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2022ill., br. Le strade di una città sono la plastica testimonianza della sua memoria, anche quella rimossa, come nel caso del colonialismo italiano. A Vittorio Bottego, esploratore parmigiano della fine dell'Ottocento, la propria città natale ha dedicato un ruolo di primo piano nella toponomastica, intitolazione di una scuola e un monumento posto all'esterno della stazione ferroviaria. Nonostante questa presenza diffusa la figura di Bottego, come quella di molti altri protagonisti del colonialismo italiano, rimane per i più avvolta in una densa nebbia, nutrita di mito e campanilismo provinciale, che da un lato ne rende incerti i contorni reali e dall'altro rafforza il paradigma degli "italiani brava gente". Tramite la figura di Vittorio Bottego, dunque, i saggi di questo volume cercano di rispondere a una domanda molto semplice: oltre ai segni concreti visibili negli spazi urbani, rimane in noi anche qualcos'altro di quello sguardo coloniale, introiettato a tal punto da non saperlo più distinguere dal resto?
2021br. Se nel primo periodo di attività politica Lenin si era dedicato a plasmare una figura di militante di tipo nuovo e a dotarla dei necessari strumenti analitici e organizzativi, la rivoluzione russa del 1905 costituisce il banco di prova per le sue capacità di orientamento strategico e di duttilità tattica: prima con l'obiettivo di cavalcare e indirizzare la marea rivoluzionaria, poi per mettere in salvo le strutture portanti del bolscevismo di fronte al trionfo della reazione zarista. Nel 1907 inizia il nuovo decennio di esilio, in un clima tanto asfittico e conflittuale all'apparenza quanto ricchissimo di nuovi spunti analitici 'sommersi': nel 1917 ci congediamo infatti da un leader dall'enorme esperienza, impegnato in una ridefinizione globale dei destini del mondo e in procinto di fare ritorno nella Madrepatria dilaniata dalla guerra, con le conseguenze che tutti conoscono. Il presente volume documenta il lavorio occulto e molecolare che - fra rivoluzione, riflusso, guerra mondiale e nuova rivoluzione - avrebbe generato l'onda d'urto politica più devastante del Ventesimo secolo.
2015brossura Nel 2015 ricorrono i 500 anni dalla morte di Matilde di Canossa: La Gran Contessa, la donna di potere più importante nella Storia d'Italia. Fu Signora di uno Stato che nel Medioevo metteva insieme la parte più importante del nord Italia, nonché protagonista della scena europea come tessitrice del più grande accordo di pacificazione fra Papato e Impero della storia d'Occidente. Un uomo di lunga esperienza e carriera politica, il senatore Alessandro Carri, ha da sempre fatto della figura e dell'opera di Matilde il centro di importanti progetti amministrativi. Basato su una tesi inedita, suggerita da un'intuizione di Jacques Le Goff: la vicenda di Canossa come esempio del prevalere, nel periodo più religioso dell'Europa, di una visione "laica". Nessuna posizione, né quella del pontefice né quella dell'imperatore, doveva e poteva integralmente imporsi.
2017ill., br. Verso la fine del '300 i nobili, magnati e potenti furono allontanati dalla gestione della Repubblica fiorentina per volere del nuovo ceto dirigente. In seguito, membri di quelle che davano segni di avere accettato il nuovo corso politico ebbero il privilegio di "farsi di popolo", ossia di avere il diritto di riaccostarsi alle cariche repubblicane. Questa operazione prevedeva il rifiuto all'agnazione, ossia il rifiuto del nome e dello stemma originario per assumere un nuovo nome e un nuovo stemma. Il tutto si attuava con una formula di rinuncia di fronte alle "capitudini" e la proposta del nuovo nome e il nuovo stemma che si voleva assumere. In questo volume di storia fiorentina, le formule di rinuncia con i nuovi nomi e i nuovi stemmi che si intendevano adottare, la sintetica storia delle famiglie proliferanti e note sulle famiglie proliferate. Il tutto corredato da circa 80 famiglie di nuova formazione con i relativi e inediti stemmi dipinti a mano, ricostruiti attraverso la descrizione delle nuove famiglie popolari.
