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1776In folio (cm. 53 x 37), rilegatura inizio '800 in mezza pelle con titolo e fregi in oro al dorso; p. 117, incisione del chostro al frontespizio, una tav. inserita (dedica al prof, Francesco Rizzoli) seguono 47 tavole a piena pagina disegnate da vari artisti e incise solo sul recto da Fabbri che riproducono il ciclo pittorico realizzato da Ludovico Carracci e dai pittori della sua scuola sulle pareti del chiostro ottagonale di S. Michele in Bosco; 39 grandi capilettera e 33 testate e finalini animati, finemente incisi da Pio Panfili. Bello e fresco esemplare.
183614 cm, due tomi rilegati in un volume, in 8°, rilegatura coeva in mezza pelle, piatti marmorizzati, titoli e fregi in oro al dorso, p. (4), 284, (4) frontespizio calcografico con marca tipografica (allegoria con Atena con leone e la torri bolognesi sullo sfondo) con 4 tavole incise su rame fuori testo: Foro dei mercanti (l'attuale palazzo delle Mercanzie di Bologna), Ritratto di Lodovico Dolfi, Ritratto di Anna Morandi Manzolini, Panorama di Budrio. Una tabella ripiegata con il "Prospetto storico, morale politico e statistico dell'Inghilterra e dei paesi del Galles". UNITO A: Anno 8°: 1837, p.X, 263 (1)15 (1) frontespizio calcorafico con incisione, 4 tavole fuoritesto, finemente incise in rame: S.S. Famiglia (dis. Lodovico Carracci), Ritratto del Cardinale Giuseppe Ulisse Gozzadini, Il Castello de' Manzoli (San Martino in Soverzano, Minerbio). Una tabella più volte ripiegata con il confronto statistico tra l'impero britannico ed il resto del mondo. In al volume fine il "Diario per l'anno 1837" contenente il calendario ornato delle incisioni dei segni zodiacali corredato dall'elenco delle feste mobili.
1672per li Manolessi, In Bologna, 1672. In 4°, 22 cm, rilegatura coeva in piena pergamena, dorso a cinque nervi, titolo in oro su tassello. p. (24), 406, (2) Volume riccamente illustrato, prima antiporta architettonico a tutta pagina con porticato ornato dalle insegne alle armi del decicatario, il cardinale Francesco Barberini (stemma con tre api) e stemma degli accademici Gelati con il motto "Nec longum tempus", sullo sfondo la città di Bologna in lontananza ed una selva di alberi spogli ricoperti dal gelo (simbolo degli Accademici Gelati). Ritratto del cardinale Barberini, inciso da Hubert van Otteren al retro del frontespizio. Secondo frontespizio calcografico con impresa dell'Accademia dei Gelati incisa da Lorenzo Tinti su disegno di Agostino Carracci. 31 ritratti e 71 stemmi con le "imprese" degli accademici gelati a cui è sempre accompagnato un motto ed un aggettivo attribuito all'accademico rappresentato; La pubblicazione è a cura di Giovambattista Capponi, il cui nome figura nella dedicatoria e firma l'introduzuine come "animosissimo segretario". Testo entro doppia conrice, testatine incise su rame, capilettera, fregi e finalini xilografici in cui sono ricorrenti le iconografie del dedicatario e degli accademici (le api ed i rami "gelati"). Antico restauro al dorso sotto al tassello ed al margine della pagina 105-106. Le prime quattro carte leggermente brunite e qualche sporadico alone, ma pagine per lo più bianche ed in ottimo stato. Alcuni errori di impaginazione carattestici dell'edizione. Bell'esemplare completo in tutte le sue parti, con incisioni fresche e nitide.
In 8°, br. edit. + sovracop. ill., pp. 178. Con 85 tavv. f.t. su carta patinata. Buono
Acquaforte su rame, mm. 272x160, applicata su supporto cartaceo dell'epoca. Monogramma inciso sulla lastra A.C. e n.16 (correzione a penna coeva con il numero '14'). Bellissima incisione tratta da "Diverse Figure al numero di ottanta, disegnate di penna nell'hore di ricreatione da Annibale Carracci intagliate in rame, e cavate dagli Originali da Simone Guilino Parigino, dedicate a tutti i Virtuosi et Intendenti della Professione della Pittura, e del Disegno" stampato a Roma nel 1646.
