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1836rif. 237741836 Paris : Bureaux de "la France littéraire", 1836.Extrait de "la France littéraire". T. XXIII.92 p. ; In-8°,reliure demi veau tabac,dos lisse orné,coiffes abimées,tranches marbrées,exemplaire interfolié de pages blanches,trés rare
rif. 35194In-8, demi-veau havane de l'époque, dos à 4 nerfs filetés or, pièce de titre de veau vert, tranches mouchetées , (4), vii, (3), 21, (1), 290 p., (2) f. d'index (rousseurs). Paris, Angé, 1838.
1839rif. 13925Paris, Jules Renouard et Cie, 1839. 4 vol. in-8 de LXXXIII-519 pp. ; (4)-588 pp. ; (4)- 612 pp. ; (4)-620 p., une planche repliée, veau raciné, dos lisse orné, pièces de titre en maroquin rouge et de tomaison en maroquin noir (reliure de l'époque).
rif. 232850Paris, Guillaumin, Lyon, Imprimerie Louis Perrin, 1870 in-8, [2] ff. n. ch., 235 pp., un f. n. ch. de table, broché. Dos factice.
rif. 153573Paris, Firmin Didot Frères, Fils et Cie, 1861 in-8, XVI-304 pp., demi-chagrin brun, dos à nerfs orné de filets à froid (reliure de l'époque). Un coin légèrement émoussé, qqs rousseurs, mais bon exemplaire.
rif. 210504Paris, Firmin Didot frères, 1856 grand in-8, [2] ff. n. ch., XI-492 pp., chagrin cerise, dos à nerfs orné de filets et caissons dorés, double encadrement de triple filet doré avec décors d'angle sur les plats, double filet doré sur les coupes, tranches dorées, guirlande dorée en encadrement sur les contreplats, gardes doublées de papier blanc moiré (reliure de l'époque).
rif. 10332Caen, Hardel, 1840 in-8, 20 pp., broché.
rif. 230004Paris, P. Dufart [Imprimerie de Crapelet], Saint-Pétersbourg, J. F. Hauer, 1836 2 vol. in-8, [2] ff. n. ch., xxij pp., un f. n. ch., 407 pp. ; [2] ff. n. ch., 467 pp., un f. n. ch., avec 11 tableaux hors texte, la plupart en dépliant, demi-chevrette noire, dos lisses ornés de filets et fleurons dorés, plats de toile gaufrée, tranches mouchetées (reliure de l'époque). Nombreuses rousseurs.
1836rif. 12241A Paris, chez P. Dufart, 1836. 2 vol. in-8 brochés de , (4)-XXII-407 pp. 5 planches dont 3 dépliantes ; (4)-467 pp. 7 planches dont 5 dépliantes, couvertures imprimées.
rif. 157016Paris, M. Lévy, 1873 in-8, 297 pp., demi-chagrin havane, dos à nerfs orné de filets, de fleurons et de pointillés dorés (rel. de l'époque). Bel exemplaire.
rif. 175703Paris, M. Lévy, 1873 in-8, 297 pp., demi-chagrin bleu, dos à nerfs orné de fleurons dorés (reliure de l'époque). Rousseurs. Bon exemplaire.
rif. 202905Paris, Michel Lévy Frères, 1873 in-8, 297 pp., demi-chagrin vert, dos orné à petits nerfs plats, caissons à froid (rel. de l'époque). Qqs rousseurs, mais bon exemplaire.
rif. 231886Paris, Michel Lévy Frères, 1873 in-8, 297 pp., demi-chagrin rouge, dos à nerfs orné (rel. de l'époque). Rousseurs. Bon exemplaire.
rif. 232761Paris, Michel Lévy Frères, 1873 in-8, 297 pp., demi-chagrin rouge, dos à nerfs, fleurons à froid (rel. de l'époque). Rousseurs, mais bon exemplaire.
rif. 238101Paris, Michel Lévy Frères, 1873 in-8, 297 pp., demi-percaline noire, couv. cons. (rel. de l'époque). Qqs rousseurs. Coiffes et coins usés. Étiquette de bibliothèque au dos.
rif. 238133Paris, Michel Lévy Frères, 1873 in-8, 297 pp., demi-chagrin brun, dos à nerfs (rel. de l'époque). Cachet.
1858rif. 46404499Paris, Garnier, 1858 ; 3 volumes in-12, demi-chagrin vert de l’époque. 2 ff., 520 pp. - 2 ff., 544 pp. - 2 ff. 612 pp.ÉDITION ORIGINALE. Cette grande étude valut à Proudhon trois ans de prison et 4000 francs d’amende, peines auxquelles il échappa en s’exilant en Belgique. Voir sur ce livre important, la notice de Claude Pichois dans En français dans le texte n° 260.
