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2014ril. La rapsodia, in musica, è una singola composizione in cui si mescolano temi molteplici. Temi che sono, solitamente, di origine popolare. Cosicché una rapsodia è legata spesso all'appartenenza etnica dell'autore (si pensi, per esempio, alle Rapsodie Ungheresi di Liszt o alla Rapsodia Spagnola di Ravel). Ecco, dunque, una manciata di "rapsodie romagnole": cioè di brani in cui si mescolano i più disparati argomenti e in cui, ad ogni modo, compare la Romagna. Mercadini ha legato la sua terra e il suo sangue alle più diverse cose del mondo. D'altra parte ogni cosa del mondo, nelle sue parole, sembra avere a che fare con ogni altra. Dopo aver letto questo libro, per esempio, anche noi siamo costretti ad ammettere che il contralto nostrano Marietta Alboni ha a che fare con il poeta statunitense Walt Whitman; Pablo Picasso con Secondo Casadei, la civiltà aliena dei Klingon con l'Università di Cesena; Omero con la nonna contadina dell'autore. Un libro sui libri, sulla poesia, sulle divagazioni, sulla terra, sul sangue e su tutto ciò che - da sempre, insonne - vi si agita.
2000brossura Sono poche ormai le aree della Puglia dove il "grico", antica lingua greca, arcaica o bizantina secondo le teorie, ancora resiste benché insidiato dai dialetti romanzi circostanti. Bruno Montinaro ha raccolto dalla voce delle prefiche le nenie funebri, i réputi, i testi orali che hanno attraversato i secoli con il lamento di generazioni lontane, conservando per noi un significato antico e desolato dell'oltretomba.
2019brossura In Toscana, e specialmente nelle campagne, si cantava: sulle aie, nei campi, nelle fiere di paese, all'osteria, a 'veglia'. Si cantava per passatempo, per attenuare la fatica, per comunicare fra innamorati, per corteggiare la 'bella' o il 'bello', la 'dama' o il 'damo'. Si cantava, sotto forma di stornelli, di rispetti in ottava rima, per far dispetto a qualcuna o qualcuno, per 'prendere in giro' il tonto o il furbo, il giovane o il vecchio, la suocera o la nuora, il contadino o il cittadino, lo stanziale o il forestiero. Si cantava perché la vita sembrasse più gradevole, più sopportabili la miseria e le pene d'amore, più ridenti le gioie dell'amore.
2020ill., br.
2014br. Nel corso del quindicesimo secolo, l'Oriente e il Giappone in particolare elevarono una bevanda, il tè, al rango di una vera e propria religione estetica: il teismo. Il teismo è un culto fondato sull'adorazione del bello. La sua cerimonia, che ne regola il culto, è il mezzo con il quale coloro che vi partecipano tentano di raggiungere il possibile in mezzo a quell'impossibile che chiamiamo vita. Nello spirito dell'esperienza Zen, questo libro, oltre alla descrizione di una delle più affascinanti tradizioni orientali, la cerimonia del tè, delinea un cammino spirituale e filosofico della persona verso quella vera saggezza che l'Occidente ha in parte perduto e che solo oggi si sforza di recuperare. Il testo contiene un'appendice sui maestri del tè e nove poesie giapponesi sulla cerimonia del tè, per la prima volta tradotte in italiano.
2019ill., br. La Smorfia è uno dei simboli di Napoli. Azioni, oggetti, luoghi ed eventi trovano in questo piccolo e prezioso libro una corrispondenza con un numero preciso, secondo l'interpretazione che si dà a i sogni in modo da indovinare il pronostico giusto per partecipare alle lotterie a premio basate appunto sull'estrazione di numeri vincenti. Il gioco del Lotto è la più popolare di simili lotterie, popolarissimo a Napoli (anche se non ha avuto qui le sue origini). Matilde Serao ha scritto che «il lotto è il largo sogno, che consola la fantasia napoletana», che ha alimentato soprattutto negli ambienti più poveri e popolari il sogno di una grande vincita capace di cambiare la vita. Ma al di là dell'azzardo vero e proprio, il gioco dell'estrazione dei numeri conserva un'innocua tradizione di allegra compagnia e di passatempo. Di cui è dimostrazione più evidente la tombola napoletana, tipico gioco natalizio basato proprio sull'estrazione dei 90 numeri per realizzare ambi, terni, quaterne, cinquine e tombole; puntualmente accompagnati dalle colorate definizioni della Smorfia. Questo volume riprende le definizioni della "Nuova Smorfia del Giuoco del Lotto" di Giustino Rumeo edita a Napoli 1866.