Acquaforte su rame, mm. 272x160, applicata su supporto cartaceo dell'epoca. Monogramma inciso sulla lastra A.C. e n.14 (correzione a penna coeva con il numero '14'). Bellissima incisione tratta da "Diverse Figure al numero di ottanta, disegnate di penna nell'hore di ricreatione da Annibale Carracci intagliate in rame, e cavate dagli Originali da Simone Guilino Parigino, dedicate a tutti i Virtuosi et Intendenti della Professione della Pittura, e del Disegno" stampato a Roma nel 1646.
Acquaforte con acquarellatura del '900, mm. 272x150, ampi marg. bianchi. Monogramma inciso sulla lastra A.C. e n.14. Incisione su rame tratta da "Diverse Figure al numero di ottanta, disegnate di penna nell'hore di ricreatione da Annibale Carracci intagliate in rame, e cavate dagli Originali da Simone Guilino Parigino, dedicate a tutti i Virtuosi et Intendenti della Professione della Pittura, e del Disegno" stampato a Roma nel 1646.
Acquaforte acquarellatura novecentesca, mm. 272x160, più ampi marg. bianchi. Monogramma inciso sulla lastra Amb. Cara. In. Incisione su rame tratta da "Diverse Figure al numero di ottanta, disegnate di penna nell'hore di ricreatione da Annibale Carracci intagliate in rame, e cavate dagli Originali da Simone Guilino Parigino, dedicate a tutti i Virtuosi et Intendenti della Professione della Pittura, e del Disegno" stampato a Roma nel 1646.
Splendida incisione a bulino, mm.202x253 relativi alla parte incisa. Stato I/III. Fresca e nitida impressione su carta filigranata, appena rifilata al di fuori della linea di inquadramento, comunque visibile. In basso a destra 'A. C.' e 'Iacobus Tinctoretus pixit'. Conservazione molto buona. (Cfr. Bartch, 117; De Grazia, 149)
1840In 8° (21x13,5 cm); 88 pp. Senza brossura ma non slegato. Piccola xilografia al frontespizio. Qualche traccia di polvere al frontespizio, qualche leggera fioritura in alcune pagine. Prima edizione non comune di questa fonte di storia dell’arte che ricostruisce la vita dei tre grandi pittori Carracci. Amorini Antonio Bolognini , appartenene ad una nobile famiglia bolognese, è stato un celebre scrittore e storico. Nel 1786 lascia il collegio e compie un viaggio per l’Italia attraverso diverse regioni, dove si concentra sulle opere d’arte fissando le sue impressioni in una serie di appunti corredati da disegni, in undici e particolarissimi diari di viaggio alla maniera del tempo, divisi per città. Il suo interesse si rivolge all’architettura, è appassionato di lettere, arti e poesia che compone in alcune occasioni, traduce dal latino all’italiano; sarà fondamentale la sua amicizia con Leopoldo Cicognara.Durante la sua vita ricopre diverse cariche pubbliche dell’amministrazione di Bologna, quando questa viene invasa dall’esercito francese, i molti cambiamenti urbanistici e le soppressioni lo stimolano ad una sistematica opera di compilazione, conservazione e descrizione delle opere destinate alla distruzione, che prende forma in una delle sue prime opere a stampa, la Descrizione dè quadri restituiti a Bologna, i quali dà Francesi che occuparono l’Italia nel MDCCXCVI erano trasportati in Francia, pubblicata a Bologna nel 1816 e dedicata al suo parente Luigi Salina, il quale aveva avuto parte attiva e fondamentale al recupero delle opere. La sua attività storico-letteraria contribuì alla compilazione delle biografie di numerosi artisti bolognesi, tra cui il Dentone, Mitelli, Primaticcio, Albani, Reni, Domenichino, Guercino, i Carracci, raccolte poi nell’opera Vite dei pittori artefici bolognesi (Bologna, 1841-43). Lo Schlosser collega quest’opera a quel tipo di letteratura artistica che prende le mosse dal Vasari e che a Bologna era stata particolarmente fertile (Montalbani, Malvasia, Crespi, lo sfortunato Bassani, Bianconi, Gatti etc.) lo stesso marchese considerava la propria opera il proseguimento della Felsina Pittrice del Malvasia; esiste una copia dell’opera delle Vite di Bolognini a pagine bianche alternate, dove egli aveva scritto alcuni appunti per una successiva ristampa riveduta e corretta, oggi conservata nella biblioteca dell’istituto Germanico di Firenze, contenente un ritratto del marchese tratto da un dipinto di Barbara Salina. Non comune fonte di storia dell’arte bolognese.
