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2018br. In queste lettere emergono vividi tutti gli aspetti della vita di Tolkien: professore attento, filologo meticoloso, scrittore disponibile con i lettori e sprezzante con i critici, geniale inventore di lingue, padre presente e preoccupato, marito devoto, nipote affettuoso. Creatore di una mitologia e di storie che appassionano lettori di tutto il mondo, ma anche uomo del suo tempo, che viveva, conosceva e frequentemente commentava la realtà che lo circondava. Dall'ascesa del nazismo in Germania alla Seconda guerra mondiale, dagli accordi di Yalta alla bomba atomica, i suoi giudizi, spesso velati da riferimenti alle sue storie, sono sempre acuti e interessanti.
2002ref. 14305BBMünchern, der hörverlag (= Reihe: 'Fantasy'), 2002. 12°, 9 original Langspiel-Cassetten, in den 5 original Hüllen mitsamt den original Inlets, ungekürzte Ausgabe, Produktion von SRW und WDR Kassettenhüllen weisen zum Teil wenige, kurze, zarte Kratzspuren auf, sonst und insgesamt sehr guter Zustand.
1946ref. 6407Berlin, SWA Verlag 1946. Broschiert, 8 , 438 Seiten. Einband Gebrauchsspuren, berieben und angeknickt, etwas schiefgelesen.
1951ref. X3810Leipzig, Insel-Verlag 1951. Pappband, 8°, 79 S., 21.-30. Tausend, übertragen von H. Röhl, Insel-Bücherei Nr. 273
2001ref. 13126BBMünchen, Hörverlag GmbH (sowie Gema, WDR, HR), 2001. 12°, 3 original Langspiel-Cassetten, Stereo, Laufzeit 268 Minuten, in der original Box mitsamt original Inlet, sehr guter Zustand.
1972ref. 6500Berlin, Rütten & Loening 1972. Leinen mit Schutzumschlag, 8 , 637 S., 2. Auflage, Band 11 der Gesammelten Werke in zwanzig Bänden. Schutzumschlag bestoßen und eingerissen. Schutzumschlag Hardcover
2020br. Il conte Ilya Tolstoj, terzogenito del grande scrittore russo, racconta suo padre nella vita familiare come in quella tormentata di romanziere, perennemente insoddisfatto degli innumerevoli fogli imbrattati dalle sue continue riscritture. Una visione sorprendentemente franca della personalità di uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi. Lo stile di vita decadente, l'insaziabile voluttà per il cibo, il gioco d'azzardo, le cavalcate in campagna, la caccia, l'ambizione e lo sconfinato talento letterario, il complicato rapporto con Turgenev che portò alla rottura tra i due, le scarse manifestazioni di affetto verso i figli, la crisi spirituale, l'analisi degli eventi che lo portarono a fuggire da casa dieci giorni prima di morire in una sperduta stazione ferroviaria a duecentocinquanta miglia a sud-est di Mosca: questo libro di memorie familiari, aspro e sincero, scritto dal terzo dei suoi figli, rivela Lev Tolstoj per quello che era nella vita privata e in quella di scrittore. Postfazione di Marta Ottaviani.
2017br. Dopo essere stato a lungo a contatto con i contadini poverissimi e oppressi della campagna russa, sulla soglia dei sessant'anni Tolstoj scopre la terribile miseria metropolitana degli operai e dei senzatetto della città in cui vive d'inverno, Mosca, agli inizi del suo processo di industrializzazione. Ogni giorno, verso il tramonto, esce dalla sua bellissima villa in mezzo a un parco non lontano dal Cremlino e vaga per le strade per indagare come si vive nei quartieri popolari. Di fronte a un'umanità disperata e derelitta che si difende come può dalla fame e dal freddo, Tolstoj sente la sua ricchezza come una colpa. Non solo ha ereditato un enorme patrimonio, ma ora, dopo il successo di "Guerra e pace" e "Anna Karenina", ogni anno guadagna un'ingente somma con i suoi libri che vengono venduti al prezzo medio-alto di diciassette rubli, denaro che proviene dalle tasche di piccolo-borghesi e studenti squattrinati. Gli capita addirittura di portare a casa qualche ragazzino indigente raccattato per strada, provocando l'ira della moglie e dei suoi figli maschi (le figlie gli sono più vicine e comprendono meglio il suo travaglio interiore). E mentre riflette su «Che fare?» si impegna in una raccolta di fondi presso i suoi amici facoltosi e si dedica allo studio dell'Economia politica, leggendo attentamente "La ricchezza delle nazioni" di Adam Smith. La scintilla di intelligenza divina che Tolstoj è, anche applicata all'economia, produce risultati meravigliosi. "Che fare, dunque?" è ancora oggi un libro di grandissima attualità, sia quando parla di problemi morali o analizza le enormi diseguaglianze sociali, sia quando si occupa della vera natura della moneta e dei meccanismi dell'economia di mercato, ma soprattutto quando insiste sulla necessità imprescindibile di una rinascita spirituale dell'Occidente e dell'Oriente.
