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1992brossura
2003brossura In questo libro lo storico ripercorre quella terra - l'Acaia - che aveva dato in un remoto passato il suo nome a tutta la Grecia, quando Achei e Troiani combattevano sotto le mura di Ilio. È un viaggio pieno di malinconia, dove al ricordo della gloria passata si mescola la tristezza per il presente e la consapevolezza che quella terra dove gli dèi parlavano agli uomini è stata invasa, sconvolta e ridotta in schiavitù prima dai Macedoni e poi dai Romani. Città, divinità della terra, dei boschi e del mare, l'oracolo di Ermes, a Fare, che dà ancora i suoi responsi ambigui ai mortali; e poi le statue: quelle dell'età arcaica dallo strano e crudele sorriso e quelle dell'età classica che rappresentano gli dèi sotto spoglie umane.
2011ill., br. Scritto nel II secolo d.C., durante la dominazione romana, il "Viaggio in Grecia" di Pausania è un'affascinante guida attraverso i monumenti, le opere artistiche e i luoghi del mondo greco classico. In questo IX volume, l'autore ci conduce attraverso la Beozia, tra i suoi santuari e le sue città che, un tempo prospere e potenti, erano ormai impoverite e del tutto decadute, quasi sopravvissute a se stesse. Nel rievocare le antiche imprese eroiche di Tebe, terribile antagonista di Sparta, e quelle di Orcomeno, celebrata dallo stesso Omero per ricchezze e prosperità, Pausania cita gli scrittori e i poeti antichi, da Eschilo a Esiodo. La traduzione rigorosa di Salvatore Rizzo è accompagnata da un ricco apparato iconografico e da una presentazione del volume, che chiarisce i metodi adottati dal Periegeta e l'ordine degli itinerari percorsi.
1965Saverio Scrofani Viaggio in Grecia. Roma, Edizioni dell'Ateneo 1965 italian, 219 Poeti e prosatori italiani, collana diretta da Mario Petrucciani. Opera con copertina rigida, sovraccoperta, dedica scritta a penna sulla prima pag. st1013
2013br. "Non è difficile, aprendo a caso questo volumetto postumo di Verlaine, pubblicato per la prima volta poco più di un secolo fa, nel 1907, e in realtà composto intorno agli anni Ottanta del XIX secolo, ritrovare lo stesso clima, incandescente ed enfatico - degno più dell'apocalittico Commodiano che di un indignato Giovenale (un "Giovenale cristiano", come ebbe a scrivere Jacques Borel nel volume della Plèiade) -, che aveva dato vita ai componimenti di "Sagesse" (1881). Fin dall'esordio, Verlaine svela la sua unica Musa: la mistica Francia, monarchica e cattolica, la Francia di Luigi IX e di Giovanna d'Arco, alla quale si sono abbeverati tanti dei più impetuosi, e generosi, scrittori francesi del suo secolo, da Chateaubriand a Joseph de Maistre, da Barbey d'Aurevilly a Leon Bloy. Una Francia, nondimeno, che pare ai suoi occhi non esistere più, e per questo - confessa subito l'autore - ormai "quasi impossibile da amare", spazzata via dai colpi di troppe Rivoluzioni, tutte fondate (non pare già di sprofondare in una pagina febbrile, frastornante, apocalittica, di un Céline?) su un unico principio: organizzare il caos e regolarizzare l'anarchia. Eccola, la Francia che Verlaine denuncia, nel capitolo iniziale di questo libro, con la prosa irruente e tumultuosa di chi ha ritrovato, dopo i traviamenti della giovinezza, enfin, una fede: empietà, scetticismo, demagogia, opportunismo." (Giancarlo Pontiggia)
2019br. Inviato in Africa da "Il Corriere della Sera" tra il gennaio e l'aprile del 1939, Curzio Malaparte sbarca a Massaua, visita l'Eritrea e, attraversando il territorio Amara e il Goggiam, arriva ad Addis Abeba. Nel corso di un viaggio lungo circa 6000 chilometri, percorsi in parte a dorso di mulo, partecipa anche alle operazioni militari contro la resistenza anti-italiana, guadagnandosi nella caccia ad Abebè Aregai, il più celebre patriota dell'Etopia centrale, una croce di guerra al valor militare. Nei progetti dello scrittore quel viaggio avrebbe dovuto documentare la creazione in un "paese nero" di un "impero bianco", e celebrare le glorie del regime offrendo a Malaparte una possibilità di riscatto politico dopo gli anni passati al confino. Ma lo scrittore si accorse ben presto che quell'esperienza gli offriva qualcosa di più e di molto diverso: da un lato, la scoperta di un' Africa del tutto inattesa, complessa e affascinante, e dall'altro la testimonianza di una vicenda militare anticipatrice della guerra ormai vicina, ma per gli italiani d'Africa e per lo stesso Malaparte del tutto inattesa.