Acquaforte misure: mm 287 x 452 Questa stampa, in controparte rispetto a quella incisa da Francesco Brizio (Bologna circa 1574 – Bologna 1623) ma anticamente ritenuta di Guido Reni (Bartsch), traduce un dipinto di Annibale Carracci conservato oggi presso la Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda. Nel cortile di un palazzo, contraddistinto da archi e colonne corinzie sullo sfondo che aprono lo sguardo sul profilo di una città arroccata, assistiamo al momento in cui San Rocco, a destra vestito da pellegrino, decide di liberarsi di tutti i suoi averi offrendoli ai più bisognosi. Il tratto è lungo, le linee rade e incrociate creano un debole chiaroscuro dai toni grigio-argentei che sembra placare il fermento, il pathos. Il primo piano, infatti, è colmo di personaggi come il gruppo di mendicanti sulla sinistra che ha già ricevuto le monete o la donna in primo piano, con lo sguardo al Santo, che conta il dono ricevuto. Tutte le persone sullo sfondo invece si agitano, si sbracciano nel tentativo di avvicinarsi a San Rocco. Solo la donna al centro con un abito riccamente panneggiato e un bambino in braccio sembra non interessarsi all'evento. In basso a destra: Anniba Car. invent; a sinistra 1610. si conoscono molte copie dell'incisione di Brizio a testimonianza dell'enorme successo che il soggetto a avuto all'epoca. L'anonimo autore della nostra copia è catalogano dal TIB come C5. Esemplare nel I/III stato, con la data 1610 e il nome di Carracci ma prima dell'indirizzo degli editore Francois Langlois Ciartres (Chartres 1588-Parigi 1647) e dell'indirizzo di Pierre Mariette figlio (1634-1716) il quale nel 1655 rileva l'attività di Langlois sposandone la vedova. Impressione ottima, leggermente mossa nella zona di sinistra. Ottimo stato di conservazione. Rifilata alla battuta del rame. Uno strappo restaurato e una minima integrazione agli angoli superiore e inferiore destro. Filigrana: scritte non identificabili ma databile al XVII secolo Bibliografia: Bartsch XVIII.305.53; D. Benati, The drawings of Annibale Carracci, n 26; TIB 40 part 1 4003.049. C5 S1
'Les grands artistes. Leur vie - Leur oeuvre'. 8vo (cm 21,5 x 15,5 ca); mezza pergamena non editoriale a falsi nervi e punte, con doppio tassello di pelle (titoli e proprietario in caratteri oro) agli scomparti del dorso; p. 127 (1), con 24 tav. fuori testo in b/n comprese nella numerazione delle pagine ed 1 illustrazione in b/n nel testo. Fenditura (7 cm circa) della pergamena alla cerniera posteriore; usure e mancanze ai tasselli sul dorso; una piccola abrasione su parte in bianco dell'occhietto, per asportazione di un tassello (di collocazione?). Copia discreta.
