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1996Best.-Nr. 702278München :: List. 1996. 676 + 448 + 516 + 284 + 476;. 21cm;. Zustand: Sehr Gut, eher ungelesen; INHALT: Band I: Prosa, Dramen, Gedichte, 1920 bis 1930 - Band II: Gedichte 1930 bis 1940 (377 S.) - Band III/1: Lebenslauf eines dicken Mannes, der Hamlet hieß (285 S.) - Band III/2: Prosa 1930 bis 1940 (516 S.) - Band IV: Gedichte 1940 bis 1964 (448 S.) - Band V: Prosa 1940 bis 1964 (476 S.); Band I. fehlt auf dem Photo; Gewebe (Grüner Leinen)
1900Best.-Nr. A269Berlin, Verlagsgesellschaft für Literatur und Kunst 1900. "Ganzleder, 8°, gesamt 765 S., mit biographischer Einleitung und Neubearbeitung von ""Maler Nolten"" von Walter Heichen, Inhalt 1. Buch: Gedichte - 2. Buch: Gesammelte Erzählungen (Der Schatz, Das Stuttgarter Hutzelmännchen, Der Bauer und sein Sohn, Die Hand der Jezerte, Lucie Gelmeroth, Mozart auf der Reise nach Prag) - 3. und 4. Buch: Maler Nolten (Auf Grund selbstständiger Forschungen in der königlichen Landes-Bibliothek zu Stuttgart neu bearbeitet von Walter Heichen) - Anhang: Der letzte König von Orplid (Schattenspiel)"
1987Best.-Nr. 129638Frankfurt am Main: Deutscher Klassiker Verlag, 1987. 1244 S. ; 18 x 11,5 cm ; Leinen.
1975Best.-Nr. 157439Darmstadt: Wissenschaftliche Buchgesellschaft [Lizenzausgabe des Winkler Verlags] 1975. 928; 699 Seiten. Dünndruck. 8° (17,5-22,5 cm). Flexible Orig.-Leinenbände mit goldgeprägten Rückentiteln. [Hardcover / fest gebunden].
1993Best.-Nr. 285753Darmstadt: Wissenschaftliche Buchgesellschaft. 1993. 952 S. ; 991 S. ; 895 S. 20 cm. Zustand: Sehr Gut, eher ungelesen (Innen); Kartonschuber hat geringe Gebrauchsspuren; Gewebe (Blau) mit Schutzumschlag u. Kartonschuber
1923Best.-Nr. DLIT0076München u. Lpz., Rösl 1923. Gr.-8°. XXII(2), 406(2); 571(1); 416(2); 520(2), 504(2); 524; 502(2); 519(1); 433(1) u. 426(2) S. Blaue OLnbde. m. goldgepr. Rü.titel auf mont. rotem Rüschi., schwarzgepr. Rü.verz. u. farb. Kopfschnitt. Sehr gut erhaltene, beinahe unberührte Ausgabe. Dekorative Werkausgabe.
1925Best.-Nr. 5019Leipzig/Wien, Verlagsanstalt für Literatur und Kunst, o.J 1925. Ganzleinen im Schuber, 8 , 1552 S., Dünndruckpapier, mit einem Porträt des Dichters. Im Schnitt etwas fleckig, sonst guter Zustand. Hardcover
2001Best.-Nr. 008460Stuttgart, Klett-Cotta, 2001. Orig.-Leinenband mit SU, 751 Seiten, 8°. Stuttgarter Ausgabe. Band VI / Prosa 4 (1951-1956). Schutzumschlag leicht gebräunt und mit kleinen Flecken am Rücken. Sonst sehr gut erhaltenes Exemplar. In Verbindung mit Ilse Benn herausgegeben von Holger Hof.
1972Best.-Nr. 16574AMünchen:, Piper., (1972). 8° (ca. 22 x 14 cm). 78 Seiten. Original Ganzleinen und Original Schutzumschlag mit Rücken- und Deckeltitel. [2 Warenabbildungen] Schutzumschlag teilweise gegilbt mit Randläsuren. Widmung des Autors auf dem Schmutztitel. Insgesamt guter Zustand.
