acquerelli, disegni e una selezione di oli, di Joseph Mallord William Turner (1775-1851), famoso per le sue opere a olio e ad acquerello, nonché uno dei più grandi maestri britannici nella pittura di paesaggio, tanto da meritare il soprannome di "pittore della luce" e da essere considerato un anticipatore del movimento impressionista. Conservate presso la Tate Britain di Londra e conosciute oggi come Lascito Turner, le opere provengono dallo studio personale del pittore e sono state "realizzate per suo proprio diletto", secondo la bella espressione del critico John Ruskin: un piacere estetico e visivo che conserva ricordi di viaggi, emozioni e frammenti di paesaggi visti durante i suoi soggiorni all'estero. La monografia curata da David Blayney Brown, uno dei maggiori esperti mondiali dell'artista inglese, permette di esaminare l'intera produzione di J.M.W Turner e di penetrare in modo unico nella mente, nell'immaginazione e nei risvolti privati di uno dei più grandi artisti del romanticismo, che con la sua pittura influenzò più di una generazione di artisti e, appunto, pose le basi per la nascita dell'impressionismo.
2011br. Il volume affronta i seguenti argomenti: Il romanticismo, La musica tedesca nel primo Ottocento, Il quadrifoglio romantico nel pieno Ottocento, La musica tedesca nel secondo Ottocento, Nazionalismo e cosmopolitismo.
2008brossura La collana "Cultura dell'anima" fu ideata da Giovanni Papini e pubblicata da Rocco Carabba dal 1909 al 1938, per un totale di 163 titoli. Dal 2008 la casa editrice Carabba ha deciso di ripubblicare, in ristampa anastatica, nella sua interezza la collana "Cultura dell'anima" in un arco di tempo di cinque anni, con l'uscita di circa trenta volumi annuali. Traduzione dall'inglese di E. Cecchi con una introduzione analitica. «Tra le opere in prosa dello Shelley questa è senza dubbio la più importante e il Cecchi, nella lunga introduzione, mostra come qui il pensatore non sia sempre inferiore al poeta». (G. Papini)
2016ill., br.
2008ill., br. La saggistica sul colore conosce nei primi decenni dell'Ottocento punte di interesse e di diffusione mai più raggiunte in seguito. Riferimenti alle valenze simboliche del colore, ai suoi significati ideologici e persino etici si ritrovano in Novalis, Wackenroder, Tieck, Brentano e Goethe; in filosofi o scienziati come Schelling, Schopenhauer, Steffens, Hegel; in musicisti come Berger e Beethoven; nella cerchia di pittori concettuali come i nazareni di Overbeck e Pforr. Se la Farbenlehre di Goethe è forse il testo più noto di questa stagione, La sfera dei colori (Farben-kugel, 1810) e gli scritti sull'«arte nuova » del pittore romantico Philipp Otto Runge (1777-1810) rappresenteranno ancor più di quelli di Goethe, come scriverà Paul Klee, «un insegnamento imprescindibile per tutta la pittura a venire », incidendo profondamente sulla elaborazione teorica delle avanguardie artistiche degli inizi del Novecento. Le sue pagine, sempre percorse da una fortissima tensione intellettuale e morale, restituiscono i trasporti, le passioni, le utopie del romanticismo tedesco e rivelano la natura essenzialmente letteraria di Runge, testimoniata, oltre che da tutta l'opera pittorica, anche dalle due splendide fiabe (Il ginepro e Il pescatore e sua moglie) da lui composte nel dialetto della Pomerania, che nel 1811 i fratelli Grimm proporranno, nell'appello all'invio di Märchen per la loro raccolta, come archetipo strutturale e linguistico cui attenersi con la massima aderenza. (Carmen Flaim)
2021br. L'indagine presentata in questo volume si basa sull'analisi dei dati raccolti attraverso il programma di ricerca lessicale AntConc. Che cosa apporta il machine learning alla ricerca umanistica? In questo caso il lavoro sul corpus delle opere di Chateaubriand, Lamartine, Hugo ha evidenziato le zone di senso distinte che interagiscono tra sé (co-occorrenze) creando dei reticoli che modificano gli oggetti concettuali e ne alterano le interpretazioni. Ne consegue che la letteratura romantica, nella prosa tanto quanto nella poesia, lascia filtrare le contraddizioni ideologiche più facilmente di quanto non arrivi a fare la saggistica, soprattutto di taglio politico, al cui tenore saldo, coerente - talvolta dogmatico - la letteratura nel suo insieme non manca di contrapporre una disinvolta vocazione conservatrice. È un contro-schema latente nel Romanticismo che il neocattolicesimo dei tre autori qui affrontati fa emergere in maniera evidente.