1984Book is in excellent condition. Binding is solid and square, oversize format in bright orange heavy cloth with gilt letting at cover and spine. Covers have sharp corners, exterior shows no blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind. Dust jacket shows moderate wear with chipping at top spine, two very small tears and one 1" closed tear near spine. 244 illustrations, including 190 full page plates in full color, with descriptions/commentary at end of book. Plates are impressively large and from the collection of Italian paintings in the Leningrad Hermitage. Artists include Simone Martini, Campigli, Morandi, Guttuso, Leonardo da Vinci, Raphael, Giorgione, Tintoretto, Titian, Veronese, Carracci, Tiepolo, Guardi, Canaletto, 307 pp.
Bulino misure: mm 209 x 259 Pittore e incisore, fratello maggiore di Annibale (Bologna 1560 – Roma 1609) e cugino di Ludovico Carracci (Bologna 1555 – Bologna 1619). Fonda con loro l'Accademia degli Incamminati a Bologna il cui programma prevedeva un'adesione alla realtà in chiave antimanieristica, voleva il recupero della grande tradizione del Rinascimento italiano rifacendosi agli artisti del primo Cinquecento: Tiziano, Raffaello, Michelangelo e Correggio senza trascurare il colorismo veneto. A differenza di Annibale e Ludovico, i qualit privilegiarono la pittura su tela o ad affresco, per Agostino l'attività grafica è stata la principale occupazione raggiungendo risultati di grande livello attraverso la luminosità del segno e la chiarezza delle composizioni. Ha realizzato duecentotrentaquattro incisioni tra bulini e acqueforti sia d’invenzione che di riproduzione, rappresentando sia soggetti sacri che profani. L'incisione è ratta dall'omonimo soggetto dipinto nel 1576 da Tintoretto (Venezia 1518 - Venezia 1594) in Palazzo Ducale a Venezia. L'incisione, per soggetto e formato, è da considerarsi in coppia con quella raffigurante Minerva allontana Marte dalla Pace e dall'Abbondanza datata 1589, data questa ragionevolmente valida per entrambi i rami. Nel foglio viene rappresentato Mercurio, divinità possente e vigorosa con il petaso alato e il caduceo attorno al quale sono intrecciati dei serpenti, mentre osserva tre fanciulle. Sono le Grazie dai corpi sinuosi, appena coperti da tessuti svolazzanti e riccamente panneggiati; la prima a sinistra, di spalle, poggia la mano su un dado mentre le altre due stringono tra le mani il mirto e la rosa, simboli di perpetuo amore. Contrariamente al dipinto, lo spazio è dilatato in orizzontale, si dà così un maggiore respiro alla vegetazione e alla natura ottenendo l'effetto di isolare le figure consolidandone l'equilibro che nel dipinto risulta precario. Carracci inoltre allunga i corpi e irrobustisce i profili dando così solidità e compattezza all'azione. In basso a destra all'interno del soggetto il monogramma "A.C", poco sopra: Iacobus Tinctoretus pixit. Nel margine inferiore bianco una riga su due colonne in latino: Spectator si scire cupis quid picta tabella est, est Iovis et Maiae filius et Charites. Nell'angolo a sinistra numero 3. Esemplare nel I/III stato prima delle aggiunte (II) e della rottura all'angolo inferiore destro (III). Impressione eccellente, dai toni decisi e nitidi, riccamente inchiostrata con morbida e omogenea velatura di fondo grigio argentea. Esemplare rifilato lungo la battuta del rame. Ottimo stato di conservazione eccetto alcune piccole macchie. Esemplare controfondato in antico con timbro di collezione L P M Cerroni (1753 - 1826), storico e funzionario austriaco, figlio di un ricco mercante lombardo, consacrò la sua vita al collezionismo di manoscritti, libri e stampe, e alla scrittura. Catalogò la sua collezione che venne dispersa nel 1828 a Vienna, notevoli i nuclei di antichi maestri tedeschi e italiani. Bibliografia: Bellori 390; Bartsch 117; De Grazia n. 149; LeBlanc 110.
