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1925ref. 582503München: Langen. 1925. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt, leicht wellig (Innen); Einband (Außen) hat leichte Gebrauchsspuren; Kopfschnitt in Farbe, unten rechts min. bis gering angestaubt; Buchrücken ist gering bis leicht lichtrandig; Lederbereicht könnte berieben sein; Bd.,1. Unterer Kapital ist gering berieben; Bd., 2: Hinterdeckel ist gering gebogen; Bd., 3: Hinterdeckel ist unten gering bis leicht berieben; Teil: 1, Gedanken und Satiren / 1147 S. ; Teil: 2. Quintus Fixlein / 1031 S. ; Teil: 3. Titan. Flegeljahre / 1304 S. ; Teil: 4. Feldprediger Schmelzle.../ 969 S. ; Gekürzte Ausg. Halbleder Grün
1885ref. 317197Berlin: Issleib. 1885. 100 S. 21x13 cm. (II : vorderer Deckel etwas fleckig, gutes Exemplar) - ZUSTAND : Betrifft nur die Bücher mit der Nummer 300000 bis 330000 (II) gut erhaltenes Exemplar, auffällige kleine Mängel, die den peniblen Sammler stören könnten, sind angegeben. OHLwd
1935ref. 14869BBerlin:, Selbstverlag., (1935). 143 S. Original Leinwand mit Rücken- und Deckeltitel. Einband etwas angestaubt, Schnitt unten etwas stockfleckig, sonst in gutem Zustand.
1968ref. 32609BBerlin:, Dieter Stollenwerk., (1968). 20 x 14,5 cm. 42 S. Original Englische Broschur mit Rücken- und Deckeltitel. Blockbuchbindung. 1. Auflage. Stärker lichtrandig, Kapital leicht bestoßen. Sonst guter Zustand.
1861ref. 24371BTrier:, Lintz., 1861. 256 S. Pappband. Sehr stark berieben und beschabt, Rücken fehlt. Bibliotheksexemplar mit Stempel auf Titel "Belletristischer Verein Rodenkirchen". Ein- und ausgangs stärker wasserfleckig und -randig. Buchblock insgesamt noch akzeptabel.
1986ref. 14878BBBerlin, Dirk Nishen Verlag (= Literarische Tradition), 1986. gr.8°, insg. 938 S., original Pappband mit dem original Büttenpapier-Schutzumschlag, ordnungsgemäß ausgeschiedenes Bibliotheksexemplar mit den üblichen bibliothekarischen Stempeln und Vermerken in sehr gutem Zustand - wirkt ungelesen.
1860ref. 4648CLeipzig, Teschen:, Prochaska., [ca. 1860]. ca. 26,5 x 18 cm. 424 S. Original-Leinwand mit reliefgeprägtem goldgeprägtem Rückentitel und reliefgeprägtem üppig geschmücktem Deckel. Mit marmoriertem Dreikantschnitt. Zweispaltig gedruckt. Einband etwas berieben und fleckig. Mit handschriftlichem Eigentumsvermerk auf Vorsatz. Papierbedingt stark gegilbt. Papier teilweise fleckig. Sonst noch guter Zustand.
in-12, 161 pages, broché, couv. Dos passé, adhésifs aux coiffes sinon bon exemplaire. [GAL-AT] .
1967ref. 21286BNeuwied, Berlin:, Luchterhand., (1967). 67(2)S. Original Englische Broschur mit illustriertem Rücken- und Deckeltitel. [2 Warenabbildungen] Einband leicht berieben, sonst in gutem Zustand.
1976ref. 4467CBerlin:, Hoffmann., 1976. ca. 21 x 14,5 cm. 70 S. Original-Kartoneinband mit illustriertem Rücken- und Deckeltitel. 1. Auflage. Einband leicht lichtverfärbt, leichte Gebrauchsspuren. Mit signierter, datierter Autorenwidmung auf Vorsatz. Sonst guter Zustand.
2010ref. 792495Aachen: Rimbaud. 2010. 107 S. 21 cm. Zustand: Gut (Innen); Kleiner Schrifteintrag vor dem Titelblatt; Einband (Außen) hat leichte Gebrauchsspuren; Vorderdeckel ist unten leicht fleckig; Ppbd.
