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réf. 2254Santa Anta CA. Bowers Museum of Cultural Art. 2003. 4to. 256 pp. Hardcover with DJ and decorative slip case. Elaborate exhibition catalog of a collection never seen outside of Tibet. Tibet : Treasures from the Roof of the World. Berger Patricia ; Clark Robert W. ; Bartholomew Terese. Santa Ana Calif.: The Bowers Museum of Cultural Art in collaboration with The Bureau of Cultural Relics Tibet 2003. Cloth with illustration set in to front cover 31 cm. 256 pp. with color plates. Exhibition catalogue. In a cloth and boards slipcase. Very good copy in a dust jacket in very good condition. Slipcase in very good condition. Hardcover 0967961246 $150.00 unknown
1972Brossura cartonata con alette, coperta maggiormente imbrunita al dorso, tagli e pagine con naturale imbrunitura, libro completamente fruibile, appartenente alla collana "L'histoire que nous vivons", presenti illustrazioni in nero fuori testo, numero pagine 308 USATO
2019Ciò che è vivo e impressionante negli scritti di Alexandra David-Néel è il senso della vita nomade e avventurosa che si svolge nelle solitudini erbose del Tibet settentrionale, sugli alti valichi, fra immense catene di monti, che conducono a sud verso il Nepal e l'India. Fra tappe di accampamento e marce estenuanti, in uno scenario di bellezza maestosa e indicibile, spazzato dai grandi venti asiatici, percorso da fiumi precipitosi e dominato dalle più grandiose vette del mondo, la scrittrice ritrova pienamente se stessa e descrive i suoi pellegrinaggi fra mistici e maghi misteriosi. Su questo sfondo incantato, dunque, s'inserisce il presente racconto, che si sviluppa attorno alla magia amorosa da un lato – al di là della forma volgare dei filtri d'amore o di quella demoniaca della magia sessuale vera e propria – e la magia nera dall'altro. Un racconto che permette di conoscere meglio la realtà vivente del Tibet e dei tibetani, che la leggendaria e instancabile viaggiatrice ha così tanto amato e narrato. Autori: Alexandra David-Néel.
2017br. Il "Bardo Thodol" fu composto dal grande maestro Padma Sambhava, nell'VIII o nel IX secolo, per i buddhisti indiani e tibetani. Venne in seguito nascosto per un'era a venire e ritrovato solo nel XIV secolo dal noto «scopritore di tesori» Karma Lingpa. Il libro interpreta le esperienze dello stato intermedio (in tibetano bardo), di solito riferito alla condizione tra la morte e la rinascita. Bardo indica la condizione intermedia (i tibetani distinguono sei stati intermedi: l'intervallo tra la morte e la rinascita, tra il sonno e la veglia, tra la veglia e «l'assorbimento profondo», e i tre stati intermedi durante il processo di morte-rinascita), mentre le parole "thos grol" significano che l'insegnamento offerto da questo libro «libera» non appena lo si «apprenda» o «intenda», offrendo alla persona che affronta lo stato intermedio una comprensione così chiara e profonda da non richiedere una riflessione prolungata. Un'approfondita descrizione del processo di morte ricavata dalla vasta letteratura tibetana sullo yoga supremo, e vaste parti mai tradotte prima dell'opera più ampia ("Il profondo insegnamento della liberazione naturale attraverso la contemplazione delle divinità di buddha miti e feroci") di cui il "Bardo Thodol" costituisce una sezione, fanno di questa versione, curata da uno dei maggiori tibetologi viventi, l'edizione di riferimento per molti anni a venire di un grande classico del pensiero orientale.
2013brossura
2018brossura Al principio del 1939 Heinrich Harrer, ex campione di sci e famoso alpinista austriaco, viene scelto per partecipare alla spedizione sul Nanga Parbat. Tornerà in patria solo dopo incredibili eventi: sarà internato in un campo di concentramento, evaderà più volte, riuscendo a penetrare in terre mai visitate da un occidentale e a fare amicizia con il giovane Dalai Lama; ma soprattutto conoscerà e sarà conquistato da una cultura antica e affascinante, di cui diventerà il paladino. "Sette anni in Tibet" è non soltanto il racconto appassionante di questa straordinaria esperienza - un'avventura al limite dell'incredibile - ma anche una testimonianza storica e umana sugli ultimi anni del Tibet indipendente, alla vigilia della drammatica invasione delle truppe cinesi.
