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Quando Oscar Wilde fu rilasciato dalla prigione nel 1895, decise di trasferirsi a Napoli sperando che "capolavori di carne e marmo" gli fossero d'ispirazione per la sua ripresa come scrittore. Per Wilde, l'Italia significava molte cose: mitologia, cultura ellenistica, bellezza, storia; ma anche, negli ultimi anni della sua vita, un luogo popolato da bei ragazzi, come quelli fotografati dal Barone Wilhelm von Gloeden, dove poteva vivere apertamente la sua omosessualità e continuare a creare. "Oscar Wilde. Il sogno italiano" è l'insolita ricostruzione di un periodo poco noto della vita leggendaria di un'icona contemporanea. Introduzione di Philip Kennicot. Autori: Renato Miracco. Curatori: Francesca Mazzei, Antonio Ferrieri. Prefazione: Philip Kennicot.
ill. Le autrici presentano in questo testo, come in una galleria, parodie e caricature ispirate al personaggio Wilde e alla sua opera: a cominciare dai contemporanei per arrivare a oggi, le riscritture wildiane sono innumerevoli e costituiscono altrettante maschere del Dandy più famoso della fin-de-siécle.
br. Il presente studio si propone di delineare un nuovo Oscar Wilde meno "popolare", ma a tratti più originale. A questo scopo sono prese in considerazione opere forse meno conosciute, ma non per questo di minor valore, attraverso chiavi di lettura che appartengono al contemporaneo dibattito filosofico. Tale analisi vuole approdare alla definizione di un pensiero wildiano diverso dal classico Estetismo, alla luce dell'odierno dibattito sull'Estetica del quotidiano, un orientamento filosofico fondato sulla bellezza della semplicità. Oscar Wilde ha infatti vissuto un'esistenza travagliata e complicata sul piano personale, ma quella intellettuale è sempre stata impregnata di bellezza nella volontà di vivere ogni giorno all'insegna del gusto, dell'eleganza e dell'estetica.
ill., ril. Una volta, si dice, Oscar Wilde rifiutò un medicinale per via del suo colore «marrone sporco»: per convincerlo a curarsi, il farmacista dovette sostituirlo con un flacone di bellissimo liquido «rosso-rosa» e pastiglie che «splendevano come l'oro». Un'altra volta, agli amici preoccupati per il suo pallore mattutino rivelò, esausto: «Il fatto è che ieri ho colto una primula in giardino, dopo stava così male che ho dovuto passare la notte sveglio al suo capezzale». Il più classico dei problemi per un biografo è trovarsi con poco materiale di partenza. Ma esiste un altro, speculare problema: averne fin troppo. Così è per Wilde, di cui già in vita si moltiplicavano aneddoti, battute, aforismi, fanfaronate, miti e leggende: riverberavano dalle colonne dei giornali al cicaleccio dei circoli letterari, si amplificavano di bocca in bocca in una gara a chi la sparava più grossa, gara che spesso era vinta da Oscar stesso, suo primo mitologo e ufficio stampa, creatore del personaggio che si trovava a impersonare ogni giorno, fino a restarne forse imprigionato. Un paradosso? Certo, ma per chi aveva eletto il paradosso a stile e l'ironia ad arma non restava che vivere una vita all'altezza: genio della commedia, si ostinava a scrivere tragedie; dandy di natali aristocratici, si dichiarava a favore di un individualismo "socialista"; dissacratore di ogni autorità e norma morale, si appellò alla legge per proteggere la relazione con Lord Alfred Douglas, dando così inizio al processo che avrebbe decretato la sua rovina; mattatore dei più eleganti salotti, precursore del futuro culto della celebrità, morì solo e dimenticato - al funerale si presentò appena una manciata di persone. A lungo i biografi sono rimasti vittima di questo incantesimo: non riuscendo a districare in lui la vita dall'opera, anche perché in un'opera d'arte suprema aveva trasformato la vita stessa, hanno schiacciato l'una sull'altra, confondendo i piani e faticando a restituirci la verità dei fatti. Riportando alla luce nuovi documenti, tra lettere inedite e atti del processo, Matthew Sturgis penetra nella complessità romanzesca del tardo Ottocento attraverso una delle sue personalità più geniali e discusse.
br. Un'esistenza che fu davvero un romanzo, narrata non da un accademico né da un giornalista ma da un attore e regista che affianca alla classica biografia uno studio sulla complessa personalità di Oscar Wilde. Introduzione di Fiorenzo Fantaccini.
br. Quando Oscar Wilde fu processato sapeva di infrangere la legge, ma sapeva anche di essere dalla parte del giusto, dell'amore. Era indecente, certo: ma cos'è l'indecenza? Per rispondere a questa domanda Wilde torna oggi sul banco degli imputati di un processo immaginario per sottoporci con forza una riflessione: esistono valori universali, come l'amore, che possano essere postulati come superiori alla voce della legge?
