2018br. L'opera è un trattato a forma di dialogo suddivisa in sette libri, dedicata a Lorenzo di Filippo Strozzi, patrizio di Firenze. Fabrizio Colonna (alter ego dello stesso Machiavelli) famoso condottiero dell'esercito spagnolo dialoga con vari intellettuali e membri della Repubblica fiorentina, tra cui Zanobi Buondelmonti e Cosimo Rucellai. La conversazione verte sulla polemica contro i mercenari che sono la debolezza dello stato, intrecciando anche la quotidianità nell'uso delle armi, la paga e la disciplina dei soldati, la disposizione dell'esercito e le fortificazioni, dando risalto all'arte militare dell'antica Roma.
1982Opera in più tomi incompleta, disponibili due volume, nel dettaglio: vol. 2, libro II, vol. 3, libro II, testo latino, intro, traduz. e note di A. Paciotti. Legatura datata in piccolo formato, copertina in tela ben tenuta con minimo sbiadimento al bordo, sovraccoperta illustrata, segnata da severo ingiallimento e sbiadimento dei toni, sofferenze e abrasioni nel patinato ombrato da polvere e umido da scaffale, fogli e tagli avorio, puliti e molto ben preservati. N. pag. 301; 214. USATO
2005brossura L'orazione inaugurale di Foscolo "Dell'origine e dell'ufficio della letteratura" (1809) è un'appassionante indagine sugli enigmi dell'uomo e della natura, sull'essenza della religione, della morale e della letteratura. Un apparato di più di 300 note registra fonti note e meno note di questo scritto. Un ampio saggio ricostruisce il pensiero di Foscolo, autore "chiaroscurale", che scopre (dopo altre grandi figure dei Lumi) la dualità dell'essere e della soggettività umana.
2013br. Meditando sul conformismo e sull'ipocrisia della società del suo tempo, l'autore si interroga su quale possa essere la risposta e la reazione dell'uomo onesto. Accetto vuole dimostrare che la dissimulazione, quando si identifica con la prudenza e non giunge alla volgare menzogna, diventa nelle mani del saggio un'arma per difendersi dall'oppressione dei potenti. Nato nel contesto della dominazione spagnola in Italia questo breve trattato fu pubblicato a Napoli nel 1641 e rapidamente dimenticato. Il libello fu riscoperto da Benedetto Croce all'inizio del XX secolo.
2012br. In bilico fra strumento del potere ed esercizio di libertà, la dissimulazione si pone come una delle arti, e delle armi, più raffinate della politica. In uno dei testi cardine della letteratura barocca, Accetto la descrive come un velo, che copre temporaneamente la verità per proteggerla, per impedire che si manifesti in modo inopportuno. Un capolavoro della pamphlettistica, cui fanno da controcanto le Rime, pubblicate per la prima volta in edizione moderna, che mostra tale conoscenza delle passioni e degli affetti umani da porsi come un gioiello di psicologia morale. Il sapiente commento di Edoardo Ripari guida il lettore attraverso tutto ciò che Accetto, in perfetta sintonia con il suo scritto, aveva scelto di tacere.
2006br. Introduzione, traduzione e note di Sebastiano Timpanaro «Mi meraviglio che un aruspice non si metta a ridere quando incontra un altro aruspice». Cicerone aveva ben presente il celebre motto di Catone il Vecchio mentre componeva il De divinatione (44 a.C.). Nel dialogo, il fratello Quinto, suo interlocutore, seguendo la dottrina degli stoici difende l'eterogeneo armamentario delle pratiche divinatorie, che va dal consultare gli oracoli all'interpretare il volo degli uccelli, al decifrare prodigi, portenti e inusuali segni celesti per ricavarne anticipazioni sul futuro. Cicerone, invece, ne è un fiero e convinto detrattore: tutti i fenomeni hanno cause naturali, anche quando appaiono straordinari, ed è meglio rassegnarsi all'ignoranza che cadere nella superstizione. E se da cittadino e uomo politico, nel timore che l'incredulità generi pericolosi sovvertimenti sociali è costretto a difendere il ricorso ai riti divinatori come instrumentum regni, in quanto filosofo egli denuncia con veemenza l'infondatezza e il carattere ridicolo di tali pratiche che alimentano terrori irrazionali finendo con l'inquinare l'autentico sentimento religioso.
