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1793In 8° (20,5x14 cm); 20, (36) pp. e una carta di tav. astronomica più volte ripiegata. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. All’interno in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rara, nessun esemplare censito in ICCU stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L’opera raccoglie le “Effemeride Astronomica” del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 – Padova, 20 dicembre 1815) per l’anno 1794. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l’autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest’ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell’eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E’ qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all’Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un’Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E’ in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su “Su l'equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche” nel quale l’autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all’Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell’Università di Parma poi. L’autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all’ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue "ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l'anno..., Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d'astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso... astronomico su l'eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio... sull'eclissi dell'11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell'osservatorio di Brera, e per l'istallazione d'un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado l'intento, a pubblicare. […]A PSenza titolo-7arma il C. s'impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l'indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull'orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. "(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove “si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche” (da http://www.treccani.it). L’opera qui presentata riporta le effemeridi per l’anno 1794 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell’anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell’astrologia. Prima rara ed unica edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UBOE\119236.
1791In 8° (20,5x14 cm); 24, (36) pp. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. All’interno in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rara, stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L’opera raccoglie le “Effemeride Astronomica” del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 – Padova, 20 dicembre 1815) per l’anno 1792. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l’autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi ann i dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest’ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell’eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E’ qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all’Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un’Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E’ in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su “Su l'equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche” nel quale l’autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all’Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell’Università di Parma poi. L’autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all’ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue "ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l'anno..., Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d'astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso... astronomico su l'eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio... sull'eclissi dell'11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell'osservatorio di Brera, e per l'istallazione d'un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado l'intento, a pubblicare. […]A Parma il C. s'impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l'indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull'orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. "(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove “si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche” (da http://www.treccani.it). L’opera qui presentata riporta le effemeridi per l’anno 1792 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell’anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell’astrologia. Prima rara ed unica edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\PARE\068657.
1916(Bologna) 1916, 4to estratto cop. muta ( intonso ) pp. 223/228 con10 fig. n.t. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
1896In 4, pp. 14. Br. rifatta con carta d'epoca. Stralcio dagli Atti del Real Istituto d'incoraggiamento alle scienze naturali di Napoli, tomo IX, quarta serie.
1753Cm. 19, pp. vii (1) 112. Vignetta xilografica al frontespizio e molti fregi e capolettera nel testo. Legatura coeva in cart. alla rustica. Ben conservato.
Firenze, appresso Giovan Paolo Giovannelli, 1753, in-8, piena pelle marmorizzata coeva, tassello rosso con titolo e fregi fitomorfi al dorso, tagli rossi, nastrino, pp. VII, (1), 112. Vignetta tematica al frontespizio con astrolabio entro cornice ornata da strumenti musicali (fra cui zampogna e flauto di Pan) e scientifici (squadra, compasso e canocchiale), incisa, come i fregi nel t., in xilografia. Alcuni fori di tarlo ai piatti, al dorso e, più radi, all'interno specialmente alle prime ed ultime carte. Censurato per erosione il nome del destinatario della dedica a stampa, Francesco Landi (che fu cardinale piacentino, arcivescovo di Benevento e poi Camerlengo del Sacro Collegio a Roma). Firma d'appartenenza: P. Riccardo (?) Maffei. Prima edizione.
1753In Firenze appresso Giovan Paolo Giovannelli, 1753. Legatura coeva in pergamena. Pp. VII, 112. Edizione originale. Nel 1751 prese ad insegnare matematiche, filosofia e scienze naturali. Frutto di questo suo interesse sono le egloghe filosofiche, che appaiono insieme con altri componimenti: Egloghe filosofiche ed altri poetici componimenti nei quali si spiegano varie delle più celebri opinioni della moderna fisica, Firenze 1753, con le quali l'A. tenta, secondo il gusto del tempo, di realizzare l'ideale, espresso nella introduzione, di una moderna poesia scientifica. Così illustrerà la propagazione della luce e la resistenza dei solidi, ma non disdegnerà motivi più duttili e apparentemente più suggestivi, come idilli sulle acque, canzoni sul fuoco, anacreontiche sull'eco, sulle acque minerali, ecc. Queste ultime composizioni lo resero celebre. Ottimo esemplare su carta forte. Bibl: Memorie per servire all’istoria letteraria, tomo terzo, pag. 63 – Pozzetti, Saggio sulla vita e sulle opere di E. Audrich, pag. 42, n. IV -
1873Leipzig, 1873, 8vo brossura con copertina muta, pp. 94 con 43 xilografie n.t.
Leipzig und Berlin, Druck und Verlag Von B.G. Teubner, 1910, in-8, br. editoriale, pp. 102, [4]. "Mathematisch-Physikalische Schriften Fur Ingenieure und Studierende. No. 10-1".
