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1998brossura Se ne va a capo scoperto. La morte, il vento, l'ingiuria: tutto riceve in faccia, senza mai rallentare il passo. Si direbbe che ciò che lo tormenta è nulla rispetto a ciò che egli spera. Che la morte è nulla più di un vento di sabbia. Che vivere è come il suo cammino: senza fine. L'uomo che cammina è quel folle che pensa che si possa assaporare una vita così abbondante da inghiottire perfino la morte.
1987In 16? (cm 17,5), Brossura, pagg.292-(10) cop. ill. a colori, segni del tempo alla cop., lieve menda all'angolo superiore del piatto ant., ma buon es. Collana "Harmony oro", 138
1819réf. 44598ABRochdale, J. Westall, 1819. Gr.-8°. 494 S. Front. u. 10 Kupf. Leder. Rückenschild. Rücken- u. Deckelvergold, Innenkantenvergold. Calf. Label on spine,gilt on spine and boards, gilt inner edges. Ber.u. best. Tls. gebr. u. stockfl., unbeschn. Schöne Ausgabe. Rubbed and bumped. Partly browned and foxed, edges untrimmed. Very nice copy.
2 Voll. in un uno in 8o, pp. (LXI) 332; 351, mz. pelle (il dorso é un restauro moderno, i piatti sono coevi). Diverse testatine e finalini incisi. n.t. Prima edizione completa di tutti i canti. Traduzione in dialetto veneto dei XXIV canti. Ottimo (1637/ BOARETTI - OMERO - ILIADE - PROSA VERNACOLARE - DIALETTALE)
2015br. "L'inchiesta sul neorealismo condotta da Bo tra gli intellettuali italiani andò in onda sul 'Terzo programma' radiofonico della Rai tra l'ottobre del 1950 e il marzo del 1951, cinque anni dopo la liberazione, e già nel pieno di una restaurazione imposta in Italia dalla guerra fredda, dalla divisione del mondo nei due grandi blocchi d'influenza capitalista, quello a cui noi appartenevamo dopo Yalta e a cui si riferiva la Democrazia cristiana che con le elezioni del 1948 era il cardine del nuovo potere politico ("l'America"), e quello a cui si riferiva il maggior partito dell'opposizione, il Partito comunista ("la Russia"). In mezzo, un variegato arcipelago "laico", di sinistra, di centro, di destra. Di queste distinzioni Carlo Bo tiene il dovuto conto, non le esplicita ma sembra conoscere molto bene le propensioni, le simpatie di ciascuno degli intervistati. Cerca, nei limiti del possibile, di tenere il discorso lontano dalle loro opzioni politiche, e riconduce la questione nell'ambito di un discorso più stretto - le opere letterarie, il dibattito letterario - o di un discorso più vasto - la reazione alle passate strettoie, il bisogno di una nuova narrazione del paese e delle sue diversità e contraddizioni, i modi in cui gli scrittori hanno creduto di interpretare questa novità, un obbligo che è avvertito come anzitutto morale, a cui anche la letteratura è chiamata a rispondere..." (Dalla prefazione di Goffredo Fofi)
1944réf. 225036Hamburg: Hanseatische Verlagsanstalt, 1944. 396 S. OPp., gebundene Ausgabe.