2009br. Tre sono le forze in gioco: il cieco istinto dell'odio, la libera scelta dell'anima e la pura e semplice ragione. Un soldato non deve essere il mero strumento dell'autorità, ma proprio in nome della ragione e del sentimento ha il diritto di ribellarsi agli ordini. Con "La guerra del Peloponneso" di Tucidide, il trattato di Clausewitz è un classico della letteratura sull'arte della guerra. Un'analisi logica, razionale ed emotiva dell'aggressività umana quando si fa vero e proprio strumento politico.
2016br. La riflessione sui temi del vivere associato e della sovranità accompagnò Lodovico Antonio Muratori lungo tutta la vita, portandolo a misurarsi con le grandi questioni che animavano il dibattito europeo. Difficile inquadrare la sua posizione dentro categorie nette, come più volte si è fatto oscillando tra un Muratori "ghibellino" e un Muratori controriformista. I testi pubblicati nel volume - il trattato Della pubblica felicità (scritto nel 1748 e stampato l'anno successivo) e i Rudimenti di filosofia morale (concepiti come lezioni di governo per il giovane Francesco Maria d'Este tra il 1713 e il 1715 e qui presentati per la prima volta in edizione critica) - costituiscono i nuclei del suo pensiero e consentono di abbracciarne il percorso comprendendone appieno la portata. Quella di Muratori, commenta Matteo Al Kalak, è una "modernità involontaria", i cui frutti più originali si nutrono di un'impostazione cristiana tradizionale. Secondo questo impianto, la politica è subordinata all'etica e il principe a Dio: il potere di chi governa è limitato dagli obblighi nei confronti dei sudditi, in primo luogo quello di renderli felici; a guidarlo sono le virtù cardinali, declinazioni di un valore supremo e inderogabile, la carità cristiana, base della coesione sociale. Con un saggio di Cesare Mozzarelli. Presentazione di Fabio Marri.
Zanichelli 1922. 16°:pp.270n. bross.origin.
rif. 1390579875.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
1853rif. 005891Stuttgart, Rieger'sche Verlagsbuchhandlung, 1853. Orig.-Leinenbände, 443 / 440 / 420 / 416 / 401 / 416 / 460 / 390 / 410 / 360 / 316 / 256 Seiten, Kl.-8°. Vierte, sorgfältig erläuterte Original-Auflage (1853). Komplette Ausgabe in zwölf Bänden. Einbände berieben und mit kleinen Läsuren an den Kanten. Sehr wenige Stellen mit kleinen Anstreichungen. Diese lassen sich mit einem Radiergummi entfernen und wurden bei der Preisfindung berücksichtigt. Insgesamt handelt es sich um gut erhaltene Exemplare. Schöne Ausgabe mit reicher Goldprägung, marmoriertem Schnitt und einem Frontispiz-Portrait des Verfassers im ersten Band.