2020br. Come resistere a questa donna eccezionale? Certo, Sissi fu imperatrice d'Austria e regina d'Ungheria. Un'immagine esatta ma del tutto incompleta, perché Sissi fu anche una gran donna, una delle più belle d'Europa e una delle più sorprendenti. Sconcertante con i suoi capricci, toccante con la sua semplicità, commovente con i suoi entusiasmi, influente con le sue visioni politiche, estenuante con i suoi viaggi, sconvolgente con la dignità mostrata nel dramma, tale fu la sovrana. Un personaggio dalle moltissime sfaccettature che non può lasciare indifferenti. In poche parole, un'eroina appassionante. Ma perché questo libro? Un altro? Non si sa già tutto? Non si è detto tutto e tutto scritto su questa icona talvolta zuccherosa e un po' datata? Il valzer viennese sarebbe diventato un ritornello? Sinceramente, non lo credo. (...) Si aprono archivi, si confidano testimoni, parlano i discendenti. A poco a poco, persone e avvenimenti sono rischiarati dall'implacabile luce del dettaglio. Idee recepite e stereotipi possono essere confermati o, al contrario, confutati. Questo libro si propone di ricavare un bilancio delle conoscenze attuali, facendo il punto sulle ricerche più serie, arricchite di molteplici dettagli rimasti per lungo tempo segreti. Resta soltanto una preoccupazione, quella di far rivivere la sovrana ricostruendo, nel modo più dettagliato possibile, la sua vita straordinaria, poiché questa rappresentazione dell'Europa di ieri, oggi a brandelli, appartiene alla nostra memoria. Prima di azzardare un giudizio, questa vita occorre conoscerla. Ho tentato di ricostruirla passo passo, lasciandola immersa nel suo contesto».
2018br. «Mai principe sopportò le avversità della fortuna con la fermezza silenziosa e la dignità di Francesco II. Colui che era stato o era parso debole sul trono, travolto dal destino, dalla ineluttabile fatalità, colui che era stato schernito come un incosciente, mentre subiva una catastrofe creata da mille cause incoscienti, questo povero re, questo povero giovane che non era stato felice un anno, ha lasciato che tutti i dolori umani penetrassero in lui senza respingerli, senza lamentarsi.» Così Matilde Serao tratteggiò la figura disgraziata ed eroica di Francesco II di Borbone due giorni dopo la sua morte. Sbeffeggiato come "Franceschiello" dalla stampa risorgimentale, ricordato dai più come l'imbelle sovrano di un Regno delle Due Sicilie destinato al tramonto, Francesco è in realtà solo un ragazzo quando, con la capitolazione di Gaeta, perde per sempre il trono su cui era salito da meno di due anni. Per i successivi trentatré vivrà in esilio. Ma è proprio in questo periodo, negli anni trascorsi tra Roma e la Baviera, tra Parigi a Vienna, che si delinea il carattere di un uomo complesso, capace di riscattare con compostezza, sobrietà e intelligenza la sconfitta e la scomparsa di un mondo di cui fu l'ultimo sovrano. Con la consueta vivacità narrativa e l'aiuto di documenti inediti o poco noti, Gigi Di Fiore ripercorre la seconda vita di Francesco, riconsegnandoci una vicenda umana ricca di sorprese e ingiustamente dimenticata: nel racconto scopriamo un personaggio curioso e quasi romanzesco, aristocratico autentico e uomo sensibile segnato da grandi passioni e sofferenze. E nello stesso tempo sperimentiamo uno sguardo diverso, in controluce, sull'Italia di quegli anni e sui suoi protagonisti: Vittorio Emanuele II e Umberto I, Depretis e Crispi, gli anarchici, i diplomatici, i papi e gli imperatori. Tutti gli interpreti di un periodo cruciale per la storia del nostro paese, tra i quali trova finalmente il posto che gli spetta anche uno dei grandi vinti del Risorgimento, Francesco II di Borbone, L'ultimo re di Napoli.
2013ill., ril. Il guardaroba di Elisabetta II, come si addice a una regina, è al tempo stesso ricercato e sontuoso, di taglio immancabilmente squisito, solenne ma, soprattutto, sempre adeguato all'occasione. Questa straordinaria galleria di ritratti, pubblicata nel Regno Unito in occasione del Giubileo di Diamante della regina, del 2012, è una vera e propria storia per immagini di 60 anni di regno e al tempo stesso una biografia di stile di un'inconfondibile icona di classe ed eleganza dei nostri tempi. Grazie alle bellissime fotografie, che comprendono sia ritratti ufficiali sia scatti meno noti e più legati alla vita famigliare, questo libro svela i dietro le quinte dell'abbigliamento della regina, raccontando curiosità e segreti, abitudini e regole, protagonisti e comparse di uno spettacolo straordinario: il corredo di Sua Maestà la regina Elisabetta II.