2010brossura "Tutta la nostra vita, la nostra storia si è fondata su un principio indiscutibile, quello dell'evoluzione dal peggio al meglio, un principio non dimostrato e perciò di fatto un dogma, con l'ulteriore aggravante che mentre quelli religiosi possono trovare riscontro nella dimensione spirituale dell'uomo, quello del progresso è del tutto immaginario. Il mito del progresso trascina con sé quello dell'istruzione "secondo le esigenze dei tempi", "all'altezza dei tempi". Espressioni che istintivamente non ci sogneremmo mai di porre in discussione, a tal punto siamo influenzati dagli slogan che hanno permeato la nostra coscienza e la nostra mentalità. Eppure basterebbe farsi qualche domanda per minare alla fondamenta l'edificio..." (dall'introduzione di Giuseppe Iannello).
2018br. "Perché sono vegetariano" propone una selezione originale di saggi brevi, lettere, diari e articoli di Lev Tolstoj. Poco nota all'interno della biografia di Tolstoj è infatti la sua "conversione" al vegetarismo, che lo scrittore russo espliciterà ne "Il primo gradino", un saggio breve che Piano B ripropone dopo molti anni di assenza dalle librerie italiane. Incisivo e attualissimo, può essere ritenuto oggi uno dei testi fondamentali del moderno movimento vegetariano. Oltre a "Il primo gradino", sono qui riproposte una serie di scritti brevi su temi affini e intimamente legati a quelli del vegetarismo: rifiuto della caccia, nonviolenza, rispetto per tutte le creature viventi. Lo stesso Gandhi fu fortemente influenzato da Tolstoj. Il volume è arricchito da alcune "lettere vegetariane" inedite in Italia e che Tolstoj inviava ad amici, giornalisti e parenti e in cui discuteva della sua scelta. In appendice al volume sono presenti anche il racconto breve "Il sangue", di Michail Arcybasev, mai tradotto in Italia e che Tolstoj consigliava di far leggere a tutti coloro che rifiutavano il regime vegetariano, e un breve articolo del segretario di Tolstoj, Valentin Bulgakov, intitolato "Tolstoj e il vegetarianesimo", in cui compare un ritratto inedito dello scrittore russo.
2021br. Scritto alla soglia dei sessant'anni, quando era già noto e seguito per le sue posizioni religiose eretiche, ma non era ancora diventato un oppositore del potere zarista, "Sulla vita" espone le idee di Tolstoj sul significato della vita e della morte, intesa come il passaggio a una dimensione eterna nel tempo e infinita nello spazio. L'autore si interroga sullo scopo ultimo dell'essere umano in una forma filosofica e insieme pedagogica, destinata a coloro che, in numero sempre crescente, aderivano al suo insegnamento. Censurato in patria, il libro conobbe un immediato successo nel resto dell'Europa e negli Stati Uniti, per poi passare in secondo piano rispetto alla produzione narrativa. Solo negli ultimissimi anni l'interesse per il Tolstoj filosofico sembra essersi rinnovato, ed è emersa un'idea più chiara della continuità con il Tolstoj narratore. Pubblicato qui in una nuova traduzione che restituisce tutte le sfumature linguistiche e concettuali di un testo denso di immagini e significati, "Sulla vita" illumina di una luce nuova l'opera letteraria del grande scrittore russo.
2015br. In questo saggio del 1906 - ritrovato per questa edizione italiana - Tolstoj delinea il suo programma d'azione politico e denuncia la tirannia degli stati e la cecità morale della società. Egli si fa profeta di una nuova era e con grande lucidità invita alla insubordinazione verso ogni forma di governo. Lo spunto è offerto dalla convulsa dinamica della Rivoluzione russa del 1905, emersa sulla scorta della sconfitta della Russia nel conflitto con il Giappone. È tra l'ottobre e il novembre del 1905 difatti che Tolstoj scrive quest'opera, che non riuscì poi a vedere la luce in patria per la feroce censura zarista. Tolstoj indica qui la strada verso una "vera concezione della vita". Per liberarsi da tutti i mali di cui soffrono gli uomini c'è un unico mezzo: il lavoro interiore che ognuno deve fare per essere l'architetto del proprio miglioramento morale. Nel delegare il loro potere gli individui realizzano invece una sorta di schiavitù volontaria. Il testo, sofferta orazione che riflette sugli assetti politici del primo Novecento, fu poi pubblicato non senza difficoltà a Parigi nel 1906. Il volume diventerà presto introvabile anche in Francia, fino a questa edizione italiana.
