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1988réf. 64746Wuppertal :: Born. 1988. 157 S. 21cm;. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Einband (Außen) hat geringe Gebrauchsspuren; Engl. broschiert
1923réf. 40687liM.-Gladbach, Volksvereins-Verlag, 1923. fester Pappband, mit kleiner Deckelillustration, gr. DinA 5, 66 Seiten, Originalumschlag / Schutzumschlag / OU (stark gebräunt, beschabt, berieben und bestoßen, gering fleckig und randrissig), Einband mit leichten Gebrauchsspuren, eckbestoßen, Schnitt und Seiten papierbedingt stärker gebräunt, trotz der Gebrauchs- und/oder Altersspuren SEHR ordentlicher Zustand [5 Warenabbildungen]
1976réf. 6316li(Werkstatt Andreas Gryphius), 1976. einfache Broschur mit fest verbundenem Originalumschlag / Schutzumschlag / OU, ca.DinA 5, 95 Seiten, sehr viele schwarz-weiß-Illustrationen, dazu Dichtung, geringe Gebrauchsspuren, gut erhalten / guter Zustand
2006réf. 974162München: A 1-Verl. 2006. 370 S. 22 cm. Zustand:Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Einer Schrifteintrag vor dem Titelblatt; Einband (Außen) hat min. Gebrauchsspuren; Deckel oben u. Schutzumschlag sind min. lichtrandig; Schnitt oben ist min. fingerfleckig; 1. Aufl. Hardcover mit Schutzumschlag
1985réf. 214292Schmedes Verlag, Selbstverlag, ca. 1985. 199 S. Kart. brosch.
1994réf. 354844Berlin [u.a.]: Aufbau-Verl. 1994. 640 S. 21 cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut; min. gebräunt (Innen); Schnitt oben ist nachgedunkelt u. hat einen Fleck; 1. Aufl. Ppbd. mit Schutzumschlag
1973réf. 625545London: Chatto and Windus & The Hogarth Press. 1973. 48 S. 22,5 cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Besitzerstempel (Innen); Einband Außen hat geringe Gebrauchsspuren u. ist gering lichtrandig; Archivex. mit Klebestreifenrest (Außen); Besitzerstempel auf Schnitt, Schnitt kann angestaubt sein; Schutzumschlag fehlt; Ppbd.
2003réf. 461244Gudensberg-Gleichen: Wartberg-Verl. 2003. 77 Seiten. 21cm. Zustand: Sehr Gut, eher ungelesen; Ppbd.
1963réf. 42127Zürich. Rascher Verlag, 1963. 101 S. Karton
2014ill., br. "... Perché devo star lì a disegnare, ad esempio, un ramo di pino quando posso ottenere la stessa cosa su carta o su legno usando lo sparo?": nell'intervista inedita (che qui per la prima volta si pubblica nella sua integrità) William Burroughs racconta le sue sperimentazioni tra scrittura e pittura. Questa intervista, infatti, fu realizzata in occasione di una sua mostra presso la Galleria Cleto Polcina di Roma dal titolo "Dipinti shotgun e collages", opere che Burroughs esegue a partire dal 1987. Le riflessioni sull'arte definiscono le ispirazioni del suo percorso artistico in relazione alle tecniche del cut-up e del montaggio supportate in questa occasione dall'uso del colore sparato "in vari modi" su tavole di legno con il fucile. Blade Runner di Burroughs e il film omonimo di Ridley Scott, la creazione del virus dell'Aids in laboratorio, la politica e la figura controversa (era il 1989) di Michail Gorbaciov sono alcuni dei temi toccati nella conversazione.
