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1870In 8, pp. 179 + (1b). Intonso e con pagine parzialmente chiuse. Bruniture sparse. Br. ed. Studio medico dermatologico relativo alla pellagra con minuziosa descrizione della sintomatologia del pellagroso e rassegna delle principali posizioni espresse da medici italiani e internazionali sulle cause della malattia: 'I disordini del sistema nervoso ponno dividersi in tre gruppi, in quelli che si riferiscono alle funzioni cerebrali propriamente dette, a quelle dei sensi speciali, alla sensibilita' ed ai movimenti generali. Notai gia' come fenomeni della pellagra incipiente la perdita delle forze, la lassezza, la tristezza, lo sbalordimento, la svogliatezza, il senso di peso piu' o meno doloroso alla testa, con carattere vertiginoso [...] La pelle, nelle regioni che furon sede degli eritemi ripetuti, diviene spessa, nerastra, friabile; le solcature articolari divengono piu' profonde; il colore si fa giallognolo [...] I fenomeni morbosi dell'apparecchio digestivo [...] divengono piu' intensi e costanti'. La malattia in stato di avanzamento arriva a causare follia, fenomeni convulsivi, paralisi. Per Michelacci, che utilizza un tono di disprezzo nei confronti del pellagroso, definito 'balordone', la malattia e' dovuta alla miseria piu' che ad una intossicazione alimentare: 'li attacchi di pellagra possono verificarsi nella miseria [...] ma non rinnovandosi questa cagione, la pellagra non e' che un episodio della vita del miserabile'. E' al contrario la 'miseria patologica' ad infierire sulle condizioni del 'miserabile proletario' e a daterminare l'evolversi progressivo della malattia fino alla morte.
Best.-Nr. 205821Paris, Imprimerie nationale, (An 8) in-8, 12 pp., en feuilles. Légèrement défraîchie.
Best.-Nr. 238830[Paris], Imprimerie de l'Assemblée nationale, s.d. (1850) in-8, 156 pp., demi-veau blond, dos à nerfs orné de filets dorés, pièce de titre cerise, coins en vélin vert (reliure de l'époque).
Best.-Nr. 166008Paris, rue des Mathurins, n°12, 1791 in-8, 40 p., tableau in-t., dérelié.
In-16, broché, couverture imprimée, 48 p. Règlement des congés payés, publié par la C.G.T. pour la Fédération nationale des ouvriers et ouvrières des manufactures de tabacs et allumettes. Atelier de Limoges. Magasins de feuilles et transit de France. Très bon exemplaire, très frais.
Best.-Nr. 33179In-16, broché, couverture imprimée, 48 p. S.l.n.d. [1950].
In-8, broché sous couture, (2), 12 p., (1) f. blanc. Edition mise au courant des nouvelles institutions issues de la Restauration. La société est placée sous le patronage de la duchesse d'Angoulême. La vignette de titre porte les emblèmes de la royauté. La Société de Charité Maternelle a été fondée par Anne-Françoise de Fougeret en 1788 sur le modèle de la Société philanthropique et Marie-Antoinette en devint la présidente. Les statuts furent déposés le 17 février 1789. La société connut un essor rapide et traversa les différents régimes. Institution fondée par des femmes pour les femmes, elle avait comme objectif de combattre l’effroyable mortalité qui frappait les enfants trouvés, en contribuant à faire diminuer l’abandon et en délivrant des secours aux mères pauvres pendant les couches et les deux premières années de vie du bébé. "La Société de Charité Maternelle a été établie par des femmes, parce que ce sont elles que la Providence a plus particulièrement appelées au secours de l’enfance et des mères indigentes, et que leur sensibilité doit leur faire plus facilement surmonter les dégoûts attachés aux détails de la misère" (p. 7-8). Très rare: WorldCat ne recense que deux exemplaires dans le monde. Aucun en France. Manque à la BnF. Très bon exemplaire, très frais, tel que paru.
Best.-Nr. 37679In-8, broché sous couture, (2), 12 p., (1) f. blanc. Paris, de l'imprimerie d'Everat, 1816
8°, br. edit. (dorso rinforzato), pp. 40. Un ampio art. di Tom Antongini sull’infanzia abbandonata e l’agricoltura. Inoltre elenco dei premiati all’esposizione romana degli uccelli da cortile, uccelli allevati per la caccia e cani da caccia.