1793réf. 115259Wien, Prag: Franz Haas. 1793. 284 Seiten. 12,5x7,5cm. Zustand: Gut gering gebräunt, leicht wellig, gering bis leicht fleckig, ab Seite 200 im Seitenrand beginnt eine Feuchtigkeitsspur sehr klein und wird bis zum Ende größer (daumengroß) (Innen); Kleiner Schrifteintrag vor dem Titelblatt und größerer Schrifteintrag auf der Rückseite vor dem Titelblatt; Zahlenwert auf dem Titelblatt; Einband (Außen) hat leichte Gebrauchsspuren; Buch wurde wahrscheinlich nachgebunden; Gewebe (Roter Leinen)
2021br. Un saggio irriverente sulla cultura borghese e il conformismo, nel quale si scatena lo spirito incandescente di Léon Bloy. Léon Bloy (1846-1917) fu in continua polemica con la società del suo tempo, e in particolare con la borghesia e la sua cultura, irridendone i "luoghi comuni" in questa Anatomia, apprezzata in particolare da Walter Benjamin. Molti di questi "luoghi comuni" sono tuttora presenti nel mondo contemporaneo ché, nella sua essenza, la borghesia non è certo cambiata (al suo opposto ci sono per Bloy i poveri), nonostante i suoi faticosi aggiornamenti. "Bisogna mangiare per vivere", "Gli affari sono affari", "Tutte le strade portano a Roma"... Con verve satirica di prim'ordine, Bloy li mette in discussione con spietata e implacabile acutezza, mostrandone superficialità e stupidità. Ognuna di queste esegesi ha il piglio del racconto, la forza dell'esempio. Forse solo Flaubert con i suoi Bouvard e Pécuchet così formidabilmente stupidi è stato pari a Léon Bloy.
2019ril. «Non si tratta di un'ennesima vita di Napoleone - scrive Gennaro Auletta nell'introduzione -. E neppure di un'interpretazione del "caso Napoleone" secondo criteri di contingenza politica, sociale, militare, psicologica o che so altro. Bloy non è uno storico, nella comune accezione del termine; gli manca assolutamente la capacità di immergersi nel relativo e di cercarvi le cause o le concomitanze. "Non solo non sono uno storico, ma ignoro la storia. Bisogna vedere in me una specie di sognatore, di visionario, se vi piace, ma niente più", scriveva a Jean de La Laurencie il 31 agosto 1913; e questo perché "sarebbe un errore gravissimo e funestissimo credere che io sia un pensatore, un intellettuale. Io conosco in realtà poche cose e ho capito soltanto quello che Dio m'ha fatto capire quando mi son fatto simile a un bambino" (Lettera alla fidanzata, 31 ottobre 1889). Bloy sta sempre dalla parte dell'Assoluto, guarda le cose e gli uomini sub specie aeternitatis, e sotto questo aspetto può essere considerato benissimo come un originale, anche se non sempre accettabile, esegeta della storia, che possiede una sua filosofia o meglio teologia della storia». Ma questa edizione dell'Anima di Napoleone, che appartiene ai testi più visionari del grande scrittore cattolico francese e arriva a fare del Bonaparte "la Faccia di Dio nelle tenebre", ha dalla sua il cimento, ormai ottant'anni fa, nel 1939, di un grande autore italiano oggi forse misconosciuto, Domenico Giuliotti, che curò la traduzione del libro e scrisse per l'occasione un saggio e una "nota biografica" cariche d'ispirazione. Possiamo dire che su queste pagine si sono incontrate le voci di un profeta apocalittico e di un poeta amante della parola scabra e arcaica, accomunati dal sentimento intransigente di un cattolicesimo difeso fino all'ultima stilla di sangue ma senza passatismi, anzi attraverso una contundente e moderna plasticità della parola che testimonia la forza di idee e convinzione di entrambi.
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2017brossura Secondo gli autori del volume, il mondo starebbe correndo verso la rovina, perché ha rifiutato Dio e perché l'uomo ha posto se stesso al centro dell'universo. La gente comune non avrebbe più modo di conoscere la realtà di quello che sta succedendo: ogni fonte di informazione sarebbe ormai asservita al potere e userebbe ogni mezzo per nascondere la verità. Anche la Chiesa sta accettando supinamente quanto le viene proposto dai media mondiali per non doversi opporre al politicamente corretto. Una delle voci che più si sono fatte sentire in questi ultimi tempi e che hanno avuto il coraggio di parlare chiaro in tutti i campi, spaziando dalla politica alla religione, è quella di Maurizio Blondet, che gestisce il blog Blondet & Friends. In questo volume è raccolta una selezione di articoli tratti dal suo blog.
1978ill., br.