2014ill., br. "... Perché devo star lì a disegnare, ad esempio, un ramo di pino quando posso ottenere la stessa cosa su carta o su legno usando lo sparo?": nell'intervista inedita (che qui per la prima volta si pubblica nella sua integrità) William Burroughs racconta le sue sperimentazioni tra scrittura e pittura. Questa intervista, infatti, fu realizzata in occasione di una sua mostra presso la Galleria Cleto Polcina di Roma dal titolo "Dipinti shotgun e collages", opere che Burroughs esegue a partire dal 1987. Le riflessioni sull'arte definiscono le ispirazioni del suo percorso artistico in relazione alle tecniche del cut-up e del montaggio supportate in questa occasione dall'uso del colore sparato "in vari modi" su tavole di legno con il fucile. Blade Runner di Burroughs e il film omonimo di Ridley Scott, la creazione del virus dell'Aids in laboratorio, la politica e la figura controversa (era il 1989) di Michail Gorbaciov sono alcuni dei temi toccati nella conversazione.
2015brossura Riproponiamo in questa piccola raccolta tre saggi brevi sulla città di Milano pubblicati, fra gli altri, in occasione dell'Esposizione Nazionale del 1881 nell'antologia Milano 1881. Come in una macchina del tempo, il lettore viene accompagnato attraverso una Milano che non c'è più, nei cui scorci e nelle cui atmosfere può tuttavia ancora ritrovarsi, come in un paesaggio stranamente familiare.
réf. 351869Aachen: Fischer (Edition Roter Stein). 62; 65; 113. 20,5cm. Zustand: Sehr Gut (Innen); Einband (Außen) hat geringe Gebrauchsspuren; Broschiert
2007br. "La bellezza è una forma di genio", "So resistere a tutto, tranne che alle tentazioni", "O si è un'opera d'arte, o la si indossa"... Una raccolta, organizzata secondo i temi che definiscono la vita e l'opera di Wilde l'arte, il piacere, la morale, la ricchezza - dei suoi celebri aforismi, ancora oggi ripetuti, usati, "commercializzati"; una lettura seducente, vitale, sgarbata, impertinente, affascinante dall'autore che fu definito da James Joyce "il più arguto parlatore del nostro secolo" e che fece dire a W.B. Yeats: "Non avevo mai sentito prima un uomo parlare con frasi perfette, come se le avesse tutte scritte faticosamente durante la notte, e tuttavia tutte spontanee".
2012br. Uno dei dialoghi wildeiani di più rilevante peso teorico, "La decadenza del mentire" (1898) rappresenta il manifesto dell'antinaturalismo e il più importante contributo dell'irlandese al dibattito sul rapporto tra valore dell'arte e ruolo dell'uomo nel mondo. La più grande aspirazione umana, quella alla bellezza, si condensa nella massima: "Primo dovere dell'uomo è quello di risultare il più artificiale possibile, il secondo nessuno l'ha ancora scoperto". L'artista tenta costantemente di rendere ciò che lo circonda più consono alle proprie esigenze di quanto lo sia "per natura'. Creare, produrre arte, significa trasfigurare la realtà e deviarne i fini naturali, troppo aspri e violentemente veritieri per essere sopportabili, significa rendersi sapienti nella suprema arte della menzogna. Significa riprodurre un mondo artificiale dove mentire diviene il più sublime esercizio del sapiente. Attraverso il confronto con le opere d'arte e con gli esiti della critica a lui contemporanea, Wilde mette alla prova le proprie teorie per giungere ad allontanare sempre più l'Arte e la Vita dalle catene della Verità, diremmo oggi dal realismo.
2012br. Uno dei dialoghi wildeiani di più rilevante peso teorico, "La decadenza del mentire" (1898) rappresenta il manifesto dell'antinaturalismo e il più importante contributo dell'irlandese al dibattito sul rapporto tra valore dell'arte e ruolo dell'uomo nel mondo. La più grande aspirazione umana, quella alla bellezza, si condensa nella massima: "Primo dovere dell'uomo è quello di risultare il più artificiale possibile, il secondo nessuno l'ha ancora scoperto". L'artista tenta costantemente di rendere ciò che lo circonda più consono alle proprie esigenze di quanto lo sia "per natura'. Creare, produrre arte, significa trasfigurare la realtà e deviarne i fini naturali, troppo aspri e violentemente veritieri per essere sopportabili, significa rendersi sapienti nella suprema arte della menzogna. Significa riprodurre un mondo artificiale dove mentire diviene il più sublime esercizio del sapiente. Attraverso il confronto con le opere d'arte e con gli esiti della critica a lui contemporanea, Wilde mette alla prova le proprie teorie per giungere ad allontanare sempre più l'Arte e la Vita dalle catene della Verità, diremmo oggi dal realismo.
