1911réf. Q008Stuttgart, Union Deutsche Verlagsgesellschaft 1911. Ganzleinen, 8°, 190 S., mit Illustrationen von J. Mukarovsky, Erzählung für die Jugend und ihre Freunde
2007réf. 2-1858943752Merrell 2007. Hardcover. New. english-language ed edition. 152 pages. 11.00x8.50x0.75 inches. Merrell hardcover
2018réf. 1-0789213176Abbeville Pr 2018. Hardcover. New. 167 pages. 8.25x8.25x1.00 inches. Abbeville Pr hardcover
2007réf. Q-1858943752Merrell Publishers 2007-03-01. Hardcover. New. New. In shrink wrap. Looks like an interesting title! Merrell Publishers hardcover
2018br. Il volume propone un'analisi in termini narratologici del romanzo di Philip K. Dick "La svastica sul sole", sottolineando come l'opera in questione non solo sia un ottimo prodotto di fantascienza, ma anche come possa funzionare in termini di storia controfattuale tramite l'analisi di eventi storici, reali e del romanzo e le loro relazioni semiotiche, permettendo di evidenziare come la narrazione presenti un mondo alternativo ma che "avrebbe potuto essere".
1979réf. 20701BBOlten, Freiburg, Walter, 1979. 234 S. Ill. Or.-Leinen, m. illustr. Buchumschlag. Besitzereintr. a. Vortitel, ans. guter Zustand.
2009br. Fra il 1998 e il 2003, con l'intensificarsi delle sue collaborazioni a giornali e riviste, Roberto Bolaño accumula una quantità rilevante di discorsi, interventi, recensioni. Sembra un effetto collaterale dell'idea compulsiva di scrittura a cui da sempre pagava il suo tributo. In realtà, come i lettori avranno modo di scoprire, Bolaño stava dando vita a qualcosa di diverso e imprevedibile: un autoritratto per frammenti d'occasione. Tale infatti si rivela subito "Tra parentesi": i testi che vi sono radunati alcuni ancora inediti - sono tutti dedicati a temi o a personaggi niente affatto incidentali nella carriera di Bolaño: il Cile, l'esilio, la poesia latino-americana, la vita e le opere - reinventate in poche frasi - di Philip K. Dick e Burroughs, Nicanor Parrà e Gombrowicz, Borges e Rodolfo J. Wilcock. Una divagazione alla volta, un'incursione dopo l'altra in territori noti a lui solo, questo libro diventa proprio il genere di opera che Bolaño pretendeva di odiare sopra ogni altra: un'autobiografia - qualcosa che, come lui stesso dice delle memorie di Ellroy, "finisce con un uomo solo che rimane in piedi... Vale a dire, non finisce mai". Difficile immaginare un epitaffio più conseguente e più lusinghiero.
1930réf. A008Berlin-Schöneberg, Peter J. Oestergaard Verlag 1930. Halbleinen, 8°, 302 S., mit einer Kartenskizze der deutschen Kolonie im Wolgagebiet, »Der Verfasser hat die in erzählender Form gebrachten Geschehnisse großenteils selbst erlebt und war anschließend lange Zeit Schriftführer ds Vereins der Wolgadeutschen in Berlin. Der Roman enthält deshalb auch umfangreiches und wichtiges Quellenmaterial über die Anfänge des Rätesystems in Sowjet-Rußland.«
2008br. Il Libro dei versi è uno dei più significativi documenti letterari della Scapigliatura milanese; ma più che abbandonarsi a crudità e asprezze al modo di altri scrittori scapigliati, Boito si volse a risolvere il tumulto vitale nel rigore letterario della forma con la sapiente ricerca di simmetrie e di parallelismi, con la miracolosa fluidità musicale, con l'intarsio delle reminiscenze letterarie, con soluzioni stilistiche tratte dai poeti della tradizione, fino a identificare nella letteratura il principale modo di fruire la vita.
1973Mm 145x220 Collana Biblioteca di Studi Americani. Brossura editoriale di 319 pagine, dorso brunito. Buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
réf. 68430Paris, Editions Jules Tallandier 1929, 205x135mm, 246pages, broché. Cachet de possesseur sur la page de garde supérieure, autrement bon état.
1897réf. nb952Paris, Librairie Ch. Delagrave, 15, rue Soufflot Relié 1897 In-12 (11.5 x 18.5 cm), relié demi-basane, dos lisse orné de filets avec titre et auteur dorés, 284 pages ; mors supérieur légèrement fendu en tête, coiffes et coupes frottées, des marques d'usage à la couverture, des rousseurs à l'intérieur, par ailleurs intérieur plutôt bien conservé, assez bel état général. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
1876réf. pl2036Jouaust librairie des bibliophiles Nouvelle bibliothèque classique Broché 1876 Deux volumes in-12 (11x17.5 cm), brochés, (X)-298-346 pages, un des 500 exemplaires sur papier de Hollande, n°211, notes et variantes de P. Chéron, vignettes, lettrines et culs-de-lampe ; pliures aux dos roussis et recollés, légers manques aux coiffes frottées, intérieur frais, assez bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.
réf. 81141Paris, Société Littéraire de France 1921, 275x230mm, 66pages, broché. En feuilles, sous couverture rempliée. Petite déchirures au dos. Pages non coupées. Intérieure très propre. Exemplaire sur papier d’Auvergne, numéroté n.° 137 / 150.
1994réf. 4344Denoël / Romans français 1994 168 pages 14 0cm x 20 5cm x 1 5cm. 1994. broche avec jacquette. 168 pages.
