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1903rif. K-2236Wien, Kaiserlich-K?nigliches Milit?r-Geographisches Institut, ca. 1903. Hochformat, ca. 38 x 55 cm, gefaltet zu 16 Segmenten auf Leinen gezogen , Ausgabe: mehrf?rbig; Zustand: gut
rif. K-2237Wien, Kaiserlich-K?nigliches Milit?r-Geographisches Institut, o. J. Hochformat, ca. 38 x 55 cm, gefaltet zu 16 Segmenten auf Leinen gezogen , Ausgabe: mehrf?rbig; Zustand: gut
1907rif. A111-024Wien, Kaiserlich-K?nigliches Milit?r-Geographisches Institut, 1907. Hochformat, ca. 42 x 55 cm, Ausgabe: mehrf?rbig; Zustand: gut +
1903rif. A111-023Wien, Kaiserlich-K?nigliches Milit?r-Geographisches Institut, 1903. Hochformat, ca. 42 x 55 cm, Ausgabe: mehrf?rbig; Zustand: gut +
1904rif. A111-016Wien, Kaiserlich-K?nigliches Milit?r-Geographisches Institut, 1904. Hochformat, ca. 42 x 55 cm; Zustand: gut +
1895rif. A141-1297Wien, Kaiserlich-K?nigliches Milit?r-Geographisches Institut, 1895. Hochformat, ca. 42 x 55 cm, gefaltet zu 16 Segmenten, Ausgabe: mehrf?rbig; Zustand: kleine L?cher an Falzecken der Mitte, Falzkanten etwas berieben und am Rand leicht eingerissen, sonst gut
1912rif. A141-1295Wien, Kaiserlich-K?nigliches Milit?r-Geographisches Institut, 1912. Hochformat, ca. 42 x 55 cm, gefaltet zu 8 Segmenten, Ausgabe: mehrf?rbig; Zustand: gut +
1900rif. A141-1279Wien, Kaiserlich-K?nigliches Milit?r-Geographisches Institut, [um 1900]. Hochformat, ca. 38 x 55 cm, gefaltet zu 8 Segmenten, Ausgabe: mehrf?rbig; Zustand: Grenzen mit blauem Bunstift markiert, eine Markierung mit rotem Buntstift, sonst gut +
1903rif. A111-008Wien, Kaiserlich-K?nigliches Milit?r-Geographisches Institut, 1903. Hochformat, ca. 42 x 55 cm, Ausgabe: mehrf?rbig; Zustand: gut + kleiner Verf?rbung am Kartenrand ausserhalb des Kartenbildes
1914rif. A111-001Wien, Kaiserlich-K?nigliches Milit?r-Geographisches Institut, um 1914. Hochformat, ca. 42 x 55 cm, mit breitem Rand, Ausgabe: mehrf?rbig; Zustand: gut +
rif. 38149Berlin, Die gestalten Verlag, 2019. 4°, 287 S., zahlreiche farb. Abb., , Because of nonsensical laws, orders outside of Germany will only be carried out if the delivery is made to an address in Germany! Lieferungen NUR an Adressen in Deutschland! Bezahlung per PayPal möglich, we accept PayPal, min. Gebr.sp., Pappband, gebunden
1976rif. 33347France, Librairie Larousse, 1976. ca. 150 Seiten , 30 cm, Hardcover/Pappeinband
1976Sovraccoperta leggermente stanca agli angoli e ai margini; piatti lievemente macchiati; dorso leggermente brunito, usurato alla cima; presente strappo al piatto superiore in prossimità della cima del dorso; triangolo del prezzo ritagliato. Legatura celeste con titoli dorati solo al dorso, leggermente stanca agli angoli. Pagine ben salde alla cerniera, su carta patinata. Numero pagine 207. USATO
1979Coperta minimamente imbrunita al dorso, tagli e pagine con naturale leggera imbrunitura, libro completamente fruibile, presenti numerose illustrazioni a colori e in nero nel testo, numero pagine 207 USATO
1996Libri copertina leggermente rovinata; Copertina morbida; sottolineature a matita; tracce di scrittura a matita
2005All'interno dei processi di integrazione globale oggi in corso - anche in considerazione dei risvolti di ordine e disordine ad essi collegati - le radici mediterranee della cultura europea sono di vitale importanza. In questo volume vengono pensate come il possibile fondamento di una identità civile e politica dell'Europa unita, che ne faccia un attore centrale nel quadro degli equilibri e delle strategie globali. Il dialogo fra le due sponde potrebbe offrire la chiave per un'alternativa all'universalismo "oceanico", e quindi per un riscatto sia dell'Europa che del mondo islamico dall'attuale soggezione all'egemonia culturale, politica e militare dell'impero atlantico. Ciò potrebbe avere effetti di pacificazione ben oltre le sponde mediterranee. Autori: Ferhat Horciani, Danilo Zolo.
2019Curatori: Andrea Benedetti, Ulrich Van Loyen.
