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AA.VV. Camping Climatico "Le Pianacce" Castagneto Carducci - Livorno. Firenze, Atef Editoria Pubblicità s.d. (ma Anni 70 ca.) italian, in ottavo pp. (12) facce ed. s.d. (ma Anni 70 ca.). Pieghevole in-8° a (12) facce. Testi in italiano/inglese/tedesco/francese. Illustrazioni a colori. Photos by Tony Trimboli Internazionale. Stato buono (lieve usura ai margini - leggermente brunito).
1998In 8° br. pp. 115, ben tenuto
1994In 8° br. pp. 111, ben tenuto
1907La Domenica del Corriere del 24 /2/1907 con 2 tav. a colori
1905La Domenica del Corriere del 21/5/1905 (Solo le due tav. a colori; manca l'interno).
1980In 8° oblungo leg. edit. sov. fig. pp. XXII / 275, con 417 zincotipie e 1 fotoincisione, ben tenuto
1888in-16, pp. 66, (2), broch. edit. Lettura tenuta in Roma alla Palombella il dì 8 aprile 1878. Rudel fu trovatore provenzale (sec. XII), principe di Blaye, signore di Pons e di Bergerac. Seguì nel 1147 Luigi VII alla crociata in Terra Santa, dove probabilmente morì. Restano di lui sei canzoni che lo rivelano gentile poeta d'amore; due celebrano un "amore di terra lontana", e da queste derivò la leggenda della sua passione ideale per la contessa Melisenda di Tripoli di Siria, che egli incontra in punto di morte: leggenda che appare in un'antica biografia del XIII sec. e ispirò, unitamente al tono malinconico e misterioso delle liriche, vari poeti moderni, tra cui Heine, Uhland, Rostand, e lo stesso Carducci (Diz. Bibl. Treccani). Discreto esemplare, con bruniture, alla sguardia ex-libris del rabbino e biblista Alfredo Toaff. . .
1907in-4, pp. (4), 48, (2 bb.), broch. edit. Edizione originale in volume, i due scritti erano apparsi sul "Corriere della Sera" rispettivamente il 21 febbraio e il 25 marzo dello stesso anno. Buon esemplare, fresco e marginoso, ma difetti al dorso. . De Medici, 67; Guabello, 159; Vecchioni, 35; Falqui, p. 30..
1983Jorio, Piercarlo (Carducci, Carlo: Presentazione di) IN PRINCIPIO ERA LA PIETRA. Matrici preistoriche della cultura pastorale alpina. Torino - Savigliano (Cuneo), Edizioni Eda (Via Avogadro 22) - Nuove Arti Grafiche S.p.A. (Stampato dalle) s.d. (>= 1983?) italian, in ottavo 324 ed. s.d. (>= 1983?). VIII grande/324/ brossura in cartoncino bianco patinato con grafica in nero e illustrata ai piatti (primo piatto, a colori: stampo per il burro a paletta in legno inciso, proveniente dagli alpeggi delle Valli di Lanzo - ultimo piatto, in nero: motivo da stampo per il burro degli alpeggi delle Valli di Lanzo). Con riproduzioni fotografiche in b/n più disegni e schemi in nero. Stato buono (leggera brunitura del volume nel complesso - qualche segno e qualche appunto a margine, tutti a matita - in quarta di copertina, all'angolo inferiore sinistro segno obliquo di ca. 13,5 cm, da piegatura dell'angolo). Indice: Presentazione di Carlo Carducci - Motivazioni dell'opera - Prefazione - Introduzione - Terfminologia usata nella ricerca - Il segno (Linguaggio del segno - Segno come stimolo emotigeno) - L'astrazione come concetto - Preistoria ed habitat dell'uomo alpino europeo (Le glaciazioni e le cultura preistorice sino all'uomo tipo alpino" - Civilizzazioni dal neolitico al ferro lungo l'arco alpino ligure-piemontese) - L'incisione rupestre (I pastori-incisori - Arte rupestre dalla Spagna agli Urali - L'incisione rupestre di tipo non figurativo - L'incisione rupestre come sistema-lingua) - L'arte pastorale alpina (Proposta di interpretazione - Il simbolo-decorazione - Marchi e segnature) - Fonti iconografiche dei motivi incisi (L'incisione rupestre di tipo geometrico - Segni alfabetici - Tavole dei significati base) - Le Valli di Lanzo come valli campione (Valle di Ala e Valle Grande) - Raffronto con altre culture pastorali - Considerazioni e conclusioni - Bibliografia e fonti iconografiche.