2010brossura «A differenza di altri critici portati all'applicazione della giustizia sommaria in ambito letterario, Giuseppe Bonura non invocava mai la regola del "non l'ho letto e non mi piace". Leggeva tutto, al contrario, specialmente quello che prevedeva non gli sarebbe piaciuto. Leggeva nella speranza di essere smentito, di scoprire che un narratore era cresciuto oppure che un critico aveva meglio focalizzato interessi e metodo di lavoro. E leggeva nel timore di essersi sbagliato, di aver operato un'eccessiva apertura di credito nei confronti di un autore che, invece, si era affrettato a capitalizzare la propria reputazione in chiave commerciale. Di tutti i peccati che in letteratura si possano commettere, l'unico che Bonura non era disposto a perdonare era infatti l'asservimento (intenzionale o, peggio ancora, involontario) alle regole del mercato, l'omologazione a un modello di intrattenimento "aeroportuale", il ricorso peloso alla ruffianeria e al compiacimento. Gli articoli raccolti in questo libro apparecchiano un dossier vasto quanto sorprendente, nel quale, pur ricorrendo frequentemente la stroncatura - un'arte oggi assai poco praticata, che Bonura sapeva rendere con sferzante ironia - non mancano gli esercizi di ammirazione, né le ammissioni di lealtà e valore pur in un contesto di aperto dissenso. Una lezione di "critica militante" esemplare e rara in questa società dove, anche e più che mai fra scrittori, vige il "politicamente corretto"».
2017br. L'immagine di Elizabeth Jane Howard è associata a quella della l'emme fatale: l'incedere altero, l'eleganza aristocratica che le donne di ricca estrazione riescono a esibire in ogni circostanza senza risultare fuori luogo. La sua infanzia fu tormentata dalla depressione della madre e dalle molestie da parte del padre, e da giovane cercò la propria emancipazione attraverso la carriera di attrice, ma vide il suo sogno infrangersi con il matrimonio e l'arrivo della guerra. Si diede quindi alla narrativa. Nei suoi romanzi, Howard rappresenta con precisione etologica e con la disinvoltura conferita da una lunga esperienza le dinamiche matrimoniali, le sottigliezze dei rapporti sentimentali, le sfumature e le contraddizioni dell'amore che solitamente si impiega un'intera esistenza a cogliere nella loro interezza. Eppure, se si guarda alla sua vita privata, è difficile cogliere tracce sia della sicumera sfoggiata nel portamento, sia della perspicacia riversata negli scritti. Il suo contegno era un paravento dietro il quale celare la propria profonda insicurezza, il suo sentirsi fuori luogo in ogni situazione, specialmente nei ricevimenti della buona società. La sua vita sentimentale fu un'infilata di matrimoni catastrofici - l'ultimo dei quali, il terzo, con Kingsley Amis - intervallati da legami sentimentali e avventure rapsodiche, rosicchiate dalla frustrazione, spesso umilianti. Mentre era in vita il suo lavoro di scrittrice venne adombrato e ostacolato dall'ego e dalle insistenti richieste degli uomini che le stavano accanto; solo di recente è stata riscoperta come una delle autrici più importanti del Novecento inglese, e i cinque volumi della saga dei Cazalet (da cui il produttore di Downton Abbey trarrà una serie tv) sono la sua opera più imponente.
