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1974[Commedia politica](cm.18.2) Brossura editoriale figurata, -pp. 114. il volume analizza nella prima parte la commedia politica, le origini del genere comico, Aristofane e la sua fortuna... la seconda parte contiene dei passi di varie opere con testo in greco a fronte. Ottimo esemplare come nuovo. [f14] Libro
2000DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Scevola Mariotti (Pesaro, 24 aprile 1920 – Roma, 5 gennaio 2000) è stato un latinista e filologo classico italiano. Insieme a Luigi Castiglioni ha curato per la casa editrice Loescher uno dei più diffusi dizionari italiano-latino, l'IL - Vocabolario della lingua latina. Descrizione bibliografica Titolo: Scritti di filologia classica. Autore: Scevola Mariotti Premessa di: Mario De Nonno, Leopoldo Gamberale Curatore: Mario De Nonno Editore: Roma: Salerno Editrice, 2000 Edizione rilegata in piena tela, con 5 tav. f.t. Lunghezza: 810 pagine; cm Peso: 2 Kg ISBN: 888402305X, 9788884023056 Collana: Volume 5 di Studi e saggi. Fuori collana Soggetti: Studi di linguistica, Filologia classica, medievale e umanistica, Scritti, Critica letteraria, Greco antico, Latino, Classici, Letteratura latina e greca, Saggi, Analisi dei testi, Medea di Osidio, Catullo, Pervigilium Veneris, Giulio Valerio, Poeti arcaici, Poesia, Poetica, Metrica, Ennio, Lezioni, Kleiner Pauly, Alessandrinismo, Omero, Licurgo, Nevio, Lycurgus, Pastorino, Plauto, Satire, Annali, Publilio Siro, Virgilio Marone, Ovidio, Priapea, Codex Metelli, Origo Gentis Romanae, Vetus Latina, Epigrammata Bobiensia, Naucellio, Sant'Agostino, Penelope, Anthologia Latina, Vita Persi, Livio Andronico, Prisciano, Eudemio, Aristotele, Cicerone, Accademia, Menandro, Ziegler, Ellenismo, Epos, Sclepiade, Sinesio, Antologia Palatina, Codex Unicus, Ecdotica Tardo-antica, Seneca, Apocolocintosi, Tradizione, Varianti, Pisaurus, Arepo, Eneide, Giorgio Pasquali, Giuseppe De Luca, Eduard Fraenkel, Paladini, Marcello Zicàri, Rostagni, Romano Sciava, Emanuele Castorina, Antonio Maddalena, Roberto Calderan, Riccardo Ribuoli, Alessandro Ronconi, Francesco Della Corte, Augusto Campana, Giusto Monaco, Ernst Vogt, Kazimierz Kumaniecki, Traina, Passi, Bibliografia, Edizioni pregiate, Libri Vintage, Lingue antiche, Lettere classiche, Classici greci e latini, Normalisti, Normale, Catalogus Philologorum Classicorum, CPhCl, Latinisti italiani, Studies in Linguistics, Classical Philology, Medieval and Humanities, Writings, Literary Criticism, Ancient Greek, Latin, Classics, Latin and Greek Literature, Essays, Analysis of Texts, Catullus, Archaic Poets, Poetry, Poetics, Metric, Lessons, Alexandrinism, Homer, Aristotle, Cicero, Academy, Menander, Hellenism, Palatine Anthology, Late-Antique Ecdotics, Apocolocyntosis, Tradition, Variations, Aeneid, Steps, Bibliography, Fine Editions, Vintage Books, Ancient Languages, Classical Letters, Greek and Latin Classics, Italian Latinists, Indici, Reference, Riferimento Parole e frasi comuni antica Aristotele Asclepiade Ausonio Baehrens Bellum Poenicum bobbiese Callimaco carme caso Catullo Cicerone codice commento componimenti congettura conservato contributi Courtney critica distico diverse Domizio Marso editori edizione ellenistica enniana Ennio Epigrammata Bobiensia epigrammi esempio filologia classica Fraenkel frammento glosse greco Keil latina letteraria letteratura letteratura latina lezione libro Lipsiae Livio Andronico manoscritta Mariotti Marso Menandro mente metrica modello Morel Munari Naucellio Naucellius Nevio Omero omnia Orazio Ovidio parole Pasquali passo Platone Plauto poesia poeta Ribbeck Riese riferimento Ronconi Rostagni Sabbadini Scheda bibl scritto scrive sembra Seneca senso Sinesio Skutsch Speyer storia studi studiosi Terzaghi testo tradizione tramandato tratta Urbino varianti d'autore verso virgiliana Virgilio Wilamowitz
1819Wien, 1819 in verlage bey Franz Harter. Due volumi. (mm. 222). Mezza pelle dell’epoca con tassello con titolo al dorso (piccola mancanza al dorso); tagli rossi. pp. (4), 974; (2), 967. Testo su due colonne.
