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Best.-Nr. 5802Editions Robert Marin, 1950. In-12, broché, 377 pp.
2012Per Italo Calvino ("Perché leggere i classici", 1991) può a buon diritto definirsi un classico quel libro che ha la capacità di "non finire mai di dire quello che ha da dire". Lascito sempiterno, cioè, che sa parlare ad ogni epoca e ad ogni uomo. Deduzione logica è che anche gli autori di simili opere sono a loro volta dei classici. Lo è certamente James Joyce, che si colloca non solo fra i padri fondatori del Modernismo, ma fra gli scrittori più insigni di tutti i tempi. Certo il suo "Ulisse" ha mutato dalle fondamenta il genere romanzo, aprendogli prospettive inusitate, che ancora sono da esplorare per intero, ma anche "Gente di Dublino", il "Ritratto dell'artista da giovane" e l'audacissimo "Finnegans Wake" sono opere che, nelle loro specificità, hanno aperto vie nuove alla narrativa universale. Con un'argomentazione agile quanto rigorosa, si ripercorre la parabola esistenziale e creativa di Joyce, ricostruendo il clima culturale nel quale ebbe ad agire il grande irlandese, rendendo conto delle caratteristiche formali e concettuali dell'intera sua opera, infine individuando gli autori che, tanto in Europa che altrove, lo hanno avuto come modello reale o ideale. Autori: Stefano Manferlotti.
2020br. Quella tra James Joyce e Italo Svevo è stata una grande amicizia letteraria e non solo. Com'è noto, lo scrittore irlandese risiedette a lungo a Trieste dove arrivò nel 1904 e dove conobbe Italo Svevo, più vecchio di lui di una ventina d'anni, autore già a quell'epoca dei suoi due primi romanzi, "Una vita e Senilità", passati praticamente inosservati. Quanto a Joyce, era ancora un giovanissimo scrittore in fieri, e proprio a Trieste concluse il suo esordio poetico "Musica da camera" (1907), il suo libro di racconti "Gente di Dublino" (pubblicato poi nel 1914, dopo quindici rifiuti da parte di altrettante case editrici) e il suo romanzo "Ritratto dell'artista da giovane" (1916). Italo Svevo si rese subito conto di avere davanti a sé uno scrittore eccezionale, e d'altro canto Joyce seppe immediatamente vedere in Svevo il grande scrittore «negletto» che proprio in quegli anni cominciava, in particolare anche grazie ad Eugenio Montale, a riscuotere un'attenzione che per decenni gli era stata negata. Furono poi soprattutto l'"Ulisse" (pubblicato a Parigi nel 1922) e "La coscienza di Zeno" (1923) a consolidare ulteriormente l'amicizia tra i due: sarà Joyce stesso a promuovere il capolavoro di Svevo presso alcuni dei maggiori critici francesi, mentre Svevo sarà tra i primi, in Italia e non solo, ad esaltare e a cogliere tutta l'importanza e tutta l'originalità del grande romanzo di Joyce, «perché una sola linea di una pagina dell'"Ulisse" basterebbe a rivelare da quale penna fluì». Proprio l'"Ulisse" è al centro della conferenza che Svevo dedicò a Joyce al circolo de «Il Convegno» l'8 marzo 1927 e che - dopo il fondamentale saggio introduttivo di Alessandro Gentili - apre questa nostra raccolta di scritti sveviani dedicati al grande scrittore irlandese: tra ricordo autobiografico e analisi delle opere (tra le quali fanno già capolino i primi abbozzi del Finnegans Wake), Svevo traccia una sua ammirata lettura del "fenomeno" Joyce, non rinunciando mai a quel suo tono ironico e disincantato che i suoi lettori conoscono bene. Ma anche altri scritti completano il nostro volume, e in particolare due importanti frammenti di uno studio su Joyce che doveva approfondire e ampliare i contenuti della conferenza, rimasto poi incompiuto, nonché un interessante articolo sulla "Triestinità" di James Joyce apparso su «Il Piccolo di Trieste» il 1°maggio 1926. Né poteva mancare l'intero scambio di lettere tra questi due grandi protagonisti, grazie alle quali il lettore potrà imbattersi nell'inglese di Svevo e nell'italiano, e persino nel colorato triestino, di James Joyce.