2022br. Patrizia Ferraro, con l'aiuto di Alessandro Fort, cura l'edizione dei diari vergati dal padre Nevio "in presa diretta" durante la sua lunga prigionia nei lager tedeschi come I.M.I., ovvero Internato militare italiano. Tutto inizia venerdì 10 settembre 1943, quando i tedeschi occupano l'aeroporto militare di Padova dove Nevio Ferraro era di stanza, allievo del corso sottoufficiali dell'aeronautica. Due giorni prima l'Italia aveva firmato l'armistizio lasciando i militari italiani di fronte a una difficile scelta: arruolarsi nell'esercito nazifascista o accettare la prigionia. Nevio, come tantissimi altri, rifiuta di collaborare e viene deportato a Wietzendorf e poi ad Hannover: inizia una lunga e terribile lotta per la sopravvivenza che andrà oltre il giorno della liberazione, quasi quotidianamente appuntata e descritta nelle pagine di quaderni chissà come recuperati e portati fino a casa.
2021br. La felicità si impara. E i libertini, nel Settecento, lo sapevano benissimo. "Vite libertine" è un racconto articolato in undici quadri in cui si incontrano personaggi famosi e meno famosi di un'epoca che ha insistentemente sognato il suo paradiso terrestre. Da Voltaire e Madame du Châtelet, da Casanova al conte di Chesterfield, fino al cardinale Bernis e a La Pérouse navigatore dei sette mari, ognuno di questi, e altri, personaggi è colto in un momento cruciale della sua vita, dove felicità e malinconia, ma anche domande capitali sulla giustizia e sull'uguaglianza, si incrociano. Giorgio Ficara racconta le storie più rappresentative e irresistibili dell'età dei libertini passando in rassegna attimi di grazia e perfetta cognizione del vero, e delizie procrastinate a un passo dal grande nulla, e bons mots e intelligenza a ogni costo (e cuore e genio, quando ci sono stati). Un viaggio nel segreto di uomini e donne eccezionali e nelle loro attualissime lezioni di felicità.
2018br. Infaticabile combattente per i diritti umani e per l'indipendenza dell'India, Gandhi fu il promotore della "satyagraha", ovvero la "resistenza passiva" o più letteralmente "l''insistenza per la verità", che gli valse l'ammirazione di milioni di persone. La biografia di Louis Fischer è il resoconto definitivo sulla vita di Gandhi: racconta la lotta di un uomo che ha cambiato il mondo per sempre. Prefazione di Tiziano Terzani.
2023br.
2020br. Esther Safran Foer è cresciuta in una casa in cui il passato faceva troppa paura per poterne parlare. Figlia di genitori immigrati negli Stati Uniti dopo essere sopravvissuti allo sterminio delle rispettive famiglie, per Esther l'Olocausto è sempre stato un'ombra pronta a oscurare la vita di tutti i giorni, una presenza quasi concreta, ma a cui era vietato dare un nome. Anche da adulta, pur essendo riuscita a trovare soddisfazione nel lavoro, a sposarsi e a crescere tre figli, ha sempre sentito il bisogno di colmare il vuoto delle memorie famigliari. Fino al giorno in cui sua madre si è lasciata sfuggire una rivelazione sconvolgente. Esther ha deciso allora di partire alla ricerca dei luoghi in cui aveva vissuto e si era nascosto suo padre durante la guerra, e delle tracce di una sorella di cui aveva sempre ignorato l'esistenza. A guidarla, solo una vecchia foto in bianco e nero e una mappa disegnata a mano. Quello che scoprirà durante il suo viaggio in Ucraina - lo stesso percorso che Jonathan Safran Foer ha immaginato per il protagonista del suo romanzo, "Ogni cosa è illuminata" - non solo aprirà nuove porte sul passato, ma le concederà, finalmente, la possibilità di ritrovare se stessa e le sue radici.