1745Manifesto (cm. 30,5 x 39). Stemma e capolettera fig. xilog. Piega nel mezzo. Alcune mancanze ai margg. sup. e inf. della c. Ordinanza con cui si vieta a qualunque cittadino di insultare od oltraggiare le Guardie degli Ospedali di Carita' quando queste vanno alla ricerca dei mendicanti e questuanti, tanto meno di dar loro 'impedimento nel loro Uffizio ne' di togliergli dalle mani con forza, o con minacce, ne' di contribuire in qualunque altro modo alla fuga di detti questuanti'. Allo stesso modo i locandieri e i proprietari di case non potranno impedire alle guardie l'accesso alle abitazioni durante la caccia ai mendicanti stessi.
1747In 4, pp. (2) + (2b). Stemma e capolettera figurato xilogr. alla prima p. Ordinanza con cui si stabilisce la possibilita' di alienare fondi 'per lo piu' di poco valore' il cui ricavato sara' destinato alla Congregazione primaria generalissima di carita' di Torino.
2004Editions Quart Monde, 2004. In-8 broché, couverture à rabats de 48 pages. Bon état
1923rif. 142561923. Paris Librairie Stock Bibliothèque Sociologique 1923 - Broché 11 5 cm x 17 5 cm 379 pages - Texte de André Lorulot préface du Docteur Legrain lettre d'introduction du Docteur R. Dubois bibliographie- Dos restauré bon état intérieur
1796Quaderno manoscritto in 8 grande, vergato con chiara grafia al recto e al verso, di 8 cc. (16 pp.) comprendente anche un fascicolo di Estratto delle primiere costituzioni degl'orfani per l'ordinaria pratica in case, anch'esso manoscritto, di 9 cc., con il regolamento dell'orfanotrofio di Ravenna in nove punti. I fanciulli ammessi devono essere di preferenza orfani di padre e madre, senza parenti che li possano mantenere, con un attestato che certifichi la sana e robusta costituzione. All'eta' di diciotto anni devono essere congedati: 'e' preciso dovere d'ogni orfano l'ubbidire e rispettare i superiori ed il ricevere con rassegnazione e umilta' le ammonizioni, ed i castighi [...] Guai a quegli orfani che ardiscono con parole, con atti, gesti, mancare al rispetto e alla subordinazione dovuta ai loro superiori. Guai a quelli che dovessero rifiutarsi di ricevere le punizioni, i castighi'. Se l'orfano dovesse rifiutare la punizione, gliene sara' inferta' una ancora piu' grave e potra' persino essere cacciato dall'orfanotrofio e sottoposto 'alle misure terribili che la legge prescrive in propositi di discoli, vagabondi, oziosi, disutili'. E' poi descritto il modo in cui deve svolgersi la giornata dell'orfano con l'uscita mattutina per recarsi al lavoro nella bottega in cui e' impegnato: qui 'ubbidira' al rispettivo superiore, e padrone di bottega, onde procacciarsi il suo amore, ed impegnarlo maggiormente ad insegnargli con carita' quell'impiego od arte a cui si applica'. Non potra' trattenere per se' la paga che gli spetta ma consgnarla nelle mani del rettore dell'orfanotrofio.
1908In 8, pp. 113 + (1b) + (1) + (1b) con tavv. sinottiche n.t. Br. ed. Fa parte della 'Biblioteca della Rivista Pellagrologica Italiana' [vol. I]. Studio medico sulla pellagra fatto a partire dalle analisi delle urine del malato. L'A. esclude che sia la dieta basata soprattutto sul granoturco a causare la malattia: 'si capisce che ha gli inconvenienti di ogni dieta vegetale, cioe' gli albuminoidi meno assimilabili, l'eccessivo volume e l'esuberanza dei carbodrati; puo' quindi preparare l'organismo specie in certi individui predisposti all'intossicazione maidica, ma per se stessa non sara' mai causa di pellagra'. Oltretutto il pellagroso 'clinicamente non puo' essere paragonato che ad un caleidoscopio; si puo' affermare senza esagerazione, che ogni individuo intossicato presenta una sindrome fenomenica sua propria'.
1847In 8, pp. 39 + (1). Intonso. Br. ed. dec. Considerazioni relative alle cause e alla diffusione della pellagra nel Polesine. Scrive l'A.: 'la costituzione corporea degli abitanti del Polesine e' generalmente robusta [...]. Ne' paesi pero' inferiormente situati, in cui giacciono per molta parte dell'anno le morte acque stagnanti [...] s'incontrano individui di temperatura infelice, ne' quali lo sviluppo degli organi e de' sistemi si e' fatto tardissimo, ovvero non giunse al pieno complemento'. L'ininterrotto consumo di farina di mais, la mancanza di alimenti azotati, la fatica nei lavori campestri, l'abuso di alcool sono cause che contribuiscono a determinare l'insorgenza della malattia.