8° (ca. 22 x 14 cm). 78 Seiten. Original Ganzleinen und Original Schutzumschlag mit Rücken- und Deckeltitel. Schutzumschlag teilweise gegilbt mit Randläsuren. Widmung des Autors auf dem Schmutztitel. Insgesamt guter Zustand. Erstausgabe. WG 2.36. Mit einer datierten Widmung von Franz Tumler (1912-1998) für den renommierten Berliner Architekten Hermann Fehling (1909-1996).
2013Best.-Nr. 235033München : Grubbe Media, 2013. 212 S. : Ill., 21 cm. Pp., gebundene Ausgabe, SU, Lesebändchen.
2009Best.-Nr. 354128London: Haus Publishing. 2009. VI, 330 S. 20,5 cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Archivex. mit Besitzerstempel (Innen); Einband Außen hat geringe Gebrauchsspuren(Außen); Schnitt ist nur stellenweise min. fleckig; Ppbd. mit Schutzumschlag
2016br. Sergej Dovlatov, umorista leningradese di origine ebraico-armena, distingueva tra il narratore e lo scrittore. " Il narratore parla di come la gente vive, lo scrittore del motivo per il quale vivere". Lui si sentiva un narratore. "Le cose divertenti, Sergej non le inventava - scrisse di lui un amico - le trovava. Scovava l'umorismo esattamente nei luoghi in cui nessuno l'avrebbe cercato". Fu costretto a emigrare alla fine degli anni Settanta dall'Unione Sovietica per il suo atteggiamento anticonformista e per quello che scriveva (racconti clandestini sulla sua vita di letterato spiantato in giro tra i paradossi quotidiani, di cui era contemporaneamente protagonista e narratore). Quando andò in esilio a New York non dovette cambiare di molto l'ispirazione del suo umorismo; i temi universali: l'uomo, l'assurdo, la grandezza poetica di chi resiste nel suo piccolo all'omologazione, il "regime" vero interno a ciascuno ossia la piattezza esistenziale. Il suo sguardo spogliava ridendo il totalitarismo burocratico del socialismo realizzato, e successivamente il consumismo immemore del capitalismo senz'anima. E in entrambi i casi il suo amaro sorriso riesce in una specie di miracolo lirico: una forza scettica, paradossale, che destruttura il senso comune, a mostrare l'assurdo cuore del conformismo, ma che contemporaneamente trasmette un inebriante desiderio di tolleranza, di fratellanza con tutti.
2021ill., br. "Taccuini del deserto" nasce da un lungo soggiorno dell'autore nel deserto californiano del Mojave e dal deserto, luogo dove tutto inizia e finisce, trae uno sguardo inedito e assolutamente affascinante su quanto l'umanità sta vivendo in questo momento storico "in cui tutto, compreso il tempo, sembra sull'orlo del collasso": una crisi irreversibile e sempre più profonda alla quale sembra non esserci rimedio se non la fine della nostra civiltà. E proprio dal deserto, simbolo al tempo stesso di morte e di trascendenza, che "ti fa arretrare e mette l'eternità in primo piano", Ben Ehrenreich prende le mosse per riflettere su cosa significhi l'idea di "fine dei tempi" non solo per la nostra civiltà ma anche per quelle che ci hanno preceduto. Come affrontare dunque l'Apocalisse ora che il tempo, suggerisce l'autore, sembra essersi annodato su se stesso? E cosa ci insegna la fine di intere civilizzazioni quali per esempio quella dell'antico Egitto e dei Maya? Passando dalla mitologia alla scienza, dalla storia delle religioni alla politica, dalla cosmologia all'antropologia e al racconto autobiografico, "Taccuini del deserto" affronta il senso più profondo e riposto dell'essere vivi qui e oggi, sospesi in un tempo di assoluta incertezza ma che ci pone problemi e domande non troppo dissimili forse da quelli che altre civiltà prima di noi hanno affrontato, sopravvivendo in modi nuovi oppure scomparendo per sempre.
