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ill. Il termine "svelato" utilizzato nel titolo non è affatto casuale. Al centro dell'esposizione, ospitata dal 27 marzo al Museo Diocesano di Padova, vi sarà un'opera di Donatello che va ad aggiungersi al catalogo delle opere certe del maestro fiorentino, il Crocifisso della chiesa di Santa Maria dei Servi, antica chiesa padovana. Svelato nell'attribuzione, ma anche nella sostanza, perché grazie al recente restauro il grande Crocifisso è emerso in tutta la straordinaria finezza dell'intaglio e nella originale cromia. La mostra offrirà l'occasione di ammirare riuniti per la prima volta i tre grandi Crocifissi che Donatello produsse nel corso della sua vita: quello realizzato per la chiesa di Santa Croce in Firenze (1406-08) - oggetto di una celebre gara con l'antagonista Filippo Brunelleschi raccontata da Giorgio Vasari nelle sue Vite -, quello dei Servi e quello bronzeo della Basilica di Sant'Antonio (1443-1449).
ill. Firenze, Museo Nazionale del Bargello, 29 novembre 2008-23 novembre 2009. Il David di bronzo di Donatello (1386-1466) è tra le opere più note dell'intero Quattrocento, ma nessun documento ci informa sulla sua esecuzione: è esplicitamente ricordato per la prima volta al centro del cortile di Palazzo Medici soltanto nel 1469. Fu commissionato quasi certamente da Cosimo il Vecchio. Qualunque fosse il significato che l'artista e il committente intendessero dare alla figura, Donatello crea qui un'immagine del tutto inedita del giovane eroe-pastore della Bibbia, protettore della Repubblica fiorentina: un adolescente efebico, la cui acerba nudità allude all'umiltà e al coraggio, che sconfiggono la superbia e la forza bruta. Negli ultimi anni, le nuove metodiche di restauro nei bronzi rinascimentali, hanno consentito di affrontare l'intervento di restauro sul capolavoro donatelliano con garanzie di un esito perfetto: come mostra oggi l'oro recuperato, soprattutto sui capelli, e la qualità anche cromatica della patina originale. Il restauro e le novità scientifiche emerse nell'occasione sono documentate in questo catalogo, ampiamente illustrato, con i contributi degli studiosi e di tutti gli specialisti che hanno collaborato all'intervento, eseguito presso il Museo Nazionale del Bargello, dal giugno 2007 al novembre 2008.
ill., br. Il Museo dell'Opera del Duomo di Firenze, alla luce dell'ampliamento e riallestimento realizzato tra il 2012 e il 2015, espone due sculture della Collezione di Peter e Kathleen Silverman - un busto di terracotta raffigurante San Lorenzo, e un rilievo, similmente di terracotta, con la Decollazione di San Giovanni Battista - che gettano luce sull'opera di Donatello e Andrea del Verrocchio. Il San Lorenzo - recentemente riconosciuto come un'opera originale di Donatello - invita al confronto con statue dello stesso autore conservate al Museo come il Profetino, il bellissimo Isacco del gruppo raffigurante il Sacrificio d'Isacco, e la statua di un giovane profeta tradizionalmente identificato come San Giovanni Battista. La Decollazione del Battista, che ha praticamente le stesse dimensioni e la stessa composizione sia figurale che prospettico-architettonica di quella commissionata ad Andrea del Verrocchio per l'Altare d'argento. Poter collocare il rilievo Silverman nella stessa sala del Museo che ospita sia l'Altare d'argento si rivela davvero un'occasione di studio e di confronto unica. Il confronto potrà suggerire risposte in merito alla paternità artistica del rilievo Silverman, cioè se esso sia, come alcuni hanno creduto, uno dei modelli preparati dal Verrocchio per l'Altare ed ammirati da Giorgio Vasari nel XVI secolo. Il catalogo presenta le due opere con testi di Timothy Verdon e Alessandro Vezzosi.
In-4, brossura. Qualche residuo di colla al dorso, peraltro ben conservato. In questo numero: “Firenze - Santa Maria del Fiore e il Centenario di Donatello”.
In-4, brossura. In buono stato di conservazione. In questo numero: “Il S. Giovannino attribuito fin qui al Donatello, ora riconosciuto di Michelangelo”.