br. Allan Percy raccoglie 99 perle di saggezza da qualcuno che, proprio a causa della sua esistenza incentrata sui piaceri, ben conosceva gli estremi dell'animo umano. E trasferisce questi messaggi alle situazioni di tutti i giorni per insegnarci a superare i momenti di sconforto e affrontare con spirito ogni difficoltà. Brillante scrittore, drammaturgo e polemista, Oscar Wilde è considerato il più grande autore di aforismi della storia moderna. I suoi pensieri incisivi, arguti e ricchi di humour ci accompagneranno in un viaggio alla scoperta di noi stessi. Pagina dopo pagina, passando dai toni leggeri del dandy alle passioni più tormentate del ribelle, emergerà una visione del mondo che esalta il valore dell'individuo, della sua unicità e insieme della bellezza - che aspetta solo di essere rivelata - della nostra vita.
br. Per millenni e millenni, gli esseri umani l'hanno chiamato "Dio". Poi ha preso anche altri nomi: "Nazione", "Classe", "Razza". Oggi molti non si riconoscono più in queste forme religiose o politiche, e tuttavia continuano a inseguire l'assoluto. Una delle strade che si possono intraprendere in questa ricerca è l'arte, l'aspirazione alla bellezza. Al centro della vita di Oscar Wilde, Rainer Maria Rilke e Marina Cvetaeva c'è proprio questa ossessione: questi tre grandissimi scrittori non si sono accontentati di creare opere d'arte sublimi, ma hanno posto la loro intera esistenza al servizio del bello e della perfezione. Fino alle estreme conseguenze: per Wilde, questo ha portato alla decadenza fisica e psichica; Rilke ha avuto come compagna costante la depressione; la Cvetaeva è arrivata addirittura al suicidio. Tzvetan Todorov racconta i loro destini, così appassionanti e tragici. E si interroga sul senso più profondo della loro esperienza di "avventurieri dell'assoluto". Per chiedersi in che cosa consista davvero una vita bella e scoprire il segreto dell'"arte della vita".
br. Un volume che espone in modo nuovo e originale la vita, la personalità e le opere di un grande scrittore della letteratura inglese. Di ciascuna opera è trattato il contenuto attraverso ampi e approfonditi riassunti, dei quali vengono evidenziati i motivi ispiratori e gli elementi stilistici; il tutto presentato in forma schematica per facilitare l'apprendimento e per memorizzare.
1908réf. 115366Wien und Leipzig, Wiener Verlag (1908). * Mit 26 Tafeln und Faksimiles. 245 S., 1 nn. Bl.; 213 S., 1 nn. Bl. 18,5 x 13 cm. Weinrote Original-Leinenbände (gering berieben) mit goldgeprägten Rückentiteln und Deckelvignetten sowie reicher Rückenvergoldung, gemusterten Vorsatzpapieren und Goldschnitt.
1925réf. 113220Berlin, S. Fischer 1925. * Mit 3 Bildtafeln. 464 S., 2 nn. Bl. 22,5 x 15 cm. Original-Halbleinenband mit goldgeprägtem Rückentitel.
1985réf. 4346Wiesbaden : Ed. Furioso, 1985. Ungez. [51] S. Überw. Ill. 4° quer. Ringordner Mit 19 montierten Farbfotografien d. ausgestellten Bilder.
2002réf. 44498Stuttgart: Kosmos, 2002. 124 S. zahlr. Ill. 8°. Bibl.- Einbd. (Praxiswissen Hund)
1954réf. 78503New York, Aldus Book Company 1954. 326 numerierte Exemplare 126 S., 25cm Leinen 0
1997réf. 132262Frauenfeld: Waldgut Verlag, 1997. 277 S. ; 22 x 15 cm ; kart. ;
2014réf. 132228Gockhausen: Wörterseh Verlag, 2014. 188, [32] S. ; 21,5 x 14 cm ; Pp. ;
2011réf. 132224Gockhausen: Wörterseh Verlag, 2011. 191, [32] S. ; 22 x 14,5 cm ; Pp. ;
réf. 132238Hamburg: KJM Buchverlag, 2020. 140 S. ; 22 x 15 cm ; Pp. ;
réf. 132226München: Verlag C.H. Beck, 2020. 207 S. ; 22 x 14,5 cm ; Pp. ;
2006réf. 132236Hamburg: Murmann Verlag, 2006. 285 S. ; 21 x 15,5 cm ; Pp. ;
réf. 132230Gütersloh: Gütersloher Verlagshaus, 2017. 237 S. ; 22 x 14,5 cm ; Pp. ;
2010réf. 36960Innsbruck : Wagner, 2010. zahlr. teilw. farb. Abb., 189 S. : Gr.-8°, ill. OPp.
1925réf. 0297Potsdam, Kiepenheuer, 1925. 120 S., 1 Bl. OBroschur.
2000réf. 283846FfM: Insel 2000. 343 S., Kart.mS *Im Fußschnitt gestempelt, sonst neuwertig*.