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2010br. "Ma nel tempo successivo, accaduti grandi terremoti e inondazioni, nello spazio di un giorno e di una notte tremenda, tutti i vostri guerrieri sprofondarono insieme dentro terra, e similmente scomparve l'isola Atlantide assorbita dal mare; perciò ancora quel mare è impraticabile ed inesplorabile, essendo d'impedimento i grandi bassifondi di fango, che formò l'isola nell'inabissarsi." Il mito di Altantide riletto in maniera inedita per scoprire cosa ancora ci colpisce di questo racconto. Al di là della distinzione tra vero e falso del racconto quel che importa è la sua capacità di dire qualcosa di fondamentale sulla nostra cultura. L'oceano misterioso, insidioso e per questo un abisso di fascino per l'uomo. Luogo ostile, ma proprio per questo simbolo del mistero dell'essere altro. I due autori studiano le narrazioni classiche del mito, ma sanno riattualizzarle per rendercele familiari e ancora indicative di un prossimo futuro di riconciliazione con la natura e l'acqua, fonte di vita.
2017br. Nel prologo del "Timeo" Platone ci parla per la prima volta della mitica isola di Atlantide, ponendo le basi per la creazione di un'utopia immortale. Nel 1841, nelle sue celebri Etudes sur le «Timée» de Platon, il primo commento scientifico al complesso dialogo platonico, Thomas-Henri Martin pubblicava una lunga "Dissertation sur l'Atlantide", una rassegna di tutte le storie e le infinite ipotesi legate al continente scomparso. Con un linguaggio lineare e netto, che rivela a ogni pagina le vaste e profonde conoscenze dello studioso, la "Dissertation" riconduce l'"Atlantide" di Platone al luogo suo proprio, riposizionandola in un complesso e suggestivo palcoscenico mitico.
2006Kircher, Daniel Atlantide. Il mito, i fatti, il mistero. , L'Età dell'Acquario 2006-01-01, Piatto posteriore con lievi segni di usura. Presenta una dedica a penna nell'antiporta. Interno in buonissimo stato. Buono (Good) . Copertina flessibile 144 88-7136-169-5
1925Brossura editoriale illustrata cm 19x24, pp 62 (2), una carta a colori ripiegata in fine e una vignetta col sito di Atlantide. Internamente ben conservato, timbro ex-libris sull’occhietto, firma a lapis sul frontespizio, macchiette e bruniture sui piatti, porzione di dorso di circa sue centimetri staccata. Ingegnere civile, a archeologo e linguista, Butavand colloca Atlantide come proseguimento delle coste della Tunisia e Tripolitania, affrontando la questione sotto molteplici punti di vista, facendo uso tra l’altro della sua conoscenza dell’etimologia di alcune parole arabo-berbere.
1930Brossura editoriale illustrata, cm 16x21, pp 242 (2) con alcune illustrazioni in nero nel testo. Timbro ex-libris sulla prima carta bianca, lievi segni d’uso sulla brossura, buon esemplare. Pittore napoletano allievo di Gemito, Gennaro D’Amato lavorò con molti periodici e giornali (in particolare L’Illustrazione Italiana) con uno stile di “sintetica violenza” che portò anche nell’illustrazione per Motta e soprattutto Salgari, cui legò il suo nome (v. Faeti, Guardare le Figure) di fatto codificando l’apparenza di Sandokan. I molti viaggi intrapresi durante la sua carriera giornalistica lo portarono a raccogliere i materiali per alcune opere sull’origine della civiltà, che pubblicò negli ultimi anni della sua vita. “… pure la verità si farà strada contro le ostilità dei negatori dell’Atlantide, imbevuti di false teorie.” afferma l’autore nella prefazione di quest’opera che attraverso l’esame del Timeo di Platone e di dati archeologici, filologici e geologici sposa la tesi di una collocazione mesoamericano-equatoriale del continente perduto, “civiltà madre” che portò i primi rudimenti di civilizzazione in Europa e Africa attraverso l’Etiopia.
1950Brossura editoriale illustrata cm 14x21, pp 131 (1). Buon esemplare. Prolifico autore di opere dedicate all’esoterismo ed agli studi tradizionali, Paul Le Cour fondò nel 1926 con Roger Dévigne la Société des études atlantéennes e la corrispondente rivista, per uscirne l’anno successivo creando il gruppo e la rivista Atlantis di cui era direttore. Lecour fu anche astrologo, e nel 1937 pubblicò L’Ère du Verseau, prima opera intitolata all’Età dell’Aquario, ponendosi tra i precursori della New Age. Una continua rivalità lo oppose a René Guénon (che sempre lo citò nelle sue opere con iniziali minuscole) anche sulla questione di Atlantide - per Le Cour origine prettamente occidentale di ogni tradizione spirituale inclusa quella cristiana.
