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2011br. Il volume analizza da diverse angolature disciplinari alcuni dei più rilevanti fenomeni culturali della storia italiana recente, a partire dalla famigerata "mutazione antropologica" degli anni settanta fino ai nostri "anni Zero". I sei autori, intrecciando analisi dei temi, dei contesti socio-culturali e delle forme, rispondono in altrettanti capitoli alle seguenti domande. Come cambia e com'è cambiata la lingua degli italiani? Quale pensiero filosofico dopo il Sessantotto? Ai tempi dell'audience e del marketing è ancora possibile un dialogo tra editoria e critica? E il romanzo e la poesia (la canzone), dopo la grande stagione del Novecento "aureo", sono solo merce di scarto, racconti d'appendice, relitti di storia postuma o postmoderna? Oppure ancora pretendono di essere, senza veli nostalgici o complessi d'inferiorità, lo specchio critico di una nuova storia e di un nuovo mondo?
2016br. Ci fu un'epoca in cui, se si incontravano altri esseri, non si sapeva con certezza se erano animali o dèi o signori di una specie o demoni o antenati. O semplicemente uomini. Un giorno, che durò molte migliaia di anni, Homo fece qualcosa che nessun altro ancora aveva tentato. Cominciò a imitare quegli stessi animali che lo perseguitavano: i predatori. E diventò cacciatore. Fu un processo lungo, sconvolgente e rapinoso, che lasciò tracce e cicatrici nei riti e nei miti, oltre che nei comportamenti, mescolandosi con qualcosa che nella Grecia antica fu chiamato "il divino", tò theîon, diverso ma presupposto dal sacro e dal santo e precedente perfino agli dèi. Numerose culture, distanti nello spazio e nel tempo, associarono alcune di queste vicende, drammatiche ed erotiche, a una certa zona del cielo, fra Sirio e Orione: il luogo del Cacciatore Celeste. Le sue storie sono intrecciate in questo libro e si diramano in molteplici direzioni, dal Paleolitico alla macchina di Turing, passando attraverso la Grecia antica e l'Egitto ed esplorando le connessioni latenti all'interno di uno stesso, non circoscrivibile territorio: la mente.
2020br. Il volume offre una ricostruzione inedita della circolazione in Russia delle opere di Edmondo De Amicis, avvenuta prevalentemente fra il 1889 e il 1918, benché si osservino traduzioni di Cuore fino al secondo dopoguerra e a tempi più recenti. De Amicis è stato il più tradotto degli autori italiani in questo paese e la sua influenza è stata immediata, sorprendente e di lunga durata. La fortuna delle sue opere si spiega con il fatto che offrivano modelli educativi per l'avvento di "una scuola nuova", costituendo anche una fonte dalla quale trarre ispirazione per l'alfabetizzazione degli adulti e, più in generale, per l'educazione politica e patriottica delle nuove generazioni. Tra i letterati che trovarono una particolare affinità con l'opera dello scrittore italiano vi furono la traduttrice e scrittrice per l'infanzia Anna Ul'janova-Elizarova, sorella di Lenin; lo scrittore ed editore, seguace della filosofia tolstoiana, Ivan Gorbunov-Posadov; il poeta futurista Vladimir Majakovskij e lo scrittore e giornalista Valentin Kataev, interprete dell'estetica del realismo socialista. Sulla scorta di un'accurata ricostruzione bibliografica, di fonti originali e di un'aggiornata riflessione storiografica - che si avvale di una pluralità di metodologie di ricerca - l'autrice presenta al lettore un vero e proprio fenomeno di "trasferimento culturale" tra Italia e Russia nell'arco di un secolo, che intreccia la ricezione dell'opera deamicisiana con la narrazione della storia della scuola zarista.
