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1925Una bellissima opera con 122 illustrazioni di strumenti, grafici e riproduzioni fotografiche. Collezione "Bibliothèque des Merveilles" Brossura editoriale, pp. 192, in 16°
1894in-8° gr., pp. 368 con 210 ill. n.t. Leg. in mezza tela con tit in oro al dorso. Ingiallimento del tempo con restauri ad alcuni angoli.
1976Padova : CLEUP, 1976. 'INFN - XXV anniversario dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare 1951 - 1976'. 8vo (cm. 23); cartonato editoriale, p. XXVIII 405 (3); illustrazioni in b / n nel testo. Alcune ammaccature agli spigoli del dorso e al dente del piatto anteriore; sgualcita la punta superiore di pp. XV - XXVII. Buona copia. Unito: un biglietto accompagnatorio (cm. 10x13; a stampa: 'Con i complimenti del Presidente dell'INFN') firmato da Alberto Gigli Berzolari (Pavia, 19 luglio 1921 - 15 gennaio 2012), Presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare nel biennio 1976 - 77.
19011 Vol. In-8 gr tela editoriale. Ben tenuto pag. X-578 PROG 39252 CATT_ATT 52
1870In-4° pp. 42 con 1 tav. ripieg. f.t. Nross. muta coeva. Ottimo sttao.
1866In-4° pp. 100, bross. muta priva della parte posteriore.
1781In 8, pp. 350-360. Br. rifatta con carta d'epoca. Stralcio da 'Opuscoli scelti sulle scienze e sulle arti tratti dagli Atti delle Accademie e dalle Collezioni Filosofiche, e Letterarie', vol. IV, primo periodico scientifico milanese edito dal 1778 al 1803 che, sotto la cura di Carlo Amoretti e Francesco Soave, raccoglieva saggi e memorie dei principali scienziati dell'epoca. Nella seconda meta' di p. 360 compare l'articolo di poche righe Utilita' de' vasi di stagno per la conservazione de' comestibili.
1958William Duncan MacMillan Statics and the dynamics of a particle by William Duncan MacMillan. U.S.A, Dover 1958 italian, 420 BTT50 Brossura editoriale volume in buone condizioni, segni di usura causati dal fattore tempo sulla copertina, interno in ottimo stato, legatura salda, testo in inglese 420 pagine circa Copertina come da foto
Colombo, Ceylon, A. M. & J. Ferguson, 1906. 4to.mayor; XIII-179 pp., con gráficos y fotografías fuera de texto. Encuadernación original en tela.
1970(Scienza - Fisica) In 8°, legatura editoriale in piena tela rossa con titoli in bianco al dorso, sovraccoperta, pp. XII,(2),146,(176). Una firma di proprietà al recto del foglio di guardia anteriore. Al frontespizio timbro in rosso : "Opera ricevuta per recensione". Piccolo, ininfluente, strappetto senza perdite alla sovraccoperta, peraltro ottimo stato di conservazione.
1961(Scienza - Fisica) In 8°, legatura editoriale in piena tela grigia con titoli ed impressioni in nero ed argento, sovraccoperta illustrata, pp. (10),68, con 39 figure nel testo ed una tavola ripiegata fuori testo. Ex libris applicato al verso del foglio di guardia anteriore e firma di proprietà. Ottimo stato di conservazione.
1869In 8, pp. 16. Br. rifatta con carta d'epoca.
2006brossura
2019ill., br. Quando abbiamo in mano un oggetto, per esempio questo libro, ne sperimentiamo in primo luogo la consistenza materiale, ovvero il fatto che possegga una «massa». In apparenza, niente di più stabile e rassicurante. Eppure, se potessimo scendere via via nelle profondità della materia (le fibre di cellulosa che compongono la carta, le molecole della cellulosa, gli atomi di ogni molecola...), ci accorgeremmo di come quella stabilità sia ingannevole. Le «particelle elementari» che compongono ogni atomo, infatti, non solo fluttuano nello «spazio vuoto», ma appaiono come uno «zoo» in cui ogni specie manifesta proprietà - almeno a un primo sguardo - «del tutto assurde». Nello spiegare questa visione controintuitiva e paradossale, Jim Baggott da un lato risale alle varie concezioni della «massa» nella storia della ricerca filosofico-scientifica, dai pensatori greci alla meccanica newtoniana; dall'altro mette a fuoco le conseguenze profonde delle nuove conoscenze fisico-cosmologiche, dalla celebre scoperta di Einstein per cui «la massa di un corpo è la misura del suo contenuto di energia» alle implicazioni del Modello Standard della fisica delle particelle: disponendo queste ultime entro l'azione dei «campi quantistici», il Modello Standard assimila infatti la massa più a un «comportamento» che a una «proprietà», e la rende elusiva e inafferrabile. In questa prospettiva spiazzante - che Baggott trasmette con la consueta combinazione di chiarezza espositiva e verve stilistica - la posta in gioco è molto più del concetto di massa: è la natura stessa della materia, di un universo le cui fondamenta risultano molto meno «solide, certe e affidabili» di quello che abbiamo a lungo pensato.