Emiliani, Andrea ed.: Ludovico Carracci. Exhibition: Bologna, Museo Civico Archeologico, 1993. cix, 365pp with 82 colour plates, 5 colour and 68 monochrome illustrations. Paperback. 28x25cms. Fully-illustrated catalogue of the paintings - selected mostly from museum and private collections in Italy - each one accompanied by description, detailed commentary and bibliography. Catalogue supported by biographical profile, essays on the life and works, and introductory essay setting Carracci within the context of Bologna during the second half of the 16th century. With bibliography, iconographical index of the works exhibited. Text in Italian. Fully-illustrated catalogue of the paintings - selected mostly from museum and private collections in Italy - each one accompanied by description, detailed commentary and bibliography. Catalogue supported by biographical profile, essays on the life and works, and introductory essay setting Carracci within the context of Bologna during the second half of the 16th century. With bibliography, iconographical index of the works exhibited. Text in Italian
Benati, Daniele and Eugenio Riccomini: Annibale Carracci. Exhibition: Bologna, Museo Civico Archeologico, 2006. 500pp with 180 colour illustrations. Paperback. 28x24cms. Monographic exhibition catalogue on Annibale Carracci, bringing together some 160 works from across Europe, America and Russia looking at the range of his oeuvre from portraits, genre pieces, religious and mythological paintings and altarpieces. Text in Italian. Monographic exhibition catalogue on Annibale Carracci, bringing together some 160 works from across Europe, America and Russia looking at the range of his oeuvre from portraits, genre pieces, religious and mythological paintings and altarpieces. Text in Italian
1924In 4? (cm 30), Brossura originale, pagg.67 con alcune ill. b.n. n.t., testo su due colonne, strappetti alla copertina, buon es. Dal sommario: ""L'abbazia di S. Michele ad Alpes in Monghidoro" di Alfonso Rubbiani; "La giovinezza di Lodovico Carracci" di Francesco Malaguzzi valeri; "Il 'Bacco' di Michelangiolo da Caravaggio" di Emilio Ravaglia; "Ernesto Bazzaro" di Giorgio Nicodemi; "Arte decorativa" di F. .m. V.
in-8, pp. 533, gran numero di ill. in b/n, broch. Catalogo della mostra.. .
1671[Fig. Bologna-Carracci] (cm.21,5) Ottima piena pergamena originale titolo al dorso. --cc.8nn., pp.432 (440). Bellissima antiporta figurata disegnata da Agostino Carracci e 17 imprese, sempre in rame per lo più del Carracci. + figure geometriche, epigrafi, ecc.Notevoli 2 figure astronomiche a fondo nero con costellazioni osservate dal Montanari e da Galileo. E' la più importante pubblicazione degli accademici Gelati di Bologna, EDIZIONE ORIGINALE. tratta vari argomenti: armi, imprese, musica, filosofia, politica, fisica, astronomia, terme, giochi ecc.di insigni autori come BOMBACI, MARSILI, MONTANARI.Esemplare bellissimo molto fresco e nitido con rami in ottima tiratura. --GRAESSE I 9, AUTORI ITALIANI DEL '600 3509, PRAZ II 3, CICOGNARA 1830, FETIS III p.4 E VIII p.397, FRATI G477. Ex libris autografo alla sguardia "Salvatore Betti 1824" Per notizie sul Betti (1792-1882) vedi, Pitrè G. "Profili Biografici"Palermo 1878 pag.9.[f30] Libro
xilografia su foglio sciolto di dimensioni cm 39,5x26, che raffigura il santo in preghiera entro cornice con cartiglio. Porta le indicazioni “Ani. Caracci in. Mic. Bellelli fecit”. Il verso del foglio è manoscritto.