2001Best.-Nr. 99929784Flammarion Flammarion 2001, In-8 broché, 185 pages. Bon état.
ST-BRIEUC, L. Prud'Homme - Revue In-4 Brochée -Tête de collection - 1842 : 1 Année, N° III à V - 1843, 12 numéros, année complète - 1844, 3 année, N° VI à XII, soit 21 Numéros - Globalement Propre - PHOTOGRAPHIES sur demande
Best.-Nr. 5542ST-BRIEUC, L. Prud'Homme - Revue In-4 Brochée -Tête de collection - 1842 : 1 Année, N° III à V - 1843, 12 numéros, année complète - 1844, 3 année, N° VI à XII, soit 21 Numéros - Globalement Propre - PHOTOGRAPHIES sur demande
19093 volumi in 4 (cm 21 x 33,5), pp. IV + 386 con 2 grandi tavole piu' volte ripiegate fuori testo; VII + 285 + (3); 212 + (2). Qualche mancanza ai piatti. Brossura editoriale. Dorso in tela. Raro insieme di questi tre testi, appendici ai voulimi pubblicati in tre anni successivi (1909, 1910, 1911) a cura della Royal Commission on the poor laws and relief of Distress. Si tratta dei volumi: Reports of Visits to Poor Law and Charitable Institutions and to Meetings of Local Authorities in the United Kingdom (1909); Report on the Condition of the Children who are in Receipt of the various Forms of Poor Law Relief in England and Wales (1910) e Miscellaneous (1911). Rapporti della Royal Commission on the Poor Laws and Relief of Distress, commissione creata dal Parlamento britannico al fine di investigare nel primo decennio del Novecento le condizioni dei poveri nel Regno Unito.
Best.-Nr. 1330283570.Gpaperback. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. paperback
Best.-Nr. 0260903752.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
Best.-Nr. 0656469595.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
Best.-Nr. 1396402810.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
Best.-Nr. 0666620873.Ghardcover. Good. Access codes and supplements are not guaranteed with used items. May be an ex-library book. hardcover
First Edition, 83, [1] pp., disbound. An attack on an article in the Edinburgh Review which purported to deal with the debates in the House of Commons on the state of Ireland, and the Irish Arms Bill. The stated object of this reply was "to point to the public the difficulty and impolicy of an attempt to force the Irish Catholics a provision for their clergy; at the same time to draw public attention to some measures of a plain, and practical, kind, which may enlist the attention, perhaps the support, of men of all parties." Among other subjects, the writer deals with the state of landed property, the administration of justice to the poor, the established church, education, the Irish Poor Law, and the repeal of the Union
1779In 4, pp. XX + LXVI. Titolo al f. in rosso e nero, inc. all'acquaf. al f. con allegoria inc. da Ant. Fiori. Cart. coeva. Importante regolamento di questa complessa struttura assistenziale e carceraria romana. Promossa dagli Odescalchi e allestita in uno dei suoi palazzi alle spalle del Porto di Ripa Grande, fu destinata inizialmente all'assistenza degli orfani. Innocenzo XI Odescalchi, nel 1693, implemento' la struttura concentrandovi altrew categorie di diseredati sino ad allora ospitati altrove. Clemente XI amplio' la struttura concentrandovi anche il carcere per i minorenni e Clemente XII vi aggiunse il carcere femminile con un ampliamento su progetto del Fuga. Questa importante relazione rappresenta in realta' il regolamento stabilito per le varie categorie di ospiti della struttura: i vecchi; le vecchie; zitelle orfane; ragazzi (orfani); ragazzi in cacere correzionale. Sono indicate le norme per il vestiario, le attivita', il cibo, le attivita' lavorative ecc. A titolo d'esempio, nella parte dedicata al correzionale, cosi' si parla del vitto: 'Il loro vitto ordinario consiste in due pagnotte e mezza in tutto il giorno, piu' bruno delle altre comunita', in mezza foglietta foglietta di vino e la mattina in una minestra con sola pietanza di tre ocie di carne nei giorni di grasso e di salumi ne' giorni di magro e le sere del venerdi' sabato e vigilie dell'anno e di tutta la quaresima soli frutti o freschi o secchi ...'.