CONVENTI O.E.S.A.Nell'antica diocesi di Fermo al tempo di S. Nicola di Tolentinoestratto da: "San Nicola, Tolentino, Le Marche"Contributi e ricerche sul processo (a. 1325) per la Canonizzazione di San Nicola da TolentinoConvegno Internazionale di studi Tolentino, 4-7 settembre 1985a cura della Biblioteca Egidiana di Tolentino e della Provincia Agostiniana Picena86 pagine - immagini b/nFormato 16,5x24,5 cmin ottimo stato (167 g)E 8844
Milano, Sonzogno,1884. In 16°pp.108n.cartoncino muto.
1966tranlatio G. de Moerbeka, pag 271 in perfect conditions (uncut); first edition. Brossura
Rocca San Casciano, Cappelli, 1972. In 8°pp.da 8 a 41n. bross.edit.
1960Un volume di 258 pagine, tela editoriale con sovracoperta. Dimensioni: 15,5x23 cm. Minime tracce d'uso alla sovracoperta, firma di possesso alla pagina bianca, per il resto ottime condizioni. 22 illustrazioni in b/n fuori testo. In lingua tedesca. Nella collana “Studia Graeca et Latina Gothoburgensia”, X.
1978Un volume di VII-189 pagine (ma la paginazione in numeri arabi comincia da 21), cartonato originale con sovracoperta illustrata. Dimensioni: 18,5x26 cm. INVIO dell'Autore (Roma, marzo 1978). Qualche traccia d'uso alla sovracoperta, per il resto ottime condizioni. Disegni e fotografie in b/n nel testo. Introduzione di Giacinto Spagnoletti.
1962Collana “Artisti italiani contemporanei”, 3. Un volume di 125 pagine, tela editoriale con sovracoperta illustrata e custodia rigida in tela illustrata. Dimensioni: 21,5x26 cm. Minime tracce d'uso alla custodia, per il resto ottime condizioni. 80 tavole in b/n nel testo.
1732In -4°, pp. (20), 82, (2). Marocchino, fregi dorati ai piatti e al dorso. Il conte Enrico Trivelli (1709-1737) fu un turbolento intellettuale e poeta napoletano, con ascendenze abruzzesi. La famiglia era di Vasto, ma trasferitasi temporaneamente a Napoli, dove nacque Enrico, che però compì gli studi nella cittadina abruzzese, dove la famiglia era tornata pochi anni dopo la sua nascita. Tornò a Napoli e poi andò a Roma dove, indebitato e in ristrettezze, si impiegò come copista presso la bottega di Martorello e Martino Dominici. Autore di poesia umoristica, satira, pasquinate, dialoghi irriverenti fra cardinali, sonetti contro la Chiesa cattolica e opere politiche. Si attirò il dispetto delle autorità politiche ed ecclesiastiche, compreso Clemente XII, e fu decapitato davanti a Castel Sant’Angelo, “per composizioni di scritture malediche e sediziose contro il Pontefice della Santa Sede”. Questo trattato è l’unico vero e proprio volume pubblicato dal Trivelli, che nello stesso anno aveva pubblicato anche un opuscolo celebrativo proprio di Clemente XII (la “Canzone del conte Errico Trivelli per l’esaltazione di N.S. Papa Clemente XII”, Firenze, 1732, della quale però non si conoscono copie complete): il trattato in sé è un fitto concentrato di erudizione retorica e letteraria, nel quale spicca l’affollamento di riferimenti, di citazioni e di autori rammentati, sia nell’ambito della composizione in volgare (da Dante, Petrarca, Ariosto, a Castiglione, Sannazzaro, Marino “e i suoi poco giudiziosi seguaci”), della critica (Valla, Muratori), degli autori classici (l’elenco dei citati è impressionante considerata la relativa esiguità del testo; numerose le citazioni composte in caratteri greci). Al di là dell’intento esibitorio condotto nel testo dal giovane Trivelli nei confronti del lettore, sono numerosi gli spunti e i dettagli originali, nell’arco del trattato: un esempio su tutti può essere la segnalazione di un’“improprietà” in un componimento del Sannazzaro (“non condonabile” la definisce T.), la seconda egloga, in cui il poeta pecca di superficialità nel tempo della narrazione, visto che la notte subentra al “mezzo giorno”, secondo Trivelli, “in brevissimo spazio di tempo, in cui appena Montano, ed Uranio avevan potuto far un colloquio di pochi