2021ill., br. "Taccuini del deserto" nasce da un lungo soggiorno dell'autore nel deserto californiano del Mojave e dal deserto, luogo dove tutto inizia e finisce, trae uno sguardo inedito e assolutamente affascinante su quanto l'umanità sta vivendo in questo momento storico "in cui tutto, compreso il tempo, sembra sull'orlo del collasso": una crisi irreversibile e sempre più profonda alla quale sembra non esserci rimedio se non la fine della nostra civiltà. E proprio dal deserto, simbolo al tempo stesso di morte e di trascendenza, che "ti fa arretrare e mette l'eternità in primo piano", Ben Ehrenreich prende le mosse per riflettere su cosa significhi l'idea di "fine dei tempi" non solo per la nostra civiltà ma anche per quelle che ci hanno preceduto. Come affrontare dunque l'Apocalisse ora che il tempo, suggerisce l'autore, sembra essersi annodato su se stesso? E cosa ci insegna la fine di intere civilizzazioni quali per esempio quella dell'antico Egitto e dei Maya? Passando dalla mitologia alla scienza, dalla storia delle religioni alla politica, dalla cosmologia all'antropologia e al racconto autobiografico, "Taccuini del deserto" affronta il senso più profondo e riposto dell'essere vivi qui e oggi, sospesi in un tempo di assoluta incertezza ma che ci pone problemi e domande non troppo dissimili forse da quelli che altre civiltà prima di noi hanno affrontato, sopravvivendo in modi nuovi oppure scomparendo per sempre.
2018br. Questo saggio intende approfondire alcuni aspetti della personalità umana e artistica di Georges Simenon e di Federico Fellini attraverso la particolare prospettiva offerta dal loro incontro e da un rapporto essenzialmente epistolare durato trent'anni. La corrispondenza, non come genere letterario, ma come testimonianza dell'elaborazione di un pensiero che si dice, o che si svela, grazie alle sollecitazioni, alla comprensione, alla complicità dell'altro, getta così squarci di nuova luce sul sostrato umano che è alla base di due delle maggiori opere creative del Novecento. Alcune costanti (talvolta alcune ossessioni) emergono sul filo che lega la dimensione biografica all'urgenza espressiva di un dramma umano universale tramite il linguaggio dell'arte: il confronto/scontro con il "fratello", ossia con il proprio altro per antonomasia; la fascinazione e le inquietudini suscitate dalla donna e dal suo mistero; la sofferta appropriazione delle parti oscure di sé, anche grazie alle sollecitazioni che provengono dalla psicoanalisi junghiana. In forme diverse, altrettanti aspetti dell'alterità che proprio il dialogo con un "altro" d'elezione - Fellini per Simenon, Simenon per Fellini consentono di rivelare.
2019br. Inviato in Africa da "Il Corriere della Sera" tra il gennaio e l'aprile del 1939, Curzio Malaparte sbarca a Massaua, visita l'Eritrea e, attraversando il territorio Amara e il Goggiam, arriva ad Addis Abeba. Nel corso di un viaggio lungo circa 6000 chilometri, percorsi in parte a dorso di mulo, partecipa anche alle operazioni militari contro la resistenza anti-italiana, guadagnandosi nella caccia ad Abebè Aregai, il più celebre patriota dell'Etopia centrale, una croce di guerra al valor militare. Nei progetti dello scrittore quel viaggio avrebbe dovuto documentare la creazione in un "paese nero" di un "impero bianco", e celebrare le glorie del regime offrendo a Malaparte una possibilità di riscatto politico dopo gli anni passati al confino. Ma lo scrittore si accorse ben presto che quell'esperienza gli offriva qualcosa di più e di molto diverso: da un lato, la scoperta di un' Africa del tutto inattesa, complessa e affascinante, e dall'altro la testimonianza di una vicenda militare anticipatrice della guerra ormai vicina, ma per gli italiani d'Africa e per lo stesso Malaparte del tutto inattesa.
2019ril. In un'epoca in cui il pensiero complesso è ridotto a slogan e tweet, "L'importanza di ogni parola" è il lascito di una delle più grandi scrittrici della storia americana, un'autrice che ha sempre messo al centro del proprio lavoro la ricchezza del linguaggio e la ricerca della verità. Così, i diversi testi di questa raccolta hanno alla fine un unico filo conduttore, lo smantellamento delle apparenze (l'essere bianchi, l'essere neri, innanzitutto), con la loro natura ingannevole e strumentale. Ignorare quelle etichette, quei pregiudizi, dice Morrison, significa vedere e quindi vivere responsabilmente la nostra comune umanità. Divisi in tre sezioni, gli scritti di Morrison trattano perciò la questione dei diritti umani, e in particolare la figura dello straniero, l'emancipazione femminile, la libertà di stampa, il potere discriminante del denaro, il razzismo. Approfondiscono poi gli aspetti cruciali della cultura: il potere stesso del linguaggio, il ruolo dell'artista nella società, l'immaginazione letteraria, la presenza di una letteratura specificamente afroamericana. Infine spaziano tra i profili di personalità prominenti nel mondo dell'arte. Introdotte da tre testi di grande potenza espressiva - la preghiera per i morti dell'11 settembre, una riflessione su Martin Luther King e l'elogio funebre per James Baldwin - le tre parti sono accomunate dallo stile unico, elegante e cristallino di una donna che ha fatto della vita la sua opera più esemplare.
