4 009 résultats
1928In-4° (cm. 28,4), pp. da p. 108 a p. 137) + 1 TAVOLA a piena pagina ("Die Eifersucht") e con 22 ILLUSTRAZIONI in bianco e nero nel testo. Brossura provvisoria riproducente la copertina della rivista. Interno bello ad ampi margini, fastidiose fioriture ombre e segni a biro solo esterni. Rinforzo di graffette presso il dorso all'interno. DÜRER (Nürinberg 1471-1528), il massimo esponente della pittura e del'incisione tedesca rinascimentale, conobbe ed ammirò l'arte italian.. A Venezia l'artista entrò in contatto con ambienti neoplatonici. Si presume che tali ambienti abbiano sollevato il suo carattere verso l'aggregazione esoterica (wiki). Testo in tedesco. Esemplare da studio.
1966Volume in 4°, tela editoriale, titolo al dorso, sguardie, carta, frontespizio, 12 pp., bianca, frontespizio dell'anastatica dell'edizione veneta stampata da Bissuccio nel 1612, 41 carte, bianca, indici. Curatissima edizione anastatica, in ottimo stato su carta forte. davvero splendide le riproduzioni delle silografie dureriane.
Altersgemäß befriedigender Zustand. Papier vergilbt. Einband berieben u. mit kleinen Einrissen. Buchrücken schadhaft. Vereinzelte leichte Bleistiftanstreichungen. -- Inhalt: Zum Verständnis der Weltlage -- Vorgeschichte und Schuldfrage -- Der "Sinn des Krieges" -- Weltpolitische Probleme und Zusammenhänge -- Kriegsziele und Friedensfrage -- Völker und Länder -- Geschichte -- Kriegschroniken und Verwandtes -- Kriegsschilderungen -- Gesellschaft und Lebensordnung -- Politikwissenschaft und Völkerrecht -- Philosophie -- Psychologie -- Religion und Theologie -- Pädagogik -- Volksbildung und Volkserziehung -- Jugendpflege -- Berufsberatung -- Theoretische Pädagogik und Erziehungslehre -- Schulwesen. Einzelne Schultypen.
Incisione a bulino, mm. 116x78 rifilata al marg. Inventore Albrecht Durer. Applicata su supporto cartaceo.
Bulino, mm. 234x185 rifilata al marg. Inventore Albrecht Durer. Applicata su ulteriore supporto cartaceo. Eseguita in controparte, si conoscono solo pochi esemplari uno dei quali nella Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli con monogramma a matita "BP". La nostra riporta sempe a matita "Marcantonio". La presente incisione è accompagnata da una vecchia perizia di O.H. Giglioli datata 8.XII.1926. Piccoli difetti in alto a destra.
Copia in Controparte, prima metà XVI Secolo. Incisione a Bulino e Acquaforte, 115 x 73 mm. Esemplare rifilato al filetto di riquadro, applicato su carta antica. Questa copia dalla celebre incisione di Dürer (1471-1528), di buona qualità grafica, non è descritta da Strauss, The Illustrated Bartsch, 10, Commentary, 1981, p. 45, n.013, B.13. Rientrato dal secondo viaggio in Italia, effettuato per approfondire i suoi studi relativi alla prospettiva e alle proporzioni umane, Dürer realizzò anche le splendide sedici lastre della Piccola Passione su rame (1507-1512), che si caratterizza per un nuovo stile dove la finezza e l'uso sistematico delle linee incise modella le forme in termini di luce e ombra. Nelle tavole su rame sono poche le aree non lavorate rispetto alla Grande Passione in xilografia e un intenso effetto chiaroscurale pervade le scene con una luce quasi spirituale. La Piccola Passione si basa su una serie di disegni su carta, datata 1504, eseguiti a inchiostro e biacca, conservati all'Albertina. . Cfr. anche J.Kantor, Dürer's passions, Cambridge 2000; A. Hass, Two devotional manuals by Albrecht Dürer: The Small Passion and the Engraved Passion, in "Zeitschrift für Kunst-geschichte", 63, 2000, p. 169-230; G.M. Fara, A. Dürer, Firenze, 2007, p. 57-58, n.3m..