2016br. Un attimo di silenzio, d'incredulità - un urlo - il grido Assassinio - la signora Lincoln si sporge dal palco, le guance e le labbra cineree, il dito che indica la figura che s'allontana, Ha ammazzato il Presidente... E ancora un istante di strana e incredula suspense - e poi il diluvio! - quel misto d'orrore, frastuono, incertezza - il rumore, da qualche parte sul retro, di zoccoli di cavallo che fuggono via galoppando - la gente che inciampa tra le poltrone e le ringhiere, le travolge...
2011br. Scritto nell'estate del 1966 durante un soggiorno a Ibiza, sull'orlo di un abisso tutt'altro che metaforico, un quaderno di pagine roventi, tra le più intense e radicali mai vergate da Cioran.
2010br. La Germania secondo Fabrizia Ramondino ovvero diario di un "viaggio esteriore e interiore", scandito dal ritmo di una meditazione poetica: nelle pagine di questo taccuino, l'autrice narra di sé e della sua lunga frequentazione delle "terre tedesche", ricostruendo, dal dopoguerra sino a oggi, l'instabile profilo di un Paese segnato dai traumi e dalle crisi ripetute del Novecento. Immagini di città - Heidelberg, Francoforte, Monaco, Wuppertal, Weimar, Berlino - si intrecciano a riflessioni sulla Storia e sulla cultura tedesca, sollecitando via via, accanto alla memoria del passato, un tentativo di decifrare gli scenari del presente scaturiti dalla svolta del 1989. Ne deriva un singolare itinerario attraverso lo spazio e il tempo, che è insieme un bilancio di vita e di scrittura: l'esperienza del viaggio coinvolge di rimando la nozione delle origini e il rapporto con Napoli, "città balia" più che "madre", oggetto di un amore difficile e radice di un senso irrimediabilmente precario dello star di casa e nel mondo. Accompagnano il testo tre lettere inedite di Gesualdo Bufalino, Anna Maria Ortese e Karsten Witte riferite alla prima versione del Taccuino tedesco (La Tartaruga, 1987).
2014Best.-Nr. 116460Wiesbaden: Marix Verlag, 2014. 320 S. ; 20,5 cm ; Leinen.
1978Best.-Nr. 11715ABLocarno, Droemer Knaur., 1978. 8°. 174 Seiten. Originalleinenband mit farbig illustriertem Schutzumschlag. - Ein gut erhaltenes, sauberes Exemplar in fester Bindung und ohne Eintragungen. 1.-20. Tausend.
1935Best.-Nr. Q207Dresden, Carl Reissner Verlag 1935. Ganzleinen, großes 8°, 39 S., und 36 ganzseitigen Zeichnungen von Hans G. Haas
1947Best.-Nr. 4014Berlin, Verlag der sowjetischen Militärverwaltung in Deutschland 1947. Broschiert mit OSU, 8 , 363 S., "Roman über die Schlacht um Stalingrad. Schutzumschlag am Rücken unten etwas eingerissen. Schutzumschlag Hardcover
1979Best.-Nr. 4361Frankfurt/Main, Fischer Taschenbuch Verlag 1979. Taschenbuch, 8 , 243 S., 41.-45. Tausend, "Marie Luise Kaschnitz hat in den Jahren 1966/67 dieses Tagebuch geführt. Ihre Aufzeichnungen und Erinnerungsnotizen enthalten mehr als nur den Niederschlag privater Erfahrungen. Sie sind zugleich eine kluge Auseinandersetzung mit politischen, sozialen und kulturellen Erscheinungen, die uns alle betreffen. Einband leichte Gebrauchsspuren, innen Ränder leicht gebräunt.
1973Best.-Nr. 641844[Frankfurt (Main)]: Suhrkamp. 1973. 152 S. 18cm;. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. gebräunt (Innen); Einband (Außen) hat geringe Gebrauchsspuren; 1. Aufl. Broschiert
1966Best.-Nr. X1966Reinbek, Rowohlt Verlag 1966. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 237 S., 1.-15. Tausend, Deutsch von Oscar Benl
1972Best.-Nr. 18359Berlin, Verlag Klaus Wagenbach 1972. Kartoniert, 8°, 83 S., 1.-4. Tausend, Quarthefte Nr. 56