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2004rif. 232957Primus Verlag, 2004.
2004rif. 210897Primus Verlag, 2004.
rif. DADAX0548340617New unknown
rif. 117033Rocher Nouveau Regard de l'Histoire Editions du Rocher, Coll. Nouveau Regard de l'Histoire, 1983, 261 p., broché. Coins des plats un peu cornés, dos insolé, quelques pages surlignées au marqueur, bon état pour le reste.
1623In-4°, XXXIX, frontespizio con grande marca della Stamperia Camerale xilografica (Aquila coronata con ali spiegate che tiene drappo tra gli artigli), grande iniziale xilografica, legatura in cartonato. Singolare figura di ecclesiastico, il De Dominis incontrò l'avversione del Papato per le sue idee riformistiche e per essersi schierato al fianco di Paolo Sarpi nella contesa tra Venezia e Paolo V. A seguito dell'incolmabile distanza con il Papato di Roma, De Dominis fece un passo epocale, convertendosi all'anglicanesimo e trasferendosi alla corte di Giacomo I, che lo accolse con grande entusiasmo. Ben presto però venne in urto anche con la corte inglese e solo grazie all'elezione del pontefice Gregorio XV (Alessandro Ludovisi, suo amico) poté ritornare a Roma, ma dovette fare mostra di pentimento e ritrattazione di quanto aveva prima scritto contro il Papato, cosa che gli costò il feroce disprezzo della corte anglicana. La morte di Gregorio XV determinò la sospensione della protezione e della pensione assegnatagli dal papa: la conseguente ira del De Dominis lo espose alla feroce repressione dell'Inquisizione, che lo condannò per eresia recidiva. Condannato alla Fortezza (Castel S. Angelo), vi morì per cause naturali. L'Inquisizione tuttavia proseguì il processo arrivando alla condanna post mortem: le spoglie del De Dominis furono riesumate e arse assieme ai suoi libri e l'autore condannato a una perpetua damnatio memoriae. L'opera della ritrattazione, il Reditus, verrà proibita anche a Venezia a causa dell'affermazione della supremazia del potere papale sui poteri temporali.A. Russo, Marc'Antonio De Dominis, Arcivescovo di Spalato e apostata (1560-1624), Napoli, Istituto della Stampa 1965.Delio Cantimori, Eretici italiani del Cinquecento, Torino, Einaudi 1992In-4°, XXXIX, title page with large wood engraved print of the Stamperia Camerale (crowned eagle with outstretched wings holding cloth in its claws), large wood engraved initial, cardboard binding. A singular ecclesiastical figure, De Dominis encountered the aversion of the Papacy for his reformist ideas and for having sided with Paolo Sarpi in the dispute between Venice and Paul V. Following the unbridgeable distance with the Papacy of Rome, De Dominis made a major change, converting to Anglicanism and moving to the court of James I, who welcomed him with great enthusiasm. Soon, however, he came into conflict with the English court and thanks to the election of Pope Gregory XV (Alessandro Ludovisi, his friend) he was able to return to Rome, but he had to show repentance and retraction of what he had previously written against the Papacy. The retraction cost him the fierce contempt of the Anglican court. The death of Gregory XV led to the suspension of the protection and pension assigned to him by the pope: the consequent wrath of De Dominis exposed him to the ferocious repression of the Inquisition, which condemned him for heresy recidivism. Sentenced to the Fortress (Castel S. Angelo), he died there of natural causes. However, the Inquisition continued the process arriving at the post-mortem sentence: the remains of De Dominis were burned together with his books and the author sentenced to a perpetual damnatio memoriae. The work of retraction, the Reditus, was also prohibited in Venice due to the affirmation of the supremacy of papal power over temporal powers.A. Russo, Marc'Antonio De Dominis, Archbishop of Spalato and apostate (1560-1624), Naples, Institute of the Press 1965.Delio Cantimori, Italian heretics of the sixteenth century, Turin, Einaudi 1992
1552In -8°, 132 cc., cartonato; incisioni nel testo, capilettera, finalini. Un capolettera in rosso e nero apre la dedica al cardinale Reginaldo Polo, raffigurandone lo stemma. Prima e unica edizione di questo trattato dottrinario, scritto da un prolifico e contraddittorio predicatore che sarebbe stato condannato dall’Inquisizione non più di tre anni dopo: all’epoca della pubblicazione Davidico era a Roma, nelle grazie del cardinale Reginald Pole al quale il lavoro è dedicato. Scrittore controverso, prolifico e disordinato, la sua produzione riflette il suo carattere, diviso fra aspirazioni di santità e ambizione materiale, così come emblematico è questo suo trattato, scritto in un volgare fitto e sostenuto, che inquadra le indicazioni dottrinarie in un discorso spesso polemico e censorio verso il vizio di una parte della Chiesa stessa. L’autore non era estraneo ai vizi, sembrerebbe: la biografia di Davidico (Paolo Lorenzo Castellino, Vercelli 1513-1574) è tumultuosa e costellata di accuse di vario genere, dalla sodomia al commercio di indulgenze al furto vero e proprio, così come appare controverso e composito il suo rapporto con vari ordini clericali, tra cui i barnabiti e i gesuiti: i barnabiti lo avevano ammesso all’istituto nel 1536, ma ne fu espulso nel 1547, mentre rimase sempre al margine della Società del Gesù, alla quale non fu mai ammesso nonostante le sue istanze. La condanna arriva nel 1555, dopo un aperto conflitto col cardinale Giovanni Morone, che due anni prima l’aveva chiamato alla Diocesi di Novara come vicario, per poi espellerlo soltanto tre mesi dopo, accusato di malversazione. Nei mesi successivi Davidico avrebbe cominciato a segnalare metodicamente il Morone come eretico a varie autorità. L’Inquisizione, prevalentemente per accuse di sodomia, arresta Davidico stesso che rimarrà in carcere fino al 1559. In -8°, 132 ll., boards. Illustrations, initials, finals, a black and red initial at the beginning of dedication to Cardinal Polo, whom the book is dedicated. First and only edition of this treaty, written by a self-contradictory preacher who was sentenced to prison three years later. Davidico’s production reflects his controversial nature, between holiness instances and material ambitions. Davidico (Paolo Lorenzo Castellino, Vercelli 1513-1574) seems to have been quite vicious, since the various charges submitted to him also before the 1555 sentence: from sodomy to mercies commerce, to robbery, he was imprisoned under omosexuality charges, and he came out of prison in 1559 when the roman prison was opened by civil unrest.