Cm. 28,5,bella legatura neoclassica inglese in mezza pelle verde con fregi in oro al dorso, piatti marm. con punte in pelle, Frontespizio inciso, ritratto e 38 tavole numerate. Tutte le incisioni all'acquaforte. Seconda edizione delle incisioni di Marcantonio Bellavia, fraudolentemente proposte come incisioni di Annibale Carracci, precedute da un front. calcogr. con la firma falsa del Bloemaert e da una tavola con un preteso autoritratto del Carracci (in realta secondo stato di una lastra anonima secentesca con la raffigurazione del profeta Daniele dipinto da Raffaello nella Cappella Chigi in Santa Maria della Pace a Roma). Cfr. Bartsch, XX, p. 22 - 23, Bartsh ill., v. 44, DBI, 7, p. 619, Catalogo on line "Incisioni e stampe" della Bibl. Panizzi. Stampato tra il 1748 e il 1783, anni di attività del Monaldini. Ex - Libris Barone di Northwick. Bellissimo esemplare.
198114 autori trattano vari temi di Storia dell'Arte. A richiesta fornisco dettagli. Pagg 486 in perfetto stato. Contiene numerose tavole e illustrazioni. In memoria di ML Ferrari. Brossura
1753réf. 1715Rome: Venantius Monaldinus 1753. First Edition. Near fine. Oversized folio 17 1/4 x 12 inches 438 x 304 mm; half title engraved portrait of Annibale Carracci on frontispiece with tissue guard rubricated title with large engraved vignette; 10 unnumbered prelim. pages and index LXXIV pages with wide margins and uncut forty engravings on thirty-three numbered plates -of which 11 are oversized and folding- and over 60 large vignettes and historiated initials. Bound in half calf with orange paper-covered boards corners bumped edges and spine rubbed but binding is tight and square paper supple and clean with only minor discoloration and toning to gutters. Cicognara 3376; Bartsch XXI pp. 103-114 nos.21-64. The superbly engraved plates by Carlo Cesio 1622 - 1682 reproduce the Palazzo Farnese frescoes that Annibale Carracci 1560 - 1609 began in 1597 and completed in 1608 just one year before his death. The frescoes were commissioned by Alessandro Farnese 1468-1549 later Pope Paul III ostensibly in honor of his niece's nuptials and located on the 'piano nobile' of the family's palace which today hosts the French Embassy in Rome. They depict "The Loves of the Gods" and were greatly admired at the time and were later considered to reflect a significant change in painting style away from sixteenth century Mannerism in anticipation of the development of Baroque and Classicism in Rome during the seventeenth century. "The important cycle of frescoes trompe-l'oeil and architectural framework known as quadratura that make up the barrel-vaulted ceiling of the gallery depict the 'Loves of the Gods' a sophisticated dialogue between the theme of love and allegorical subjects from antiquity." Quoted from World Monuments Fund website. Venantius Monaldinus unknown
réf. 46577156-6National Gallery of Art. Used - Good. Former library copy. Pages intact with minimal writing/highlighting. The binding may be loose and creased. Dust jackets/supplements are not included. Includes library markings. Stock photo provided. Product includes identifying sticker. Better World Books: Buy Books. Do Good. National Gallery of Art unknown
1798réf. FGN13-B-12Paris: A La Nouvelle Cythere 1798. Leather. Very Good Indeed. 12.5" by 9.5". None. A French description of the series of erotic engraved plates. Containing the descriptions only and bound in full calf. A French description of the series of erotic engraved plates depicting pairs of lovers in different positions of intercourse. Missing the twenty engraved plates by Carrachi and containing the text only. The plates depict couples and scenes from mythology including Jupiter and Juno Anthony and Cleopatra and Ovid sand Corinne. I Modi The Ways also known as The Sixteen Pleasures or under the Latin title De omnibus Veneris Schematibus is a famous erotic book of the Italian Renaissance in which a series of sexual positions were explicitly depicted in engravings. While the original edition was apparently completely destroyed by the Catholic Church fragments of a later edition survived. The second edition was accompanied by sonnets written by Pietro Aretino which described the sexual acts depicted. The original illustrations were probably copied by Agostino Caracci whose version survives. In a calf binding with gilt dentelles. Externally smart though with some rubbing and marks. Internally firmly bound. Pages are bright and clean with just the odd patch of foxing. Very Good Indeed A La Nouvelle Cythere hardcover