2022ill., br. Il suo acronimo (lqg) suona come uno dei tanti, criptici e intimidatori, che gremiscono la fisica contemporanea. In realtà, la «gravità quantistica a loop» - oggetto del nuovo libro di Jim Baggott - è una delle declinazioni più promettenti nell'ambito della «teoria quantistica della gravità». La quale, a sua volta, è uno dei tentativi più accreditati di rispondere a una sfida senza precedenti nella storia della fisica: l'armonizzazione di due teorie di grande successo ma tra loro inconciliabili. La prima è la relatività generale di Einstein, che descrive il comportamento della materia su larga scala in uno spazio-tempo curvo: base del modello standard cosmologico del big bang, ha avuto una delle conferme più spettacolari nella recente scoperta delle onde gravitazionali. La seconda è la meccanica quantistica, che descrive invece le proprietà e il comportamento della materia alle scale più piccole: sotto forma di teoria dei campi, è alla base del modello standard della fisica delle particelle, e in questo ambito l'ultima convalida sperimentale è stata la scoperta del bosone di Higgs. Il punto è che il «doppio trionfo» delle due teorie - costruite su interpretazioni incompatibili dello spazio e del tempo - è servito solo a far apparire l'universo ancora più elusivo e misterioso, se non più bizzarro. Compito della lqg è dunque inventare un nuovo, comune tessuto teorico. Ricostruendo i termini della sfida, Baggott si sofferma a lungo sugli scienziati che più si sono adoperati (e continuano ad adoperarsi) per vincerla, come Lee Smolin e Carlo Rovelli; e, pur senza nascondere fino a che punto sia ardua, ne sottolinea l'importanza fondamentale grazie a un pensiero di Laozi: «Anche un viaggio di mille miglia comincia con un primo passo».
2015ril. Durante il nazismo alcuni fisici cercarono di dar vita a una fisica ariana che escludesse ogni "idea giudaica", molti altri fecero compromessi e concessioni pur di continuare a lavorare. Tra questi vi erano tre fisici di levatura mondiale, attraverso i quali Philip Ball racconta la storia della fisica tedesca sotto Hitler. Max Planck, il pionere della teoria dei Quanti, universalmente stimato per la condotta morale che seppe mantenere durante il regime; Peter Debye, un fisico nederlandese che arrivò a dirigere il più importante istituto di ricerca del Reich prima di andarsene negli Stati Uniti nel 1940; Werner Heisenberg, lo scopritore del principio di indeterminazione, che ebbe un ruolo di primo piano nella corsa tedesca alla bomba atomica. Alla fine della guerra molti scienziati tedeschi rivendicarono la propria apoliticità e la propria opposizione al regime: Debye affermò di essere andato in America per fuggire dalle interferenze naziste alle sue ricerche; Heisenberg sostenne, insieme ad altri, di aver deliberatamente rallentato la fabbricazione della bomba atomica... Muovendosi tra storia, biografia e storia della fisica, l'autore inquadra le difficili e ambigue scelte morali di tre vite intrappolate tra gli ideali della scienza e un'ideologia tirannica; illuminando di nuova luce i vari modi in cui la maggioranza degli scienziati, tra complicità e resistenza, fece i conti con il regime nazista.
2010br. Dall'inizio degli anni Cinquanta fino alla morte, avvenuta nel 1990, Bell ha dedicato gran parte dei suoi studi - oggi considerati fra i più decisivi del secolo scorso - ai fondamenti della meccanica quantistica. Nel 1987 la quasi totalità dei suoi lavori di contenuto fondazionale è stata raccolta in questo libro, divenuto ormai una pietra miliare nel campo. Bell ha infatti riaperto il problema che soggiace a tutti gli altri: quale realtà possiamo attribuire ai mattoni microscopici che costituiscono la materia? Un problema che si pose per la prima volta con urgenza nei primi due decenni del Novecento, allorché i fisici furono costretti dai fatti sperimentali a constatare che alla materia microscopica non si poteva attribuire uno specifico "dove" e che la logica a essa applicabile cozzava violentemente con il senso comune. A questo stato di cose reagì Einstein, che insieme a Podolsky e Rosen tradusse lo strano comportamento previsto per le particelle microscopiche in un apparente paradosso insito nella teoria: il paradosso detto EPR dalle iniziali dei loro nomi. Trent'anni dopo Bell rianalizzò tutta la situazione EPR, e sintetizzò nell'ormai famosa "disuguaglianza di Bell" un criterio in grado - in linea di principio - di dirimere sperimentalmente il paradosso. Alain Aspect, prima di altri, portò avanti l'esperimento, avvalorando una novità sconvolgente: particelle opportunamente preparate si comportano come se fossero una cosa sola anche quando sono separate da distanze arbitrariamente grandi.