1949Brossura editoriale illustrata (difetti), cm 14x23, pp 260 (12), alcune figure in nero. Esemplare da studio, riparazione con nastro adesivo di carta sulla cerniera anteriore, pagine brunite per l’acidità della carta, piccoli difetti sulla brossura, timbro ex-libris sulla prima pagina. Traduzione francese del decimo volume di Atlantis di Frobenius, in cui l’etnologo delinea analizza una statua di Olokun in cui ritrova i caratteri di Poseidone, descrive Ife e la civiltà Yoruba, da lui identificata come “Atlantide” epicentro della diffusione della civiltà nel continente.
1949Brossura editoriale illustrata, cm 14x23, pp 268 (2), alcune figure in nero. Timbro ex libris sulla prima carta, brossura con qualche segno del tempo e un poco scollata al dorso. Rassegna delle diverse teorie atlantiane, con annessi in conclusione due capitoli del traduttore F. Gidot e di Marcel Bandoni sull’inabissamento litoraneo nell’età del Bronzo e nel Neolitico, alcuni scritti del gruppo della Société d’Études atlantéennes (Paul Le Cour, Roger Dévigne), documenti e bibliografia.
1952Brossura editoriale illustrata, cm 14x23, pp14x23, pp 318 (2), alcune tavole in nero. Modesto esemplare da studio, riparazione con nastro adesivo di carta sulla cerniera anteriore,, strappo sulla posteriore, pagine brunite per l’acidità della carta, piccoli difetti sulla brossura, timbro ex-libris sulla prima pagina. Un classico della ricerca atlantiana, ricco di indagini archeologiche, filologiche, linguistiche e geologiche sulle civiltà precolombiane, africane, europee, gli Egizi, la lingua basca ecc.
1953Brossura editoriale illustrata, cm 14x23, pp 253 (3), alcune tavole e figure in nero. Carte un po’ brunite ma buon esemplare, timbro ex libris sulla prima pagina. Studio dedicato ad Atlantide sotto il punto di vista della preistoria e paleoantropologia, che porta avanti la tesi di una civiltà dell’età del bronzo che accomunava l’Est del Nordamerica e l’Europa Occidentale.
1957Brossura con sovraccoperta, cm 14x22, pp 203 (5), 6 disegni nel testo e 11 fotografie fuori testo su carta patinata. Strappetti sui bordi della sovraccoperta, timbro ex libris sulla prima pagina. Seconda edizione, dopo la prima di agosto 1957, con indicazione “dicembre 1957” ma stampata a gennaio 1958. Affermato studioso di letteratura inglese (celebre e celebrato il suo lavoro su William Blake) e direttore dell’Istituto di Cultura Francese a Londra fino ai contrasti con De Gaulle di cui mal tollerava l’impostazione tecnocratica dell’istituzione, Saurat si ritirò negli anni ’50 in Provenza, componendo poesie in lingua occitana e riprendendo il filo degli studi sull’occultismo, la tradizione e il misticismo da sempre parte della sua ricerca letteraria. Questo L’Atlantide et le règne des géants apparve in francese nel 1954 e conobbe grande successo e numerose traduzioni.
1953"Brossura editoriale spillata, cm 16x24, articoli di P. Le Cour, Philéas Le Besgue, Charbonneau-Lassay, M. Maertenot sui temi della pace internazionale, la tradizione, l’autarchia intellettuale germanica, l’età dell’acquario e la giustizia sociale, gli antichi simboli nel monastero di Loudoun. Periodico fondato nel 1927 da Paul Le Cour e da lui diretto fino alla morte, quando le redini della rivista passarono a Marc Thirouin e Jacques d’Ars (Anjourand). Il sottotitolo della testata talvolta indica “Bulletin des «Amis d’Atlantis». Archeologie scientifique et traditionnelle."""
1947Brossura editoriale spillata, cm 16x24. Periodico fondato nel 1927 da Paul Le Cour e da lui diretto fino alla morte, quando le redini della rivista passarono a Marc Thirouin e Jacques d’Ars (Anjourand). Il sottotitolo della testata talvolta indica “Bulletin des «Amis d’Atlantis». Archeologie scientifique et traditionnelle.”. Lungo articolo di Le Cour che ripercorre la storia della rivista, e raccolta di corrispondenza e recensioni del periodico.
1950Brossura editoriale spillata, cm 16x24. Periodico fondato nel 1927 da Paul Le Cour e da lui diretto fino alla morte, quando le redini della rivista passarono a Marc Thirouin e Jacques d’Ars (Anjourand). Il sottotitolo della testata talvolta indica “Bulletin des «Amis d’Atlantis». Archeologie scientifique et traditionnelle.” Articoli di Paul Le Cour, Philéas LeB esgue, Jean Deny.
1950Brossura editoriale spillata, cm 16x24. Periodico fondato nel 1927 da Paul Le Cour e da lui diretto fino alla morte, quando le redini della rivista passarono a Marc Thirouin e Jacques d’Ars (Anjourand). Il sottotitolo della testata talvolta indica “Bulletin des «Amis d’Atlantis». Archeologie scientifique et traditionnelle.”Interamente composto da Paul Le Cour, con resoconto dei festeggiamenti per il venticinquennale della fondazione della rivista e della conferenza di Marc Chesneau.