1892Cm. 17, br. edit., pag. 240 (4); (2) 16 (2) di catalogo editoriale. Ex-Libris di Angelo Fortunato Formiggini al frontespizio e altra firma di appartenenza. Uno strappo riparato all'epoca al piatto anteriore. Parzialmente intonso. Sul piatto anteriore la data 1893 a stampa.
2020Le fortune dell'opera di Giosuè Carducci entro la compagine critico-letteraria dell'Italia unita sono state piuttosto uniformi. Tuttavia, la sua figura di poeta rimane tuttora cristallizzata dall'etichetta di vate della cultura italica. Il saggio di Enrica Salvaneschi - almeno per la particella poetica costituita da Pianto antico, uno dei componimenti più emblematici e conosciuti tra quelli del Carducci - ovvia al problema rappresentato dai limiti critici riscontrati nelle interpretazioni delle origini e della vera natura dell'esperienza dell'Autore; pone il problema, più assoluto, del reale valore poetico del Carducci tenendo conto della grandezza di sentire ch'egli dimostra ma al contempo delle cadute cui è soggetto, spesso a causa della strumentalizzazione della sua opera che è stata fatta lui vivente e anche in seguito; è inoltre una finestra che si apre su una più ampia riflessione circa il senso della parola poetica e letteraria. Per indagare negli angoli più reconditi del testo di qualsiasi testo - è infatti necessario affiancare agli strumenti classici del critico specialista d'un solo settore mezzi nei quali questi è talvolta più manchevole. Ci riferiamo per esempio alla glottologia, alla semantica, alla storia della filosofia e delle idee, nonché alla conoscenza e all'interiorizzazione di più lingue e culture, a partire da quelle classiche. In tale prospettiva, il saggio presenta Pianto antico quale punto di partenza per una serie di riflessioni circa le fonti - o meglio le ispirazioni - che ne fanno il fulcro di molti fasci d'influenze, dall'indoeuropeità alla classicità, dal romanticismo alla più vasta cultura europea, nel contesto della Weltliteratur. Autori: Enrica Salvaneschi.
2015La figura complessa e per molti versi affascinante di Giosuè Carducci (1835-1907) viene attentamente delineata in queste pagine a partire da un'analisi puntuale dei suoi scritti e della sua biografia, dagli anni giovanili passati in Lunigiana e Maremma fino all'approdo, ancora giovanissimo, a Bologna, dove insegnò Letteratura italiana e Filologia romanza all'Università. Poeta, professore, filologo, uomo pubblico dell'Italia risorgimentale, egli resta ancora oggi un personaggio più frainteso che letto. Nel libro viene approfondito in particolare il rapporto tra la sua indole rivoluzionaria, sdegnosa e solitaria, e la società di transizione tra Ottocento e Novecento, che egli visse e interpretò in tutte le sue laceranti contraddizioni, e di cui la vastissima produzione poetica e saggistica rappresenta una specie di mappa aperta e per certi versi ancora largamente incompresa. Lontano dagli stereotipi critici che hanno appiattito e museificato, a partire dalle antologie scolastiche, l'immagine di Carducci, l'autore restituisce qui il profilo di un poeta e prosatore sfaccettato e inquieto, non di rado notturno e umbratile, irriducibilmente anarchico e libertario, e sempre attuale in quanto fieramente inattuale: un poeta europeo in bilico tra slanci polemici e rèverie crepuscolare, a cui Nietzsche pensò di affidare la diffusione dei propri scritti polemici e anticlericali. Autori: Francesco Benozzo.
2000Autori: Ettore Caccia.
2000Autori: Umberto Panozzo.