2019Il dibattito pubblico attuale sul Mediterraneo si dispiega lungo tre assi fondamentali: politico, giuridico e religioso. Il rischio, tuttavia, è quello di pensare le tre dimensioni a partire da concetti e filosofie propri di una sola sponda del mare, generando un dialogo che, fin dall'inizio, si manifesta essenzialmente come un monologo. "Lumi sul Mediterraneo" è pensato, al contrario, come un’esperienza di condivisione e confronto di cui il mare rappresenti il tavolo comune, posto al centro degli scarti tra le differenti sensibilità e i diversi linguaggi in campo. Muovendo dalle riflessioni del filosofo tunisino Fathi Triki e, in particolare, dalla sua teoria del vivre-ensemble dans la dignité, intellettuali e studiosi del gruppo di ricerca Filosofia in movimento presentano una ricostruzione storico-ontologica della straordinaria peculiarità del vivere-insieme mediterraneo, mettendo in luce le attuali contraddizioni e criticità e prospettando nuovi percorsi di riflessione. Con testi di Triki, Reale, Montanari, Quintili, Petrucciani, Macrì e Bilotti. Curatori: Antonio Cecere, Antonio Coratti.
2018Con una punta di orgoglio, gli antichi Romani lo chiamavano mare nostrum. Orgoglio giustificato, soprattutto dopo la sconfitta e la distruzione di Cartagine, pericolosa dirimpettaia sulla costa africana del Mediterraneo. In realtà, più che mare nostrum in senso esclusivo, il Mediterraneo è stato, storicamente, il "mare fra le terre". Ancora prima di Roma, congiunge l'antico Egitto e il "miracolo greco", che in una criptica osservazione di Platone nella sua "lettera settima", essenzialmente autobiografica, non sarebbe comprensibile senza l'apporto egiziano. Ancor più precisamente, il Mediterraneo è il ponte per l'impressionante abbraccio da Samarcanda a Cordova e Siviglia e per il fecondo incontro, in Sicilia, fra i Normanni e la cultura araba. Oggi, questo mare può far pensare a un cimitero a cielo aperto. Spetta all'Europa ritrovare i termini, economico-culturali e storici, per una immigrazione che non sia caotica estraneità, ma ancora una volta, occasione di arricchimento interculturale e progresso civile. Le difficoltà sono evidenti. Autori: Franco Ferrarotti.
2016ill., br. Da sempre il Mediterraneo - il "mare fra le terre" - è stato un crocevia di popoli, culture, lingue, religioni, che ne hanno fatto il cuore pulsante del Vecchio Mondo. A segnare la storia del "grande mare", il nome con cui era noto nella tradizione ebraica, non sono stati, secondo lo storico britannico David Abulafia, il clima, i venti o le correnti, ma gli uomini (navigatori, mercanti, missionari, condottieri, crociati, pellegrini, pirati), che, mettendo in contatto le regioni più remote di questo vasto bacino, lo hanno reso "forse il più dinamico luogo di interazione tra società diverse sulla faccia del pianeta". Anziché richiamarsi a un'astratta e statica "identità mediterranea", l'autore pone l'accento sul cambiamento di una regione che nel corso dei millenni ha visto sorgere e tramontare imperi e civiltà, è stata teatro di feroci battaglie per il monopolio politico e commerciale, e che infine, prima con la scoperta della rotta atlantica e poi con l'apertura del canale di Suez, ha perso sempre più importanza nelle relazioni e nei commerci internazionali, per trovare la sua nuova e insospettata vocazione nel turismo di massa e diventare, più recentemente, il complesso scenario di incessanti flussi migratori. Al centro di questa affascinante ricostruzione non ci sono soltanto gli eventi e i personaggi più importanti della storia economica, politica e militare, ma anche figure solo apparentemente di fondo.
2010br. Non è esagerato dire che la pubblicazione di questo libro di Braudel ha segnato una data nella storiografia internazionale. L'opera, di lettura affascinante, ha innovato profondamente la nostra visione della vita europea e mediterranea nel Cinquecento: allo schema tradizionale della crisi sopraggiunta come conseguenza delle nuove vie di navigazione atlantica, Braudel contrapponeva - con la forza di convinzione che derivava da una conoscenza precisa di fonti sterminate - la visione di un mondo ancora pieno di traffici e di contrasti, di tensioni e scambi, di cui erano partecipi, direttamente o indirettamente, non solo i paesi rivieraschi, ma anche Stati lontani. In altre parole, la vitalità dell'area mediterranea risultava dirompente ed essenziale, per le civiltà del vecchio mondo, ancora per tutto il XVI secolo. Lo studio della storia visto come connessione di tre momenti diversi - la storia di lento svolgimento e di lente trasformazioni, secolari o addirittura millenarie, la storia ritmata in cicli più brevi, ma pur sempre pluridecennali, e infine la storia "secondo la dimensione dell'individuo" mostrava, attraverso questa indagine, la sua efficacia e il suo valore di strumento per l'analisi delle grandi età del passato.