2021br. L'invito a non mangiare gli animali è un filo millenario, che va dai pitagorici agli gnostici, dai catari ai guru del veganismo contemporaneo, passando per Rousseau, Tolstoj e Gandhi: rifiuto della caccia, nonviolenza, rispetto per tutte le creature viventi, divieto di mangiar carne e derivati animali. In questo testo intenso e di alto valore letterario, uno dei colossi della letteratura di tutti i tempi, Lev Nikolaevi? Tolstoj , espone le ragioni di una scelta che prima di tutto è etica. Prefazione di Massimo Filippi.
2021br. "Confessioni" (1879-1882) ripercorre l'esperienza di una lunga erranza e di una crescente disperazione fin sull'orlo del suicidio. Ma la lunga, sofferta ricerca non resta senza risposta. Non quella dell'illuminazione mistica, né dell'incondizionata adesione a una dottrina religiosa; la risposta venne piuttosto dalla "coscienza della vita", cioè dalla scoperta della conoscenza non razionale del senso della vita, che da sempre sostiene la vita degli uomini comuni, l'unica in grado di attribuire all'esistenza finita il senso dell'infinito. Fu così che la fede dei semplici diventò la fede di Tolstoj, e non solo la fede, ma la loro stessa vita, che egli volle condividere rompendo con il proprio ambiente e con la stessa famiglia.
2018br. "Sulla vita" fu finito di stampare nel gennaio del 1888. Dalla tipografia il libro passò, come d'uso, al Comitato della censura: e non ne uscì più. La censura laica lo silurò subito, mentre la censura religiosa - due mesi dopo - condannò alla confisca tutte le copie del libro. Nel frattempo, come avveniva da qualche anno per tutte le opere di Tolstoj vietate, anche "Sulla vita" conosceva in Russia un'ampia diffusione tramite edizioni illegali, per lo più artigianali. "Sulla vita", insomma, fu un trionfo: uno dei primi grandi successi internazionali di quella carriera di polemista social-religioso che Tolstoj aveva inaugurato una decina d'anni addietro, con "La confessione". Il fulcro delle sue riflessioni era inteso a ribadire le ragioni di un cristianesimo rigorosamente evangelico, contro le Chiese istituzionali e il loro "pseudo-cristianesimo" impartito alle greggi, ma anche contro quell'ordine costituito che in tutti gli stati "cristiani" aveva appunto nelle Chiese i suoi migliori alleati. Sia secondo i seguaci, sia secondo i critici di Tolstoj, "Sulla vita" è importante in quanto originalissima, illuminante reinterpretazione del concetto evangelico di "vera vita", con stimolanti implicazioni filosofiche, contrapposta a un cristianesimo trasformatosi in "religione della morte". Un testo decisivo per comprendere l'evoluzione del pensiero di Tolstoj.
1948ref. 13089Berlin, SWA-Verlag, o.J 1948. Illustrierter Pappband, 8°, 150 S.,
1924ref. X3834Berlin, Akademischer Verlag Sebastian Loewenbuck 1924. Ganzleinen, 8°, 270 S., neue deutsche Übertragung von Werner Bergengruen, mit Illustrationen von E. Lanceray (vor der ersten Seite drei montierte Porträts)
1925ref. Q2737Köln am Rhein, Hermann Schaffstein, 0.J., ca 1925. Kartoniert, 8°, 70 S., 21.-25. Tausend, mit Zeichnungen von Hans Koberstein, Band 46 der »Blauen Bändchen« (Blau 46)
2021br. Che cosa accomuna la contestazione giovanile a The Pickwick Papers di Dickens? Perché alcuni romanzi di Conrad furono sceneggiati proprio durante gli "anni di piombo"? Vanity Fair di Thackeray è un libro che anticipa le istanze del femminismo? Come riesce Dr. Jekyll and Mr. Hyde a parlare a un pubblico sempre diverso nel corso degli anni? E infine, Riusciranno i nostri eroi può essere interpretato come una riflessione sull'impresa coloniale italiana e, al tempo stesso, come una versione filmica di Heart of Darkness? A questa e ad altre domande risponde il presente studio sugli adattamenti di alcuni classici vittoriani in Italia, utilizzando approcci d'indagine diversi (ma complementari) quali l'analisi testuale, la riflessione culturologica e gli adaptation studies. Nel libro la storia degli ultimi decenni è riletta attraverso il filtro offerto dalle traduzioni audiovisive di importanti romanzi inglesi del XIX secolo, mostrando come la grande letteratura del passato riesca sempre a dialogare con il (nostro) presente.
