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1999Un volume di 199 pagine, brossura editoriale. Dimensioni: 13,5x21,5 cm. Ottime condizioni. In lingua francese.
1926Studio di 118 pagine, contenuto nei due fascicoli di Archivio Storico Italiano, serie VII, Vol. V-1 e V-2, del 1926. Lo studio di Rosario Russo si trova alle pp. 25-88 e 233-286 dei due fascicoli. Brossure cartacee editoriali; condizioni molto buone. I due fascicoli contengono ovviamente anche altri studi storici e archivistici.
1938Un volume (22 cm) di 450 pagine. Bella legatura editoriale in tutta tela bianca con cofanetto cartonato rigido con stemma papale policromo al centro. Ottime condizioni.
1982pp. 285, cm 22x15, brossura. Nuovo.
1513In-8°; cc. (12). Edizione originale del poema di Giovanni Francesco Pico della Mirandola, una delle prime fonti sulla collezione di statuaria antica conservata al Giardino del Belvedere in Vaticano. Scritto nell’ultimo anno del pontificato di Giulio II (1503-1513), l’opera sottolinea la passione per le antichità classiche che con questo papa divenne una vera e propria moda nella Roma del tempo. Molti si domandarono se fosse idoneo consevare nel tempio della cristianità una collezione che esaltava anche le divinità pagane. Pico, seguace della corrente savonaroliana che denigrava la cultura rinascimentale del recupero e dell’imitazione dei classici romani e greci, si serve di quest’opera per stigmatizzare questa contrasto, proponendo nei suoi versi la Vergine Maria come contraltare alla Venere classica, presentando la collezione del vaticano come la manifestazione fisica della corruzione culturale e morale della Roma di Giulio II. Nella lettera a Francesco Giraldi, umanista ed erudito nativo di Ferrara, datata 1512, Pico offre una sorta di panoramica sulle statue collocate nel Belvedere: sono tra le prime parole che vengono spese sul posizionamento in quel luogo di quello che fu il simbolo della rinascita del classico, il gruppo del Laocoonte ritrovato presso la Domus Aurea nel 1506 e acquistato da Giulio II. Vengono anche citate la statua di Apollo e Cleopatra, e la grande immagine del Tevere. Giovanni Francesco Pico della Mirandola (1470-1533), nipote di Giovanni Pico, autore di una biografia su Savonarola, si fece portavoce di una difesa degli insegnamenti cristiani contro la nuova cultura nascente. Salvatore Settis, Sonia Maffei, Ludovico Rebaudo, Laocoonte, fama e stile: “La matrice antica del luogo, giardino delle Esperidi, luogo ideale per l’ozio filosofico, centro della nuova politica di Giulio II colpisce Giovanni Pico della Mirandola; è li che egli ambienta il De Venere et cupidine cogliendo la natura pagana del luogo: Laocoonte e le anticaglie solo identificate per veloci evocazioni, sono quasi come idoli chiamati ad animare il regno di Venere e della vana venustas”. The original edition of the poem by Pico della Mirandola, one of the first sources on the collection of ancient statues preserved in the Belvedere Vatican Garden. Written during the last year of pontificate by Julius II (1513), the work underlines the passion for classic antiquities that became, with this Pope, a fever in contemporary Rome. Many was wondering if it was suitable to put a heaten sculpture collection in Vatican. Pico, follower of Savonarola in blaming Renaissance culture of recovery and imitation of Roman empire, through this work means to criticize the moral and cultural corruption of Iulius II Rome, putting this collection as its physical manifestation, and in his verses he puts the Holy Mary to counterbalance the classic Venus. In his letter to Giraldi, Pico offers a bird’s eye view on statues put in Belvedere. These are between the first words spent about the putting in this place of a symbol of Classic rebirth: the Laocoon found in the Domus Aurea area and bought by the pope.
1775Un foglio (cm. 23 x 16) di “ricetta” e réclame di un “Balsamo solare” la cui produzione e il cui commercio sono dispensate con “Pontificio permesso e privilegio benignamente concesso dalla Santa Memoria del Pontefice Clemente XIV” e dal “Collegio dei Signori Protomedici di Roma” a “Stuarda Casella e suoi eredi”. Il foglio include, oltre al permesso, il “modo per applicare il suddetto balsamo”, interessante esemplare di foglio illustrativo “ante litteram”. La data si ricava dal richiamo a Clemente XIV in apertura del documento. Detto balsamo, indicato per guarire “piaghe le più ostinate” nonché “Strume ossiano Scrofole - Spine Ventose - mali Moroidali - Principii di Cancrene”, ecc. dové godere di un certo credito: se ne ritrova traccia in un’inserzione pubblicitaria del 1858 su un periodico romano, “Il vero amico del popolo”, che nel n. 97 del 2 settembre dà notizia dell’acquisizione dell’“assoluta proprietà del rinomato balsamo solare” da parte di una farmacia in via della Rosetta, a Roma.
