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1995In-8 (cm. 23.90), 2 volumi, brossura illustrata, pp. 1467, (3), numerazione continua. Nuovo testo critico con studio introduttivo e note a cura di Giovanni Sinicropi. In ottimo stato (nice copy).
1980In-8 (cm. 24), tela editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 769, (7), con illustrazioni in bianco e nero ed a colori fuori testo. Traduzione di Giovanna Paroni. Tracce d’uso alla sovracoperta; peraltro, volume in buono stato (good copy).
1899Roma, Tipografia delle Mantellate. 1899, in-8, br. edit., pp. 20.
Firenze, Loescher & Seeber, 1893, in-16, br. edit. con fregi tipografici (manca l'angolo inferiore esterno della copertina anteriore), pp. 62, [4], le ultime 2 cc. bianche.
In Lucca, per Filippo Maria Benedini. Ad istanza di Filippo Polloni librajo in Pisa all'insegna di S. Michele, da cui si vendono, 1745, in-8, leg. coeva in piena pergamena (residui di un rinforzo di poco successivo con carta marmorizzata al dorso), tagli spruzzati, pp. [16], 532. La Lettera di Giovanni Gentili è riportata alle pp. 63-96. Prima edizione. Firma di possesso del medico lucchese Gianlorenzo Graziani sul front. (front. che ha il margine interno rinforzato). Senz'altro buon esemplare.
9 titoli legati in un volume, in-8, cartonatura marmorizzata coeva (qualche consunzione). 8 opere sono dedicate all'epidemia di Livorno del 1804. Rari segni di tarlo per lo più marginali, qualcuno interlinea.
Rovereto, Tip. U. Grandi, 1912, in-8, br. edit., pp. (4). Estratto.
Firenze, Leo S. Olschki, 1972, in-8, br. editoriale, pp. numerate da 385 a 586. Dall'indice: Guido Pampaloni "I magnati a Firenze alla fine del Dugento", A. Benigno Falsini "Firenze dopo il 1348. Le conseguenze della peste nera". Ottime condizioni.
Milano, presso la Società per la pubblicazione degli annali universali delle scienze dell'industria, 1866, in-8, br. fittizia, pp. 122, [2], l'ultima carta bianca. Lievi mancanze marginali alle prime carte.
Napoli, nella stamperia di Giovanni de Simone, 1743, in-8 piccolo, legatura coeva in piena pergamena (lievi difetti sulle cuffie), titolo in oro al dorso, pp. 191, [1]. Le esatte note editoriali presenti sul frontespizio sono le seguenti: in Genova, per Pietro Giovanni Calenzani, 1661. E di nuovo in Napoli, nella stamperia di Giovanni de Simone, 1743. La prima edizione di quest'opera fu pubblicata in italiano a Genova nel 1661 (un anno prima di quella francese: 1662); nella prima parte si tratta di "Infermierie e quarantene; la seconda parte è dedicata all'uso dei profumi nella prevenzione del contagio: una pratica che era assai comune fin dai tempi antichi. L'opera è basata sull'esperienza dell'autore durante la peste di Genova del 1656-57. In questa edizione è aggiunta una consulta del medico Carlo Pignataro, fatta nella peste di Napoli dl 1656, ove tra gli altri rimedi, è posto l'uso della neve. Qualche fioritura. Raro: solo 4 esemplari censiti in ICCU.
[Roma?, s.n., c. 1736], manoscritto su carta, steso da una sola mano, in chiara grafia, in-folio piccolo, nato senza brossura, a fogli sciolti, pp. [8]. Compilato su colonne della larghezza di metà del foglio (l'altra metà lasciata bianca). Si tratta dell'incarico a quattro deputati di vigilare sull'epidemia, con la suddivisione delle aree da controllare e le regole di comportamento da far seguire. Ottime condizioni.
Pistoia, Tipografia Cino, 1843, in-8, br. editoriale verde con elaborata cornice tipografica e vignette al centro delle copertine, pp. 78, (2). Con prospetto (quante volte la peste ha minacciato e contagiato l'Egitto dal 1831 al 1837) su tavola piegata. In fine: "Documenti officiali estratti dall'Archivio del Comitato di Sanità in Alessandria" & "Addizione diretta all'Assemblea degli Scienziati riuniti in Lucca nel settembre 1843". Vignetta incisa al frontespizio. Ottime condizioni, salvo blanda gora al margine bianco inferiore delle ultime carte e minime mancanze al dorso.
Napoli, Giuseppe Jovene, Libraio-Editore, 1841, in-8, mezza pelle coeva con elegante motivo decorativo impresso a secco e titolo oro al dorso, piatti marmorizzati, tagli spruzzati di azzurro, pp. VIII, 187, (1). Ottime condizioni, salvo 2 isolati fori di tarlo all'interno della cerniera del piatto anteriore. Il medico austriaco (che della cura del tifo fece esperienza sia in carceri ed ospedali, chè in occasione dell'epidemia del 1806) delinea in questo trattato anche profilassi e precetti ambientali e dietetici di sostegno alla cura.