rif. 90926Ph. Guiremand, 1865, 251 p., broché, bas du dos émoussé, des franges le long des plats, manque le coin supérieur du premier plat, manque le frontispice, intérieur propre.
2000rif. 279772Bologna: Inst. per la storia di Bologna 2000. X, 479 S. Br. *Rücken aufgehellt, Bleistiftnotizen auf hinterem Vorsatz*.
rif. DADAX0313316678Bloomsbury Academic 2002-02-28. Illustrated. hardcover. New. 6.15x0.75x9.21. Buy with confidence. Excellent Customer Service & Return policy. Bloomsbury Academic hardcover
rif. DADAX0520301242New unknown
Pamplona, Editorial Gómez, 1963. 4to.; 242 pp., y 6 láminas fuera de texto. Cubiertas originales.
1792rif. 32BBO.O., 1792. XVI, 456 Seiten, 1 mehrfach gefaltetes, gestochenes Frontispiece. Lederband der Zeit. Band 1 (von 2)
rif. 82728Ohne Ort, 1793, 215x120mm, XVI - 534Seiten, Pappband. In gutem Zustand.
1792rif. 12138AOhne Ort und Verlag, 1792-1793. Ca. 21 x 12,5 cm. XVI Seiten, 456 Seiten, mit einem gefaltetem Kupferstich; XVI Seiten, 534 Seiten, mit einem gefaltetem Kupferstich. Pappband der Zeit. Zwei Teile in einem Band.
rif. DADAX0230606725New unknown
1998rif. 116827Aubier, coll. « Histoires » 1998 In-8 broché 22 cm sur 13,5. 310 pages. Bon état d’occasion.
1990rif. 117020CNEC / Centre René Nelli Hérésis 1990 CNEC / Centre René Nelli, Heresis N°13 et 14, 1990, 472 p., broché, environ 24x18cm. Couverture insolée, un petit ex-libris contrecollé à la première page, début de fente sur un mors, quelques pages un peu froissées, bon état pour le reste.
rif. 56273Paris, 1897, La Revue Blanche, in-8, br., couv. crème éd., pagination continue 401 à 480, 4 pp. rouge de publicité, texte de Friedrich Nietzsche, Eugène Morel, H. Revers et A. Kaiser, Robert Schumann, Tarrida del Marmol, Fernand Caussy, Alfred Athys, Jean Guétary, L. Bélugou, ill. d'un dessin en noir de Auguste Roubille (1872 - 1955), "Le cri de Paris", sur la troisième de couv., Revue mythique de la littérature et des arts de la fin du 19em et du début du 20em siècle. Bon état
rif. 56276Paris, 1897, La Revue Blanche, in-8, br., couv. crème éd., pagination continue 105 à 152, 4 pp. rouge de publicité, texte de Jacques Saint-Cère, Paul Adam, F. Tarrida del Marmol, Edouard Dujardin, Antonin Proust, Romain Coolus, Thadée Natanson, Léon Blum, Revue mythique de la littérature et des arts de la fin du 19em et du début du 20em siècle. Bon état
1996rif. 22499Paris Le Grand Livre Du Mois 1996 In-8 706 pp ; quelques plis sur la couverture
Salamanca, 2003 4to. alargado; 246 pp. Cubiertas originales.
1886viii + 280pp., br. (dos orig.remplacé), pour la plupart non coupé, bon état
1886viii + 280pp., couv.défraichie (dos remplacé), page de titre manque sinon complet, texte en bon état
1886rif. R32289Turnhout, Splichal-Roosen 1886 viii + 280pp., couv.défraichie (dos remplacé), page de titre manque sinon complet, texte en bon état