2017ill., br. Il testo si propone di fornire le conoscenze fondamentali della fisica tecnica offrendo allo stesso tempo una panoramica di casi di interesse tecnico che mostrano come utilizzare le conoscenze acquisite nella progettazione di macchine.
2016ill., ril. Immaginate di essere fatti di pura coscienza, senza corpo, e di essere in grado di spostarvi a velocità vertiginose nello spazio immenso e profondo, capaci di miniaturizzarvi per immergervi dentro al mondo brulicante di un nucleo atomico, o di diventare enormi per tuffarvi a capofitto proprio dentro a un buco nero. Immaginate di essere proprio lì, a toccare fisicamente tutte quelle cose così affascinanti che nei libri di fisica vengono spesso descritte in termini un po' asettici e talvolta decisamente difficili. Ma questa volta capite tutto, perché non vi stanno solo descrivendo l'universo: lo state proprio toccando con mano. Christophe Galfard vi farà volare direttamente sulla superficie del Sole, nei meandri di una galassia, alle origini del Big Bang e dentro un buco nero, dove tempo, spazio, materia e energia - e ogni altra abituale categoria della fisica, di cui Galfard è uno degli interpreti più brillanti - si confondono. Questo libro ci fa comprendere le più strane e sconcertanti verità della scienza, senza disdegnare di soffermarsi lungo il cammino sulle questioni che queste scoperte hanno rimesso in discussione, dall'esistenza di Dio, all'origine del tempo, al futuro stesso dell'umanità.
2011br. La conoscenza della geografia svolge un ruolo fondamentale nell'educare al territorio (cioè ai valori e alle risorse dei luoghi, alla loro conoscenza e comprensione) così come nell'educare il territorio (sviluppando strumenti per interpretarlo, rappresentarlo, insegnarlo, gestirlo, tutelarlo, progettarne il futuro). Il volume, che si avvale del contributo di diversi studiosi, propone una riflessione sull'educazione geografica attraverso tre prospettive di analisi: il contributo della geografia nell'affrontare i temi di maggiore attualità e trasversalità nei curricula didattici (ad esempio la cittadinanza, l'interculturalità, la globalizzazione, la sostenibilità); l'impiego degli strumenti della disciplina in ambiente formativo (da quelli più tradizionali sino a quelli più innovativi legati all'utilizzo delle nuove tecnologie); le relazioni tra la geografia e altri saperi disciplinari.
2013brossura È questa la prima traduzione italiana del capolavoro di Goethe sul colore, materia alla quale egli dedicò una parte significativa della propria vita. In quest'opera Goethe scandaglia scientificamente la storia e i presupposti metafisici dell'arte attraverso l'esame di ben 350 personalità che hanno contribuito alla strutturazione di una teoria dell'arte e del colore. L'excursus temporale, da Socrate e Aristotele, da Plotino a Galilei fino a Newton, è dei più avvincenti e singolari; è una storia del colore e dell'arte vista quale vicenda dell'umanità e del pensiero.
2018br. Poco prima delle celebri lezioni su Hegel, che lo consacrarono tra i massimi pensatori del XX secolo, Kojève coltivò con passione e rigore lo studio della fisica quantistica. Redatto fra il 1931 e il 1932, "L'idea di determinismo" si situa immediatamente a ridosso di quei «trent'anni che sconvolsero la fisica» e rappresenta la più ricca testimonianza degli interessi epistemologici e scientifici di Kojève. Esso ci offre non solo la lucida analisi di un problema capitale del pensiero filosofico-scientifico, ma anche l'opportunità di vedere una delle menti più brillanti e originali del mondo moderno alle prese con la natura sconcertante e paradossale dei fenomeni quantistici. E da questa prospettiva privilegiata ci introduce nel vivo di quell'intenso dibattito ermeneutico, iniziato con il quinto congresso Solvay (1927), su fondamentali questioni che, dopo circa un secolo, permangono quasi immutate - a dispetto degli impressionanti sviluppi sperimentali e tecnologici promossi dalla fisica quantistica e della precisione delle sue previsioni teoriche.
2017br. Il presente libro è destinato agli studenti universitari ed ai ricercatori, matematici, fisici e chimici che desiderino apprendere le nozioni di base della teoria delle rappresentazioni dei gruppi di dimensione finita. Si suppone che il lettore abbia conoscenza dei fondamenti dell'algebra lineare, dell' analisi matematica e della teoria delle funzioni analitiche. Tutte le altre nozioni, necessarie per la lettura di questo libro, sono esposte laddove vengono utilizzate, e sono accompagnate da indicazioni bibliografiche.