2021br. I saggi raccolti nel volume presentano prospettive nuove e declinazioni diverse del protagonismo delle intellettuali italiane nella costruzione di una nuova cultura democratica. Un'indagine che attraversa il partecipato impegno di tredici autrici (Aleramo, Banti, Bellonci, Cialente, de Céspedes, Ginzburg, Manzini, Masino, Morante, Ortese, Romano, Viganò, Zangrandi) dalla fase in cui ha origine la progettazione della Re- pubblica (1943) ai suoi primi dieci anni di vita (1956). Le protagoniste sono figlie dei silenzi inquieti e contraddittori della storia e madri della nuova letteratura resistenziale e repubblicana. Vivono la gestazione della Resistenza come un'attesa; la nascita della Costituzione con un gesto civile, il suffragio universale che spezza la catena del doloroso silenzio politico con una particolare e sottile forma di libertà emotiva e storica; la crescita della nuova Repubblica attraverso un intenso sguardo politico della letteratura. Trasversali fra politica, letteratura, giornalismo, editoria e cinema, tutte affidano alle scritture, private e pubbliche, le trame di un'esistenza intima e collettiva che le dispone al centro della storia e ci interroga, oggi, sul senso della nostra stessa storia.
2016br. Il Neorealismo ha inteso rappresentare la realtà della guerra, della Resistenza e del dopoguerra per non dimenticare un periodo drammatico per il popolo italiano. Molti fattori hanno concorso alla sua maturazione: dalle sperimentazioni nella fotografia, nella pittura e nel cinema al dibattito culturale europeo e al dialogo con il Realismo americano. In uno scenario pervaso da inquietudine e ansie di rinnovamento si scrivono trame che si propongono come esempi redentivi di vita, opere di una letteratura protesa a rispondere ai drammi della Storia con reali storie vissute. Il testo propone un viaggio attraverso l'arte narrativa di grandi autori che hanno impreziosito il nostro Novecento: in questa polifonia e nella sua molteplicità di temi simbolizzati dalla Resistenza come senso dell'esistenza, dal valore della memoria, dalla crisi della famiglia, dalla follia, prende forma un movimento profumato di umanità e di attenzione verso la società e la realtà così com'è.
2015brossura Una raccolta di saggi critici dispersi in varie sedi (volumi, giornali e riviste) e dedicati a scrittori piemontesi vissuti sul finire dell'Ottocento e nella prima metà del Novecento. L'utilità del volume consiste nel mettere a disposizione in un'unica sede alcuni degli articoli più significativi di Lorenzo Mondo, critico letterario, giornalista, scrittore, con l'aggiunta di alcuni inediti.
2020br. Aperta nel 1913, con l'edizione della prima giornata del "Decameron", interrotta nel 1938, con il suicidio del suo editore Angelo Fortunato Formiggini, i "Classici del ridere" è una delle collezioni più originali del primo Novecento. La selezione dei testi offerti al lettore, accompagnati e commentati da un apparato iconografico d'eccezione, spazia dal mondo classico alla scena contemporanea, dalla letteratura italiana a quella europea, dai capolavori universalmente noti a opere scoperte o riscoperte. Alcuni titoli impegnano i loro traduttori in un arduo cimento. Altri, provenienti dalla letteratura italiana, scompaginano i canoni della tradizione. Tutti offrono l'occasione di riflettere sul concetto di "riso", nella direzione segnata dalle coeve riflessioni di Bergson, Pirandello, Freud. Erede dell'umorismo di matrice ebraica, Formiggini vede nei "Classici del ridere" un'occasione per offrire al suo pubblico una prospettiva diversa sugli eventi e sulla storia, un ideale di letteratura non certo scanzonata e leggera, ma senz'altro aderente al vero e vicina alla realtà, perché consapevole del ruolo che le viene dal potere del sorriso e del riso, antidoti a ogni retorica. Il ventaglio di contributi compresi in questo volume, nella sua pluridisciplinare varietà, fa luce sulla complessità di una proposta culturale che tanta importanza avrà nelle scelte editoriali del secondo Novecento.