2005Mm 170x240 Collana "Polinnia". Brossura editoriale di 161 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
1990In-8° (20,3 x 13,4 cm), pp. LIV, 328, (2), legatura editoriale con sovraccoperta. Qualche piccolo, leggero segno d'umido al taglio di testa e a quello davanti. Normale patina del tempo alle pagine, per il resto, molto ben conservato. Prima edizione, gennaio 1990. Sommario: Introduzione, di Gioacchino Lanza Tomasi. Parte prima. Le origini Chaucer Gli elisabettiani I primi poeti. Scrittori di storia, religione e morale. L'invasione normanna. Le Ballate e Chaucer. Lana e oro. L'età elisabettiana. Il teatro elisabettiano. Shakespeare. Il teatro sino al 1642. Scrittori di teatro anteriori a Shakespeare. Gli apocrifi shakespeariani. Autori di teatro contemporanei e posteriori a Shakespeare. I «grandi» minori. Un po' d'ordine. La lirica elisabettiana. Spenser. Thomas Campion. Altri poeti lirici. I Song Books. John Donne. La prosa elisabettiana. La Bibbia. I prosatori originali. Sintesi superflua per una necessaria conclusione. Parte seconda. L'età puritana La Restaurazione L'età polemica L'età puritana La Restaurazione. La «Rivoluzione» inglese. I Puritani. Milton. Gli altri due Puritani: Marvel e Bunyan. I poeti sacri. Altri poeti lirici e popolari. La letteratura che non è arte. Il teatro. La prosa. Izaak Walton. L'età di Dryden. Dryden. Butler. Il teatro della Restaurazione. Il dramma della Restaurazione. I poeti di corte. La prosa. Difficoltà e miserie di una Restaurazione. Il giornalismo sino al 1750. Daniel Defoe. Steele e Addison. Swift. Alexander Pope. Poeti minori. Altri scrittori. L'età di Johnson. Il teatro Augusteo. I romanzieri. Samuel Richardson. Henry Fielding. Tobias Smollett. Laurence Sterne. Oliver Goldsmith. Romanzieri minori. Samuel Johnson. La poesia. Gibbon. Appendice L'Ossianesimo e Macpherson.
1986ref. 7369Berlin, Verlag Volk und Welt 1986. Broschiert, 8 , 120 S., 1. Auflage, Reihe "Spektrum" Nr. 215, "Hinter dem komisch-schrulligen Monolog des Marquis verbirgtsich eine Parabel auf den schwierigen Aufbruch Spaniens aus der kulturellen und politischen Isolation nach Francos Tod." Guter Zustand.
1957In 16? (cm 18,5), Leg. edit. tutta tela, pagg. con socracop. ill. a colori, pagg. 279-(10), traduzione di Maria Eugenia Morin, segni del tempo alla sovracop. ma buon es. Collana "Il cammeo", 111
2018brossura Il presente lavoro si propone di archiviare il testo vulgato di "Fede e bellezza", la principale opera narrativa del romanticismo italiano insieme ai "Promessi sposi", che da oltre un secolo si fonda senza ragioni adeguate di filologia testuale sulla prima edizione del 1840 anziché su quella definitiva, e di ricostruire un nuovo testo del romanzo, puntualmente giustificato nell'introduzione e nel commento ecdotico, sulla base delle due stampe del 1852, ma anche (laddove queste divergano) con il ricorso alle due edizioni precedenti del 1840-1841. La storia del testo di "Fede e bellezza" e il tentativo di comprendere i fondamenti teorici delle edizioni precedenti hanno condotto ad anticipare l'interpretazione di alcuni aspetti del romanzo, preparatoria della futura edizione commentata.
1966Mm 155x235 Collana "Classici italiani" Utet, diretta da M. Fubini. Opera in due volumi, legatura in tela, sovraccoperta trasparente, titolo e fregi in oro al dorso, curatori P. P. Trompeo e P. Ciureanu; 683 + 653 pagine con tavole e nero fuori testo in entrambi i tomi. Opera in ottimee condizioni.