2018ill., br. Questo lavoro delinea alcune direttrici intorno a cui si sviluppò, dopo la nascita del nuovo Regno, il movimento emancipazionista italiano che individuò mazzinianesimo la sola forza democratica in grado di dare voce a una domanda di autonomia e di cittadinanza femminile. In tale contesto si colloca Elena Ballio (1847-1917), il cui percorso politico e culturale è al centro della presente ricerca. Il suo impegno si sviluppò, pur all'interno di una più ampia gamma di interessi, intorno a un filo conduttore principale che teneva strettamente intrecciati i temi dell'emancipazione femminile e della educazione e istruzione delle donne.
2022br. In un passato ormai lontano donne e uomini straordinari si sono impegnati per far valere idee e sogni nei luoghi in cui stavano prendendo forma tempi nuovi. Rileggendone le vite Ernesto Galli della Loggia riporta alla luce figure ed episodi decisivi e trascurati della nostra storia. Come nel caso dei fratelli Bandiera e di don Tazzoli, sottratti alla «naftalina del patriottismo convenzionale» per ripercorrere quel Risorgimento nascosto «poco o nulla liberale e tanto meno democratico». Conseguenze del risveglio politico furono la volontà e la capacità di agire sulla scena del mondo, animando istituzioni quali il Metropolitan Museum di New York, il cui primo direttore divenne l'avventuriero Luigi Palma di Cesnola. Una formidabile passione ideale spinse Anna Kuliscioff, giunta dalla Russia, «a farsi italiana e fin milanese», tenendo a battesimo il socialismo nostrano. La fiamma libertaria ardeva anche in Andrea Caffi, bohémien per vocazione, tra i pochi intellettuali italiani davvero «cosmopoliti», la cui fama fu oscurata da quella di altre figure coeve. E ancora, Pietro Quaroni, ambasciatore alle prese con l'Impero britannico dopo l'armistizio, sospeso tra la vecchia diplomazia e una classe politica inesperta con in mano le sorti dell'Italia considerata ormai sotto l'egida degli anglo-americani. L'ambiguità del Novecento fa da sfondo a quell'itinerario di emancipazione che fu l'esistenza di Edda Ciano, consegnata al destino amaro degli sconfitti dopo che l'ascesa del fascismo l'aveva resa libera senza pagare alcun prezzo; un percorso opposto a quello di Filomena Nitti, la cui vicenda rispecchia uno dei drammi più dolorosi dell'antifascismo liberale. Italiani non comuni, su cui vale la pena interrogarci, perché «posare lo sguardo su queste vite e queste morti serve forse a risospingerci verso il futuro».
2019br. Prima la vita universitaria e il panorama cospirativo della Torino del 1927, poi l'incanto di Parigi negli anni Trenta: le lunghe conversazioni nei caffè di Montparnasse frequentati da Cocteau, Chagall, Picasso, Sartre; le visite agli atelier occupati da Carlo Levi; i piccoli cinema della rive gauche dove scoprire i capolavori sovietici vietati in Italia; i tesori dell'arte asiatica nei musei... Lo storico e militante antifascista Aldo Garosci ripercorre il filo della memoria in questo suo addio all'amico Carlo Levi, seguito dai ricordi d'infanzia destinati ad aprire un vasto affresco autobiografico rimasto incompiuto. In queste sorprendenti pagine inedite, finora confinate in un fondo d'archivio, memorie politiche e personali si intrecciano e si illuminano reciprocamente. A cura di Mariolina Bertini, con una prefazione di Giovanni De Luna e un inserto iconografico che riproduce i quadri di Carlo Levi citati nel testo. Prefazione di Giovanni De Luna.
2019ill., br. La famigli medici, la cui storia è così varia e affascinante da sembrare un romanzo, ha dominato per quasi quattro secoli, due dei quali, il quindicesimo e il sedicesimo, sono i due più interessanti, sia dal lato della storia sia da quello dell'arte: un periodo che comprende il passaggio dal Medioevo all'Evo Moderno e, corrispondentemente, il passaggio dal sistema feudale con la formazione di Stati potenti in Europa, in continuo conflitto tra loro. Grande fu il loro mecenatismo che ebbe di mira l'arte e le scienze, per cui le loro immense ricchezze furono largamente elargite a far vivere il sapere e a sostenere le arti. Pertanto può sembrare un atto di alterigia relegare la storia dei grandi e potenti Medici in questa piccola pubblicazione: essa è solo un omaggio, a questa famiglia gloriosa. è una allettante storia che gli autori affidano al lettore, sempre curioso e attento alla conoscenza del passato di Firenze.