2020br. Viaggio in Albania, qui per la prima volta tradotto in italiano nella sua interezza, raccoglie l'insieme dei reportages che il grande narratore scrisse in occasione del suo viaggio in Albania nel 1927 in veste di corrispondente della "Frankfurter Zeitung". Scritti con l'humour e la sensibilità ben noti ai suoi lettori, gli articoli sono penetranti descrizioni di quei luoghi: la terra e la natura aspra; il popolo albanese con le sue peculiarità e tradizioni, i suoi cerimoniali nazionali e lo stile di vita; le antiche città dalle suggestioni bibliche e quelle più moderne protese faticosamente al raggiungimento di una qualche forma di progresso: il tutto senza rinunciare mai alla notazione pittoresca, né ad un'attenta analisi storico-politica. L'autore è colpito soprattutto dagli elementi ancora arcaici che caratterizzano il popolo e i costumi albanesi in quei primi decenni del Novecento; a paragone del grande e ormai smembrato impero da cui Roth proveniva, questa ex provincia dell'impero ottomano non poteva non apparirgli ben distante dalla 'civilizzata realtà che aveva conosciuto, sebbene con la consueta ironia Roth non risparmi nemmeno gli stessi 'europei', osservando che molto spesso tradizioni e costumi occidentali non risultavano poi così differenti, e a volte neppure superiori. Lungi dall'essere solo un marginale frammento nell'opera dello scrittore austriaco, questo racconto ha per il lettore italiano un interesse e un'attualità ancora maggiori: quella cioè di una lucida testimonianza sulla cultura di origine - solo in parte modificata dai decenni di totalitarismo marxista-leninista - di un popolo divenuto ormai una componente, sempre più positivamente integrata, della nostra società.
2011ill., br. L'edizione del diario del viaggio di Nicolò III d'Este in Terrasanta, accompagnata da un'ampia introduzione e un articolato apparato critico, ricostruisce un testo di grande interesse nel panorama della letteratura di pellegrinaggio medievale. Il lettore potrà respirare la religiosità dei Luoghi Santi e al tempo stesso immergersi nelle atmosfere cortesi-cavalleresche delle corti orientali visitate dal marchese. Completano il volume due appendici e indici dei nomi e dei luoghi.
2018brossura In cauda venenum. Avviatosi ormai alla sua conclusione, il secolo dei Lumi - quasi a voler rinnegare i suoi trionfi tutti consegnati alla razionalità dei saperi, o nell'intento di voler prendere congedo da quel mondo intriso di magia e soprannaturale che aveva presieduto ai suoi esordi - produce tre opere tutte intrise di mistero, orrore, perversione, "Vathek" di William Beckford (1786), il "Manoscritto trovato a Saragozza" di Jan Potocki che verrà pubblicato solo nel 1814, e "Pauliska ou la perversité moderne" di Révéroni Saint-Cyr (1798). La violenza delle pulsioni che abita questi romanzi, la sorprendente creatività che si manifesta negli scenari che accolgono le vicende, la novità di tanta parte delle narrazioni, ne fanno delle testimonianze preziose del radicale mutamento subito dalla sensibilità di tutta un'epoca, certo sullo sfondo anche degli eventi rivoluzionari in Francia, di cui ci consegnano emblematicamente un'anatomia inquietante e fascinosa al tempo stesso. Magia, erotismo, seduzione, coniugati a un irrefrenabile desiderio di assoluto ci consegnano un mondo che va ben oltre la tradizione del romanzo gotico, cui pure attingono, per annunciare prepotentemente la modernità, tanto più che l'Oriente cui fanno riferimento appare già carico di tutte le minacce dei giorni nostri.