191221,5x14,5 cm; 265, (1) pp. Legatura coeva in mezza tela. RARA EDIZIONE, probabilmente la prima (la seconda è datata 1913 sempre stamapata da Haberland) di questo studio sulla tecnice dei raggi Roentgen. L'autore di questo lavoro, Gustav Grossmann, è considerato fra i pionieri della nuova applicazione scientifica. Fu tra le più alte cariche della "Siemens-Reiniger-Veifa GmbH, Siemens-Halske and Sanitas" (all'interno del volume è conservato un foglietto con l'invio del volume da parte della Siemens-Schuckert italiana). Numerosissime illustrazioni nel testo. Difetti al margine interno del frontespizio e della seconda carta dove le graffette ossidate della legature anna in parte corroso la carta ma per il resto buon esemplare. OPERA ASSAI RARA.
19503 Vol. In-8 in 4 tomi t. editoriale con sovracopt pag. 990+660+920+510 centinaia di tabelle e figure n.t PROG 35429 CATT_ATT 47
1921Introduzione alla teoria della relatività , allora recente. Rilegato in cartone. Rilegato
1967cm. 23, rilegatura in similpelle, titolo in oro al piatto e al dorso; pp. 218, 32, tavole in nero fuori testo
1966218 pp., diverse ill. in nero f.t.; 22 cm. Cart. edit. Buono
2009ill., br. La descrizione della Germania scientificamente e industrialmente avanzata del XIX secolo introduce, in modo spiritoso e divertente, all'infanzia di Einstein, al suo rapporto conflittuale con la scuola, al rifiuto del militarismo imperante, ai suoi legami con giovani studiosi e rivoluzionari fino all'entusiasmo per la fisica e alle prime, originali intuizioni della teoria della relatività. I continui ma semplici richiami a matematici e filosofi dell'antichità, dai babilonesi agli etruschi, da Galileo a Newton, aiutano il lettore a familiarizzare con i complessi rapporti tra spazio, tempo e velocità, e a comprendere uno dei più grandi geni della storia dell'umanità. "Se la relatività si dimostrerà corretta, i tedeschi mi considereranno tedesco, gli svizzeri diranno che sono cittadino elvetico e i francesi mi definiranno un grande scienziato. Se si dimostrerà errata, i francesi diranno che sono svizzero, gli svizzeri che sono tedesco e i tedeschi che sono ebreo." Albert Einstein
Milano, Garzanti, 1969, in-8, brossura editoriale, pp. 112. Estratto dai volumi quinto e sesto della «Storia del pensiero filosofico e scientifico» di Ludovico Geymonat.
1950Einstein Albert Einstein Albert. Il significato della relatività. Einaudi. 1950. Torino, Einaudi 1950 italiano, in ottavo pp.160 32998 Einstein Albert. Il significato della relatività. Einaudi. 1950 in-8. pp. 160 ottimo. presenta pagine intonse. brossura.
2012br. La vita di Albert Einstein è stata spesa inseguendo con lucidità e determinazione due grandi sogni. Uno scientifico: l'elaborazione di una teoria unitaria della fisica. L'altro politico: la pace del mondo. La tesi del mio libro è che quello di Einstein è stato sempre un lucido progetto politico. Fondato su solide basi culturali e su una notevole capacità di "leggere" in anticipo l'evoluzione della storia. Il suo pacifismo, infatti, può essere diviso in tre grandi fasi, durante le quali è stato adattato alla realtà politica. Una prima fase, dal 1915 al 1932, durante la quale il suo pacifismo ha avuto toni radicali. Una seconda fase, in concomitanza con l'avvento del nazismo, Einstein ha "sospeso" il suo pacifismo: riconoscendo che contro Hitler non c'era altra possibilità che opporre forza alla forza. Una terza fase, dopo il 1945, in cui si è battuto per il disarmo nucleare, considerando che quella atomica era diventata la nuova e più grave minaccia per l'umanità. Il pensiero di Einstein ha influenzato generazioni di pacifisti e ha avuto influenza su molti uomini politici, compreso Michail Gorbaciov.
2019In-16° pp. 166, bross. edit. ill. Ottimo stato.
1997In 16°, pp. 70. Brossura editoriale. Copia in ottimo stato. Collana: I sedicesimi.
1965Einstein e Infeld Einstein e Infeld. L'evoluzione della fisica. Boringhieri 1965.. Torino , Boringhieri 1965 italiano, in ottavo pp. 300 16091 Einstein e Infeld. L'evoluzione della fisica. Boringhieri 1965. In-8. pp. 310. Brossura. Ottimo.
1978In 8° br. fig. pp. 299, ben tenuto
1978Silvio Bergia Einstein e la relatività. , Laterza 1978, Universale Laterza 460. Copertina flessibile e pagine ombrate. Le pagine risultano ondulate. Taglio spro Buono (Good) . 298