In-4, 70p. Bel ouvrage illustré de 100 planches hors texte en noir. En parfaite condition.
In-4, 70p. Bel ouvrage illustré de 100 planches hors texte en noir. En parfaite condition.
Das Werkverzeichnis der Gemälde. Jedes Werk ist ganzseitig abgebildet und vielfach in Ausschnitten wiedergegeben. Behandelt weiterhin die Kopisten und Nachahmer, und im Anhang ein unbekanntes Manuskript mit Nachrichten über Dürer.
Grundlegendes Werk über die Zeichnungen Dürers. Das Werk gibt die fast 1000 Zeichnungen wieder, einschließlich wichtiger verschollener Blätter in Kopie.
1966Nota introduttiva di Marco Valsecchi. Di questa opera sono state tirate 5000 copie in carta distinta a mano appositamente preparata dalle Cartiere Galvani e gli zinchi usati per la stampa sono stati distrutti. Nota introduttiva. Riproduzione integrale (testo ed illustrazioni) dell'edizione edita nel 1612. Esemplare perfetto. Legatura editoriale, sopracoperta, pp. 12, 2, 88 non numerate, 2, in 4°
2012Un volume importante su uno dei maggiori incisori della storia dell'arte. Di Albrecht Dürer, la cui opera grafica comprende circa 340 tra xilografie, bulini, acqueforti e puntesecche, Paolo Bellini presenta la collezione del Museo di Novara, una delle più ampie in Italia, analizzando le soluzioni dell'artista di rilevante complessità tecnica e di singolare elaborazione figurativa e iconografica, a volte anche di problematica interpretazione. Erasmo da Rotterdam affermò che Dürer ha addirittura superato Apelle perché non aveva bisogno del colore per creare, ma gli bastavano delle linee nere. Curatori: P. Bellini.
1823In 4° grande (31×23 cm); (8), XIII, (3), 102, (2) pp. e 5 c. di tav. Bella legatura coeva i mezza pelle verde foderata al dorso da fine carta verde coeva con titolo, anno e luogo di edizione impressi su fascette rosse al dorso. Qualche insignificante macchiolina di foxing in poche carte e nel complesso esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione e ancora in barbe. Le cinque finissime tavole fuori testo, ognuna protetta da velina, sono incise in rame da Luigi Rados e contegono i ritratti di Albrecht Duerer, Marcantonio Raimondi, Luca Jacobsz di Leyda, Jacques Callot e William Woollett e cioè quelli che sono considerati i sommi incisori della scuola tedesca, italiana, fiamminga, francese e inglese di incisione. Tiratura di soli 120 esemplari. L’opera descrive le principali scuole incisorie europee, attraverso la figura dei maestri di ognuna delle scuole e alcuni altri celebri rappresentanti come ad esempi Giovanni Gottardo Muller, Giovanni Federico Clemens, Marco Dente, Giorgio Ghisi, Martino Rota, Stefano della Bella, Francesco Bartolozzi, Raffaello Morghen, Giovanni Van de Velde, Guglielmo de Leeuw, Giona Suyderhoef, Pietro Nolpe, Cornelio Bloemaert, Paolo Rembrandt Van Ryn, Cornelio Visscher, Lauwers, Edelinck, Giovanni Morin, Francesco Poilly, Nicolò Pitau, Antonio Masson, Sebastiano Le Clerc, Girardo Audran, Francesco Spierre, Giovanni Luigi Roullet, Nicolò Dorigny, Pietro Drevet figlio, Giovanni Giacomo Balechou, Carlo Clemente Bervic, Giovanni Smith, Guglielmo Ryland. Guglielmo Woollett, Giovanni Hall, Giovanni Dixon, Giovanni Sherwin, Guglielmo Sharp ed altri. Di ogni autore, oltre ad una biografia, sono illustrate, singolarmente, le incisioni più celebri commentate e descritte minuziosamente. Opera molto rara ed in buone-ottime condizioni di conservazione. Prima edizione. Rif. Bibl.: Cfr. Brunet,III,1470 – Graesse,IV, 4116.