versi”: la parte più originale del libro è proprio quella in cui l’autore, ambizioso e “scapestrato” si dedica a criticare speciosamente alcuni passi di autori, senza risparmiare dalla sua lente Ariosto, Tasso, Ovidio e via dicendo. L’urgenza di ottenere riconoscimento è peraltro confermata dalla collezione di testi che fanno da prefazione alla “Lettera” vera e propria, firmati Matteo Egizio (con lettera e replica dell’autore, a sua volta inclusa nel volume), Tommaso Bugassi, Matteo Piccoli Lettor Celestino. Nobile e letterato di area napoletana, il Francesco Caraffa (sc. Carafa) destinatario della “lettera” aveva pubblicato nel ’30 una poderosa raccolta di “Rime varie… Composte nella sua solitaria dimora nel monte Caprario della baronia di Formicola” (Firenze, 1730). Una nota manoscritta al recto del foglio di guardia anteriore recita “Ad usum Friderici Valignani ex dono Authoris…” Valignani (Chieti, 1700 – Torrevecchia Teatina, 1754) era considerato un letterato piuttosto illustre, che ebbe contatti con molti personaggi importanti dell’epoca (uno su tutti il Muratori, citato moltissime volte nella “Lettera” del Trivelli), e nel 1720 aveva fondato la “Colonia Tegea” dell’Arcadia Romana (accademia nella quale era stato accolto anche Trivelli, a Roma, col nome di Idasio Nivalgo. D’interesse la pagina degli imprimatur, che chiude il volume, e comprende la nota di approvazione del Vico. La nota manoscritta che precede il volume prosegue – da altra mano – “Qui Roma ob satyram in Clementem XII Pont: Max severi percussus fuit frustra ante mortem elegenti carmine eniam petente quam tamen assecutus fuerit a clementis principe si ipsa carmina ad aures opportuno tempore pervenissent.” Count Enrico Trivelli (1709-1737) was a turbulent thinker and poet, from Naples but with ancestry from Abruzzo, in Central Italy. In Rome, where he was living in poverty, emploied himself as a copyst in Dominici Brothers’ typography. Humour and satyric writer, he clashed against Vatican, included pope Clemente XII, and he was beheaded in front of Castel Sant’Angelo because of his “seditious” compositions against the Pope. This work is the only real volume ever published by Trivelli: it’s a dense concentrate of rethorics and erudition, with a large number of captions and mentions of authors from Italian, Latin, Greek and classic tradition. Beyond its meaning to exhibit knowledge, the book contains some original thoughts and interesting details. A manuscript note before the title page: “Ad usum Friderici Valignani ex dono Authoris…” Valignani was a well considered literary man with relations with many contemporary important personalities (as the Muratori, for instance). On “imprimatur” page there’s also the authorization to print by Giovan Battista Vico.
1999DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. LIEVE BRUNITURA DELLA COPERTINA. Descrizione bibliografica Titolo: Scritti filologici e linguistici Autore: Renato Arena Curatore: AA.VV. (Autori Vari) Editore: Milano: Guerini studio, 1999 Lunghezza: 405 pagine; 24 cm ISBN: 8878029769, 9788878029767 Peso: 1 Kg Collana: Università degli Studi di Milano. Dipartimento di Scienze dell'Antichità Soggetti: Linguistica, Filologia greca, Greco antico classico, Lingue antiche elleniche, Glottologia, Bibliografia, Opere generali, Teocrito, Dialetti greci, Antroponimi, Partenio, Alcmane, Grecia Antica, Morfologia, Fonetica, Iscrizioni greche, Latino, Epigrafi, Alfabeti, Metrica, Megara Iblea, Colonie, Magna Graecia, Statuti di Mergozzo, Sant'Agata, Bartolomeo di Cannobio, Gela, Agrigento, Tradizione, Nominativi eolici, Omero, Stile, Monete tessaliche, Radici linguistiche, Corinzio, Vasi, Nerulum, Archeologia, Etimologia, Studi culturali, Selinunte, Sicilia, Dialettologia, Callisto, Onomastica, Epigrafia, Eubea, Atene, Alceo, Saffo, Poesia, Grammatica, Arte, Mitologia, Letteratura, termine