2020br. All'inizio del XX secolo, il Tibet era ancora un territorio misterioso e sconosciuto agli occidentali. Sia la natura sia i suoi abitanti ne rendevano quasi impossibile l'accesso. Circondato da vette alte più di seimila metri perennemente avvolte dalle nevi e protetto da schiere di monaci xenofobi, era il regno del Dalai Lama, l'incarnazione vivente del Buddha, che risiedeva nella città proibita di Lhasa. Numerosi stranieri avevano tentato di raggiungerla, ma quasi tutti erano stati respinti. Nel febbraio 1923, un anno prima di Alexandra David-Néel, a riuscire nell'impresa fu l'americano William M. McGovern, antropologo e studioso del buddismo. Partendo da Darjeeling, in India, McGovern attraversò in pieno inverno gli impervi passi himalayani e le inospitali pianure dell'altopiano, eluse la sorveglianza dei sospettosi funzionari tibetani travestendosi da coolie e riuscì infine ad arrivare al cospetto del Dalai Lama. Il libro è il resoconto dell'ardita spedizione, ma anche un documento sulla geografia, i costumi, le istituzioni politiche e religiose del Paese sul Tetto del Mondo che, per quanto potesse sembrare isolato e cristallizzato nel tempo, stava vivendo in quel periodo una fase di delicate trasformazioni.
2021br. Il Bardo Thodol fu composto dal grande maestro Padma Sambhava, nell'VIII o nel IX secolo, per i buddhisti indiani e tibetani. Venne in seguito nascosto per un'era a venire e ritrovato solo nel XIV secolo dal noto «scopritore di tesori» Karma Lingpa. Il libro interpreta le esperienze dello stato intermedio (in tibetano bardo), di solito riferito alla condizione tra la morte e la rinascita. Bardo indica la condizione intermedia (i tibetani distinguono sei stati intermedi: l'intervallo tra la morte e la rinascita, tra il sonno e la veglia, tra la veglia e «l'assorbimento profondo», e i tre stati intermedi durante il processo di morte-rinascita), mentre le parole thos grol significano che l'insegnamento offerto da questo libro «libera» non appena lo si «apprenda» o «intenda», offrendo alla persona che affronta lo stato intermedio una comprensione così chiara e profonda da non richiedere una riflessione prolungata.
1985ill. Ogni cultura fornisce biografie in qualche forma, che siano di eroi ancestrali, di grandi capi oppure formali biografie di figure culturali o religiose. Sono però pochissime nella nostra cultura le storie di donne dedite alla ricerca spirituale. Eppure la donna ha una naturale tendenza agli stati recettivi della meditazione, della conoscenza intuitiva e della compassione, ma le condizioni storiche, sociali e culturali le hanno sempre reso più difficile esprimere questa potenzialità in modo autonomo. Per trovare una via che effettivamente conduca alla liberazione la donna deve ispirarsi ad altre figure femminili che l'abbiano raggiunta. Le sei biografie di altrettante 'donne di saggezza' tibetane presentate in questo libro mettono in luce ed esaltano il potenziale spirituale insito in tutte le donne. Pur riferendosi a figure vissute in una terra remota e misteriosa, dal dodicesimo secolo fino all'invasione cinese, queste storie hanno una loro profondissima attualità e sanno parlare in modo particolarmente intenso alla donna del ventesimo secolo. Nangsa Obum che muore e rinasce, Jomo Memo che scende nella caverna dell'iniziazione, Drenchen Rema che si ritira in un eremo vivendo per anni di sola acqua, sono altrettanti esempi non solo di sfida al pregiudizio culturale e religioso, ma anche della capacità femminile di raggiungere elevati traguardi sulla via dell'Illuminazione.
2020brossura "Nascere, Vivere e Morire" viene incontro a due esigenze spesso considerate separate o incompatibili: da una parte la naturale tendenza dell'essere umano a ricercare la salute e il benessere nella vita di tutti i giorni, dall'altra la necessità, sempre più sentita, di una conoscenza spirituale autentica e libera da condizionamenti, che ci permetta di affrontare in modo reale i problemi della nascita, della vita e della morte. Nella prima parte, Introduzione ai principi della medicina tibetana, l'autore espone i principi fondamentali della medicina tradizionale tibetana, in modo da consentire al lettore di comprendere alcuni punti trattati in seguito. Nella sezione Nascere vengono toccati numerosi argomenti a partire dalle cause della concezione della vita nel grembo materno fino al comportamento consigliato per la gestante. Nella sezione Vivere Chögyal Namkhai Norbu spiega come vivere in buona salute, descrivendo le cause di squilibrio degli umori che conducono all'insorgere delle malattie. L'autore chiarisce che mantenere un flusso costante di presenza e di consapevolezza durante ogni momento della vita, oltre a costituire una qualità indispensabile per i praticanti di ogni via spirituale, consente di sciogliere le tensioni e di vivere felici e in buona salute. Infine, la sezione Morire affronta la natura della morte e il nostro atteggiamento verso di essa, alla luce della profonda conoscenza contenuta nel Bardo Thödrol, il Libro tibetano dei morti, i cui punti fondamentali vengono introdotti e spiegati con grande chiarezza.