1969Harry Salamon, a cura di Incisioni di Albrecht Durer. Milano, Ente Manifestazioni Milanesi 1969 italian, 81 ST1180NBrossura editoriale,Catalogo della Mostra tenutasi a Milano nel 1969, volume in ottime condizioni, illustrato con 101 tavole f.t.. copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda ,81 pagine circaCopertina come da foto
1988In-4°, pp. 145, copert. editoriale. Con illustrazioni b. n. nel testo. Indice: Il progetto di catalogazione delle Stampe dell'Istituto Nazionale per la Grafica; M. Cordaro, Per un progetto di catalogazione informatica del patrimonio delle stampe; R. Amoruso, La Sistemi Informativi e la catalogazione delle stampe dell'Istituto Nazionale per la Grafica; Albrecht Dürer: L'Arco di trionfo e il Grande Carro di Massimiliano I. Nota biografica. L'Arco di Trionfo. Il Grande Carro trionfale. Bibliografia essenziale. Nota sul restauro. Nota sulle filigrane; Schede di catalogo: L'arco di Trionfo. Il Grande Carro.
Spanish translation of Panofsky's classic work on Durer. 325 illustrations. 4to, original wraps. Fine.
Scarce monograph on Duerer's paintings and drawings. Profusely illustrated in color and black and white. 4to, publisher's flexible boards. Near fine in a near fine dj.
1827Three parts bound in one volume, COMPLETE. These three parts were originally intended to be the second volume of a three-volume study, but no more was published. This volume, however, is the complete catalogue raisonnÈ and bibliography, the first comprehensive catalogue devoted to this great artist and a groundbreaking work of art-historical scholarship. In all, X + 1090 pages and three plates, one folding. In Part I, Heller describes hundreds of paintings, drawings, and sculptures. Part II features 2,555 prints, of which the vast majority are copies, fakes, and prints after works by D¸rer: unlike later cataloguers of the master's work, Heller describes these apocryphal works in great detail, providing hundreds of small woodcut illustrations of details which distinguish the originals from the copies. To this day, Heller remains the definitive source on early copies of D¸rer's work. Part III, which is often missing (as it was published four years later, by a different publisher, and in a different city) is a detailed critical bibliography describing 216 items, as well as a catalogue of medallions relating to Durer. Thick 8vo, bound in contemporary boards. Some wear to extremities of boards, but still solid. Internally FINE AND BRIGHT. Very rare.
Xilografia misure: mm 280 x 379 Pittore e incisore tedesco. Dopo una prima istruzione presso la bottega del padre orefice, nel 1486 studia con il pittore Michael Wolgemut, il maggiore pittore e xilografo attivo in quegli anni a Norimberga. Di questo primo periodo si conservano rarissimi disegni che portano la firma "Ad", sostituita con il monogramma nel 1496. A partire dal 1490 Dürer inizia i suoi viaggi per la Germania. Lavorando di volta in volta nei luoghi visitati, anche Venezia nel 1494, il suo nome iniziò a circolare. Proprio il primo viaggio in Italia sarà fondamentale per la sua formazione, in particolare, si arricchì del plastico monumentalismo di Mantegna e delle armonie classiche del Pollaiolo e di Giovanni Bellini. Tornato in patria aprì una bottega molto fiorente e stabilì un importante sodalizio con l'elettore di Sassonia Federico il Saggio. Tra il 1507-09 lo ritroviamo a Venezia al centro della raffinata società di nobili, artisti e umanisti della Serenissima, come artista illustre soprattutto per le sue incisioni. In questo periodo l'artista si soffermò su problemi coloristici, dovuti al contatto con Giorgione e Tiziano, risolvendoli in pale d'altare in cui lo spazio, i colori di smalto, il divino "umanizzato" sono le caratteristiche essenziali. Nell'ultimo periodo di vita si occupò principalmente della pubblicazione dei suoi scritti teorici, arricchiti da disegni scientifici. Dürer è il più grande artista del