2017ill., br. Philip K. Dick nacque subito prima del Martedì nero e visse nel corso di un'epoca incredibilmente ricca di avvenimenti per la storia dell'America e del mondo intero, a partire dagli sconvolgimenti della Seconda guerra mondiale, attraverso la guerra fredda e l'assassinio di Kennedy, fino alla guerra del Vietnam, il Flower power e lo scandalo Water gate. La sua vita privata non fu meno densa di avvenimenti. Si sposò cinque volte e visse alla giornata per decenni, vittima di una spiccata instabilità mentale che tuttavia alimentava anche la visionarietà unica e ipnotica dei suoi romanzi e dei suoi racconti. Le storie di Dick - che sul grande schermo hanno dato vita a un cult assoluto come "Blade Runner" e a una decina di altri successi planetari come "Minority Report" o "Atto di forza" - ci mostrano uomini e donne che si dibattono nelle maglie di mondi distopici retti da governi autoritari e regole spietate. Mondi in cui la tecnologia è asservita a oscure esigenze di controllo e di plagio degli individui. Questa biografia ci racconta vita, opere e deliri di uno dei più talentuosi ed enigmatici scrittori moderni. L'unico il cui sguardo profetico sia capace di convincerci che, sì, "ricordare il futuro" qualche volta è un paradosso solo in apparenza.
2016br. A oltre vent'anni dalla morte di John Williams, i suoi romanzi sono amati da milioni di persone nel mondo e considerati fra i migliori esemplari di narrativa americana del ventesimo secolo, tanto che i lettori iniziano a chiedersi: che storia si nasconde dietro a "Stoner"? Chi è l'uomo che scrisse questo romanzo perfetto? «A volte basta guardare una persona per sapere quanto sia stata interessante la sua vita», osserva Anne Marie Candido, la curatrice delle carte di John Williams. E con il tempo il volto dello scrittore si era riempito di rughe, segni inequivocabili di una vita piena e sofferta e di una quotidiana ed estenuante lotta per essere riconosciuto come romanziere. Probabilmente con "Stoner" Williams ha voluto esorcizzare la sua paura di morire nell'anonimato, come accade al protagonista del suo capolavoro: un ragazzo di campagna del Missouri che diventa professore, si accontenta di una vita senza scossoni e mantiene un atteggiamento di passiva e serena accettazione per tutto ciò che accade. Williams invece è il contrario: anch'egli di estrazione contadina, procede ostinatamente in salita e non demorde. Il romanziere e il suo doppio sono entrambi infelici ma, se "Stoner" è un tipo accomodante e comprensivo, Williams ha invece un carattere impossibile ed è ossessionato da un unico pensiero: essere preso sul serio come artista. Il paradosso che gli si para davanti è che, proprio quando la strada si spiana e il suo talento pare trovare il pubblico riconoscimento, lui non ha più molto da dare e da dire: ha già speso le sue energie migliori e si richiude in una spirale di autodistruzione, tra alcol, fumo e risentimento nei confronti del mondo letterario e di quello accademico. Attraverso una biografia meticolosa, coinvolgente e ben scritta, possiamo finalmente scoprire chi è l'uomo che sta dietro a un'opera straordinaria come Stoner, ma anche ad altri tre ottimi romanzi, "Nulla, solo la notte", "Butcher's Crossing" e "Augustus", con il rimpianto di avergli riconosciuto la gloria troppo tardi ma con la consapevolezza di aver scoperto un piccolo e discreto eroe dei nostri giorni.