1997br. Negli ultimi trent'anni Akong Tulku Rinpoche ha insegnato in Europa, America e Africa, constatando con i propri occhi le difficoltà che gli occidentali devono quotidianamente affrontare. Le pressioni, le tensioni e la frenesia della vita moderna non sono certo condizioni ideali per il rilassamento e la meditazione: ecco allora gli insegnamenti di questo libro, nati dal desiderio compassionevole di aiutare le persone nella vita di tutti i giorni; ecco allora esposta limpidamente, fra tanti complessi libri e messaggi spirituali, una via semplice e lineare per conseguire quel tipo di felicità per se stessi che porta in aggiunta la felicità per gli altri. Nella prima parte del libro Akong Tulku enuncia i principi più comprensibili e naturali della concezione buddhista così come possono applicarsi nella nostra vita quotidiana. La seconda parte del libro delinea una sequenza di tecniche di rilassamento ed esercizi di meditazione che, se praticati in modo coerente, formeranno la base per un tipo di conoscenza di sé, di terapia mentale e cura di sé che ci accompagneranno vantaggiosamente per tutta la nostra vita. Il programma pratico è stato sperimentato e perfezionato dapprima nei seminari terapeutici del centro Samyé Ling in Scozia - il più antico centro buddhista tibetano occidentale - e ha poi confermato il suo successo tanto in Europa così come in Nord America e Africa.
2021ill., br. Il buddismo è la medicina dell'anima: ha lo scopo di curare la sofferenza universale, sradicando l'ignoranza profonda che ci impedisce di raggiungere la verità ultima. Il Grande Veicolo - il Mahayana - enfatizza il compito di portare ogni essere vivente alla liberazione dalle sofferenze e spinge perciò l'individuo a lavorare su sé stesso, ma sempre con la motivazione di aiutare gli altri. In questo libro, Varenne scandaglia l'antica dottrina tibetana, dalla mistica alle caratteristiche pratiche dello yoga, illustrandoci il profondo senso del buddismo Mahayana, nonché la sua sottile filosofia.
2020brossura Il libro tibetano dei morti è una delle più imponenti opere della cultura di tutti i tempi, uno dei testi della spiritualità orientale che ha avuto maggiore influenza anche sul pensiero occidentale. Risale all'VIII secolo d.C. e raccoglie l'insegnamento sulla vita e la morte predicato dalla semi-leggendaria figura del grande maestro Padmasambhava, sulle esperienze dell'anima cosciente nell'intervallo di tempo che, secondo la cultura buddhista, sta fra la morte e la rinascita. Un testo fondamentale per chi voglia andare al cuore della tradizione spirituale orientale, qui riproposto nella sua prima traduzione italiana direttamente dal tibetano a opera di uno dei più grandi orientalisti del nostro Paese.
2006ill., br. Il Tibet, chiusosi ermeticamente al mondo nel secolo XIX, fu aperto a forza dagli inglesi nel 1904, per tornare subito a richiudersi ancora più ermeticamente di prima. Solo negli anni Trenta cominciarono a presentarsi rare occasioni d'accesso per alcuni privilegiati. Giuseppe Tucci seppe approfittarne più volte. Nelle sue spedizioni del 1937 e del 1948 ebbe come compagno Fosco Maraini, allora giovanissimo, che dalle sue note di viaggio trasse "Segreto Tibet" un libro che ebbe enorme successo e fu tradotto in dodici lingue. Nel Tibet di allora si viveva ancora in un medioevo intatto, un medioevo però altamente e raffinatamente civile privo soltanto di quei mezzi, datici dalla scienza e dalla tecnologia, quali strade, luce elettrica e plastica, fibre sintetiche e gas metano, televisione, giornali e radio. Il popolo tibetano trovava nella propria antica civiltà religiosa, artistica, letteraria, teatrale e musicale i mezzi per trascorrere un'esistenza ricca di soddisfazioni. Dal 1951 a oggi mutamenti drammatici, spesso accompagnati da violenze umilianti e da distruzioni insensate sono stati imposti al Tibet. L'intera struttura della società è stata capovolta e stravolta.