2014brossura E venne il gran giorno finalmente che chiaro fu lo scopo della vita, di dare gioia al cuore della gente rischiando al pentagramma la partita. Fu dura la battaglia ricordate... Nessuno fa il profeta al suo paese, ma poi trionfò su tutto la sua fede perché seppe sperare e non s'arrese. C'era una volta un fascio di strumenti lui fece un gesto con la mano destra, disse una frase ed ecco in quell'istante presero vita e venne su un'orchestra. Secondo Casadei la tua leggenda Nel tempo ormai le sue radici affonda; la terra di Romagna ti respira e sei per tutti noi come una bandiera. Tratto dal testo della canzone "La leggenda di Casadei" di Ettore Liuni.
1956IN FRANCESE
2017ill., br. Questa ricerca dimostra l'esistenza e l'uso delle neviere nel territorio perugino in un'epoca storica compresa tra il medioevo e la fine del settecento, a partire dai dati ritrovati nei principali archivi storici della città. L'attento studio dei documenti e delle carte ha permesso di far luce su un aspetto ancora poco noto della storia di Perugia, finalmente ricostruito con dovizia di particolari e corredato da una ricca appendice documentaria. Se è vero che per essere felici nella vita bisogna seguire i propri interessi, questo è ciò che ha fatto l'autrice, augurandosi che lo studio della storia locale porti i contemporanei a una comprensione della realtà più viva e veritiera.
2016br. Vernacolo e linguaggio livornese, lo spirito caustico che caratterizza una città aperta al mondo, quando molte altre erano chiuse nel loro particulare medievale. Il significato e l'origine di parole come traccheggiare, che nel 600 indicava una precisa manovra navale o di battipotta chiarissimo e significativo. La storia di termini come torta, cinque e cinque, ponce, ormai conosciuti ben al di là della città, senza dimenticare gli scagliozzi e i frati. L'Unghero, prima moneta livornese fatta coniare nel XVII° secolo dal Granduca con la scritta Diversis Gentibus Una, anticipazione più che europea. Le Terme del Corallo, "Acque della Salute" che meritarono alla città l'appellativo di Montecatini al mare. Questo e tanto altro in questa raccolta di Saffioti, livornese di foravìa.
2022br. Il carrettiere canta, mentre compie la propria azione lavorativa, nelle giornate assolate o nelle lunghe notti afose d'estate, per le strade carrabili o stradoni, andando isolato o in gruppo o ancora in lunghe file, con i carichi di prodotti vari.
2007ill., br. Fate benefiche, visioni di fantasmi dell'aldilà, raduni di streghe nelle notti di luna piena, riti magici, folletti dell'abbondanza e della miseria: figure dell'immaginario e dell'inconscio collettivo indagate nel momento in cui presero forma. Il racconto curioso e ricco di fascino di quella cultura alternativa del sacro, condannata come superstiziosa dalla Chiesa e tuttavia sempre riemergente.
1963réf. 76617Paris: Éditions G.-P. Maisonneuve et Larose 1963. 387, (3) Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
2011br.
2020br. Dalla storia al mito: la nascita, l'apogeo e la caduta del più potente ordine monastico cavalleresco del Medioevo. Le accuse, il processo, il rogo; i tesori, i presunti segreti, le leggende create dall'immaginario popolare; il recupero attuato e proclamato dall'esoterismo moderno, a partire dalla Massoneria.
réf. 51623, Nederlandsche Boekhandel Antwerpen , 1946 Oorspronkelijk uitgevers omslag, 138 pagina's + 12 afbeeldingen z/w.
Oorspronkelijk uitgevers omslag, 138 pagina's + 12 afbeeldingen z/w.
2017br. Rocchetta Mattei. Lo storico castello edificato nel 1850 dal Conte Cesare Mattei sulle rovine di un antico maniero risalente al 1200. La storia del conte e del suo affascinante progetto... C'era una volta, non poi così tanto tempo fa, un Conte che tra le colline bolognesi si era fatto costruire un castello fatato nel quale, come i maghi delle favole, accoglieva chiunque avesse bisogno per potergli somministrare la cura che lo avrebbe guarito. Attorno a questo castello aveva costruito un gran numero di ville e case per ospitare i suoi visitatori, che lì attendevano una sua parola e una sua visita; egli, una volta ascoltati i loro problemi, a ciascuno forniva un magico elisir che aveva preparato con le proprie mani e con la scienza segreta che aveva sviluppato attraverso decenni di studi e di ricerche. Nonostante l'invidia e lo scetticismo dei suoi molti detrattori, venivano sin dai paesi più lontani per farsi curare da lui: come i nobili di tutte le grandi famiglie europee, così i poveri di tutta Italia, che non potendo pagarsi né le cure né l'alloggio venivano da lui ospitati gratuitamente.