2021ill., br. La Venere dipinta nel 1830 da Hayez è indubitabilmente una dea nuova e 'moderna': una 'diva', appunto, come saranno chiamate un secolo dopo le stelle del cinema. Essa si distingue dalle sue omologhe create negli stessi anni dal pennello di Natale Schiavoni e dallo scalpello di Pompeo Marchesi proprio per il suo carattere contemporaneo e non retrospettivo. Moderno il corpo, moderni i lineamenti del volto e lo sguardo. Originale e riuscita la sintesi tra retaggio stilistico neoclassico, intemperanze romantiche e prime avvisaglie di realismo. Del tutto nuova quella «visione di sessualità e carnalità radiosa» - per usare le parole di Fernando Mazzocca - che l'artista poté creare grazie a un particolare rapporto di complicità col suo committente. In questo senso, il parallelo più appropriato va istituito con la Paolina Borghese di Canova, la Venere vincitrice, che fu moderna sotto ogni aspetto in mezzo al turbine sociale e politico dell'età napoleonica. Quella di Hayez fu invece la Venere della Restaurazione: pronta a uscire dalla tela per incamminarsi disinvolta nelle strade animate di Milano o nei vicoli angusti di Trento.
2013br. Uno scritto teorico e denso della poesia romantica che ha reso famoso Percy Shelley. Da cosa deve difendersi la poesia in epoca romantica e oggi? Da ciò che è già noto, misurato, squadrato, sostiene Shelley, indicando così in modo ancora poetico e penetrante il campo della ragione. La poesia si nutre dell'ignoto e delle nostre sensazioni a contatto con le nuove scoperte dell'animo. Ma ciò che Shelley propone non è un rifiuto del logos, della speculazione. Ragione e immaginazione collaborano senza sosta, come il braccio e la mente. Ma la ragione è l'ombra, mentre la sostanza, il valore vero delle cose è colto solo dall'immaginazione.
2009ill. La presente pubblicazione è dedicata a uno dei più significativi esponenti dell'estetica del Sublime: Heinrich Füssli (1741-1825). Il suo stile visionario e drammatico trova espressione soprattutto nella pittura di storia e nei soggetti tratti da Shakespeare.
2011ill., br. Il volume ha ad oggetto le variazioni che hanno caratterizzato il rapporto tra l'Uomo e la Morte nella cultura occidentale. Il percorso d'analisi viene portato avanti con un approccio diacronico in una indagine che, pur concentrandosi sull'esame testuale, di concerto si ritaglia spazi per posare lo sguardo anche sulla produzione iconografica. Il testo traccia così la progressiva variazione figurale e letteraria della Morte: da Esiodo all'era romantica, passando per il libro della Genesi. Si rileverà come da una iniziale relazione verticale, caratterizzata dall'adorazione e dal terrore, si giunga ad una relazione progressivamente più allineata su un asse di non-terrore, e infine, in epoca romantica, di familiarità, addirittura di desiderio. Il lavoro, dunque, si propone di registrare la variazione del Segno che alla Morte fa riferimento, sapendo che rintracciare una variazione intervenuta nella Storia del Segno vuol dire, in definitiva, rilevare una variazione intervenuta nella Storia del Pensiero.
2013br. Da quando, nel 1930, è uscito il libro più famoso di Praz, "La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica", l'intuizione critica che lo ispirava è quasi diventata un luogo comune: accade cioè che "chiunque si occupi delle origini della sensibilità moderna ne tiene conto, anche senza aver letto e compreso l'importanza di Praz. È il destino di coloro che hanno ovviamente ragione, ma nulla toglie al fatto che sono pochi i critici cui sia stata concessa un'idea così brillante" (Frank Kermode). E una necessaria integrazione di quell'opera capitale è "II patto col serpente", che svela sin dal titolo il suo cuore nero: come nel quadro di Hans Baldung Grien, assunto dallo stesso Praz a emblema del libro, il serpente tentatore è infatti l'immaginazione, che per il tramite di Eva (la sensibilità) corrompe Adamo (la volontà) svelandole zone più inconfessabili dell'anima e dando così libero corso alla malinconia, alla fantasticheria aberrante e mostruosa, alla perversione, alla nevrosi.
2021br. Il volume esamina la letteratura artistica nell'età compresa tra il 1740 e il 1820. Mentre l'Europa e l'America subiscono profonde trasformazioni politiche, sociali ed economiche, accompagnate da rivoluzioni e guerre che si concludono con la Restaurazione, in campo artistico maturano novità dense di sviluppi. Di questi sviluppi il libro dà conto in modo articolato e approfondito, attraverso una ricca antologia di testi, suddivisi in tredici sezioni tematiche, ciascuna accompagnata da un saggio introduttivo. I brani antologici sono stati scelti in modo da alternare alle voci dei protagonisti più noti quelle di personaggi più oscuri e defilati, ma non meno significativi ai fini di una ricostruzione della cultura dell'epoca.