2022br. "Per i Tibetani la morte è o il cominciamento di una nuova vita, come accade per le creature che la luce della verità non rigenerò e trasse a salvazione, o il definitivo disparire di questa fatua personalità - effimera e vana come il riflesso della luna sull'acqua - nella luce indiscriminata della coscienza cosmica, infinita potenzialità spirituale. Continuare ad esistere in una qualunque forma di esistenza, anche come dio, è dolore: perché esistenza vuol dire divenire, e il divenire è l'ombra dell'essere, un sempre rinnovato corrompimento, un non mai soddisfatto desiderio, una pena che mai si placa. La pace è nel dissolversi inconsapevole in quella luce incolore da cui tutte le cose traggono nascimento e che, senza che ne siamo consapevoli, brilla in noi stessi. Per dirlo con altre parole, quando si muore, sono due le vie che a noi si aprono: o un definitivo spegnimento della creatura singola che è la sorte degli Eletti; oppure la rinascita, che attende chi non seppe comprendere che tutto è sogno. Per la qual cosa, questo trattato dovrebbe essere piuttosto conosciuto, anziché come il libro dei morti, col suo vero nome tibetano, che significa libro della salvazione, o traducendo alla lettera: «il libro che conduce alla salvazione dall'esistenza intermedia per il solo sentirlo recitare», perché la sua recitazione evoca nel principio cosciente del morituro o del defunto la verità redentrice. E per salvazione s'intende appunto lo spegnimento della personalità, o come l'evasione da una nuova rinascita verso la quale il carma maturando fatalmente ci urge." (Dall'Introduzione di Giuseppe Tucci)
1987ill.
2016br. Nel corso dei suoi innumerevoli viaggi in Tibet per studiare le commistioni tra buddismo e sciamanesimo, l'esploratrice francese Alexandra David-Neel fu spettatrice di eventi straordinari dalla natura "miracolosa". Dalla telepatia alla compresenza dello stesso individuo in due luoghi nello stesso momento, furono molti i fenomeni che, agli occhi di uno studioso, non erano giustificabili attraverso criteri scientifici. In questo volume David-Neel - da profonda conoscitrice delle realtà e dei dialetti tibetani qual è - con spirito indipendente e libero da ogni preconcetto ci offre uno spaccato dell'affascinante mondo del misticismo e della filosofia tibetana.
2014brossura Con le tre opere raccolte in questo volume il Dalai Lama illustra al lettore occidentale il pensiero buddhista. In "La via della liberazione" sono esposti e commentati con chiarezza gli insegnamenti fondamentali del buddhismo tibetano; con "La mente e il cuore" vengono trattati gli esercizi spirituali per risvegliare la propria mente e prepararla all'illuminazione. Infine, dal momento che per vivere un'esistenza piena e felice è necessario il raggiungimento di uno stato di pace totale, con l'ultimo scritto "La gioia di vivere e morire in pace" il lettore affronta il cammino per eliminare la sofferenza provocata dal continuo ciclo di morti e rinascite. Un libro che si propone come una guida accessibile non solo a chi segue già i precetti del buddhismo, ma a chiunque intenda accostarvisi con l'aiuto degli insegnamenti del suo maggiore rappresentante.
1992ill. Nelle tradizioni segrete del Tibet troviamo dottrine che si occupano dei problemi centrali dell'esistenza umana, delle vie da percorrere per arrivare all'autoconoscenza. Il libro tibetano dei morti fa parte di queste tradizioni segrete. È un'opera che descrive tutte le visioni postmortali corrispondenti a profonde conoscenze dei maestri tibetani, attingendo alla ricca tradizione delle dottrine segrete tibetane. Sono narrati gli eventi del trapasso e le esperienze del dopo-morte che vanno dalla reincarnazione alla liberazione totale.
2006ill., br. Una maggiore mobilità, più scioltezza e un'aumentata efficienza sono i principali effetti positivi dei famosi ed efficaci Cinque Riti, apprezzati da milioni di persone nel mondo. Maruscha Magyarosy con il suo programma in cinque tappe ci mostra come sia possibile intensificare la benefica efficacia dei Cinque Tibetani per mezzo di una pratica regolare collegata con esercizi di meditazione e rilassamento e visualizzazioni risanatrici. Attraverso questo manuale potremo imparare a dire nuovamente sì a noi stessi, sì al nostro corpo, sì ai nostri sentimenti, sì ai nostri genitori, sì alla nostra essenza ottenendo una nuova qualità di vita e un solido equilibrio spirituale.
1968In-8° pp. 317, bross. edit. ill. Lievi tracce d'uso.
2006In-8°, pp. 218 con alcune mappe disegnate n.t. Bross. edit. illustrata.