2018br. Erede di una delle più importanti dinastie industriali d'Italia, Giovanni Pirelli (1918-1973) rifiuta il ruolo di imprenditore nell'azienda di famiglia per intraprendere un'altra strada, e dedicarsi alla scrittura. L'esordio narrativo è del 1952, con "L'altro elemento"; seguono la raccolta "L'entusiasta" (1958) e il romanzo di fabbrica "A proposito di una macchina" (1965). Intellettuale complesso e affascinante, Pirelli imbocca percorsi insoliti e mai scontati, a cominciare dalla pubblicazione delle "Lettere di condannati a morte della Resistenza" (italiana ed europea, 1952 e 1954), curate insieme a Piero Malvezzi. Ricostruendone la vita, il volume - frutto di una lunga ricerca condotta in numerosi archivi, in particolare nell'archivio personale di Pirelli, accessibile in tutta la sua ricchezza, e attraverso molte testimonianze orali - illumina aspetti originali, a tratti tormentati e controversi, del suo lavoro e dei suoi posizionamenti politici, dalla militanza nel Partito socialista alle esperienze nella Nuova sinistra. Al centro di molteplici iniziative culturali e politiche, curioso ed eclettico, sperimenta teatro, musica e cinema. Dai primi anni Sessanta la sua attenzione si focalizza sui movimenti anticoloniali: mediatore delle opere di autori come Frantz Fanon in Italia, intrattiene rapporti con altri leader ed esponenti di quei movimenti, come Cabral, Neto e Franqui, e viaggia molto, in Africa, a Cuba, negli Stati Uniti, in Cina. Un instancabile impegno, un'incredibile rete di relazioni con alcuni tra gli intellettuali più influenti del suo tempo. La morte improvvisa interrompe bruscamente le attività di Pirelli. Da subito l'eterogeneità dei suoi interessi e rapporti si traduce in una memoria polifonica e contesa: ed è a questa molteplicità di voci e di sguardi che il volume dà spazio, evitando di irrigidire una figura così complessa in una maschera, e proponendo invece al lettore, in maniera originale e feconda, nuove scoperte e nuovi interrogativi.
2000réf. 970482London: Merrell [u.a.]. 2000. 250 Seiten. 27x21,5cm. Zustand: Sehr Gut, eher ungelesen (Innen); Einband (Außen) hat min. bis geringe Gebrauchsspuren; Schutzumschlag fehlt, oder es gibt keinen; Ppbd.
1861réf. 627801Paris: LEBRUN. 1861. 28x19cm. Zustand: Gut min. bis gering gebräunt, leicht wellig, im Text im Durchschnitt geringfügig fleckig (Innen); Innenbandbereiche, Vorsatzblätter und erste und letzte Seiten, leicht bis stärker fleckig; Einband (Außen) hat leichte Gebrauchsspuren; Ist leicht bestoßen-berieben; Schnitt ist geringfügig fleckig; Halbleinen
1992A CURA DI MICHELE PRISCO E GINELLA ZAMPARELLI ILLUSTRAZIONI DI VINCENZO STRINGA EDI.ME 1992 280 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Nato da un'idea di Ginella Zamparelli, coordinato da Aldo Bovio e realizzato per i tipi della tipografia di Mario Raffone, che qui ringraziamo per la sua disinteressata generosa collaborazione, il presente volume intende celebrare - il verbo e di rigore - in maniera più duratura rispetto ad altri festeggiamenti preparati per l'occasione il traguardo dei cento anni toccato da Il Mattino proponendo un'antologia di racconti ed elzeviri pubblicati dal quotidiano nel corso di questo secolo... Raccolta di racconti, pubblicati sul Mattino, in cento anni. Tra gli autori inseriti figurano: Salvatore Di Giacomo, Ferdinando Russo, Ada Negri, Orio Vergani, Giovanni Papini, Elio Vittoriani, Vitaliano Brancati, Enzo Striano, Corrado Alvaro, Roberto Bracco, Achille Campanile, Virgilio Brocchi, Domenico Rea, Vasco Pratolini, Fabrizia Ramondino, Matilde Serao, Amalia Guglielminetti, Anna Maria Ortese, Roberto De Simone, Lucio D'Ambra, Marino Moretti Corrado Govoni, Giuseppe Marotta, Edwin Cerio, Nicola Misasi, Lina Pietravalle, Mario Stefanile, Orio Vergani, Mario Bonfantini, Alfonso Gatto e tanti altri.