1986réf. 125753Dülmen: Laumann. 1986. 689 Seiten. 22cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. bis gering gebräunt (Innen); Kleiner Schrifteintrag vor dem Titelblatt - hier SIGNATUR des autors; Einband Außen hat geringe Gebrauchsspuren; Schutzumschlag (hat leichte Gebrauchsspuren); Gewebe (Grüner Leinen)
1995réf. 106014Wuppertal :: Götzky. 1995. 56;. 24,5cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Einband Außen hat geringe Gebrauchsspuren; Schutzumschlag fehlt; Ppbd.
1984réf. 94412Remscheid :: Buch- und Musikverlag Siegfried Horstmann. 1984. 166 Seiten. 18cm. Zustand: Gut min. gebräunt (Innen); Einband Außen hat leichte Gebrauchsspuren; Ist gering bestoßen-berieben; Schutzumschlag fehlt, oder es gibt keinen; Ppbd.
2019brossura Chi fu il primo giallista della storia? C'è stato prima Sherlock Holmes o Hercule Poirot? Ci siamo persi qualcosa che dovremmo assolutamente leggere? Il giallo può davvero essere considerato un genere letterario, con tanto di sottocategorie? E soprattutto, perché ci piace tanto, da così tanto tempo? Eleonora Carta mette passione, brillantezza e competenza al servizio di chi si pone queste domande, alle quali dà risposte convincenti e interessanti. Un saggio agile e ricco di spunti dedicato a chi è già «solutore abilissimo» di enigmi e a chi invece è curioso di avvicinarsi per la prima volta a quest'area ampia e variegata della letteratura.
2011br. Scritto nell'estate del 1966 durante un soggiorno a Ibiza, sull'orlo di un abisso tutt'altro che metaforico, un quaderno di pagine roventi, tra le più intense e radicali mai vergate da Cioran.
2010br. "La prima fase potremmo chiamarla fede emotiva. La seconda potremmo chiamarla fede metafisica. La terza, disillusione assoluta. La quarta, comprensione estetica". Difficile immaginare che queste parole siano state pronunciate nel 1924 sul piccolo palco di un albergo newyorkese, dove ad assistere Powys nella sua orazione c'era una celebre attrice di vaudeville. Ma con Powys l'immaginazione corrente è sempre destinata a rimanere in difetto.
2015ill., br. Dopo l'intervista all'"Uovo di Colombo", la collana "Dialoghi sul filo" propone l'ironico faccia a faccia con un segno di interpunzione, spesso sinonimo di insignificanza. La Virgola rivendica invece qui fieramente il proprio insostituibile ruolo di paladina della pausa, della sapiente attesa fra una parola e l'altra, fra un pensiero e il successivo, ergendosi a maestra di vita e di rispetto degli altri.
2005réf. 792396Milano [u.a.]: Skira. 2005. 206 S. : zahlr. Ill. 28 x 24,5 cm. Zustand: Sehr Gut (Innen); Schnitt oben dezent lichtrandig, Seitlicher hat mittel ein braunes Fleckchen; Einband (Außen) hat min. Gebrauchsspuren; Engl. Broschiert
2013ill., br. Il testo fu pubblicato per la prima volta nel 1928 sull'Almanacco Letterario Mondadori, poi ristampato in volume, in una "seconda edizione con nuovi errori e aggiunte e un'appendice egocentrica". Qui si omette l'appendice egocentrica, costituita da informazioni sulle novità librarie della casa editrice, mentre si ripropone un testo curioso e interessante, sia per lo stile ironico e provocatorio con cui l'autore si muove nel panorama dell'editoria, sia per l'efficacia con cui fotografa tutte le principali figure dell'editoria del primo '900 italiano.