1897Numero del 20 21 gennaio 1897 di questo storico quotidiano italiano fondato a Milano nel 1876. Tra gli articoli presenti: La Sicilia e l'opera di Codronchi e del governo, La marcia dei dervisci, Il generale Baldissera, LA situazione ad Agordat, Il divorzio della principessa di Chimay, da Vienna un intervista sulla peste ecc.. Belle pubblicità. Etichette. In buone condizioni.Raro. Brossura editoriale in buone condizioni generali con lievi usure ai margini e dorso. Piegature. All'interno le pagine si presentano in buone condizioni con rare fioriture. Piegature ed usure marginali. In folio. Dim. 59,5x44 cm. Pp. 4. Number of the 20th 21st of january 1897 of this historical daily magazine established in Milan in 1876. Between the issues treated: Sicily, Codronchi and the government, The march of dervisci, the General Baldissera, The situation in Agordat, The divorce of princess of Chimay, from Wien an interview about plague etc.. In good conditions. Scarce copy. Editorial cover in good general conditions slightly worn in the edges and spine. Foldings and wearings. Inside pages are in good conditions with foxings. Foldings. In folio. Dim. 59,5x44 cm. Pp. 4.
1880Mende, Privat, sans date (environ 1880-1890). In-8 relié demi basane marron, dos long, 57-277, 152-214, 59, 27, 249-260, 89-100, 63, 55-101, 30, 393-402, 197-200, 23, 189-204, 44, 115, 217-351, 5 pages, quelques hors-textes. Tampon sur la première page. Bon état
In 16°, legatura settecentesca da collezione tutta pelle con ricchissimi fregi impressi a secco ed in oro ai piatti, piccoli difetti al dorso. Prima edizione di interessante testo curato e forse anche scritto da Marco Gonzaga vescovo di Mantova, ma sopratutto una delle pochissime copie conosciute uscita dai torchi del tipografo maceratese Marcellini. Edizione mancante a quasi tutte le biblioteche del mondo. Cc. 86 di cui 80 num. (pp 168) e tre nn.
In 4° (cm 17,9 x 23,5, cartonatura coeva con dorso in carta etitoli ms coevi, pp (16), 113, (3), le ultime bianche. Marca (Fenice che sorge dalle ceneri, sole in alto al centro. Motto: Post fata resurgo) in fine, bellissimi grandi elaborati fregi, testatine, finalini. Bell'esemplare, solo pallida gora al margine inferiore di alcune carte. Bassani, Jacopo Antonio, (1686-1747) fu prelato della Compagnia di Gesù: la sua esemplare biografia è narrata in latino dal confratello Roberti nelle prime dodici pagine del volume. Poesie edificanti, in latino e volgare, dedicate alla gioventù studiosa : lodi di Carlo Innocenzo Frugoni, poema per l'anniversario della cessazione della peste di Imola; graziosi alcuni soggetti: "Per un cagnuoletto"; "Afflitto da emicrania"; tre poesie sulla liberazione di Corfù dai Turchi. Cinque esemplari censiti in SBN.
In 8°, broch. con ded. aut. dell'A., pp 8
1817In-8 p (mm. 212 x 128), cartonato muto coevo. Il volume raccoglie i seguenti 9 opuscoli (di diverso formato e di editori diversi): - Guyton-Morveau “Metodo per purgare le arie infette...” (1817), pp. 55, con 2 tavole a colori fuori testo. - “Storia della malattia che trasse a morte l’avvocato sig. Luigi Rainoldi..” (1826), pp. 43. - Bodei A. “Preparativi per la soluzione di gravissimi problemi intorno all’epidemia dominante” (1817), pp. 110. - “Lettera d’un medico di città ad un parroco di campagna sulla febbre petecchiale e sui preservativi contro di essa” (s.d.), pp. 18. - “Istruzioni e regolamenti di privata sanitaria quarantina da osservarsi in caso di contagio per tenere lontano dalle proprie abitazioni il cholera-morbus e qualunque alta malattia contagiosa” (1831), pp. 24. - “De Cholerae modo epidimice in quibusdam Europae regionibus furentis symptomatibus diagnosticis...”, Ticini Regii, ex Tip. Fusi (1832), pp. 28. - Calderini C.A, “Precetti salutari per essere preservati dal cholera morbus” (1835), pp. 36. - Ferrario O. “Saggio analitico della così detta acqua purgativa della fonte vicina a Settala Distretto X, Provincia di Milano” (1826), pp.13. - “Avviso al popolo intorno al cholera-morbus” (1835), pp. 13. Con qualche fiorit. ma certam. un buon esemplare.
1937In-8 gr., brossura originale, pp. 15. Estratto dal “Periodico Storico Comense - Vol. I, Nuova Serie, 1937”. Alone alla brossura e ai margini di tutto il testo.