1928Volume in discrete condizioni. Sprovvisto di copertina. Pagine ingiallite dal tempo, ma perfettamente leggibili.
in 16° (19 x 12,5 cm); 506 pagine; bella legatura in mezza pelle con 5 nervetti e titolo in oro al dorso; ritratto su cartoncino all'antiporta; lievi tracce del tempo alla legatura, interno molto buono; (SG10)
1906Giosue Carducci Prose. , Zanichelli 1906, Piatti e dorso segnati dal tempo. Tagli con gore. Mediocre (Poor) . 1475
19095 Volumi formato 16,5X10,5. Brossura editoriale pagine 418 totali. Ogni volume contiene tavole fotografiche fuori testo in B/N. Dalla edizione definitiva approvata dall autore. Bella copia
1958Busetto, Natale Giosuè Carducci. L'uomo, il poeta, il critico e il prosatore. Padova, Liviana Editrice 1958 italian, 528 1958. Opera con copertina morbida alettata. Pagine leggermente ingiallite ai bordi. Y1
1958Giannessi, Ferdinando Autografato! Il grande Carducci. Treviso, Edizioni di Treviso 1958 italian, 206 1958. Opera con copertina morbida con sovracoperta alettata con dedica e autografo ad importante critico letterario italiano. Y1
1935in-folio, pp. XXI di studio introduttivo e LII tavole riproducenti in fac-simile altrettanti scritti autografi carducciani dall'anno 1848 al 1900. In fine 2 pagine d'indice delle 52 poesie, su altrettanti fogli, di mano dell'illustre poeta. Leg. edit. in elegante cartone decorato. Edizione originale a tiratura limitata (n. 195) su carta distinta e pesante. Ottimo esemplare.. .
1907in-8, pp. (6), 179, e 6 tavole in b/n f.t., bella leg. coeva m. pergamena, titolo oro su tassello al dorso. In antiporta fotografia scattata a Carducci nei suoi ultimi giorni, trascorsi a Lizzano. Edizione originale di questa raccolta di lettere di Gosué Carducci scritte dal 1897 al 1906 a Silvia Baroni Pasolini, legata al poeta da cara amicizia e che spesso lo ospitò nella propria residenza, Villa Silvia a Lizzano, tanto che Carducci chiese infine di trascorrervi i suoi ultimi giorni di vita. Le prime 75 pagine portano la premessa di Antonio Messeri ''Giosué Carducci e la Romagna''.. .
LEGATURA DI PREGIO IN TUTTO CUOIO CON FINTE CERNIERE AL DORSO, RITRATTO ALL'ANTIPORTA CON VELINA PROTETTIVA, CON 417 ZINCOTIPIE. ALLA FINE DEL VOLUME LA DATA RIPORTATA DELLA STAMPA E' 1908 numero pagine: 275 formato: ALBUM 30.6X20.8 stato conservazione: BUONO, NORMALI PICCOLE ABRASIONE AL CUOIO
2014br. Il volume riunisce dieci contributi su alcuni momenti significativi dell'esperienza umana e intellettuale di Giosuè Carducci. Sulla scorta di carteggi, documenti, testimonianze e della ricca pubblicistica coeva vengono indagate le connessioni fra poesia e vita civile, prima e dopo l'Unità: il libro politico di "Juvenilia", l'invettiva giambica di "Dopo Aspromonte", le delusioni del primo periodo post-unitario, le molteplici prese di posizione pubbliche, le accensioni polemiche del ciclo di sonetti di "Ça ira". Particolare attenzione viene anche riservata ai legami di Carducci con la cultura classica (il lungo amore per Virgilio, fino al memorabile discorso mantovano del 1884) e con la tradizione letteraria italiana, da Petrarca (l'edizione del Canzoniere nel 1899) ai moderni (gli studi su Parini, il mito di Foscolo). Altri sondaggi sono poi dedicati ai luoghi della poesia e alle relazioni di Carducci con figure eminenti del suo tempo, da Tommaseo a Pascoli, col mondo dell'università e della scuola e con editori, allievi, collaboratori. Chiude il volume una riflessione su uno snodo centrale della fortuna critica del poeta nel Novecento.