boygaios, Interpretazioni, Vico Equense, Tavole di Eraclea, Eschilo, Argolide, Bechtel, Beozia, Boeot, Attico, Ionico, Miceneo, Sibari, Metaponto, Paestum, Strabone, Crotone, Babesch, Bérard, Francavilla Marittima, Guarducci, Posidonia, Predorico, Iscrizione incisa, Taranto, Locri Epizefiri, Velia, Siracusa, Digamma, Fonetica, Tavole, Aretusa, Incunabula Graeca, Libri rari, Fuori catalogo, Linguistics, Greek Philology, Ancient Greek Classical, Hellenic Ancient Languages, Glottology, Bibliography, General Works, Theocracy, Greek Dialects, Anthroponyms, Feverfew, Alcmane, Ancient Greece, Morphology, Phonetics, Greek Inscriptions, Latin, Epigraphs, Alphabets, Metric, Statutes, Tradition, Wind Names, Homer, Style, Thessalian Coins, Linguistic Roots, Corinthian, Vases, Nerulum, Archeology, Etymology, Cultural Studies, Sicily, Dialectology, Callisto, Onomastics, Epigraphy, Euboea, Athens, Sappho, Poetry, Grammar, Art, Mythology, Literature, term boygaios, Interpretations, Tablets of Eraclea, Aeschylus, Argolis, Boeotia, Atticus, Ionic, Mycenaean, Sybaris, Strabone, Inscribed inscription, Phonetics, Tables, Rare books, Out of print
1994Superclassici BUR, gennaio 1994. Traduzioni e note di Giuseppe Monti. Spedizioni tracciabili con raccomandata entro 24 ore dall'ordine. Soft cover in fine conditions, no inscriptions or markings inside. Worldwide delivery.
1800In-12°; pp. (14), 179, EDIZIONE BODONIANA legatura in mezza pelle con tassello e titolo in oro al dorso, leggermente lacunoso. Frontespizio marginalmente resaurato.
1554In-16°; pp. (32) marca tipografica incisa su legno al forntespizio; nel testo un foro di tarlo passante. Hoffmann III p. 1. Legatura in piena pelle con cornice a filetto dorata ai piatti, titolo e fregi in oro al dorso. Dorso restaurato.
1784In-4°; 1) pp. 143, (1), un legno tipografico al frontespizio. Edizione originale. Contiene Gibilterra salvata, La fata Morgana, Epistole Parenti 403, Lancetti p. 218, Biancardi-Francese 354; 2) pp. 47, un legno al frontespizio e un finalino xilografico. Edizione originale; 3) pp. XXIV, 108 (in fine l’Appendice), un legno al frontespizio. Il nome dell’autore è nella lettera dedicatoria alla signora contessa Contarini Mosconi, cui fu legato da amicizia amorosa. Testo in greco e italiano. Legatura in mezza pelle rossa con titolo e fregi in oro al dorso. Ippolito Pindemonte (Verona 1753-1828), partecipò all’Arcadia, compose versi e prose in cui espresse un classicismo romantico, spesso venato da toni nostalgici; celebre la sua traduzione dell’Odissea, e la dedica che Foscolo gli indirizzò nei Sepolcri. I tre frontespizi recano una nota di possesso manoscritta e due timbri a inchiostro (nell’ultimo frontespizio sopravvivono tracce di una cancellatura). pindemonte settecento poesia arcadia volgarizzazioni volgarizzamenti traduzioni omero homerus classici greco
1644In-4°; pp. (12), 386, (2), 1 diagramma f.t. ripiegato, all’ultima pagina marca tipografica incisa su legno. Testo greco e latino a fronte. Legatura in mezza pelle moderna con angoli rossa con titolo e fregi dorati al dorso.
1566In-4°; Edizione originale rara; frontespizio entro cornice incisa su legno e marca tipograica; l’opera è preceduta da un capitolo sull’alfabeto greco e sulla pronuncia, e si chiude con “De dialectis ex Corintho”, “Diferentiae dictionumob accentum”, “De verbis anomalis” e altre note di grammatica. legatura XVII sec. in piena pelle con fregi e tassello con titolo in oro al dorso, tagli in rosso. Alle ultime carte lieve gora di umidità al margine interno.
1570In-16°; pp 920, (8); 79, (1) con grande marca tipografica incisa su legno al verso, cornici xilografiche ai frontespizi. Legatura in piena pelle settecentesca con fregi in oro e tassello al dorso, tagli dorati; dorso parzialmente restaurato. Versione latina con testo a fronte in greco, curata da Francesco Porta.