1988réf. 13442Frankfurt/M, Ullstein Verlag 1988. Hardcover mit Schutzumschlag, 8°, 351 S., "Texte von rund achtzig Autoren aus sechs Jahrhunderten deutscher Literatur. Da finden wir Morgenstern, Ringelnatz und Schwitters; aus früheren Epochen Rosenplüt und Hans Sachs. Da sind Jean Paul, Georg Büchner und Wilhelm Busch vertreten, und natürlich auch Zeitgenossen wie Hildesheimer, Kühner und Jandl."
1978réf. 906811978. 8° Oktav, Hardcover/Pappeinband
143 S. Original Leinwand mit Rücken- und Deckeltitel. Einband etwas angestaubt, Schnitt unten etwas stockfleckig, sonst in gutem Zustand. Mit einer handschriftlichen signierten Autoren-Widmung auf dem Respektblatt.
1935réf. 14869BBerlin:, Selbstverlag., (1935). 143 S. Original Leinwand mit Rücken- und Deckeltitel. Einband etwas angestaubt, Schnitt unten etwas stockfleckig, sonst in gutem Zustand.
2015réf. 19143Gallimard 2015 128 pages 14 86x21 41x1 85cm. 2015. Broché. 128 pages.
1980réf. Q866Rostock, Hinstorff Verlag 1980. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 182 S., 1. Auflage, Inhalt: Der Taucher - Babettes Gastmahl - Stürme - Die unsterbliche Geschichte - Der Ring
1928réf. W728Hellerau, Avalun Verlag, 1928. Ganzleinen, 8°, 303 S., 1. Auflage, »Man darf die Lassofrage nach dem Glück nicht weiter werfen als um den Hals des Nächsten. Anders fällt sie ins Leere, wird wie alle philosophisch erwiterten und vergrößerten Fragezeichen durchaus nicht, wie die Philosophn behaupten, Antwort bekommen auf ein simplex ignotum, sondern es wird daraus nur ein complex ignotius. Es ist da weit besser, ganz einfach an den lieben Gott zu glauben,als, philosophisch, einen schlafenden Hund nicht sclafen zu lassen.«
2009réf. 008418München, Süddeutsche Zeitung Bibliothek, 2009. Illustrierter Orig.-Pappband, 408 Seiten, 8°. Aus der Reihe: Süddeutsche Zeitung, Junge Bibliothek Band 3. Sauberes und sehr gut erhaltenes Exemplar. Ausgezeichnet mit dem Wolfgang-Hohlbein-Preis. Schöne Ausgabe mit Lesebändchen.
1976réf. C202Frankfurt/M, Suhrkamp Verlag 1976. Kartoniert, 8°, 109 S., 1. Auflage, edition suhrkamp 858
2021br. In questa raccolta di saggi Maurice Blanchot dà prova di uno straordinario lavoro di critica e di scrittura che unisce alla chiarezza del linguaggio uno spessore di stimolante complessità. Si tratta dell'esplorazione più importante, accanto a quella di Sartre, dedicata alle relazioni tra letteratura, arte e filosofia. La riflessione incrocia i nomi più importanti del XX secolo, da Georges Bataille ad André Malraux, da Pierre Klossowski a Marguerite Duras, da Michel Leiris a Jean Paulhan, da Albert Camus a Claude Lévi-Strauss, da Edmond Jabès a Emmanuel Levinas, da Martin Buber a Franz Kafka.
1964réf. 48307ABAltötting, Blaha Eigenverlag., 1964. 8°. [21 x 15 cm]. 124 Seiten. Originalkarton. - Ein sehr gut erhaltenes, sauberes Exemplar ohne Eintragungen. 1. Auflage.
2008réf. 354235Berlin: Berliner Taschenbuch-Verl. 2008. 381 Seiten. 19cm. Zustand: Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Einband (Außen) hat min. bis geringe Gebrauchsspuren; Broschiert
1987In 16? (cm 19,8), Brossura, pagg.477 cop. ill. a colori, segni del tempo alla cop., piccolo segno al frontespizio, ma buon es. Collana "Superbur", 27