1907Opuscolo (18 cm) di 12 pagine. Brossura cartacea originale, titolo alla copertina.
18323 opere leg. in 1, in 8, pp. 36; 187 ed altri 6 regii editti di analogo argomento. Interessante regolamento di questo orfanatrofio cagliaritano, sorto nel 1826, dalla trasformazione dell'ospizio San Lucifero in ricovero per orfanelli su iniziativa di Carlo Felice. In seguito verra' ancora trasformato in scuola di arti e mestieri (1884) e poi in Istituto industriale (1931).
1909In 8, pp. 57 + (2) + (1b) con 1 tav. sinottica n.t. Lievi danni rip. al d. Br. ed. Regolamento interno e pianta organica dei funzionari della Pia Opera della Commissione Provinciale di Beneficenza di Torino. Si individuano le funzioni dei vari organi che compongono la commissione: presidente e vicepresidente, direttore di spirito (colui che provvede che 'i Ricoverati abbiano una conveniente istruzione religiosa e morale'), il direttore di segreteria, il direttore della contabilita', il direttore dell'economia interna ed esterna, il direttore dei lavori, il direttore del contenzioso, che esprime il proprio parere 'ogni qual volta si sollevi qualche dubbio o questione giuridica che possa interessare il ricovero', il direttore sanitario, il direttore delle questue e beneficiate, i visitatori che hanno il compito 'di vegliare sull'osservanza dei regolamenti e di promuovere il benessere morale e materiale dei Ricoverati', il comitato per l'accettazione definitiva ed il licenziamento dei ricoverati, commissioni, cooperatori di carita', ecc.
1838In 8, pp. 26. Br. ed. con dec. tip. ai p. Regolamento della pia societa' provinciale di soccorso, ricovero e lavoro di Torino, nata con l'intento di fornire assistenza 'ai poverelli per il loro maggior bene temporale e spirituale' e bandire, quindi, 'la mendicita' da questa citta' e provincia, e toglierne i malori che vengono dall'ozio, fatali agli stessi vagabondi, ed alla civile societa''. A tal scopo la societa' procura che 'mentre gl'inabili al lavoro hanno gli alimenti e soccorsi necessari, gli abili (ed in particolare i giovani) siano allettati a lavorare con ragionamenti, esempj, retribuzioni, secondo la varieta' delle circostanze in cui si trovano i ricoverati'. L'Istituto, caldeggiato dall'aristocrazia piemontese, entro' in funzione nel 1840. Pur avendo una dichiarata funzione assistenziale, i ferrei regolamenti, la disciplina, l'impossibilita' pressoche' totale di poter uscire una volta appreso un lavoro e trovato qualcuno che si accollasse la responsabilita' della dismissione, si traducevano in una esasperata ricerca dei modi per emendare la grande colpa della devianza. Roccia, Assistenza e internamento: Il Ricovero... p. 192, cit. in: La scienza e la colpa, 1985.
1850In 16, pp. 28. Firma di possesso al p. ant. Aloni al p. ant. Br. ed. con ill. xilogr. ai p. Regolamento del ricovero di mendicita' della provincia di Torino emanato da Vittorio Emanuele II, destinato a 'ricevere gli accattoni dell'intiera Provincia dell'uno e dell'altro sesso, di ogni eta', validi, ed invalidi, nati o residenti da 10 anni nella Provincia di Torino'. La Torino di questi anni non e' ancora la citta' abitata dalle 'classes dangereuses' descritte da Fregier. I poveri piemontesi stavano al loro posto ma, nonostante cio', incomincia a delinearsi, verso la meta' del secolo, un ammodernamento delle strutture assistenziali e, soprattutto, accanto all'idea settecentesca di una devianza voluta e viziosa, iniziano a comparire cause di ordine strutturale, come la disoccupazione, le crisi produttive, la fluttuazione del mercato. Accanto al concetto di reclusione si intravede quello di rieducazione. Levra, Il controllo sociale..., p.179 cit. in La scienza e la colpa, 1985.