1983EDIZIONI DI STORIA E LETTERATURA 1983 192 PP. E 12 TAVOLE FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, PER IL RESTO INTONSO, MAI SFOGLIATO, CON TUTTE LE PAGINE ANCORA CHIUSE E DA APRIRE. Parole e frasi comuni ammianea Ammianus Marcellinus annotazioni apud autem Bessarione Bibl Biondo Flavio citazioni Clark codice antico codice di Fulda codice di Hersfeld collazione congettura Constantii Constantius Cornelio Gallo Costanzo cuius editori moderni edizioni eius Elio Aristide emendamenti enim foglio foro di Traiano fuisse Fulda Fuldense Gardthausen Gelenio haec Haupt Hersfeld ibid infatti instaurata inter interventi lacuna lezione corretta libri Lind Lorsch manoscritti Marcellini rerum gestarum Marciana margine Mariangelo Accursio methodium multa Niccoli Niccolò Niccoli Nogara notizia nunc Ocriculo Ocriculum omni omnium Ormisda Otricoli paleografica Paschoud passo Pighi post postilla quae quam quod quoque Res gestae Romam Sabbadini scil sembra Seyfarth storico Studia 38 Suetonio sunt tamen testimonianza testo di Ammiano Text Tradition tradizione tratta urbe Valesio via Flaminia vulgo VW edd VW XXII W2AG W2BG XVIII XXIII XXIV XXIX XXVI XXVIII XXXI
1599Quattro pagine (un foglio in -4° ripiegato) contenenti tre lettere di Clemente VIII. Si dà il permesso a Francisco De Montilla, missionario francescano in Oriente di prendere delle reliquie dall’Italia per portarle nelle Filippine (dove Clemente, nel 1595, aveva elevato Manila a sede metropolitana). Ferrara era passata sotto il dominio dello Stato Pontificio a gennaio del 1598, cioè pochi mesi prima della redazione di queste lettere: per sottolineare l’importanza del recupero della città, Clemente prese possesso di persona della nuova provincia, dove avrebbe soggiornato fra il maggio e il novembre di quell’anno. La richiesta dell’altare, argomento della prima di queste tre lettere, proveniva da Antonio de Cordoba y Cardona, ambasciatore spagnolo a Manila: da notare che la Spagna decidette, nella questione della successione ferrarese, di mantenersi neutrale. Four pages (a folded leaf in -4°) including three Clemente VIII’s letters. Permission is given to Francisco de Montilla, a Franciscan missionary in Far East, to take holy relics from Italy, to be bringed in the Philippine (were Clemente, in 1595, raised Manila to metropolitan seat). Ferrara become under the Vatican dominion on january 1598, a few months before these letters were written. To underline the importance of having recovered this city, Clemente went himself to the city, where he stayed between may and november of that year. The request of an altair, subject of the first letter, had been done by Antonio de Cordoba y Cardona, performative Spanish ambassador in Manila: it has to be noticede that Spain remained neutral in the Ferrara question.
1994RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. La riflessione dell'autore evidenzia che c'è una penetrante "qualità dello sguardo" che la Chiesa ha la possibilità di portare su se stessa nel momento in cui cerca di trarre insegnamento dalle intuizioni e dalle realizzazioni religiose da essa più lontane. La Chiesa, cioè, metterà a fuoco meglio il suo volto, recuperandone tratti eventualmente dimenticati, se saprà soffermarsi sul volto di forme religiose diverse, specie nel loro modo di generare cultura entrando nel profondo della realtà della vita. Informazioni bibliografiche Titolo: Il desiderio riorientato. La Chiesa e le religioni Titolo originale: L'Église et les religions ou le Désir réorienté Autore: Jacques Vidal Prefazione di: Gianfranco Ravasi Notizia di: Julien Ries Traduzione di: Antonio Tombolini Editore: Milano: Editoriale Jaca Book, 1994 Collana: Volume 269 di Già e non ancora ISBN: 8816302690, 9788816302693 Lunghezza: 192 pagine; 22 cm Soggetti: Chiesa, Teologia, Giacobbe, Concilio Vaticano, Desiderio, Samaritana, Rito, Ritualità, Sacro, Cristianesimo, Ebraismo, Islam, Religioni comparate, Bibbia, Induismo, Giudaismo, Buddhismo, Taoismo, Oriente, Eglise, religions non chrétiennes, Carmel d’Avignon, bouddhisme, Thérèse de Lisieux, Henri Le Saux, hindoue, Confucianesimo, puits de Jacob, Jésus de Nazareth, Juifs, Jules Monchanin, Samaritaine, histoire des hommes, l’humanité de Jésus, Church, Theology, Jacob, Vatican Council, Desire, Samaritan, Ritual, Sacred, Christianity, Judaism, Islam, Comparative Religions, Bible, Hinduism, Judaism, Buddhism, Taoism, East, Vatican Council, Confucianism, Christ, Other religions Parole e frasi comuni alleanza altre religioni Assisi Brahmana buddismo buddisti cercatori di dialogo cerchio chiamiamo cielo cinque disposizioni Colui comune concilio Vaticano coscienza Creatore credenza cristiano cultura cuore umano desiderio Chiesa Dio Gesù divino umano dialogo Dio vivente disposizione morale diverse religioni donna musulmani Ebbene ebrei Ecco Eros fecondità fede Figlio Gesù Nazareth gioia giudei Immacolata Concezione indù Julien Ries Kyoto induismo uomo mistero mondo movimento musulmani musulmano umanità creazione pace padre Vidal papa Giovanni Paolo parla parola pentagono pienezza pozzo di Giacobbe preghiera profondità non cristiane religioni tradizionali religioso respiro riconoscere sacro Samaritana serpenti silenzio sorgente spirito taoista Teresa di Lisieux terra triangolo Trinità Paolo VII secolo a.C. Violenza vivere
1771In-4°; pp. 16 grande legno con stemma paaple al frontespizio, nel testo una grande testatina incisa su legno. Legatura in cartonato azzurrino. Leggari restauri interni.