Rinascimento nordico che, attraverso le sue opere, è stato cerniera tra il nord e il sud dell'Europa. La sua grande passione per l'incisione fa si che tale tecnica venga concepita dall'artista come una forma d'arte a se stante, e ne sviluppa e cura temi diversi e innovativi, che lo portano ad essere forse il migliore incisore di stampe antiche, insieme a Goya e Rembrandt. La scena che vede rappresentati Sansone e il leone, si svolge in un paesaggio descritto accuratamente. Due città fortificate, un boschetto sulla sinistra, alberi, arbusti e profili di montagne sullo sfondo che si riversano nel mare solcato da diverse imbarcazione. Nonostante questi particolari l'attenzione dello spettatore si concentra sulla scena in primo piano ricca di pathos e tensione raccontata nel Libro dei Giudici. Per la raffigurazione del soggetto l'artista ha guardato alle opere del Maestro ES (circa 1420 - circa 1468) e di Israhel van Meckenem (1440 ca. - Bocholt 1503). Sansone giudice biblico dalla forza disumana donata da Dio è a cavallo del leone e cerca di forzare la bocca della bestia; l'eroe avvolto nel suo abito panneggiato e svolazzante afferra con tutta la sua forza l'animale dalla folta criniera quasi tangibile. Questa stampa viene messa in relazione con un'altra incisone di Durer: l'Ercole e i Molionidi per l'enfasi, il soggetto e il paesaggio rappresentato, inoltre per l'espressività del volto di Sansone alcuni studiosi hanno ipotizzato che Durer si sia ispirato al volto di Cristo portacroce di Leonardo. Monogramma in basso al centro. La matrice in legno è conservata al Metropolitan Museum of Art a New York. Impressione eccellente dei neri intensi, il cui rilievo è visibile anche al verso. Ottimo stato di conservazione, eccetto una piccola mancanza nel margine superiore di 4 mm e qualche strappo restaurato lungo i margini. Stato tra b e c: con una spaccatura in corrispondenza della roccia e uno nel profilo delle montagne, ma non sul monogramma. Al verso a matita antiche scritte di catalogazione: N15/ B 2; n 893/ b2. , Un altro esemplare è conservato presso la Raccolta delle Stampe Achille Bertelli. Bibliografia: Meder 107; Bartsch 2; Strauss 33; Dodgson I.271.8; TIB 2 (116), Commentary 1001.202
Xilografia originale, monogrammata in basso al centro, II/VII, mm 395x288, compreso margine da 1 a 2 mm oltre la linea di riquadro. La prova, nitida e ben contrastata nella II variante di 7, stimata intorno al 1504, è impressa su carta databile ai primi del Cinquecento. Grande ed elaboratissima composizione, che illustra l'atroce martirio dei diecimila soldati cristiani avvenuto sul monte Ararat in Armenia: venne commissionata da Federico il Saggio, mecenate dell'artista fin dal 1496. Nel 1508 Durer dipinse per lui un olio su tavola dalla quale eliminò alcuni particolari, come il supplizio del vescovo Acazio a cui venivano cavati gli occhi con un trapano. Federico, che nel 1502 aveva fondato l'Università di Wittenberg dove insegnarono Lutero e Melantone, fu uno dei principi che si impegnarono per proporre la causa della riforma all'imperatore Massimiliano I, e tentò di proporre le tesi di Lutero, messe al bando, e gli trovò rifugio nel suo castello di Wartburg dopo la Dieta di Worms. Il dipinto è oggi custodito presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna. . Meder, n. 218 B/G; Bartsch, n. 117; Strauss, n. 35.
1111A woodcut series of 20 panels showing Albrecht Dürer's favourite work created about the year 1504. A little wear to top of spine and small indentation on bottom edge of front cover. Has a copyright date of 1946.
1922With 16 tipped-in illustrations. Wear to edges of spine and cover corners.
1972A souvenir of the Centenary of the Swiss Bank Corporation reproducing a series of selected drawings owned by the City in which the Swiss Bank was founded. 100 plates with details on each. Quality illustrations. In slipcase. Slight marks to covers and spine. Slipcase with general wear and markings.