1947réf. 790408Zürich: Artemis. 1947. 518 S. 20,5 cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. bis gering gebräunt (Innen); Besitzerstempel (Innen); Einband Außen hat leichte Gebrauchsspuren; Vorderdeckel hat unten eine kleine Kerbe; Archivex. mit Klebestreifenrest (Außen); Schnitt oben etwas gebräunt, ggfs. auch brauner Kopffarbschnitt; Schutzumschlag fehlt; Leinen (Blauer Leinen)
1955réf. 18324München, Ernst Heimeran 1955. "Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 120 S., 4. Auflage, »Nach dem um das Jahr 1000 von der japanischen Hofdame Sei Shonagon verfaßten ""Skizzenbuch unterm Kopfkissen"" in freier Auswahl und Anordnung herausgegeben von Helmut Bode.«"
2016brossura Questa bibliografia, che esce non casualmente nella ricorrenza di un centenario della morte trascorso (con qualche eccezione) quasi sotto silenzio, registra all'incirca gli ultimi 50 anni di studi (dal 1968 al 2015) e si fa carico di proseguire quella di Gino Raya edita nel 1969. Di questa riproduce fedelmente i criteri con la suddivisione in oltre un migliaio di schede numerate progressivamente, con il supporto di un folto indice dei nomi e delle opere citate.
1903réf. 218905Hamburg: Eigenverlag (Druck Wilhelm Wolff), 1903. 44 S. Kart., brosch.
réf. 0282261710.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
réf. 0267066368.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
réf. 0364125195.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
2021ill., br. "Come è possibile cogliere l'essenza simultanea della modernità con nuove parole, forme e colori? Contro un futuro già scritto bisogna rompere i ponti con il passato, carico di millenni di memoria, ma inadeguato a cogliere la salvifica forza generatrice della contemporaneità." Quattro manifesti programmatici, due del padre nobile Filippo Tommaso Marinetti e due del grande Umberto Boccioni - scritti tra l'aprile 1909 e il giugno - luglio 1913. L'arte riscrive la percezione, la manipola o, addirittura, la sostituisce per presentare una diversa realtà. Ecco l'eredità fondamentale che ci hanno lasciato i Futuristi con cui l'arte contemporanea è chiamata, oggi più che mai, a fare i conti.
2019ril. George Eliot, "nom de plume" di Mary Ann Evans (1819-1880), non fu solo una grande romanziera ma anche un'attenta studiosa del mondo ebraico. Per la scrittrice inglese, di cui proprio nel 2019 si celebrano i duecento anni dalla nascita, l'ebraismo fu molto di più di una religione, fu una grande cultura dai molti aspetti: una cultura nazionale, legata alla tradizione biblica e alla Terra d'Israele, ma anche una cultura diasporica, ricca di storia e di peculiarità. La passione della Eliot per il mondo ebraico la convinse a condividere idealmente le dure prove vissute dagli ebrei durante l'esilio - persecuzioni, espulsioni, emarginazioni, pogrom, roghi - e a dedicare a questo mondo i suoi studi e la sua scrittura. Nel suo percorso di ricerca, la Eliot fu coadiuvata da George Henry Lewes, suo compagno di vita, e dal grande maestro di ebraico Immanuel Deutsch, orientalista ebreo tedesco che sognava di contribuire al ritorno degli ebrei nella terra dei Padri. Proprio la perdita dell'amato maestro convinse la Eliot a scrivere il suo ultimo, grande romanzo: "Daniel Deronda". La trama è un omaggio al coraggio e alla determinazione dei primi sionisti. Non è un caso che uno dei personaggi chiave, il giovane Mordecai, ricordi Deutsch: come lui un idealista e come lui tradito dalla Morte. Con la sua scomparsa, Mordecai trasmette al giovane Daniel una missione preziosa. Il protagonista, con la moglie Mirah, parte così per l'Oriente per realizzare un sogno, anzi il sogno: dare una patria agli ebrei. "Daniel Deronda" è un'opera importante, non solo sul piano letterario ma anche su quello politico: con questo romanzo, la Eliot ebbe infatti una grande influenza sul nascente sionismo. Nei territori dell'Europa orientale dove gli ebrei erano vittime di violenti pogrom, alcuni di loro, entusiasti dinanzi alla sensibilità di una lontana signora inglese non ebrea, pubblicarono dei fascicoli dove riunivano i brani del libro in cui si inneggiava alla rinascita dello Stato ebraico. Migliaia di giovani, pronti a ribellarsi contro l'inerzia degli anziani e a lanciarsi nella grande avventura, si infiammarono leggendo le parole di Mordecai e Daniel. Purtroppo, "Daniel Deronda" è un libro poco conosciuto in Italia, ad eccezione di due importanti articoli di Dario Calimani e di una recente traduzione italiana (Fazi, 2018), priva però di corredo informativo. Comprendere il legame che unì, per tutta la vita, George Eliot all'ebraismo è fondamentale per apprezzare appieno il romanzo e la sua originalità. Per ricostruire questo rapporto, Elia Boccara si muove con competenza tra il profilo biografico della Eliot, il contesto storico e il tessuto narrativo, offrendo a tutti i lettori un quadro propedeutico, completo e avvincente.
1921réf. C1423Leipzig, Insel-Verlag 1921. Ganzleinen, 8°, 1026 S., Dünndruck, 21.-30. Tausend, Übertragung von Albert Wesselski, mit einer Einleitung von André Jolles