2017br. Il carteggio fra Goethe e Schiller è uno degli epistolari più rappresentativi della letteratura mondiale. In esso i due giganti della letteratura tedesca si confrontano sui temi letterari ed estetici dell'epoca romantica e del nascente classicismo. Nel decennio in cui si svolge questo intenso rapporto epistolare (1794-1805) i due scrittori affrontano e discutono sul processo creativo delle loro opere più importanti, dal "Wilhelm Meister" al "Faust" per Goethe, dal "Wallenstein" alle poesie filosofiche per Schiller. L'amicizia intellettuale che nasce e viene qui riflessa finirà solo con la morte di Schiller, nel 1805. Introduzione di György Lukács.
2004br. "In una discussione con un amico, il quale faceva consistere romanticamente il genio nella passione, Delacroix sostenne che si debba porlo invece nella fantasia e nella sensibilità che «fa vedere quello che gli altri non vedono». A che titolo dunque Delacroix è un romantico? Non nell'angusta accezione storica del termine: l'amor malato, la letteratura-confessione gli ripugnavano. Ma non siamo ancora noi dei romantici? Romantici in quanto decadenti, e sappiamo che queste definizioni hanno perduto il loro valore limitativo e denigratorio, per assumerne uno positivo. In questo senso Delacroix è veramente un romantico, vale a dire un moderno. Perciò conoscere il suo Diario è anche «mettersi al corrente ». [...] Il Diario di Delacroix pittore non è fatto esclusivamente per i pittori, e non perché vi si parla anche di musica e di letteratura. Delacroix, per parte sua, dichiarò che i suoi pensieri sarebbero stati utili ai filosofi, e non intendeva riferirsi ai professionisti, o per lo meno non a quelli solamente. Egli pensava che nessun libro, anzi, nessuna opera ha il diritto di esistere se non ha in sé una certa filosofia, che è quella, si può aggiungere, senza la quale non ha senso nemmeno nessuna vita. Quello che ha conservato vivo il suo Diario e così «vere» per sempre le sue scoperte è un sentimento: un verace e profondo sentimento della pittura, quello che fece così ricca e appassionata la sua volontaria solitudine." (Dallo scritto di Lalla Romano)
2014br. Un volume utile per lo studio della Storia dell'Arte di Ottocento e Novecento; adatto per prepararsi a interrogazioni, test e all'Esame di Stato e per svolgere approfondimenti. Di tutti gli artisti, le correnti e i periodi vengono offerte utili e chiare sintesi. Numerosi test di verifica e appositi "itinerari" consentono allo studente di affinare le proprie conoscenze e completare lo studio della materia. Il testo è inoltre arricchito da un sistema di rimandi interni e interdisciplinari, con particolare attenzione alla letteratura e al cinema. Argomenti trattati correnti (romanticismo, realismo, impressionismo, espressionismo, avanguardie di primo e secondo Novecento, dalla Pop Art alla nuova figurazione), protagonisti e opere, tavole cronologiche test di verifica.
2020br. «Oltre i limiti, che questi due autori evidenziano, c'è senza dubbio in loro la ferma volontà di preservare il profondo patrimonio antropologico e culturale della loro terra da violenze, le quali, oltre che storiche, potevano rivelarsi anche di altra natura. Tra aperture e chiusure ai grandi maestri delle letterature dell'Est europeo, primi fra tutti i russi, essi mirano ad identificare e valorizzare una immagine della propria terra, che non può e deve essere confusa con altre, artificiali iconografie letterarie. Pur nei termini indicati, essi hanno come obiettivo, accanto alla conquista della libertà dallo straniero, la fondazione di un sistema letterario e linguistico, sul quale impostare un nuovo discorso critico e creativo. Ci sono riusciti? Certamente hanno fatto tutto quello che hanno potuto con purezza e profondità di spirito».
1943in-8°, pp. 237. Bross. edit. con lievi tracce del tempo sui piatti. Note manoscritte a matita e a penna all'interno.
1915In-16° pp. 218, bross. edit. intonso.
1935in-8°, pp. XVIII-243-(2). Bross. edit. Lievi tracce del tempo sui piatti, leggero ingiallimento sulle carte interne. Esemplare intonso.
1928In-16° pp. 202 con 8 tav. f.t. Leg. edity. con lievi tracce d'uso.