1968Best.-Nr. 4196New Haven: College & University Press 1968. First edition. 206 pp w/index. Near fine in near fine price-clipped dust jacket. New Haven: College & University Press unknown books
1987Best.-Nr. lit6286mBroché, 518 pages, 12,5 x 19,0 x 2,7 cm, paru le 25 mai 1987 chez Gallimard, quelques marques d usages peu signifiantes, livre quasi neuf.
1994Best.-Nr. A116gFrankfurt/M, Suhrkamp Verlag 1994. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 4°, 111 S., 1. Auflage, entworfen und gestaltet von Bob Cato, mit einer Einführung von Anthony Burgess, »Kein Wunder, daß Künstler, Fotografen, Bildhauer, auch Karikaturiste Bilder von Joyce, von seiner Familie und seinen Kollegen schufen. Das Buch ist ein Dokument ihrer Faszination durch Joyce und von des Iren ungebrochener Wirkung bis in die Gegenwart. Zusammengenommen bilden diese 90 Bilder die umfassendste Sammlung von Joyce-Bildnissen, die jemals für ein einziges Buch zusammengetragen worden ist.«
2012Best.-Nr. UJOYJAM01crMartino Publishing 2012. Fine. Joyce James. James Joyce : Collected Poems. Mansfield Centre Connecticut: Martino Publishing 2012. 63pp. 8vo. Paperback. Book condition: Near fine. Martino Publishing paperback books
1977Best.-Nr. 29618Frankfurt am Main : Suhrkamp 1977. 281 S. ; 19 cm, mit Schutzumschlag Pp., gebundene Ausgabe, Hardcover/Pappeinband, Exemplar in gutem Erhaltungszustand
1994Best.-Nr. 46323München : Beck 1994. 352 S. ; 23 cm kart., Softcover/Paperback, Exemplar in gutem Erhaltungszustand
1992Best.-Nr. 620250Stuttgart ; Weimar: Metzler. 1992. 340 S. 21 cm. Zustand: Sehr Gut, ungelesen; Vorderdeckel hat unten eine min. hellere Stelle (Produktionsfehler); Mit Schutzumschlag; Ppbd.
1957Best.-Nr. 3705Hamburg : Claassen 1957. 375 S. ; gr. 8 Lw., gebundene Ausgabe, ohne Umschlag
19788vo., Second Impression, with photographs throughout; green cloth gilt, gilt back, a near fine copy in unclipped dustwrapper.
1950Best.-Nr. 5982New York: Gotham Book Mart 1950. First Edition Thus. Original Wraps. Very Good in Wraps. First Edition Thus. Original Wraps. A Proceeding of the James Joyce Society delivered at the Meeting of November 18 1948. Minor shelf/edge wear touch of sun at the spine booksellers stamp at the rear else tight bright and unmarred. Blue paper wraps black ink lettering. 8vo. 64pp. Illus. b/w plates. Gotham Book Mart unknown books
1991Best.-Nr. 101879Frankfurt a. M. Suhrkamp 1991. 1991. 333 S. und 22 s/w Tafeln, Orig.-Leinen mit Orig.-Umschlag.
2022br. Fu un commento casuale della sorella Eve, nostalgica dei cinematografi di Trieste, a scatenare in Joyce un'inedita frenesia imprenditoriale: a Dublino mancava una sala cinematografica, e lui stesso vi avrebbe rimediato. Senza un soldo, se non quelli spesi per l'alcol, Joyce si mise alla ricerca di finanziatori. E li trovò. A fine ottobre affittò un edificio al 45 di Mary Street e due mesi dopo il primo cinematografo dublinese, il Volta, aprì i battenti. Ma l'avventura, purtroppo, non andò come aveva sperato. Una nuova pagina nella storia di James Joyce, in cui si racconta anche il rapporto tra il cinema e le sue opere: riuscirà il grande schermo a riprodurre la ricchezza e la voluttuosità della prosa joyciana senza che il film si riduca a mere e asciutte «citazioni dal libro con diapositive»?
