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1984réf. 16833diNeustadt a.d. Aisch, Degener &Co, 1984. Leinen, ca. DinA 5, 466 Seiten, Einband mit geringen Gebrauchsspuren, Schnitt und Seiten papierbedingt gebräunt, sonst minimale Gebrauchsspuren, (sehr) gut erhalten / (sehr) guter Zustand
2001brossura
2014brossura La Storia vuole che Garibaldi fosse pressoché astemio, che prediligesse l'acqua in ogni occasione, dallo spuntino sul campo di battaglia alle cene ufficiali, alla sua tavola solitaria di Caprera. Questo perlomeno ci dicono le numerosissime biografie dell'Eroe dei Due Mondi scritte dalla sua morte ad oggi. Ma sarà verità, o è una delle tante dicerie e leggende che circondano il mito dell'indomito condottiero? Garibaldi amava il vino? Questo libro lo afferma decisamente. E ne porta a testimonianza un curioso ed interessante episodio, una pagina di vita dell'Eroe e della storia del nostro Paese assolutamente dimenticate e pressoché inedite. Nel 1861 l'Eroe dei due Mondi fu ospite per alcuni giorni, nella villa di campagna della marchesa Teresa Trecchi-Araldi, sulle colline di Sala Baganza, in provincia di Parma. Qui Garibaldi si innamorò a tal punto della Malvasia, il frizzante vino bianco locale prodotto dalle vigne di Maiatico, che volle trapiantarne alcuni virgulti sulla sua sassosa Caprera.
2022br. «Ho quattro figli e quattro nipoti. Talvolta mi chiedono notizie di un nonno, oppure del paese dove io sono nato e quale e come fosse la casa di famiglia. Do loro alcune risposte, ma noto che se mi dilungo in spiegazioni perdo la loro attenzione. Eppure ne avrei di cose da raccontare! Tradizioni orali di storie riferitemi da mia madre o da mio padre ed anche dalla nonna paterna. Ho trovato poi in casa fasci di fogli antichi, che talvolta ho sfogliato in tempi addietro e che ora, avendo più tempo a disposizione, ho cercato di leggere e di classificare quanto meno in ordine cronologico. Ecco che per questi motivi mi sono deciso a mettere per scritto questi miei ricordi e questi miei ritrovamenti sotto forma di una cronistoria della famiglia Gotti prima di Montelopio e poi di Lari, che riguarda dodici generazioni in 400 anni». Dalla prefazione
réf. 60510[Frankfurt am Main] : Henrich Editionen [2016]. 453 Seiten : Illustrationen ; 24 cm Festeinband, gebundene Ausgabe, Hardcover/Pappeinband,
1977réf. 3121892Neustadt (Aisch): Degener 1977. Seiten 657-704. Mit einigen Illustrationen. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
1995brossura Nel Rinascimento italiano, splendido d'arte, brillante e raffinato come pochi altri periodi della nostra storia, e allo stesso tempo profondamente tragico e disumano, alcune figure femminili attraggono per la loro singolarità. Fra queste Elisabetta Gonzaga, duchessa d'Urbino, figura affascinante per la sua sensibile umanità, per la vita sofferta e per il suo coraggio.
1993réf. 25744diParis, Plon, 1993. Broschur, mit farbigem Deckelphoto, gr. DinA 5, 366 Seiten, 8 Seiten Anhang mit Schriftstückabbildungen, Einband mit Gebrauchsspuren, randgebräunt, leicht berieben und bestoßen, Rücken mit Knickspuren, Schnitt leicht fleckig, trotz der Gebrauchs- und/oder Altersspuren SEHR ordentlicher Zustand
2009br. Eroina del Risorgimento, liberale e antiaustriaca, colta, intelligente, pragmatica, coraggiosa riformatrice, sostenitrice della parità dei sessi, giornalista di successo, autentica "prima donna d'Italia" come la definirono Giuseppe Garibaldi e Carlo Cattaneo, Cristina Trivulzio principessa di Belgioioso scandalizzò la società di metà Ottocento con il suo spirito brillante, in un'epoca in cui alle donne era consentito al massimo confezionare coccarde tricolori. Fu una vera "madre della patria", ma è stata cancellata dalla storia: le donne non le perdonavano la bellezza, gli uomini l'intelligenza. Quella che era stata la regina dei salotti politico-culturali parigini, la cui misteriosa sensualità affascinò tra gli altri Balzac, Liszt, Chopin e Hugo, fu calunniata e dimenticata. In queste pagine Arrigo Petacco restituisce a questa figura misteriosa e affascinante il ruolo e il valore storico che le spettano, quello di una protagonista della rivoluzone italiana del 1848, pronta a rompere tutti gli schemi, in privato come in pubblico.
2022brossura Con scritti di Bartolomeo e Giancarlo Pio.
2011brossura
2003brossura Leonardo la immortalò in uno dei più bei ritratti della storia, Matteo Maria Bandello la celebrò nelle sue novelle, i contemporanei la ammirarono per il fascino e l'eleganza. Ma chi era veramente la "dama con l'ermellino"? Quale personalità nascondeva il suo sorriso appena accennato, anticipatore di quello della Gioconda? In un'indagine appassionata tra le testimonianze dell'epoca, Daniela Pizzagalli racconta la vita di Cecilia Gallerani, bellissima dama appartenente a una famiglia di notabili di origine toscana, divenuta a sedici anni amante di Ludovico il Moro e accolta così nella corte milanese, dove brillò per raffinatezza e cultura. La storia d'amore di Ludovico e Cecilia s'intreccia al romanzo di un'epoca splendida e tragica, sul crinale tra il fulgore del Rinascimento e la rovina politica della Lombardia e dell'Italia, preda di guerra disputata tra francesi e spagnoli. Seguendo le tracce della Gallerani, l'autrice ci conduce per le strade e nelle case della Milano del XV e XVI secolo, tra i personaggi della corte e tra i grandi della storia che ebbero in mano il destino della città.