1952Brossura editoriale spillata, cm 16x24. Periodico fondato nel 1927 da Paul Le Cour e da lui diretto fino alla morte, quando le redini della rivista passarono a Marc Thirouin e Jacques d’Ars (Anjourand). Il sottotitolo della testata talvolta indica “Bulletin des «Amis d’Atlantis». Archeologie scientifique et traditionnelle.” Primo articolo di Le Cour della serie dedicata ai templi greci precristiani.
1953Brossura editoriale spillata, cm 16x24. Periodico fondato nel 1927 da Paul Le Cour e da lui diretto fino alla morte, quando le redini della rivista passarono a Marc Thirouin e Jacques d’Ars (Anjourand). Il sottotitolo della testata talvolta indica “Bulletin des «Amis d’Atlantis». Archeologie scientifique et traditionnelle.” Secondo articolo di Le Cour della serie dedicata ai templi greci precristiani, sull’oracolo di Delfi e la Pizia.
1953Brossura editoriale spillata, cm 16x24. Periodico fondato nel 1927 da Paul Le Cour e da lui diretto fino alla morte, quando le redini della rivista passarono a Marc Thirouin e Jacques d’Ars (Anjourand). Il sottotitolo della testata talvolta indica “Bulletin des «Amis d’Atlantis». Archeologie scientifique et traditionnelle.” Terzo articolo di Le Cour della serie dedicata ai templi greci precristiani, sui misteri eleusini.
1953Brossura editoriale spillata, cm 16x24. Periodico fondato nel 1927 da Paul Le Cour e da lui diretto fino alla morte, quando le redini della rivista passarono a Marc Thirouin e Jacques d’Ars (Anjourand). Il sottotitolo della testata talvolta indica “Bulletin des «Amis d’Atlantis». Archeologie scientifique et traditionnelle.” Quarto articolo di Le Cour della serie dedicata ai templi greci precristiani, su Atene; inoltre G. Honoré su Atlantide e Perù e Reflexions sur le temps présent di M. Thirouin.
1954Brossura editoriale spillata, cm 16x24. Periodico fondato nel 1927 da Paul Le Cour e da lui diretto fino alla morte, quando le redini della rivista passarono a Marc Thirouin e Jacques d’Ars (Anjourand). Il sottotitolo della testata talvolta indica “Bulletin des «Amis d’Atlantis». Archeologie scientifique et traditionnelle.” Articoli di Le Cour, Marc Thirouin, Olivier Geslin, Philéas Le Besgue, Paul Basiaux-Defrance; inoltre uno scritto di E. Kovalevsky in ricordo del fondatore della rivista, intitolato «Paul Le Cour, le Messager».
1957Brossura editoriale spillata, cm 16x24. Periodico fondato nel 1927 da Paul Le Cour e da lui diretto fino alla morte, quando le redini della rivista passarono a Marc Thirouin e Jacques d’Ars (Anjourand). Il sottotitolo della testata talvolta indica “Bulletin des «Amis d’Atlantis». Archeologie scientifique et traditionnelle.” Articoli di Olivier Geslin, G.-C. Honoré, René Vincens, Ivan Tournier.
1959Brossura editoriale spillata, cm 16x24. Periodico fondato nel 1927 da Paul Le Cour e da lui diretto fino alla morte, quando le redini della rivista passarono a Marc Thirouin e Jacques d’Ars (Anjourand). Il sottotitolo della testata talvolta indica “Bulletin des «Amis d’Atlantis». Archeologie scientifique et traditionnelle.” Scritti di Le Cour, Jacques d’Arès, Jean Fonda; inoltre «Vers un retour d’Apollon?» di R. Mercier, «Andropalyngénésie» di Ioan Dionysios, e la prima parte della bibliografia «Deux Siècles de publications atlantologiques» di Jean Gattefossé.
1959Brossura editoriale spillata, cm 16x24. Periodico fondato nel 1927 da Paul Le Cour e da lui diretto fino alla morte, quando le redini della rivista passarono a Marc Thirouin e Jacques d’Ars (Anjourand). Il sottotitolo della testata talvolta indica “Bulletin des «Amis d’Atlantis». Archeologie scientifique et traditionnelle.” Testi sul tema principale di Louis Rougier e Fernand Pignatel, scritti di R. Hollier, Dr. Russo, Ghislaine Mareschal, Ivan Tournier, e la conclusione della bibliografia atlantiana di Gattefossé.
1960Brossura editoriale spillata, cm 16x24. Periodico fondato nel 1927 da Paul Le Cour e da lui diretto fino alla morte, quando le redini della rivista passarono a Marc Thirouin e Jacques d’Ars (Anjourand). Il sottotitolo della testata talvolta indica “Bulletin des «Amis d’Atlantis». Archeologie scientifique et traditionnelle.” Duecentesimo fascicolo della rivista, dedicato al fondatore, con scritti di G. Mareschal e E. Canseliet; inoltre un inedito di Paul Le Cour «Pour comprendre “Aor-Agni”».