1957rif. 17832Weimar, Gustav Kiepenheuer Verlag 1957. Ganzleinen, 8°, 316 S., Gustav-Kiepenheuer-Bücherei Band 7,
rif. VR-890Rostock, Hinstorff-Verlag. 8° 467 Seiten; 1. Auflage Orig.-Leinen mit OU Umschlag eingerissen, wasserfleckig, abgegriffen; Buchblock schwach randgebräunt Die Sammlung. Deutschsprachige Literatur in Längsschnitten
1964rif. 840231Berlin, Zürich: Weidmannsche. 1964. 492 S. 21 cm. Zustand: Gut gering gebräunt (Innen); Besitzerstempel; Einband Außen hat leichte Gebrauchsspuren; Archivex. mit Klebestreifenrest (Außen); Einband hat Klebeschutzumschlag, ist foliert; Schutzumschlag fehlt, oder es gibt keinen; Schnitt oben mind. leicht angestaubt-fleckig und GRÜN / Kopffarbschnitt; Seitlicher u. unterer Schnitt sind geringfügig braunfleckig; Schutzumschlag fehlt; 4. Ausg. / von E. Steinmeyer Gewebe (Grüner Leinen)
1960rif. 24226München, Max Huber Verlag, 1960. kl. 8°, 254 S., Germanistische Bücherei - Band 3; Bezahlung per PayPal möglich, we accept PayPal, Vordereinband angeknickt, Regalspuren am Fußschnitt, Einband ger. beschabt und ger. bestoßen, altersbedingte Bräunungen, sonst ger. Gebr.sp., broschiert
1919rif. W794München, Georg Müller, 1919. Ganzleinen, 8°, 275 S., 1.- 3.. Tausend, im Auftrage des Verlags Georg Müller von der Bucchdruckerei Ernst Hedrich in Leipzig in einer Auflage von 2300 Exemplaren, gebunden vonHübel & Denck in Leipzig
1885in-16°, pp. 192. Bross. edit. con bruniture del tempo sui piatti, lieve ingiallimento sulle carte interne.
2017br. Tredici fedeli lettori hanno provato a rileggere "It" di Stephen King a trent'anni dalla sua (è proprio il caso di dirlo) apparizione. Enrico Macioci, Dario Rossi, Nicola Manuppelli, Paola Barbato, Marco Peano, Cristò, Francesca Schipa, Deborah Donato, Demetrio Paolin, Marco Candida, Giuseppe Martella, Giusi Marchetta e Luca Cristiano ci riportano a Derry, a vedere che aria tira da quelle parti tra fede e magia, tempo e scandalo, mito e pop, archetipi e psicoanalisi, infanzia e biciclette. "It" ancora ci atterrisce e ci consola, mostrandoci cosa significa lasciare il blu ed entrare nel nero, ma non del tutto, perché si ricorda, si rivive, si riscopre un libro che ci ha tolto il fiato e ci si ritrova davanti alle fondamenta del nostro immaginario.
2019ill., br. Dell'artista tedesca Paula Modersohn-Becker (1876-1907), anticipatrice del primo espressionismo - incarnato dalla Brücke (Il ponte) - proponiamo in nuova traduzione pensieri sull'arte e la vita, che rappresentarono materia di studio e ispirazione per le giovani generazioni del suo paese.
1972rif. 10005Konstanz Christliche Verlagsanstalt, 1972. 303 S. Leinen
1976rif. 26067Berlin Rütten und Loening, 1976. 958 S. Leinen , mit Schutzumschlag
1925rif. Q2357Leipzig, Insel-Verlag, o. J., ca 1925. Halbpergament, 8°, 729 S., Dünndruckausgabe, 11.-20. Tausend, mit einer Zeittafel und einem Nachwort von Reinhard Buchwald
1970rif. A022Gütersloh, Bertelsmann 1970. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 4°, 572 S., mit einem Vorwort von Reinhard Buchwald und Lithographien von A. Paul Weber (1908 erneuert von Reinhard Buchwald und 1970 neu bearbeitet von Reinhard Buchwald und Hermann Hossfeld)
1908rif. 007351Leipzig, Insel, 1908. Orig.-Pappbände ohne SU, XVI-293 / 270 / 393 Seiten, 8°. Komplette Ausgabe in drei Bänden. Einbände etwas berieben. Seiten papierbedingt ganz leicht gebräunt. Insgesamt handelt es sich um sehr gut erhaltene Exemplare. Sehr schöne Ausgabe mit 4 Radierungen von Max Klinger. Eingeleitet von Reinhard Buchwald.