2019ill., br. Leggere questo libro è come "fare un ritorno al passato" in quanto riporta alla memoria quel periodo storico detto Medioevo in cui nacquero per necessità politiche quegli "orpelli" che furono gli stemmi, i quali svolsero un'importante funzione: quella di dimostrare visivamente a tutti l'identità e la potenza delle più illustri Famiglie dell'epoca. L'argomento può sembrare, a prima vista, un'ostentazione sterile di erudizione mentre dallo studio e dalla ricerca degli stemmi, possiamo acquisire tante informazioni storiche su quelle famiglie e sulle loro "imprese".
br. Personaggio controverso, Rodolfo Graziani inizia la sua carriera militare in Africa dove nel 1930 è generale di divisione, generale di corpo d'armata due anni dopo, governatore della Somalia nel 1935. Nel 1936 è nominato maresciallo d'Italia. Dopo la guerra del 1940 comincia un rapido declino causato dalla ritirata da Sidi el-Barrani a el-Agheila ed esce dalla scena pubblica per fare l'agricoltore. Dopo l'8 settembre 1943, a sorpresa, aderisce alla Repubblica di Salò e ne diventa Capo di Stato Maggiore. Imprigionato dagli Alleati nel 1945, viene liberato nel 1950. In queste pagine le sue memorie: un vero diario di autodifesa, lo specchio di un'epoca e soprattutto il testamento morale di un ribelle che spesso volle essere protagonista, ma che fu quasi sempre uno dei più scomodi personaggi del regime. Presentazione di Indro Montanelli.
2014ill., br. Mai personaggio fu tanto lodato per l'avvenenza della figura, la soavità dei lineamenti, l'intelligente spregiudicatezza della mente, la vastità della cultura. Mai donna fu altrettanto ferocemente attaccata dai contemporanei e accusata di innumerevoli turpitudini e inaudite crudeltà. Figlia di Enrico II di Francia e di Caterina de' Medici, fu unita in matrimonio al protestante Enrico III di Navarra (futuro Enrico IV di Francia). Ma a quelle nozze, che dovevano essere simbolo di riconciliazione tra cattolici e ugonotti, fece seguito dopo appena cinque giorni il massacro di San Bartolomeo, in cui morirono migliaia di protestanti. Ultima discendente dei Valois, accettò l'annullamento del matrimonio con Enrico IV a seguito di generose ricompense, per poi adoperarsi a rafforzare la sua posizione di moglie ripudiata. Generosa mecenate di scrittori e poeti, filosofi e musicisti, sia in vita che dopo la morte venne screditata da numerosi libelli per il suo temperamento passionale di cui non fece mai mistero. Tutt'oggi viene ricordata con una connotazione caricaturale e leggendaria sotto il soprannome di regina Margot, affibbiatole nel XIX secolo.
2022ril. Questa è la storia di Eddie Jaku, un ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti, che ha sopportato deportazioni, atroci brutalità, torture, e in questo inferno ha trovato la strada della felicità. È morto a 101 anni ritenendosi "l'uomo più felice del mondo". Eddie Jaku si era sempre considerato un tedesco, e poi anche un ebreo. Era un ragazzo sereno e orgoglioso del suo paese. Ma tutto cambiò improvvisamente nel novembre 1938, quando fu picchiato, arrestato e portato in un campo di concentramento. Nei sette anni successivi, Eddie dovette affrontare orrori inimmaginabili, prima a Buchenwald, poi ad Auschwitz, e infine durante le famigerate marce della morte. In quegli anni Jaku perse tutto: famiglia, amici, persino il suo paese. Ciononostante, guardò negli occhi il mostro nazista, lo sfidò e lo sconfisse sopravvivendo all'Olocausto. Anche nel profondo di quell'oscurità, nera come la notte più buia, Eddie ebbe la fortuna di trovare una piccola scintilla d'amore: il conforto che gli altri prigionieri, ebrei e no, cercavano di darsi vicendevolmente per alleviare il dolore della loro condizione. E fin da quei giorni tristissimi fece un voto: sorridere per ogni giorno di vita e rendere omaggio, raccontando la sua storia, a tutti coloro che non hanno avuto la sua fortuna. Originariamente pubblicato quando Eddie ha compiuto 100 anni, questo libro, premiato e letto in tutto il mondo, è una biografia potente, straziante e però piena di speranza, che insegna con forza inappellabile che la felicità può essere trovata anche nei momenti più bui.