1779In-4°; pp. X, (1), un legno al frontespizio, un capolettera grande, una testatine e un finalino incisi su legno nel testo + pp. XII frontespizio stampato in neo e rosso con una vignetta incisa su rame, nel testo una frande testtatina incisa su rame che raffigura una gloria di aneli con il triangolo della trinità, un finalino e capilettera su rame + pp. XX, FRONT stampato in rosso e neo, stemma papale inciso su legno, nel testo capolettera testata e finalino incisi su legno. Legatura in cartonato colorato.
1682In-4° pp. (24) stemma cardinalizio inciso su legno al front.Contiene l’elenco dei capitoli e delle città per gli spogli, le indicazioni per i Commissari, le istruzioni per interrogare i testimoni e le domande da porre, la tassa per il commissario ossia la decima. Legatura in cartonato semplice.
1667In-12°; pp. 99. Cronaca giorno per giorno dello svolgimento del conclave di Clemente IX, nei mesi di maggio e giugno 1667. Legatura in cartonato semplice. All’interno leggermente brunito.
1965in-4° grande,pp. 51. Edizione in carta di lusso. Testo e musica stampata in rosso e nero. Riporta le modalità della cerimonia di chiusura del Concilio Vaticano II , con i testi delle orazioni, i canti e la relativa musica, della cerimonia stessa presieduta da Paolo VI. Legatura in tela originale rossa con titolo impresso in oro al piatto superiore. Edizione fuori commercio riservata ai Padri Conciliari , molto rara. Esemplare appartenuto a Giov. Battista Gobbi, uno dei padri, il cui nome è scritto a penna al verso della prima carta bianca.
1639In-8°; cc. (16), pp. 613, (2) vignetta incisa su legno al frontespizio, nel testo iscrizione recante il nome di san paolo in greco e in latino, e altro legno raffigurante San Pietro in barca in mandorla. Legatura in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso.
1696In-4°; pp. (8), 72, (8) e bella antiporta incisa su rame che raffigura Ciampini che consegna il libro a Papa Innocenzo XII, sullo sfondo il palazzo Montecitorio, da disegno di Giovan Battista Lenardi incisa da Arnold van Westerhout; al frontespizio lo stemma PIgnatelli inciso su legno. Legatura in cartonato semplice.
1822IN-4°; pp. X, 1cb. Regolamento sull’istituzione da parte di Pio VI di una scuola, con premi e borse di studio per artisti meno facoltosi; vi si parla delle materie oggetto di studio, del regolamento dei professori e dei loro compensi. Tra i firmatari, Giuseppe Valadier, Architetto accademico.
1800In-4°; pp. (2) XXXIII al frontespizio grande legno con stemma pontificio. Decreti in materia di economia e amministrazione della nuova costituzione dello stato pontificio; in italiano. Alcune gore di umidità
1774In-8°. pp. XI, (1) montate su fogli in-4°, senza legatura, un capolettera e un finalino incisi su legno. roma quirinale vaticano clemente XIV funerale feste funeral morte death apparati effimeri ephemeral
1775In-8°. pp. VIII montate su fogli in-4°, senza legatura, stemma papale al frontespizio, una testatina, un capolettera e un finalino incisi su legno. Pio VI cerimonie apertura porta santa roma San Pietro vaticano riti
1775In-8°. pp.(4), montate su fogli in-4°. L’architetto che organizzò la macchina per la cerimonia fu michel’angelo Simonetti; senza legatura. potenza cerimonia ceremony rito rite roma rome vaticano san francesco bonaventura apparato effimero ephemeral basilicata
1775In-8°. pp.8, montate su fogli in-4°. Stemma pontificio inciso su legno. senza legatura. Pio 6 papa Pius VI possesso cavalcata festa feast cerimonia ceremony apparato effimero basilica vaticana vaticano basilica lateranense roma rome ebrei hebrew jew
1740In-4°; pp. 8, stemma xilografato al front., nel testo un grande capolettera e un finalino su legno. Senza Legatura.
1626In-4°; pp. 11 stemma cardinalizio inciso su rame al frontespizio, nel testo due capilettera figurati incisi su legno; dedica al cardinale Giovan Domenico Spinula. Legatura in cartonato..
1625In-4°; pp. 15, (1), stemma reale xilog. al front. Legatura in cartonato.