2015br. In un taccuino riempito da Katherine Mansfield a diciannove anni, durante un viaggio fra i Maori, la materia quasi psichedelica di cui saranno fatti i suoi racconti neozelandesi.
1991brossura
1990ref. 154781Riega, Liesma, 1990. 601 S., mit einigen Tafelseiten, 8° OHalbleder, SU
1982ref. 1125755Frankfurt am Main ; Bern : Lang, 1982. 172 S. Originalbroschur.
1900ref. C147Amsterdam, Uitgevers-Maatschappy ""Elsevier 1900. Ganzleinen, 8°, 309 S., Eerste naar Tydsorde gerangschikte uitgave bezorgd door zyne weduwe, Garmond-Uitgave, Inhalt: Ideen (Zevende Bundel)
1900ref. C130Amsterdam, Uitgevers-Maatschappy ""Elsevier 1900. Ganzleinen, 8°, 132, 99 und 48 S., naar Tydsorde gerangschikte uitgave bezorgd door zyne weduwe, Garmond-Uitgave, Inhalt: Minnebrieven - Over Vryen-Arbeid in nederlandsch indie - Indrukken van den Dag
1960ref. 851897Brussel: Manteau. 1960. ca. 5600 Seiten. 19cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. bis gering gebräunt, etwas wellig (Innen); Besitzerstempel; Einband Außen hat geringe bis leichte Gebrauchsspuren; Sauberes nichtöffentliches Archivex. mit Klebestreifenrest (Außen); Schnitt oben etwas ROT / Kopffarbschnitt; Schutzumschlag fehlt, oder es gibt keinen; Gewebe (Schwarzer Leinen)
1971ref. 625552London: Faber and Faber. 1971. 54 S. 20,5 cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Besitzerstempel (Innen); Einband Außen hat geringe Gebrauchsspuren; Archivex. mit Klebestreifenrest (Außen); Besitzerstempel auf Schnitt, Schnitt kann angestaubt sein; Buch wurde wahrscheinlich nachgebunden; Gewebe (Grün)
ref. C954Luzern, Schweizer Volks-Buchgemeinde o.J. Pappband mit Schutzumschlag, großes 8°, 92 S., mit 44, teils ganzseitigen Zeichnungen des Verfassers, Eigenwerke des SVB Nr. 117
1985ref. 658Berlin und Weimar, Aufbau-Verlag 1985. 164 S. 8 , OPbd mit OSU, Edition Neue Texte, mit Graphiken von Manfred Nitsche. Guter Zustand.
2015ref. 237082Wuppertal: Ed. Köndgen. 2015. 212 Seiten. 19cm. Zustand: Sehr Gut, eher ungelesen (Innen); Einband (Außen) hat geringe Gebrauchsspuren; Seitlicher Schnitt hat geringfügigen Fleck; 1. Aufl. Broschiert
1988ref. B398Zürich, Diogenes Verlag, 1988. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 169 S., Inhalt: Vallon de l'Ermitage - Georg Büchner und der Satz vom Grunde - Kunst und Wissenschaft oder Platon oder Einfall - Theater als moralische Anstalt heute - Gibt es die »Süddeutsche Zeitung« oder gibt es sie nicht? - Selbstgespräch - Paul Flora - Über Jeff Verheyen - Einführung Yasushi Inuue - Warum bin ich nach Saarbrücken gegangen?
1976ref. Q2483Hamburg, Verlag Hiffmann und Campe, 1976. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 308 S., 1. Auflage