2019brossura Questa biografia aiuta ad accantonare le interpretazioni errate che hanno deformato per decenni questa vicenda. Per non parlare di quanto possa essere utile questo libro per scongiurare appropriazioni indebite della figura di Jan, fatta propria anche in passato e in Occidente da formazioni politiche raggruppate sotto la bandiera di stantìe e vecchie ideologie - figlie legittime del "Primo Novecento" - dello Stato caserma, dello statalismo integrale, della preminenza del principio collettivo su quello individuale (di nazista memoria: Gemeinnutz geht vor Eigennutz...), della violenza eretta a ideale, dell'obbedienza politica che non ammette alcun diritto di resistenza al potere tirannico e del tutto ostili ai diritti individuali, naturali e all'autogoverno spontaneo. Tutto il contrario di quanto Jan Palach ha voluto comunicare con il suo gesto, con il suo appello alla lotta per una vita degna di uomini liberi, credendo fino in fondo nel destino naturalmente libero degli uomini e nel loro diritto naturale alla libertà, diventando per questo un monito permanente e terribile soprattutto per quei popoli non liberi che subiscono tutte le angherie e gli abusi di potere senza fiatare.
2020br. Pellegrino Artusi nasceva a Forlimpopoli, in Romagna, nel 1820: si trasferì poi a Firenze, dove pubblicò, per i tipi dell'Editore Landi, nel 1891, La Scienza in Cucina e l'Arte di mangiar bene, per garantire un'alimentazione sana e razionale alla popolazione dell'Italia unita. Artusi, nonostante gli anni vissuti in Toscana, rimase sempre legato alla sua Terra e questo legame è un tratto caratteristico della gente di Romagna, ancora oggi. Dopo Pellegrino Artusi, fu, infatti, la volta di tante altre famiglie, che decisero di vivere a Firenze, senza mai riuscire a spezzare il cordone ombelicale con la Romagna, dove hanno mantenuto casa, rapporti, legami. Questa pubblicazione vuol essere un omaggio alla memoria di Pellegrino Artusi: a 200 anni dalla sua nascita, i romagnoli che vivono a Firenze dedicano alla sua memoria le storie delle loro famiglie e alcune ricette di casa, che conservano, anche al di qua dell'Appennino, il gusto pieno e appagante del ricordo, stemperato nel sapore acre e pungente della nostalgia.
1969réf. 3209ABremen, Hauschild, 1969. 4°. XV, 573 Seiten. Original-Leinen mit Original-Umschlag. (Schutzumschlag mit Randläsionen und etwas berieben).
2017br. Domenico Sciacca Presti della Scala nacque a Patti il 30 ottobre 1844. Studiò agronomia in Toscana e creò nei suoi possedimenti pattesi una fattoria modello. Laureato in legge a Pisa, si stabilì a Palermo, dove sposò, nel 1871, Marianna Merlo, dama d'onore della regina, e in seguito principessa di Patti e marchesa di S. Elisabetta. I coniugi, esponenti dell'alta società dell'epoca, ne vissero gli aspetti mondani. Nel 1880 il barone Domenico fu eletto nel centro-sinistra deputato al Parlamento nazionale e fece parte, fino al marzo 1896, del Gabinetto Crispi come Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio. Ricoprì diversi incarichi parlamentari e svolse in aula una vasta azione, pronunciando molti discorsi su argomenti di varia natura, specialmente su temi agrari ed economici. Accanto all'attività parlamentare, il suo interesse per l'agricoltura è testimoniato da varie appassionate pubblicazioni. Ben inserito nell'attività politica della capitale, intrattenne rapporti con i principali protagonisti dell'epoca. Alla sua morte (Roma, 6 dicembre 1900), ebbe funerali di Stato e fu ricordato alla Camera con una commossa celebrazione funebre. Le spoglie furono tumulate nella cappella gentilizia Piccolo-Natoli del cimitero di Patti.