2003br. Opera di primo piano della storiografia romana, gli Annali di Tacito, in 18 libri, era divisa in tre esadi dedicate la prima a Tiberio, la seconda a Claudio e Caligola e la terza a Nerone. Attraverso le pagine del grande scrittore prendono vita le vicende dei primi imperatori, i loro scandali, i delitti e le sanguinose congiure dinastiche della famiglia Giulio-Claudia.
2015br.
2022br. Nel 2003, sull'isola di Flores, fu portato alla luce lo scheletro di un ominide destinato a riaccendere il dibattito sulle origini e l'evoluzione della nostra specie: l'Homo floresiensis risultava infatti alto poco più di un metro e dotato di una massa cerebrale estremamente ridotta. Una nuova specie, oppure un passo indietro nell'evoluzione? O forse un caso di nanismo, in una particolarissima area geografica dove sono state rinvenute ossa di rettili e cicogne giganti e di elefanti nani? Stuzzicato nel suo formidabile fiuto per le grandi storie, Westerman si immerge in un'indagine che lo porta dalle sponde della Mosa alle isole dell'Indonesia, sulle tracce dei nostri antenati. Presto, però, la questione delle origini si rivela elusiva, troppo disputata tra grandi paleontologi e scuole di pensiero, con i dibattiti scientifici spesso viziati da rivalità personali, prestigio internazionale e rancori postcoloniali. E la domanda su chi fosse l'uomo di Flores lascia spazio a interrogativi più disturbanti e urgenti: cosa ci rende geneticamente umani? Come è cambiata nel tempo la risposta a questa domanda, dalla paleontologia degli esordi alle tecnologie di oggi?
2015ril. Il 29 febbraio 1944 Ulisse, squadrista, membro di un direttorio del fascio, viene ucciso dai Gruppi di Azione Patriottica. Pochi mesi prima erano morti i sette fratelli Cervi, fucilati dai fascisti. Il 16 marzo 1961, diciassette anni dopo, il gappista Soragni, nome di battaglia Muso, sarà vittima dell'odio covato nel tempo da un compagno militante e amico, assieme a lui responsabile dell'uccisione di Ulisse. La storia è lineare solo quando scegliamo di raccontarla cosi, ma gli eventi si affastellano in un ordine che, quando ti riguarda da vicino, non è necessariamente quello cronologico. Cosi è per chi cerca di capire le ragioni del sangue, quando il sangue degli oppressori si mescola a quello degli oppressi. E l'eco di quegli spari accompagna Massimo Zamboni nella sua indagine attraverso due secoli per ricostruire una storia che lo riguarda molto da vicino, anche se gli è stata sempre taciuta. "Di mio nonno, due sole cose possedevo: il nome, Ulisse, che io porto come secondo, e che sempre ho dovuto considerare come un intruso, una parte sconosciuta di me; e una giacca, un tessuto ruvido di lana, il nero orbace della sua divisa autarchica. Niente di più, prima di questo libro". Questa indagine lo porta a respirare polvere negli archivi cercando di decifrare le calligrafie ostili dei registri parrocchiali; lo porta sulle colline reggiane a intervistare i superstiti; lo porta sulla tomba dei fratelli Cervi - sette, come sette erano i fratelli B*, l'agiata famiglia a cui apparteneva il bisnonno Massimo.
1921ref. 113523Wien, u.a: Tyrolia. 1921. 134 Seiten. 24cm. Zustand: Gut min. bis gering gebräunt, gering wellig, selten gering fleckig im Text (Innen); Innenbandbereiche und Vorsatzblätter, gering bis leicht braunfleckig; Einband (Außen) hat geringe bis leichte Gebrauchsspuren; Schutzumschlag fehlt, oder es gibt keinen; Schnitt oben etwas angestaubt, restlicher / Kopffarbschnitt;Schnitt oben etwas angestaubt, restlicher / Kopffarbschnitt;Schnitt oben etwas angestaubt und GOLD / Kopffarbschnitt; Halbpergament