2022Fu un commento casuale della sorella Eve, nostalgica dei cinematografi di Trieste, a scatenare in Joyce un’inedita frenesia imprenditoriale: a Dublino mancava una sala cinematografica, e lui stesso vi avrebbe rimediato. Senza un soldo, se non quelli spesi per l’alcol, Joyce si mise alla ricerca di finanziatori. E li trovò. A fine ottobre affittò un edificio al 45 di Mary Street e due mesi dopo il primo cinematografo dublinese, il Volta, aprì i battenti. Ma l’avventura, purtroppo, non andò come aveva sperato. Una nuova pagina nella storia di James Joyce, in cui si racconta anche il rapporto tra il cinema e le sue opere: riuscirà il grande schermo a riprodurre la ricchezza e la voluttuosità della prosa joyciana senza che il film si riduca a mere e asciutte «citazioni dal libro con diapositive»? Autori: Marcello Fanfoni.
1977Best.-Nr. 9025892New York: Random House 1977. 1st. Hardcover. Very good. Edited translated and introduced by Louis Berone. Spine is a bit sunned. Random House hardcover books
1977Best.-Nr. 20658New York: Random House. Near Fine in Near Fine dust jacket. 1977. First Edition; First Printing. 1/4 Cloth. 0394409906 . An attractive first edition/first printing in Near Fine condition very slight fading to board edges and spine in alike gently rubbed dust-jacket. From the collection of Betty Anderson legendary art director of publisher Knopf in the late 20th century as evidenced by her small and unobtrusive inventory number; This book is a translation of excerpts from Joyce's notebooks and letters that were written while he was in Padua from 1912 to 1913. The book provides a fascinating look into Joyce's mind and creative process while he was in Italy.; 8vo . Random House hardcover books
1977Best.-Nr. 39926NY: Random House 1977. First edition. 146 pp. Top edge dusty else near fine in near fine dust jacket. Two previously-unpublished essays by Joyce composed as part of an examination for a teaching position in the Italian school system in 1912. NY: Random House unknown books
1993Best.-Nr. 80798[Reinbek (bei Hamburg)] : Rowohlt 1993. [17. Aufl.], 78. - 80. Tsd. 184 S. : zahlr. Ill., 1 Notenbeisp. ; 19 cm Taschenbuch 0
1962Best.-Nr. 508209No Place: The Georgia Review 1962. Softcover. Near Fine. First edition. Offprint. Reprinted from The Georgia Review Volume XVI Number 4 Winter 1962. Large octavo. 4pp. Stapled white printed wrappers. Prints the text of a letter from James Joyce to his maid Mary Kirn written on August 30 1911. A near fine copy. The Georgia Review unknown books
1991Best.-Nr. 41112Columbus: Interanational James Joyce Foundation 1991. 6 pp. Very good plus. Annouces the 13th International James Joyce Symposium describes sessions and presents other news to the JJ community. Columbus: Interanational James Joyce Foundation unknown books
Best.-Nr. Z45250FLWBroché état correct .Contenu propre .Couverture abîmée . Nom au stylo en page de garde . 1957.191 pages . PHOTOS SUR DEMANDE
Best.-Nr. 3206631970. Silver print on medium paper stamped. 14 x 11 inches. Fine. Silver print on medium paper stamped. 14 x 11 inches. Photographed in Berenice Abbott's Paris studio the iconic image of Joyce wearing a hat. According to Abbott who relied on natural light for her Paris portraits of the 1920s Joyce wore the hat because of the extreme sensitivity of his eyesight. unknown books
1979Best.-Nr. 504493Tulsa Oklahoma: University of Tulsa 1979. Softcover. Near Fine. Periodical. Octavo. 114pp. Printed white wrappers. A fine copy. Spine tanned else fine. Essays by Carole Brown M. Honton S. Benstock and more. University of Tulsa unknown books