1824In-16°; pp. XXI, (1), 78. Legatura in carta azzurrina. Frontespizio forse incompleto. Vincenzo Maria Imperiale (Imperiali), pugliese, 1738-1816. DBI: il lavoro che gli diede vera rinomanza nel mondo letterario è collegato ai suoi studi giovanili su certa poesia greca; esso ebbe una diffusione straordinaria, sempre sotto il suo nome arcadico, con varie edizioni veneziane (la prima del 1780, la seconda del 1786) e ben tre bodoniane (la prima Crisopoli-Parma 1792, un'altra 1801), seguite da molte altre, di cui è ancor più difficile individuare i dati, a Madrid, Parigi, Londra e Vienna, nonché da una postuma (Firenze 1819). Si tratta di La Faoniade, una serie di composizioni sull'infelice amore di Saffo per Faone, che nelle prime edizioni l'I. propose sotto la non nuova finzione dell'antico manoscritto ritrovato e tradotto in versi italiani. L'opera, formata da una serie di inni e di odi attribuiti a Saffo nei tormenti finali della sua passione amorosa, tutti chiaramente ispirati agli stilemi di Anacreonte e di Mosco, ha alcune parti abbastanza sentite, come l'Inno ad Apollo, in cui la poetessa implora l'aiuto del dio per il suo amore non corrisposto, l'Inno a Venere, in cui supplica la dea di intercedere presso Eros, l'Inno aCupido, colmo di disperazione, e il secondo Inno a Venere, mutuato dalla descrizione del "Cinto di Venere" del XV canto dell'Iliade. Seguono alcune odi assai tenere e leggiadre, come La notte, quella Ai numi infernali o quella detta Voto ad Apolline, che precede il salto fatale. Una pioggia di lodi incondizionate cadde sull'I. da parte dei letterati napoletani, capeggiati da J. Andrés, O.G. Martorelli, E. Campolongo, B. Della Torre (il vescovo di idee avanzate esiliato nel 1799) e mons. G. Capecelatro (l'arcivescovo di Taranto poi ministro di re Gioacchino). Fu particolarmente apprezzato che una vena poetica tanto delicata fosse espressa da un affermato militare di carriera. (v. 62, 2004).
1536In-8°; I) cc. (172) grande marca tipografica incisa su legno all’ultima pagina non numerata; il frontespizio è in greco e latino, tutto il testo in greco. II) pp. 132, (4) con un legno all’ultima p. non num., pp. 105, (7 di cui 2 cc. bianche) un legno all’ultima p. non num.; capilettera figurati incisi su legno. la prima parte è in greco la seconda in latino. Mezza pelle verde con tassello e titolo in oro al dorso.
1889Placchetta, in -8°, 16 pp. più tre tavole riproducenti caratteri tipografici ebraici e musicali.
1535In -8°, cc. 72, (8), grande marca al frontespizio; mezza pergamena e carta marmorizzata. Testo in greco e latino.
1838In -4°, pp. cb, (8), 276, cb; cartonato editoriale verde con illustrazioni ai piatti e al dorso. Prima edizione nella traduzione del grecista Francesco Vincenzo Negri della “Periegesi della Terra” del poeta tardo ellenistico Dionigi. Pregiata prima edizione, stampata “Per le auspicatissime nozze Foà - Della Vida”, sarebbe stata ristampata nel 1840. Esemplare in parte intonso, macchia di umidità nella parte inferiore delle pagine, lontana dal testo.
1547In -8°, cc. (8), 179, (1). Pergamena, tit. ms. al dorso, marca editoriale al frontespizio. Prima edizione della Politica di Aristotele tradotta (e pubblicata) da Brucioli, umanista e noto “eretico”, nato a Firenze alla fine del XV secolo e morto a Venezia, dove nel 1541 aprì una stamperia coi suoi fratelli. L’anno dopo la pubblicazione di questa traduzione aristotelica il Brucioli fu processato dalla Serenissima per eresia, condannato e bandito dalla città per due anni. Le sue opere che trattavano di fede furono date alle fiamme (è celebre la sua traduzione della “Bibbia”, fra le prime in volgare, messa all’indice nel 1559). Nel 1555, tornato a Venezia dopo aver scontato l’esilio, fu processato nuovamente e condannato ancora per eresia. Opera rara e ben conservata, bella marca al frontespizio. The first and only edition of Aristotle’s Politics translated and published by Antonio Brucioli, a well known “heretic” and humanist, born in Florence at the end of XV century and dead in Venice, where he established a tipography with his brothers. In 1547 he was convicted of heresy by Venice authorities and banished from the city for two years. His religious works were burned (his notorious translation of the Bible, between the first ones in Italian, was put on the banned books list in 1559). In 1555, still in Venice, he was convicted again of heresy. A rare and well preserved book, with a nice publisher’s mark on title page.