1631In-8 p. (mm. 216x159), mz. pergamena con ang. coeva (risg. rifatti), pp. 139, marca xilografata al frontespizio. Rara "edizione originale" di questo importante studio sulla peste. “Francesco Pona (1594-1655), fu un medico e poligrafo veronese. Membro dell’Accademia degli Incogniti, scrisse romanzi, tragedie, commedie.. Non certo eroica fu la sua condotta durante la pestilenza, giunta a Verona tra il 1630 e il 1631. Incluso nella seconda leva dei medici precettati per far fronte ai bisogni della città e del lazzaretto, egli riuscì a essere esentato dal Provveditore. Al servizio della patria mise però la sua penna, sia in veste nosografica che storiografica. Dopo due opuscoli di carattere tecnico sulla peste, entrambi del 1630, l’anno successivo Pona pubblicherà "Il Gran Contagio di Verona", una delle sue opere più celebri. Oltre a un approccio razionalistico alle origini della pestilenza, di cui vengono ricostruite le cause storiche, geografiche e ambientali, il ‘Contagio’ si segnala per l’icastico, spesso tragico resoconto degli orribili sconvolgimenti vitali portati dall’epidemia nella città. Lo scritto, che fonde suggestioni classiche e mimesi dei fatti, farà da modello a molti resoconti posteriori della peste nell’Italia settentrionale, ispirando forse anche Manzoni”. Così Diz. Biograf. Italiani, Vol. LXXXIV. Cfr. Michel,VI, p. 138 - Cat. Piantanida,II, 2103 per la seconda ediz. del 1727. Con lievi aloni margin., ma certamente un buon esemplare.
1631In-8 p. (mm. 207x147), p. pelle coeva (lievi abras.), dorso a cordoni con tit. oro, tagli rossi, 12 cc.nn., 380 pp. num.; bella grande vignetta incisa in rame al frontespizio, ornato da grandi capilettera figurati inc. su legno. “Con molti Avvedimenti utili, e necessari à tutte le Città d’Europa, che cadessero in simili infortunij, e calamità”. Cfr. Predari, p. 284 - Cat. Hoepli,629: “La presente ristampa dell'opera del Centorio venne eseguita in occasione della famosa peste del 1630, quella dei "Promessi Sposi", che rimise in vigore le prescrizioni adottate nelle pestilenze precedenti.” - Argelati,1,1, 410. Esemplare corto dei margini; restauro al frontesp. per manc. ang. infer., ex-libris applicato al verso dell’ultima carta, altrimenti ben conservato.
1576In-16 p. (mm. 156x106), p. pergamena antica, tit. ms. al dorso, pp. (8),120,(16), marca tipografica xilografata al frontespizio (giglio fiorentino con ai lati seduti due putti alati), ornato da grandi iniziali figurate a vignetta, pure inc. su legno. “Aggiuntovi di nuovo una Epistola dell’Eccellente Giovanni Mainardi da Ferrara & uno Consiglio di Niccolò de’ Rainaldi da Sulmona, non più stampati. Con due Tavole”. Cfr. Camerini “Annali dei Giunti di Firenze”,II,58: “Il "Consiglio" del Mainardi era stato composto in occasione della peste di Venezia del 145. E’ qui tradotto dal Lorenzini”. Tutti gli altri componimenti erano a stampa da molto tempo”. Solo qualche lieve fiorit. e traccia d’uso, altrimenti esemplare ben conservato. Molto raro.
1714In-8 p. (mm. 225x154), t. tela ottocentesca, filetti e titolo oro al dorso, pp. XVI,232, ornato da belle testate, grandi iniziali e finali inc. su legno. Nuova edizione di questa importante relazione sulla epidemia di peste che colpì Firenze nel Seicento, divisa in due parti. Nella prima: “Delle pestilenze cha ha patito la nostra città - De’ rimedi preservativi - Della qualità e natura del male - Cura del male - Della quarantena - Ristretto di quelli che operavano nella quarantena - Canonici deputati da Monsignor Arcivescovo Bardi, due per Sestiere - Trattamento dei morti - Rimedi spirituali, ecc.” Fra le due parti “Panegirico di Mario Guiducci, Accademico Linceo, al Serenissimo Ferdinando II, Granduca di Toscana, per la liberazione di Firenze dalla peste”. Nella seconda “Come venne la seconda volta il contagio - Di alcuni rimedi principali - Pratica usata al Lazzaretto - Rimedi spirituali - Di alcuni religiosi morti in servizio degl’infetti - Nota de’ Gentiluomini deputati sopra la purificazione delle case infette.. “. E l’opera si chiude “coll’aggiunta del Catalogo di tutte le pestilenze più celebri, che sono state nel mondo, delle quali si trovi fatta memoria” a partire dalla peste in Egitto, Grecia.. fino all’anno 1713, nella Lombardia e nello Stato Pontificio, che fu una grave infezione negli animali”. Cfr. Blake, p. 387 - Wellcome,IV, p. 554. Tracce d’uso, con lievi fiorit. e aloni margin., ma complessivam. discreto esemplare con barbe.