1921réf. 29862BBMünchen, Rösl, 1921. 3. Aufl. gr.8° 124 Seiten, illustr. OLwd. Goldpräg. auf dem Einband, leicht gebräunt und bestossen, Seiten mit Bräunung. 3
1909réf. 138356Jena : Eugen Diederichs, 1909. XXIV.; 226 S.; 1 Frontispiz mit Noten Pb.; Frakturschrift, Schnitt unbeschnitten
1925réf. 18979Berlin, Deutsche Buch-Gemeinschaft, o.J 1925. Ganzleder (biegsames genarbtes Kalbvolleder), 8°, 566 S., aus der Reihe »Liebhaberdrucke der Deutschen Buch-Gemeinschaft«
1907réf. Q2318München, Hans von Weber Verlag, 1907. Kartoniert, 8°, 104 S., Titelbild und Rahmen zeichnete Thomas Theodor Heine, Übersetzung von Eduard von Bülow, gedruckt bei Oskar Brandstetter auf echtes italienisches Bütten
1892réf. 10547Stuttgart, Deutsche Verlags-Anstalt 1892. Rot-goldenes, geprägtes Ganzleinen, 8°, 431 und 420 S., vierte Auflage.
1860In 8°, pp. 453. Leg. in mezza pella con tit. in oro al dorso. Tracce del tempo.
1934réf. 374Berlin, Neuland 1934. Exlibris, 80 S. kl.8 , OBrosch ("Im April 1934 sind 800 Jahre verflossen, seit Kaiser Lothar den askanischen Fürsten Albrecht den Bären mit der Mark Brandenburg belehnte. Damals setzte die großzügige Germanisierung und Christianisierung im Lande an der Spree ein"). Namenszug auf Titel, Einband mit leichten Gebrauchsspuren, guter Zustand.
1915réf. 859Wien, Anton Schroll & Co 1915. 126 S. 12 , illustr. OPbd, Vorsätze farbig ornamental gestaltet, mit 12 farbigen Originallithographien und Buchschmuck von Fritzi Löw. Kleiner Verlagsprospekt innliegend. Einband mit leichten Gebrauchsspuren, sonst guter Zustand.
1938réf. 113657Bonn : Veritas-Verl., 1938. 170 S. ; 8 OHalbleinen, HANDSIGNIERT
1930réf. 11453Berlin, Schlesische Verlagsanstalt, o.J 1930. Rotes Ganzleinen, 8°, 242 S.
2015réf. 1088660Frankfurt, M. : Land-Ed., 2015. 385 S. Originalhardcover.
1982réf. 1125755Frankfurt am Main ; Bern : Lang, 1982. 172 S. Originalbroschur.
1936réf. B337Hamburg, Hansatische Verlagsanstalt, 1936. Ganzleinen, 8°, 225 S., Erstausgabe, mit einer biographischen Notiz und drei faksimilierte Seiten aus einem Tagebuch von Ernst Jünger
1908réf. X3728Leipzig, Max Hesses Verlag 1908. Halbleinen, 8°, 221 und 255 S., »Der Roman zerfällt in drei Teile "Junker Hans", "Waldstein" und "Herzog Bernhard". Die Lebensschicksale des sächsischen Junkers Hans von Starschädel nehmen fast die Hälfte des Ganzen in Anspruch, und indem das Interesse für diese Gestalt und ihre wechselvollen Abenteuer energisch gepackt wird, entwirren sich mit steigender Klarheit die politischen und kirchlichen Probleme der Zeit, denen das zweite und dritte Buch, ihren Titelhelden entsprechend, vorwiegend gewidmet sind.«