2020ril.
1997réf. 124253ABMünchen, Degener & Co., 1997. 239 S., OPbd., EA sehr gut erhalten, Blätter des Bayerischen Landesvereins für Familienkunde
2022brossura
1974réf. 10046ABremen: Röver, 1974. Gr. 8°. 292 Seiten. Mit Abbildungen. Original-Leinen mit Original-Umschlag. (Schutzumschlag ein wenig berieben).
2022br. Prefazione di Michele Mirabella.
2019br. Giuliano, oggi conosciuto come l'Apostata (cioè 'il traditore'), a sei anni sopravvisse alle stragi che dopo la morte di suo zio Costantino eliminarono quasi interamente il ramo cadetto della famiglia regnante. Giuliano trascorse il resto della sua infanzia in un esilio dorato e perfezionò poi la sua educazione, studiando retorica e filosofia, in diverse città dell'oriente ellenistico. Le esperienze maturate allora lo spinsero ad abbandonare il cristianesimo e ad abbracciare il culto degli dei tradizionali. Richiamato a corte nel 355 e nominato Cesare (imperatore 'in seconda') dal cugino Costanzo II, si distinse in Gallia per le sue doti di generale e di amministratore. Nel 361 fu proclamato Augusto dalle sue truppe e di lì a poco, con la morte del cugino, si ritrovò unico sovrano dell'impero. Rivelate finalmente le sue vere simpatie religiose, Giuliano intraprese una politica di restaurazione del paganesimo, ma il progetto non poté compiersi per la sua prematura scomparsa.
2010brossura
2003réf. 60474Wiesbaden : Fourier Verlag 2003. 618 S. ; 22 cm, mit Schutzumschlag Pp., gebundene Ausgabe, Hardcover/Pappeinband, Seiten alters- und papierbedingt gebräunt, sonst guter Zustand
2010ill., br. Queste lettere di Ferdinando, re di Napoli, rinvenute da Nadia Verdile e trascritte con la curiosità e l'attenzione di un'appassionata ricercatrice ha scritto nella sua introduzione Raffaele La Capria - sembrano più che le lettere di un marito alla moglie quelle di un figlio alla mamma. Con una calligrafia semplice ed accurata, da scolaro, il re racconta il suo 'farniente" nell'isola: si sveglia, fa colazione, una puntatina in chiesa per sentire la messa, la caccia ogni volta che può, il pranzo, il gioco delle carte, qualche breve lettura, un po' di musica, scrive queste lettere alla moglie, e poi va a nanna alle nove e dorme saporitamente.
2021br. Libri, articoli, film e lavori teatrali si occupano ancora oggi, a distanza di oltre 130 anni, della fine misteriosa dell'erede al trono d'Austria-Ungheria Rodolfo d'Asburgo-Lorena e della sua ultima amante Mary Vetsera, trovati morti nel castello di caccia di Mayerling all'alba del 30 gennaio 1889. Poco tempo dopo Elena Vetsera, madre di Mary, per difendersi da accuse infamanti, sospetti e malignità su di lei e sulla sua famiglia, scrive un memoriale di 92 pagine per raccontare la sua verità e anche per salvaguardare la reputazione della figlia e riabilitare se stessa. Una ragazza fortunata Mary, ricca, affascinante - un'enfant très sérieuse et bien educable come scrivono le suore salesiane - destinata a una vita di privilegi; ma si innamora del figlio dell'imperatore Francesco Giuseppe e dell'imperatrice Elisabetta con l'entusiasmo irrefrenabile di un'adolescente, persa a tal punto da mentire anche alla madre pur di coronare quel suo sogno che si rivelerà infine un terribile incubo. Il personaggio chiave della vicenda è la contessa Maria Luisa Larisch-Wallersee che Elena mette sotto accusa. È la nipote preferita di Sissi, ma suo padre l'ha avuta da una borghese, l'attrice Henriette Mendel, quindi Maria può accedere alle stanze e ai segreti della famiglia imperiale, ma non può farne parte e si presta così ai maneggi più esecrabili che le costeranno la cacciata dalla Corte. Sia lei, sia Mary sono come le falene che volano troppo vicine alla luce; la fanciulla morirà, la contessa farà una vita raminga da avventuriera. Le versioni su quanto accaduto a Mayerling si sono moltiplicate negli anni: avvelenamento, colpo apoplettico del principe, omicidio-suicidio, duplice omicidio politico, duplice omicidio per mano di un marito tradito... La fine di Rodolfo e Mary rimane ancora oggi sconosciuta e una frase di Francesco Giuseppe non fa che aumentarne il mistero: "Qualsiasi cosa è meglio della verità".
1965réf. 140328Paderborn: Ferdinand Schöningh 1964-1965. Seiten 45-58; 240-262; 33-49, (1). 8° (17,5-22,5 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
1977réf. 317456Wermelskirchen: Kellermann. 1977. zahlr. Abb., 637 S. 24x17 cm. (II : gutes Exemplar) - Sonderdruck aus `Deutsches Familienachiv`, Band 68/69 - ZUSTAND : Betrifft nur die Bücher mit der Nummer 300000 bis 330000 (IV) schlecht erhaltenes Exemplar, schafft es nur in Ausnahmefällen bis zur Aufnahme in das Internet 1.A. OLwd